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    <title>eWibe Blog</title>
    <link>https://blog.ewibe.com</link>
    <description>Scopri il mondo del vino pregiato con eWibe. Notizie, approfondimenti, strategie d'investimento e tendenze del mercato: tutto quello che devi sapere per navigare con successo nel settore del vino come asset d'investimento.</description>
    <language>it</language>
    <pubDate>Mon, 05 Oct 2026 20:00:00 GMT</pubDate>
    <dc:date>2026-10-05T20:00:00Z</dc:date>
    <item>
      <title>Dom Pérignon 2018, la prima annata di Vincent Chaperon</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/dom-perignon-2018-vincent-chaperon</link>
      <description><![CDATA[<p>Dom Pérignon Vintage 2018, un'estate calda tradotta in freschezza: la prima annata di Vincent Chaperon, accanto al raro 2017 e al Plénitude 2 2008.</p>]]></description>
      <category>Champagne</category>
      <pubDate>Mon, 05 Oct 2026 20:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Redazione eWibe)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/dom-perignon-2018-vincent-chaperon</guid>
      <dc:date>2026-10-05T20:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Monfortino 2019: il Barolo Riserva di Giacomo Conterno</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/monfortino-2019-il-barolo-riserva-di-giacomo-conterno</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/monfortino-2019-il-barolo-riserva-di-giacomo-conterno" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/selezioneMonfortinoBolaffi-af3c67.webp" alt="Monfortino 2019: il Barolo Riserva di Giacomo Conterno" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Monfortino 2019: storia, stile e valore del Barolo Riserva di Giacomo Conterno, il Nebbiolo più iconico d'Italia, tornato sul mercato dopo anni di attesa.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/monfortino-2019-il-barolo-riserva-di-giacomo-conterno" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/selezioneMonfortinoBolaffi-af3c67.webp" alt="Monfortino 2019: il Barolo Riserva di Giacomo Conterno" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p data-end="843" data-start="452">Ci sono vini che raccontano un territorio. Altri che definiscono uno stile.<br data-end="530" data-start="527"/>E poi ci sono vini come il <strong data-end="586" data-start="557">Barolo Riserva Monfortino</strong>, capaci di superare il tempo e diventare <strong data-end="636" data-start="628">mito</strong>, simbolo di purezza e dedizione assoluta.<br data-end="681" data-start="678"/>L’<strong data-end="698" data-start="683">annata 2019</strong>, ultima disponibile dopo un’attesa di anni, segna il ritorno di una leggenda e un nuovo capitolo nella storia del Nebbiolo più iconico d’Italia.</p><hr data-end="848" data-start="845"/>
<h3 data-end="892" data-start="850"><strong data-end="892" data-start="854">Un secolo di perfezione piemontese</strong></h3>
<p data-end="1441" data-start="894">Tutto inizia nel <strong data-end="919" data-start="911">1900</strong>, quando <strong data-end="948" data-start="928">Giacomo Conterno</strong> fonda la sua cantina a Monforte d’Alba, nel cuore delle Langhe. Dodici anni più tardi, il figlio <strong data-end="1058" data-start="1046">Giovanni</strong> imbottiglia il primo “Vino Barolo” e getta le basi di una filosofia che non cambierà mai: <strong data-end="1200" data-start="1149">fedeltà assoluta alla tradizione e alla qualità</strong>.<br data-end="1204" data-start="1201"/>Nel <strong data-end="1216" data-start="1208">1924</strong> nasce il nome che entrerà nella leggenda: <strong data-end="1273" data-start="1259">Monfortino</strong>. Un vino prodotto solo nelle migliori annate, con uve Nebbiolo provenienti dai vigneti più vocati e vinificato secondo uno stile austero, profondo e senza compromessi.</p>
<p data-end="1749" data-start="1443">La grande svolta arriva nel <strong data-end="1479" data-start="1471">1974</strong>, quando la famiglia Conterno acquisisce la <strong data-end="1542" data-start="1523">Cascina Francia</strong> a <strong data-end="1566" data-start="1545">Serralunga d’Alba</strong>, 14 ettari di suoli calcareo-argillosi capaci di generare vini di struttura e tensione straordinarie. È qui che Monfortino diventa ciò che conosciamo oggi: <strong data-end="1748" data-start="1723">una leggenda italiana</strong>.</p>
<hr data-end="1754" data-start="1751"/>
<h3 data-end="1793" data-start="1756"><strong data-end="1793" data-start="1760">L’eredità di Roberto Conterno</strong></h3>
<p data-end="2189" data-start="1795">Dal <strong data-end="1807" data-start="1799">1988</strong>, la cantina è guidata da <strong data-end="1853" data-start="1833">Roberto Conterno</strong>, figura carismatica e perfezionista, erede di una filosofia tanto rigorosa quanto visionaria.<br data-end="1950" data-start="1947"/>Roberto ha saputo custodire l’identità storica del Monfortino, ampliando al contempo l’orizzonte produttivo con l’acquisto di <strong data-end="2088" data-start="2076">Cerretta</strong> e <strong data-end="2101" data-start="2091">Arione</strong>, due cru contigui a Cascina Francia che donano nuove sfumature di finezza e profondità.</p>
<p data-end="2385" data-start="2191">È sua la decisione di includere, a partire da questa annata, anche le uve di Arione nel blend finale — una scelta che conferisce al 2019 <strong data-end="2384" data-start="2328">una trama più elegante e un’armonia senza precedenti</strong>.</p>
<hr data-end="2390" data-start="2387"/>
<h3 data-end="2444" data-start="2392"><strong data-end="2444" data-start="2396">L’annata 2019: equilibrio, tensione e grazia</strong></h3>
<p data-end="2585" data-start="2446">Dopo l’ultima uscita del 2015, il <strong data-end="2499" data-start="2480">Monfortino 2019</strong> era uno dei vini più attesi del decennio.<br data-end="2544" data-start="2541"/>E le aspettative non sono state deluse.</p>
<p data-end="2812" data-start="2587">Secondo <strong data-end="2615" data-start="2595">Roberto Conterno</strong>, “il 2019 ricorda il 2013, ma con un tocco di finezza in più grazie all’Arione”.<br data-end="2699" data-start="2696"/>Un’annata segnata da condizioni climatiche equilibrate, maturazioni perfette e tannini di straordinaria dolcezza.</p>
<p data-end="3225" data-start="2814">Al naso, il vino si apre su un bouquet profondo di <strong data-end="2931" data-start="2865">rose secche, liquirizia, tabacco biondo e piccoli frutti rossi</strong>. Al palato è <strong data-end="2978" data-start="2945">ricco, stratificato, vibrante</strong>, con tannini cesellati e una persistenza interminabile.<br data-end="3037" data-start="3034"/>La <strong data-end="3074" data-start="3040">fermentazione in tini di legno</strong> e la <strong data-end="3112" data-start="3080">maturazione di 6 anni totali</strong> — di cui 5 in botte grande e uno in bottiglia — donano al vino una complessità e una longevità fuori dal comune.</p>
<p data-end="3400" data-start="3227">È un Barolo Riserva <strong data-end="3297" data-start="3247">austero, monumentale ma di grande raffinatezza</strong>, destinato a crescere per decenni, evolvendo lentamente verso sfumature sempre più eteree e armoniche.</p>
<hr data-end="3405" data-start="3402"/>
<h3 data-end="3453" data-start="3407"><strong data-end="3453" data-start="3411">I giudizi della critica internazionale</strong></h3>
<p data-end="3541" data-start="3455">Come da tradizione, la critica ha accolto il Monfortino 2019 con entusiasmo unanime:</p>
<ul data-end="3889" data-start="3543">
<li data-end="3734" data-start="3543">
<p data-end="3734" data-start="3545">⭐ <strong data-end="3590" data-start="3547">100/100 – Wine Advocate (Robert Parker)</strong><br data-end="3593" data-start="3590"/>“L’essenza del Nebbiolo senza fronzoli. Domina con cura la potenza crescente e la riduce a estrema finezza e precisione.” — <em data-end="3734" data-start="3719">Monica Larner</em></p>
</li>
<li data-end="3889" data-start="3736">
<p data-end="3889" data-start="3738">⭐ <strong data-end="3777" data-start="3740">99/100 – Vinous (Antonio Galloni)</strong><br data-end="3780" data-start="3777"/>“Un Monfortino molto serio, profondo, che unisce Francia e Arione in un’espressione di purezza assoluta.”</p>
</li>
</ul>
<p data-end="4023" data-start="3891">Due voci che, insieme, confermano l’assoluta eccellenza di questa annata, già destinata a entrare nell’Olimpo dei grandi Monfortino.</p>
<hr data-end="4028" data-start="4025"/>
<h3 data-end="4075" data-start="4030"><strong data-end="4075" data-start="4034">Un’icona da collezione e investimento</strong></h3>
<p data-end="4386" data-start="4077">Il <strong data-end="4094" data-start="4080">Monfortino</strong> è da sempre una delle etichette più ricercate sul mercato collezionistico internazionale. La produzione limitata, l’evoluzione straordinaria in bottiglia e la reputazione impeccabile della cantina ne fanno un vino che <strong data-end="4343" data-start="4313">cresce di valore nel tempo</strong>, tanto quanto in complessità sensoriale.</p>
<p data-end="4608" data-start="4388">Negli ultimi vent’anni, le vecchie annate hanno visto <strong data-end="4481" data-start="4442">incrementi di prezzo a doppia cifra</strong>, rendendo Monfortino non solo un tesoro per l’anima, ma anche un <strong data-end="4573" data-start="4547">asset di lungo periodo</strong> per gli investitori del fine wine.</p>
<hr data-end="4613" data-start="4610"/>
<h3 data-end="4660" data-start="4615"><strong data-end="4660" data-start="4619">Autenticità e sicurezza firmate eWibe</strong></h3>
<p data-end="4925" data-start="4662">Su <strong data-end="4674" data-start="4665">eWibe</strong>, ogni bottiglia è <strong data-end="4776" data-start="4693">autentica, certificata e proveniente direttamente dalle cantine più prestigiose</strong>.<br data-end="4780" data-start="4777"/>Tutti i vini vengono conservati in <strong data-end="4876" data-start="4815">cantina professionale a temperatura e umidità controllate</strong>, per garantire le condizioni ideali nel tempo.</p>
<p data-end="5078" data-start="4927">Puoi scegliere di <strong data-end="5020" data-start="4945">custodirlo nella tua cantina online oppure riceverlo comodamente a casa</strong>, con spedizione assicurata e imballaggio professionale.</p>
<hr data-end="5083" data-start="5080"/>
<h3 data-end="5124" data-start="5070"><strong data-end="5124" data-start="5074">Scopri di più o acquistalo su eWibe Collection</strong></h3>
<p data-end="5393" data-start="5126">Il <strong data-end="5163" data-start="5129">Barolo Riserva Monfortino 2019</strong> ti aspetta su <strong data-end="5198" data-start="5178">eWibe Collection</strong>, la piattaforma dedicata alle selezioni più rare e iconiche.<br data-end="5262" data-start="5259"/>Scopri tutti i dettagli, la disponibilità aggiornata e assicurati la tua bottiglia di una delle annate più leggendarie di sempre.</p>
<p data-end="5517" data-start="5395">👉 <strong data-end="5515" data-start="5398"><a data-end="5513" data-start="5400" href="https://collection.ewibe.it/monfortino-2019" rel="noopener" target="_blank">Visita la pagina ufficiale del Monfortino 2019 su eWibe Collection<span aria-hidden="true"><svg data-rtl-flip="" fill="currentColor" height="20" viewbox="0 0 20 20" width="20" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M14.3349 13.3301V6.60645L5.47065 15.4707C5.21095 15.7304 4.78895 15.7304 4.52925 15.4707C4.26955 15.211 4.26955 14.789 4.52925 14.5293L13.3935 5.66504H6.66011C6.29284 5.66504 5.99507 5.36727 5.99507 5C5.99507 4.63273 6.29284 4.33496 6.66011 4.33496H14.9999L15.1337 4.34863C15.4369 4.41057 15.665 4.67857 15.665 5V13.3301C15.6649 13.6973 15.3672 13.9951 14.9999 13.9951C14.6327 13.9951 14.335 13.6973 14.3349 13.3301Z"></path></svg></span></a></strong></p>
<p data-end="5618" data-start="5519">Custodiscilo nella tua cantina online oppure ricevilo comodamente a casa.<br data-end="5595" data-start="5592"/>Disponibilità limitata.</p>
<p data-end="5596" data-start="5495"> </p>]]></content:encoded>
      <category>Vini da investimento</category>
      <pubDate>Wed, 15 Oct 2025 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Leonardo Bernasconi)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/monfortino-2019-il-barolo-riserva-di-giacomo-conterno</guid>
      <dc:date>2025-10-15T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>eWibe Black: la nuova esperienza premium per collezionare e investire in vini di pregio</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/ewibe-black-abbonamento</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/ewibe-black-abbonamento" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Sassicaia-Apr-29-2025-08-33-03-6411-AM-8f8c77.webp" alt="eWibe Black: la nuova esperienza premium per collezionare e investire in vini di pregio" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Una nuova esperienza di investimento in vini di pregio: i nostri esperti potranno costruire e monitorare per te una collezione, ottimizzata e diversificata.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/ewibe-black-abbonamento" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Sassicaia-Apr-29-2025-08-33-03-6411-AM-8f8c77.webp" alt="eWibe Black: la nuova esperienza premium per collezionare e investire in vini di pregio" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Investire in vini di pregio richiede tempo, un'attenzione costante al mercato e ai suoi trend, la conoscenza delle migliori cantine e l'abilità di capire quale è il momento migliore per ampliare il proprio portafogli.</p>
<p>E se ti dicessimo che puoi evitare tutto questo e goderti semplicemente il piacere di collezionare vino, senza rinunciare a un portafoglio sempre ottimizzato e diversificato?</p>
<p>Come? Ti presentiamo Black, una nuova esperienza premium e su misura, riservata agli investitori in vini di pregio più esigenti. Grazie a questa i nostri esperti potranno costruire e monitorare per te una collezione, ottimizzata e diversificata, capace di soddisfare le tue esigenze e i tuoi obiettivi specifici, mentre tu avrai modo di goderti l'esperienza di collezionare grandi bottiglie, senza pensieri.</p><figure class="gallery"><img alt="Collection" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Collection-6a01e3.webp"/></figure>

<h3>I vantaggi di eWibe Black</h3>
<p>Con il nostro servizio all-in-one puoi accedere a un'esperienza di investimento più evoluta e personalizzata, grazie a una serie di vantaggi esclusivi:</p>
<ul>
<li><strong>Unica commissione annuale e competitiva</strong><br/>Sostituisce tutte le commissioni di acquisto, vendita e gestione della cantina con una fee omnicomprensiva annuale, proporzionata al valore del portafoglio, per una struttura di costi esclusiva, semplice e trasparente.</li>
<li><strong>Consulenza dedicata e personalizzata</strong><br/>Un team di professionisti ti seguirà in modo continuativo, offrendo soluzioni su misura, risposte rapide ai tuoi quesiti e un supporto proattivo in ogni fase dell’investimento.</li>
<li><strong>Monitoraggio e ottimizzazioni costanti</strong><br/>Gli esperti eWibe analizzano regolarmente le condizioni di mercato e adattano la strategia di investimento, così da migliorare il ritorno medio annuo e limitare i rischi.</li>
<li><strong>Servizi aggiuntivi e reportistica avanzata</strong><br/>Oltre alle novità qui sopra, avrai accesso a report dettagliati, aggiornamenti periodici e tool di analisi per comprendere l’evoluzione del tuo patrimonio in modo chiaro e completo.</li>
<li><strong>Supporto costante</strong><br/>Le competenze e l’esperienza del team eWibe si traducono in un approccio di investimento rigoroso, che coniuga l’analisi approfondita dei mercati globali con strategie adeguate al tuo profilo di rischio e all’orizzonte di investimento ideale.</li>
</ul>
<figure class="gallery"><img alt="Laptop" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Laptop-bd5f05.webp"/></figure>
<h3><strong>Come funziona eWibe Black</strong></h3>
<p>Puoi scegliere fra 3 tipi di investimento, che prevedono specifiche commissioni per la gestione annuale:</p>
<ul>
<li>da <strong>10.000 a 25.000€</strong> con commissioni del <strong>2,9%</strong><br/><br/></li>
<li>da <strong>25.000 a 50.000€</strong> con commissioni del <strong>2,5%<br/><br/></strong></li>
<li>da <strong>50.000€</strong> in su con commissioni del  <strong>2%</strong></li>
</ul>
<p><strong>Hai già caricato dei fondi sul tuo wallet online?</strong></p>
<h3>Puoi aderire anche tu a Black. Un nostro consulente ti contatterà per supportarti in una di queste 2 opzioni:</h3>
<ol>
<li>Se il tuo portafoglio è inferiore ai 10.000€, con nuovi investimenti potrai raggiungere la soglia minima prevista per uno dei 3 piani che sceglierai, e unirti alla nostra iniziativa.<br/><br/></li>
<li>Se invece il tuo portafoglio è già superiore alla cifra minima prevista per il piano che desideri attivare, ti invieremo un link per saldare la fee annuale pari al 2%, mentre le fee di deposito mensili verranno automaticamente rimosse.</li>
</ol>
<p>Come attivare l'abbonamento Black</p>
<p>Bastano 4 mosse:</p>
<h3>1. Completa il form eWibe</h3>
<p>Completa l’iscrizione in pochi minuti per manifestare il tuo interesse e valutare l’opportunità.</p>
<h3>2. Richiedi una consulenza</h3>
<p>Prenota una chiamata gratuita e senza impegno con i nostri esperti per chiarire le tue esigenze e definire i tuoi obiettivi.</p>
<h3>3. Attiva il tuo portafoglio</h3>
<p>I nostri consulenti selezioneranno per te le migliori richieste presenti sul mercato di eWibe. Una volta depositati i fondi, avrai a disposizione tutto quello che ti serve per valutare le performance e nuove occasioni di investimento.</p>
<h3>4. Goditi la tua passione</h3>
<p>A tutto il resto pensiamo noi. Ci occuperemo di supportarti nella gestione e monitoraggio del portafoglio, con aggiornamenti periodici sull'andamento dell'investimento.</p>
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      <category>Vini da investimento</category>
      <pubDate>Tue, 29 Apr 2025 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Alessandro Balia)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/ewibe-black-abbonamento</guid>
      <dc:date>2025-04-29T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Come conservare i vini di pregio</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/come-conservare-i-vini-di-pregio</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/come-conservare-i-vini-di-pregio" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/contemporay-wine-cellar_design-la-jolla-master-builders_w_10-f98e1e.webp" alt="Come conservare i vini di pregio" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri come conservare i vini di pregio seguendo 6 regole essenziali e la soluzione innovativa di eWibe per investitori e collezionisti.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/come-conservare-i-vini-di-pregio" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/contemporay-wine-cellar_design-la-jolla-master-builders_w_10-f98e1e.webp" alt="Come conservare i vini di pregio" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><div data-hs-island="true" id="island-a1b087n1a2dbaR1"><div aria-label="Riproduci audio: Come conservare i Vini di Pregio" class="hs-audio-player _hs-audio-player_1nxo7_1" data-status="initial" data-testid="audio-player" role="group" tabindex="0"><div aria-label="Tasto play" class="_control-button_1nxo7_36 _play-pause-button_1nxo7_122 hs-audio-player__play-pause-button" data-testid="play-pause-button" role="button" tabindex="-1"><span aria-busy="true" aria-label="Caricamento" class="_loading-spinner_1nxo7_147 hs-audio-player__loading-spinner"><span class="hs-audio-player__loading-icon"><svg aria-hidden="true" height="40" viewbox="0 0 40 40" width="40" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M0 20C0 31.0457 8.95431 40 20 40C31.0457 40 40 31.0457 40 20C40 8.9543 31.0457 0 20 0C8.95431 0 0 8.9543 0 20ZM36.4 20C36.4 29.0575 29.0575 36.4 20 36.4C10.9425 36.4 3.6 29.0575 3.6 20C3.6 10.9425 10.9425 3.6 20 3.6C29.0575 3.6 36.4 10.9425 36.4 20Z" fill="url(#paint0_angular_1434_396)"></path><circle cx="20" cy="20" fill="none" r="18" stroke="#00a4bd" stroke-width="3"></circle><defs><radialgradient cx="0" cy="0" gradienttransform="translate(20 20) rotate(90) scale(20)" gradientunits="userSpaceOnUse" id="paint0_angular_1434_396" r="1"><stop stop-color="#00A4BD"></stop><stop offset="0.489583" stop-color="#7FD1DE"></stop><stop offset="1" stop-color="#7FD1DE"></stop></radialgradient></defs></svg></span></span></div>Come conservare i Vini di Pregio8:01</div></div>
<h2><strong>Come conservare i vini di pregio</strong></h2>
<p>Se collezionare vini di pregio è un’arte, custodirli in modo ottimale è una necessità.</p><p>Conservare le bottiglie in ambienti non idonei o seguendo modalità di stoccaggio approssimative significa non solo rischiare di compromettere la qualità e le proprietà del vino, ma anche di non attirare l’interesse di collezionisti e investitori sulle bottiglie stesse.</p>
<p>In questo articolo vedremo come conservare i vini di pregio e qual è la soluzione offerta da eWibe.</p>
<h2><strong>5 regole per conservare il vino</strong></h2>
<p>Costruire una cantina in autonomia può costare anche 20.000€, quindi spesso diventa un lusso per pochi. In alternativa ci si può sempre affidare ad una società professionale che conservi le bottiglie acquistate per conto tuo.</p>
<p>Intanto, ti proponiamo un vademecum che ti aiuterà a non compromettere le proprietà organolettiche del vino.<br/><br/></p>
<h3><strong>Conserva il vino alla temperatura adeguata</strong></h3>
<figure class="gallery"><img alt="contemporay-wine-cellar_design-la-jolla-master-builders_w_1053" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/contemporay-wine-cellar_design-la-jolla-master-builders_w_10-c559e1.webp"/></figure>
<p><br/>Temperature eccessivamente calde o fredde possono influire sulla qualità del vino. In generale, la temperatura ideale per la conservazione a breve o lungo termine deve essere compresa tra i 13 e i 15° C, ma può variare a seconda del tipo di vino. </p>
<p>Il vino non dovrebbe mai essere conservato sotto i -4°C (25°F) o o sopra i 20°C (68°F). È fondamentale mantenere la temperatura di conservazione il più stabile possibile: le fluttuazioni termiche possono provocare l'espansione e la contrazione del tappo, causando la fuoriuscita del vino o l'ingresso dell'aria</p>
<h3><strong>Disponi le bottiglie di vino in orizzontale</strong></h3>
<figure class="gallery"><img alt="wine-cellar-7" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/wine-cellar-7-f3a962.webp"/></figure>
<p>Prima di approfondire questo passaggio è bene fare chiarezza su quali siano i benefici del tappo di sughero, per comprendere meglio come una conservazione non ottimale delle bottiglie possa avere effetti negativi anche in questo senso.</p>
<p>I tappi di sughero furono diffusi impiegati nel settore enologico a partire dal <strong>1685</strong>. Uno dei punti di forza è rappresentato dall’<strong>ermeticità</strong>, relativa alla presenza della <strong>suberina</strong>, una sostanza presente nella membrana cellulare del sughero. Questa è <strong>insolubile, inerte e flessibile</strong>: non trasmette sapori sgradevoli alle sostanze con le quali viene a contatto.</p>
<p>È importante anche l’<strong>elasticità</strong> perché consente una perfetta aderenza con il collo della bottiglia, impedendo perdite di liquidi e scambi gassosi con l’esterno.</p>
<p>Per le bottiglie con tappi in sughero è ottimale la conservazione orizzontale. Questo aiuta a mantenere il tappo umido, un elemento essenziale per la conservazione a lungo termine, poiché un tappo secco può causare perdite e un invecchiamento precoce. </p>
<p>Per quanto riguarda le bottiglie con tappo a vite, sebbene non sia necessario conservarle in posizione orizzontale, questa disposizione è comunque efficiente per ottimizzare lo spazio nell'ottica della stoccaggio.</p>
<h3><strong>Proteggi il vino dalla luce e dalle vibrazioni</strong></h3>
<figure class="gallery"><img alt="cantina-del-vino" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/cantina-del-vino-a95a52.webp"/></figure>
<p>Per una conservazione ottimale bisogna proteggere le bottiglie dall'esposizione alla luce: i raggi UV possono infatti danneggiare il vino, causando lo sviluppo di aromi indesiderati e provocando delle alterazioni del colore.</p>
<p>Inoltre, è importante tenere le bottiglie lontane da fonti di vibrazioni, che possono movimentare i sedimenti all’interno compromettendo il delicato processo di invecchiamento del vino. Inoltre, secondo alcune teorie, le vibrazioni potrebbero danneggiare il vino accelerando le reazioni chimiche all'interno del liquido. Questo può modificare la struttura molecolare del vino, influenzando l’esperienza di degustazione.</p>
<h3><strong>Mantieni sempre il giusto livello di umidità</strong></h3>
<figure class="gallery"><img alt="ecodry_425_entfeuchter_04" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/ecodry_425_entfeuchter_04-f2f71f.webp"/></figure>
<p><br/>Anche gli estremi di umidità possono influire sulla longevità del vino. Con un'umidità troppo bassa, i tappi possono seccarsi, rendendo il vino vulnerabile agli effetti dell'ossigeno, mentre un'umidità troppo alta può far staccare e creare delle macchie di umidità che potrebbero rendere illeggibili le etichette, rendendole difficili da esporre o vendere. </p>
<p>Una percentuale di umidità costante tra il 70% e l’80% previene la secchezza del tappo della bottiglia e protegge il vino dall’ossidazione. </p>
<h3><strong>Previeni gli odori forti</strong></h3>
<p>Infine, è bene evitare di conservare il vino in luoghi con odori forti. Dal momento che il sughero è un materiale poroso, si rischia che il vino assorba gli odori circostanti, alterando irreparabilmente il suo sapore.</p>
<h2><strong>La soluzione di eWibe</strong></h2>
<p>Uno dei problemi più frequenti per collezionisti e investitori di vini pregiati è quello di non avere a disposizione luoghi dotati degli strumenti necessari per la conservazione ottimale del vino.</p>
<p>Inoltre, accedere a servizi professionali terzi è spesso molto costoso e non permette una piena visibilità sullo stato delle bottiglie.</p>
<p>Ultimo ma non ultimo, conservare i vini in condizioni non ottimali può influire negativamente sulla valutazione delle bottiglie che si desidera re-inserire sul mercato da parte di potenziali acquirenti. Il mercato premia le bottiglie tracciate e in ottimo stato, quindi non seguire queste pratiche potrebbe vanificare l'idoneità delle bottiglie come investimento.</p>
<p>Per questo eWibe mette a disposizione degli investitori il <a href="https://ewibe.com/it/deposito/" rel="noopener">proprio magazzino situato in Italia</a>, dotato delle migliori tecnologie dedicate alla conservazione dei vini di pregio, dove le bottiglie vengono custodite finché partecipano al mercato. Quando si desidera invece berle, si può chiedere la consegna in qualunque momento.</p>
<p>Per preservare al meglio le bottiglie ci avvaliamo di tecnologie innovative. Il caveau prevede un controllo di temperatura e umidità, valori mantenuti costanti con un sistema di climatizzazione dedicato. Abbiamo creato un ambiente protetto e controllato.</p>
<p>In aggiunta, abbiamo attuato una serie di accorgimenti per non danneggiare il contenuto delle bottiglie: ad esempio, speciali scaffalature anti-vibrazioni e illuminazione indiretta.</p>
<p>Le bottiglie conservate nel deposito di eWibe sono assicurate per il 100% del loro valore. Per fornire agli utenti che operano sulla piattaforma un’ulteriore garanzia di autenticità e corretta conservazione, non trattiamo bottiglie provenienti da collezioni private. Quando arriva nel nostro deposito, ogni bottiglia è sottoposta a un controllo dettagliato, che prevede 2 fasi:</p>
<ul>
<li>Nella prima fase il check viene effettuato su casse e confezioni. Le casse sigillate con reggette non vengono aperte. Queste infatti rappresentano un ulteriore elemento di pregio e saranno messe in vendita sulla piattaforma come lotto unico. Nel caso di bottiglie singole, ci premuriamo di verificarne lo stato, prendendo in esame etichetta, retro-etichetta, carta velina, capsula, e vetro.<br/><br/></li>
<li>In seguito, si analizza lo stato del contenuto, con particolare attenzione a eventuali difetti come la colatura del sughero, per poi procedere alla verifica del livello di colmatura e del colore. Infine, su determinati lotti effettuiamo assaggi a campione. </li>
</ul>
<p>La tracciabilità è un altro elemento fondamentale: per questo ad ogni singola bottiglia è assegnata un’etichetta con un codice alfa-numerico. In questo modo siamo in grado di collegare immediatamente gli acquisti dell’utente alla sua cantina online.</p>
<h2><strong>Conservare e preservare </strong></h2>
<p>In questo articolo abbiamo ripercorso l’importanza strategica di una corretta conservazione dei vini di pregio.</p>
<p>In questo modo non si rischia di compromettere la qualità e le proprietà del vino, e di conseguenza si mantiene alto l’interesse di collezionisti e investitori sulle bottiglie stesse.</p>
<p>eWibe mette a disposizione degli investitori il proprio deposito, garantendo un servizio professionale di altissimo livello che altrove comporterebbe costi anche elevati.</p>
<p>Scopri le bottiglie disponibili nel nostro catalogo e iscriviti alla newsletter per ricevere aggiornamenti su offerte inedite e nuovi arrivi.</p>
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      <category>En primeur</category>
      <pubDate>Mon, 23 Dec 2024 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Leonardo Bernasconi)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/come-conservare-i-vini-di-pregio</guid>
      <dc:date>2024-12-23T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>10 collezionisti di vini di pregio tra i più famosi</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/10-collezionisti-di-vini-pregiati</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/10-collezionisti-di-vini-pregiati" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-26086639--2--7916e0.webp" alt="10 collezionisti di vini di pregio tra i più famosi" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri i 10 collezionisti di vini più famosi e le loro incredibili storie, tra passione e investimenti preziosi.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/10-collezionisti-di-vini-pregiati" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-26086639--2--7916e0.webp" alt="10 collezionisti di vini di pregio tra i più famosi" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><div data-hs-island="true" id="island-a1b087nbef442R1"><div aria-label="Riproduci audio: 10 Collezionisti di vini di pregio tra i più famosi" class="hs-audio-player _hs-audio-player_1nxo7_1" data-status="initial" data-testid="audio-player" role="group" tabindex="0"><div aria-label="Tasto play" class="_control-button_1nxo7_36 _play-pause-button_1nxo7_122 hs-audio-player__play-pause-button" data-testid="play-pause-button" role="button" tabindex="-1"><span aria-busy="true" aria-label="Caricamento" class="_loading-spinner_1nxo7_147 hs-audio-player__loading-spinner"><span class="hs-audio-player__loading-icon"><svg aria-hidden="true" height="40" viewbox="0 0 40 40" width="40" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path d="M0 20C0 31.0457 8.95431 40 20 40C31.0457 40 40 31.0457 40 20C40 8.9543 31.0457 0 20 0C8.95431 0 0 8.9543 0 20ZM36.4 20C36.4 29.0575 29.0575 36.4 20 36.4C10.9425 36.4 3.6 29.0575 3.6 20C3.6 10.9425 10.9425 3.6 20 3.6C29.0575 3.6 36.4 10.9425 36.4 20Z" fill="url(#paint0_angular_1434_396)"></path><circle cx="20" cy="20" fill="none" r="18" stroke="#00a4bd" stroke-width="3"></circle><defs><radialgradient cx="0" cy="0" gradienttransform="translate(20 20) rotate(90) scale(20)" gradientunits="userSpaceOnUse" id="paint0_angular_1434_396" r="1"><stop stop-color="#00A4BD"></stop><stop offset="0.489583" stop-color="#7FD1DE"></stop><stop offset="1" stop-color="#7FD1DE"></stop></radialgradient></defs></svg></span></span></div>10 Collezionisti di vini di pregio tra i più famosi14:31</div></div>
<p>Collezionare vini di pregio è un connubio di passione e strategia. Oltre alla conoscenza delle bottiglie e della loro provenienza, è fondamentale uno spiccato intuito per accaparrarsi gli esemplari più pregiati.</p><p>In questo articolo conosceremo 10 tra i più grandi collezionisti di fine wines di tutti i tempi, che si sono distinti non solo per l’importanza delle loro selezioni, che sono state spesso protagoniste di rivalutazioni vertiginose, ma anche per il contributo che hanno saputo dare al mercato.</p>
<p>Inizia il nostro viaggio, tra nomi celebri e qualche sorpresa.</p>
<h2><strong>Hardy Rodenstock</strong></h2>
<p><strong><br/></strong>L'editore musicale tedesco, agente artistico, conoscitore di vini, commerciante e collezionista di bottiglie antiche rare, deceduto nel 2018, divenne famoso per due motivi: la sua abilità nel trovare vini rari e l'organizzazione di degustazioni straordinarie negli anni '80. Nel 1985 scoprì oltre una dozzina di bottiglie di vino del XVIII secolo in una cantina murata di Parigi (le cosiddette bottiglie di Jefferson). </p>
<p>Una di queste era uno Chateau Lafite Rothschild del 1787 con l'incisione "Th:J", presumibilmente appartenuta a Thomas Jefferson. La vendette in seguito all’asta al collezionista William Koch per 156.000 dollari. </p>
<p>Proprio la presenza delle iniziali, secondo Rodenstock, dimostrava che i vini in questione erano stati acquistati e posseduti da Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti, quando era ambasciatore nella Ville Lumiére.</p>
<p>Tre delle bottiglie (Lafite del 1787, Château d'Yquem del 1784 e mezza bottiglia di Château Margaux del 1784) furono messe all'asta da Christie's a metà degli anni '80.</p>
<p>Ma la Thomas Jefferson Foundation negli Stati Uniti sollevò dubbi sulla provenienza delle bottiglie, sfociati in una serie di cause legali da parte di Koch. Rodenstock sostenne che le bottiglie erano autentiche, ma si rifiutò di partecipare al processo o di dire chi gliele aveva vendute, quante fossero o dove esattamente furono trovate.</p>
<p>L'episodio diede origine a un libro, The Billionaire's Vinegar, scritto da Benjamin Wallace, che racconta la storia della controversia, compresi i risultati dei test scientifici che hanno datato il vino come prodotto nei primi anni '60.</p>
<p>Una curiosità: il nome Rodenstock era fittizio, poiché il collezionista di vini era nato come Meinhard Görke e successivamente adottò un nome d'arte.</p>
<h2><strong>William “Bill” Koch</strong></h2>
<p>Appassionato collezionista, possiede circa 40.000 vini, alcuni dei quali molto antichi e costosi. La nota casa d'aste inglese Sotheby's ha già messo all'asta diverse bottiglie provenienti dalla sua cantina. Nel 2016 fu la volta di 20.000 unità estremamente rare provenienti da famose cantine come Château Latour, Château Lafite-Rothschild, Château Mouton-Rothschild e Domaine de la Romanée-Conti. </p>
<p>Ma Koch ha anche altre passioni: è un velista e vincitore dell'America's Cup del 1992, oltre a un importante collezionista d'arte che possiede opere di Cézanne, Dalí, Monet, Picasso, Renoir e Rodin, insieme a preziosi oggetti d'antiquariato del valore di centinaia di milioni di dollari.</p>
<p>L'imprenditore statunitense e miliardario è stato presumibilmente vittima di vini contraffatti già tre volte. Nel 1985, quando una bottiglia con la scritta "Th. J". apparve a un'asta<a href="https://mag.sommtv.com/2022/07/auction-lot-288/" rel="noopener" target="_blank">,</a> messa in vendita appunto da Hardy Rodenstock, i collezionisti si avventarono, ma Koch vinse. Ma nel 2005, quando decise di esporre la sua collezione di vini al Boston Museum of Fine Arts, ci fu la necessità di autenticare le bottiglie. Il problema era che non c'erano prove che Jefferson avesse posseduto quella in questione.</p>
<p>Dopo un'analisi forense, i ricercatori hanno scoperto che la bottiglia era stata realizzata nel 1962, non nel 1787. (Jefferson morì nel 1826). Inoltre, le incisioni erano state realizzate con un elettroutensile, qualcosa di tecnologicamente molto più avanzato rispetto all'epoca di Jefferson. Come ciliegina sulla torta, Koch ha scoperto che l’ex Presidente americano spesso firmava le sue iniziali come "Th: J", e non "Th. J." </p>
<h2><strong>Thomas Jefferson</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="Thomas Jefferson" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Thomas-Jefferson-5431bb.webp"/></figure>
<p><strong><br/></strong>Ed eccoci al terzo presidente degli Stati Uniti, appassionato bevitore di vino, considerato uno dei primi collezionisti americani. La sua passione e la sua formazione in materia probabilmente nacquero mentre studiava legge e viveva con lo statista e avvocato George Wythe, grande estimatore dei migliori vini europei. </p>
<p>Nel 1785, Jefferson si trasferì a Parigi e viaggiò in Borgogna, Bordeaux, Champagne e Provenza. Trascorse anche del tempo in Piemonte, dove scoprì la magia dei Barolo e Barbaresco. Prima di diventare presidente, Jefferson fu consulente e fornitore di vini per George Washington, rifornendo la cantina di quest'ultimo con bottiglie di <a href="https://blog.ewibe.com/storia-dello-champagne" rel="noopener">Champagne </a>e vini <a href="https://blog.ewibe.com/i-grandi-vini-di-bordeaux-classificazione-e-mercati" rel="noopener">Bordeaux</a>.</p>
<p>Durante i suoi due mandati come presidente, Jefferson pare aver speso oltre 16.000 dollari in vino, all’epoca una cifra astronomica.</p>
<p>Uomo del suo tempo, come dimostravano il suo carattere cosmopolita, la sua cultura umanista e le posizioni filosofiche, distinse il vino dagli alcolici. Arrivò anche a considerarlo un rimedio all’alcolismo. </p>
<h2><strong>Gene Mulvihill</strong></h2>
<p><strong><br/></strong>Proprietario del ristorante Latour nel New Jersey, premiato con il Wine Spectator Grand Award (<a href="https://blog.ewibe.com/punteggi-critici-vino-pregiato" rel="noopener" target="_blank">clicca qui per leggere l’approfondimento</a>), Mulvihill era il proprietario del ristorante Latour nel New Jersey e possedeva una delle più grandi collezioni di vini al mondo, con circa 135.000 bottiglie. </p>
<p>Tra i vini scelti personalmente da Mulvihill si trovano 100 annate (1863-2009) di Château Latour, oltre a selezioni verticali degli Châteaux Lafite Rothschild, Ausone, Haut-Brion, Cheval Blanc, Margaux e Pétrus.</p>
<p>Curiosità: Mulvihill garantiva che nessuno dei suoi vini avesse sapore di tappo o fosse ossidato. Questo grazie a un laboratorio di risonanza magnetica nucleare in cui venivano analizzate la composizione chimica e il contenuto di acido acetico con vari strumenti, senza compromettere i vini.</p>
<h2><strong>Andrew Lloyd Webber</strong></h2>
<p><strong><br/></strong>Molti conoscono Andrew Lloyd Webber solo come famoso compositore e produttore inglese di musical come <em>Il fantasma dell'opera</em>, <em>Cats</em> ed <em>Evita</em>. Tuttavia, Webber è anche un grande e molto abile collezionista di vini. </p>
<p>Grazie a suoi zii, amanti dei vini italiani, entrò in contatto con la cultura enologica in giovane età. Intorno ai dieci anni provò un Barolo, e da adolescente si considerava già un collezionista — e i fatti gli hanno dato ragione -. Decine di anni dopo, nel 2011, Webber vendette 8.837 bottiglie di vino francese in un’asta in Cina, ricavando circa 5.600.000 di dollari. </p>
<p>Conserva la sua collezione di vini rari e pregiati in cantine ultra-moderne nella sua casa nell’ Hampshire.</p>
<h2><strong>Sir Alex Ferguson</strong></h2>
<p>L'ex allenatore del Manchester United, Sir Alex Ferguson, è anche un famoso collezionista di vini. </p>
<p>È noto per aver invitato i manager avversari nel suo ufficio per un bicchiere dopo la partita durante il suo periodo alla guida del Manchester United. Ma ora Sir <a href="https://www.theguardian.com/football/sir-alex-ferguson" rel="noopener" target="_blank">Alex Ferguson</a> sta vendendo parte della sua vasta collezione di vini perché essendo in pensione ha più tempo per viaggiare alla ricerca di nuove bottiglie.</p>
<p>Tra i vini pregiati e rari in vendita ci sono sei bottiglie di Romanée-Conti Grand Cru dell'annata 1999, l'anno in cui Sir Alex vinse per la prima volta la Champions League con il Manchester United. Questo lotto sarà poi venduto con una maglia della squadra firmata dall'ex allenatore.</p>
<p>Ha affermato: "Il mio interesse per il vino è iniziato durante un viaggio esplorativo in Francia e, con il tempo, il mio piacere per la scoperta e il collezionismo è cresciuto”.</p>
<p>Nel 2014, ha venduto circa 5.000 bottiglie di vino pregiato dalla sua vasta collezione in tre aste di beneficenza organizzate da Christie’s.</p>
<p>Tra queste, una grande quantità di Domaine de la Romanée-Conti, un Pétrus 2000, un imperiale di Sassicaia 2005 e uno di Ornellaia 2006. Due di queste aste, una a Hong Kong e l'altra a Londra, hanno raccolto rispettivamente 3.799.365 dollari e 1.496.200 dollari.</p>
<h2><strong>Michel Jack Chasseuil</strong></h2>
<p>Il francese Michel Jack Chasseuil è uno dei più importanti collezionisti di vino al mondo, con circa 50.000 bottiglie di vintage francesi, tra cui spiccano 120 esemplari di Château d’Yquèm e 80 di Château Pétrus (ma non mancano vini italiani, spagnoli, cileni, e distillati rari).</p>
<p>Ha dedicato oltre 50 anni alla costruzione di questa straordinaria collezione, che lui definisce il "Louvre del vino". Le sue avventure nel mondo enologico sono raccontate nel suo libro <em>100 Vintage Treasures: From The World’s Finest Wine Cellar</em>.</p>
<p>La sua selezione è così ambita che, nel 2014, alcuni ladri entrarono in casa, lo minacciarono con armi da fuoco e cercarono di accedere alla sua cantina. Essendo questa protetta da porte blindate, il furto non riuscì. Tuttavia, riuscirono a rubare 15 casse di vini di pregio minore.</p>
<p>Oggi il suo “Louvre del vino” è anche un museo, situato a Chapelle Baton, un minuscolo comune francese in Nuova Aquitania. </p>
<p>Negli ultimi cinquant’anni, Chasseuil ha girato in lungo e in largo per reperire le rarità che ora compongono la sua collezione, valutata 60 milioni di dollari. Il progetto ha una genesi travagliata: dapprima, Chasseuil ha cercato di portare a Parigi la sua idea, senza trovare consensi. Ha così deciso di riportare l’iniziativa tra le mura di casa, non senza un investimento importante per allestire uno spazio adeguato all’esposizione (costato, sembra, oltre mezzo milione di dollari).</p>
<p>Il costo del biglietto? Circa 500 euro. L’esborso garantisce ai visitatori di scoprire le bottiglie della collezione e ripercorrerne la storia, senza però aver diritto a una degustazione, perché, come spiega il collezionista francese, <em>“</em>Un patrimonio del genere dev’essere preservato, e i vini trattati come opere d’arte”, dunque destinati a non essere più bevuti da nessuno<em>”.</em></p>
<h2><strong>Leslie Rudd</strong></h2>
<p><strong><br/></strong>Leslie Rudd (1941-2018) è stato un imprenditore, filantropo e produttore vinicolo statunitense. Ha fondato il <em>Rudd Group</em>, un portafoglio di attività di lusso nel settore alimentare e vinicolo, tra cui il PRESS Restaurant nella Napa Valley.</p>
<p>Lì ha esposto oltre 10.000 vini rari e antichi provenienti esclusivamente dalle cantine della Napa Valley. Il luogo è considerato la sede della più grande collezione di vini della Napa al mondo.</p>
<h2><strong>Yul Brynner</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="Yul Brynner" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Yul-Brynner-48b359.webp"/></figure>
<p><strong><br/></strong>Yul Brynner (1920-1985) era un celebre cantante, attore e regista di origini russe, francesi, svizzere e americane. Era anche un appassionato collezionista di vini.</p>
<p>Gestiva meticolosamente la sua collezione presso la sua tenuta francese, <em>Le Manoir de Cricqueboeuf</em> in Normandia. Molte delle sue bottiglie pregiate risalivano agli anni dal 1959 al 1979.</p>
<p>Curiosità: Brynner amava gustare un bicchiere dei suoi vini pregiati dopo ogni spettacolo teatrale. Faceva decantare il vino durante il secondo atto, così era pronto da bere al calare del sipario.</p>
<h2><strong>Doris Duke</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="Doris Duke" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Doris-Duke-f433e7.webp"/></figure>
<p><strong><br/></strong>Unica donna presente nella nostra lista,<strong> </strong>Doris Duke è stata un'ereditiera miliardaria del tabacco, collezionista d'arte, orticoltrice, filantropa e collezionista di vini.</p>
<p>Possedeva due cantine: una nella sua casa alle Hawaii, destinata a intrattenimenti, mentre l'ex cella frigorifera della Duke Farms a Somerville, nel New Jersey, veniva mantenuta a bassa temperatura per conservare i vini più pregiati. Si trattava di bottiglie come Romanée-Conti 1934, Château La Mission Haut-Brion 1929 e Château d'Yquem 1929, insieme a rarità come Les Gaudichots 1929 del Domaine de la Romanée-Conti e Chambertin 1934 di Armand Rousseau.</p>
<p>Tuttavia, fu una riserva di Dom Pérignon 1921 a suscitare in lei particolare entusiasmo. Nel 1935, a <strong>Moët </strong><strong>&amp; Chandon</strong> era stato chiesto di fornire una selezione speciale per celebrare il centenario del suo importatore britannico, Simon Bros. and Co. La Maison di Épernay inviò 300 bottiglie appositamente commissionate, con un vetro a fondo spesso, prodotte dall'annata 1926 e destinate alla distribuzione tra i 150 migliori clienti dell'importatore.</p>
<p>Quando la notizia di questa cuvée di lusso raggiunse l'America post-proibizionista, 100 casse, questa volta ottenute dall'annata 1921, più pregiata e matura, furono spedite a New York. Non potendo utilizzare la stessa etichetta dell'anno precedente, la Maison decise di dare a questa cuvée del 1936 il nome di Dom Pérignon, in onore del padre fondatore dello Champagne.</p>
<p>Duke riuscì ad assicurarsi una delle maggiori porzioni di questa spedizione destinata agli Stati Uniti, entrando così in possesso di una quantità considerevole del primo Dom Pérignon d'annata mai distribuito. La vendita della sua collezione nel 2004, organizzata da Christie's a New York, fruttò la straordinaria cifra di 3.755.711 dollari.</p>
<p><strong>Una storia a cui brindare</strong></p>
<p>In questo articolo abbiamo ripercorso le ricche e incredibili collezioni di personaggi celebri in tutto il mondo.</p>
<p>Veri patrimoni enologici che, oltre a rappresentare un sogno per qualunque appassionato e investitore, hanno contribuito - e lo fanno ancora - a far crescere il mercato dei fine wines.</p>
<p>Su eWibe puoi trovare un catalogo in continuo ampliamento di bottiglie premiate dalla critica con i punteggi più alti e ricercatissime dai collezionisti di tutto il mondo, anche per il grande potenziale di crescita. </p>
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      <category>Curiosità</category>
      <pubDate>Mon, 23 Dec 2024 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Alessandro Balia)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/10-collezionisti-di-vini-pregiati</guid>
      <dc:date>2024-12-23T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Quali sono i formati delle bottiglie di vino?</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/formati-bottiglie-vino</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/formati-bottiglie-vino" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Cover-Nov-11-2024-01-41-49-8789-PM-6228dc.webp" alt="Quali sono i formati delle bottiglie di vino?" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri i diversi formati delle bottiglie di vino, la loro storia, funzioni specifiche e legami storici in questo approfondito articolo.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/formati-bottiglie-vino" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Cover-Nov-11-2024-01-41-49-8789-PM-6228dc.webp" alt="Quali sono i formati delle bottiglie di vino?" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>La distinzione tra i diversi formati delle bottiglie di vino, oltre che su questioni pratiche, si basa anche su strategie politiche e richiami concettuali che nei secoli passati alimentavano le prime forme di marketing.</p>
<p>In questo articolo faremo chiarezza sulle diverse tipologie, sulla nascita, sulle loro funzioni specifiche e sul legame con grandi re e personaggi biblici.</p>
<h2><strong>Come nasce la bottiglia del vino?</strong></h2>
<p>Per secoli il vino è stato conservato in diversi recipienti: anfore di terracotta, vasi di ceramica, otri di cuoio. La bottiglia più simile a quella che conosciamo oggi nasce nel Cinquecento, alla corte francese di Caterina de’ Medici: il vino inizia allora a essere conservato in bottiglie di vetro ricoperte di vimini. La produzione più su larga scala delle bottiglie di vetro soffiato prende piede, ancora in Francia, dal Settecento.</p>
<p>È proprio in questo momento che nasce il formato standard. All’epoca erano gli inglesi ad avere un ruolo chiave nel mercato. In tale contesto, nacque anche l’esigenza di convertire le unità di misura dal sistema imperiale anglosassone, il gallone imperiale, in quello decimale, utilizzato in Francia e Italia.</p>
<p>Il <strong>Regno Unito cominciò a importare massicciamente</strong> il vino dalla Francia. Tradizionalmente, le <strong>casse anglosassoni per il trasporto di alcolici</strong> misuravano <strong>2 galloni</strong>, vale a dire 9 litri circa. Per motivi di praticità, si scelse di riempire questo spazio con un <strong>numero di bottiglie che fosse anche vantaggioso per il commercio</strong>. Per ogni cassa risultarono così <strong>12 bottiglie da 750 ml</strong>. </p>
<p>Una curiosità: a supporto dell’esigenza di consacrare il formato standard da 750 ml c’era anche la capacità polmonare di soffiatura degli artigiani vetrai, che corrispondeva proprio a questa unità di misura.</p>
<h2><strong>Formati e capacità</strong></h2>
<p>I formati più conosciuti per quanto riguarda le bottiglie di vino sono lo Standard da 750 ml, e il Magnum, equivalente al doppio, 1500 ml. </p>
<p>In realtà, la suddivisione è molto più ampia, e dipende anche dalla tipologia di vino a cui i formati sono dedicati e alle tradizioni regionali. Le bottiglie inferiori a 375 ml sono formati oggi in disuso, mentre quelli più canonici sono:</p>
<figure class="gallery"><img alt="Taglie bottiglie-1" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Taglie-bottiglie-1-5bbe47.webp"/></figure>
<br/>
<ul>
<li><strong>Quarter:</strong> contiene 187,5 ml di vino, corrispondente a circa un quarto di bottiglia standard. È spesso utilizzato per singole porzioni di spumante.<br/><br/></li>
<li><strong>Piccolo (o Benjamin):</strong> contiene 200 ml di vino.<br/><br/></li>
<li><strong>Chopine:</strong> 250 ml, un quarto di litro di vino.<br/><br/></li>
<li><strong>Demie, (Tre ottavi o Mezzina):</strong> contiene 375 ml di vino, ovvero metà di una bottiglia standard.<br/><br/></li>
<li><strong>Jennie: </strong>da 500 ml, anche se non è molto comune. Prevalentemente utilizzata per vini dolci o passiti.<br/><br/></li>
<li><strong>Standard:</strong> la più comune, con una capacità di 750 ml.<br/><br/></li>
<li><strong>Litro: </strong>non ha un nome tradizionale. Viene utilizzato soprattutto per vini da tavola in Italia.<br/><br/></li>
<li><strong>Magnum:</strong> contiene 1,5 litri di vino, ovvero il doppio di una bottiglia standard.<br/><br/></li>
<li>Jéroboam <strong>o Doppio Magnum: </strong>da 3 litri. Il nome Jeroboam viene utilizzato per i vini spumanti, mentre quello di Doppio Magnum per i vini rossi o vini bianchi<br/><br/></li>
<li><strong>Rehoboam: </strong>bottiglia che contiene 4,5 litri.<br/><br/></li>
<li><strong>Mathusalem o Imperiale:</strong> contiene 6 litri di vino, equivalente a 8 bottiglie standard.<br/><br/></li>
<li><strong>Salmanazar: </strong>contiene 9 litri di vino, ovvero 12 bottiglie standard.<br/><br/></li>
<li><strong>Balthazar: </strong>capacità di 12 litri, corrispondenti a 16 bottiglie standard.<br/><br/></li>
<li><strong>Nabuchodonosor:</strong> contiene 15 litri di vino, pari a 20 bottiglie standard.<br/><br/></li>
<li><strong>Melchior: </strong>ha una capacità di 18 litri.<br/><br/></li>
<li><strong>Solomon:</strong> contiene 20 litri, equivalenti a 24 bottiglie standard.<br/><br/></li>
<li><strong>Sovrana:</strong> contiene 25 litri di vino.<br/><br/></li>
<li><strong>Primat o Goliath:</strong> contiene 27 litri di vino, ovvero 36 bottiglie standard.<br/><br/></li>
<li><strong>Melchizedek o Midas:</strong> la più grande tra le bottiglie commercialmente disponibili, contiene 30 litri di vino, equivalenti a 40 bottiglie standard.<br/><br/></li>
</ul>
<h2>Vantaggi dei diversi formati</h2>
<p>Ogni formato ha specifici vantaggi e caratteristiche. In particolare, tra le bottiglie che vengono maggiormente utilizzate, troviamo i seguenti:</p>
<p><strong>Bottiglie Standard (750 ml):</strong> più pratiche per il consumo quotidiano e richiedono meno tempo per raggiungere la maturità ottimale. Sono anche più facili da gestire, conservare e vendere.</p>
<p><strong>Magnum:</strong> è spesso considerato il formato ideale per l’invecchiamento del vino. Le ragioni sono molteplici:</p>
<ul>
<li aria-level="1"><strong>Rapporto Ossigeno-Volume</strong>: il Magnum ha un rapporto contenuto-contenitore più favorevole al vino rispetto alle bottiglie standard. Questo significa che la micro-ossigenazione avviene più lentamente, permettendo un invecchiamento più graduale, più lungo e potenzialmente più complesso.</li>
<li aria-level="1"><strong>Stabilità Termica</strong>: le bottiglie più grandi hanno una maggiore massa, il che le rende meno sensibili alle fluttuazioni di temperatura. Questo è vantaggioso per il mantenimento di condizioni stabili durante l’invecchiamento, essenziale per l’evoluzione ottimale del vino.</li>
<li aria-level="1"><strong>Prestigio e Presentazione</strong>: il formato Magnum appartiene a un immaginario condiviso che richiama occasioni speciali e particolarmente patinate. E’ quindi capace di aggiungere un tocco glam ad ogni evento.</li>
<li aria-level="1"><strong>Rarità:</strong> un formato prodotto in minore quantità. Data la dimensione, le bottiglie sono molto più pesanti e meno maneggevoli di quelle standard, questo ne ha limitato la diffusione ed oggi sono quindi considerate un formato speciale, rivolte a collezionisti ed investitori in vino.</li>
<li aria-level="1"><strong>Formati Più Grandi (Doppio Magnum, Jeroboam, ecc.):</strong> più difficili da conservare correttamente a causa delle loro dimensioni e del peso, sono ideali per grandi celebrazioni o come pezzi da collezione.</li>
</ul>
<h3><strong>Diversi formati, diverse forme</strong></h3>
<p>La distinzione tra formati non è l’unico parametro di riferimento nella scelta e nell’utilizzo di specifiche tipologie di bottiglie per determinati vini. La forma è un altro elemento fondamentale. Tra le molteplici che si sono succedute nel corso dei secoli, quelle più comuni al giorno d'oggi sono le seguenti: </p>
<figure class="gallery"><img alt="Forme bottiglie-1" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Forme-bottiglie-1-5dd058.webp"/></figure>
<ul>
<li aria-level="1"><strong>Bordolese:</strong> la bottiglia più iconica, dal corpo dritto, le spalle alte e il collo stretto. È tradizionalmente usata per vini rossi, come i tradizionali bordolesi.</li>
<li aria-level="1"><strong>Borgognotta</strong>: caratterizzata da spalle curve e un corpo leggermente più largo rispetto alla Bordeaux, questa forma, pensata per accogliere i sedimenti del vino, è tipicamente impiegata per i vini di Borgogna, sia bianchi che rossi.</li>
<li aria-level="1"><strong>Renana e Alsaziana: </strong>bottiglie alte, strette e cilindriche. Sono comunemente usate per vini bianchi aromatici, come Riesling o Gewürztraminer.</li>
<li aria-level="1"><strong>Champagnotta: </strong>caratterizzata da pareti spesse con collo lungo, e un fondo concavo, questa forma è pensata per resistere alla pressione del vino spumante che è destinata ad ospitare.</li>
<li aria-level="1"><strong>Porto</strong>: bottiglia con spalle basse e un corpo che si espande verso il fondo, progettata per ospitare vini fortificati come Porto, Sherry e Madeira. La forma aiuta a catturare i sedimenti durante il servizio.<br/><br/></li>
</ul>
<h3><strong>Da dove derivano i nomi dei grandi formati?</strong></h3>
<p>Sostanzialmente da strategie di marketing. I grandi formati nascono per contenere champagne ed erano destinati ad una clientela abbiente e nobile. Dando loro nomi altisonanti come Jéroboam (il primo re del regno del nord di Israele), Mathusalem (nonno di Noè noto per la sua longevità), Balthazar o Salmanazar (antichi re). E ancora, Nabuchodonosor (il re che condusse Babilonia al massimo splendore), Melchior e Salomon (rispettivamente: uno dei tre re magi e il re sapiente che unificò lo stato di Israele).</p>
<p>I commercianti dell’epoca volevano rendere ancora più percepibile l’altissima qualità del vino. Possedere queste bottiglie era inoltre un vero status, simbolo del proprio rango e prestigio.</p>
<h2><strong>Quando la forma esalta la sostanza</strong></h2>
<p>In questo articolo abbiamo fatto un po’ di chiarezza sui diversi formati delle bottiglie di vino. Una distinzione che, oltre a questioni pratiche, si basa anche su strategie politiche e richiami concettuali che nei secoli passati alimentavano le prime forme di marketing.</p>
<p>Ne abbiamo ripercorso la nascita, le loro funzioni specifiche e il legame con grandi re e personaggi biblici.</p>
<p>Su eWibe abbiamo una selezione in continuo ampliamento di bottiglie che hanno ricevuto punteggi alti dai critici più influenti di tutto il mondo. Vuoi ricevere informazioni e aggiornamenti, anche sulle nuove uscite? Allora, iscriviti subito alla nostra newsletter, qui sotto.</p>
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      <category>Curiosità</category>
      <pubDate>Wed, 16 Oct 2024 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Alessandro Balia)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/formati-bottiglie-vino</guid>
      <dc:date>2024-10-16T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Giulio Ferrari: Storia della Bollicina Made in Italy</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/storia-bollicina-made-in-italy</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/storia-bollicina-made-in-italy" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Rectangle-3918-1-3b3c57.webp" alt="Giulio Ferrari: Storia della Bollicina Made in Italy" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri la storia e l'evoluzione di Giulio Ferrari, il visionario dietro uno dei più pregiati spumanti italiani, la Riserva del Fondatore.Scopri la storia e l'evoluzione del prestigioso vino Giulio Ferrari, un'icona italiana che rivaleggia con i migliori Champagne.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/storia-bollicina-made-in-italy" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Rectangle-3918-1-3b3c57.webp" alt="Giulio Ferrari: Storia della Bollicina Made in Italy" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Quella di Giulio Ferrari è una storia italiana, un successo che valica i confini nazionali per la qualità di un vino nato da innovazione e coraggio.</p>
<p>Grazie al sogno del suo fondatore e alle evoluzioni introdotte dalla famiglia Lunelli, la Riserva del Fondatore Giulio Ferrari si è affermata come una delle più grandi bollicine fuori dalla regione <a href="https://blog.ewibe.com/storia-dello-champagne" rel="noopener">Champagne</a>.</p>
<p>In questo articolo ripercorreremo le tappe fondamentali dell’evoluzione di un vino ormai iconico.</p>
<h2><strong>Storia della Cantina Ferrari </strong></h2>
<p>Nato nel 1879 e proveniente da una benestante famiglia della provincia trentina, Giulio Ferrari si forma alla scuola agraria di San Michele all'Adige, ma ben presto estende i suoi interessi studiando a Montpellier, Rheingau e finalmente nella Champagne. Importa dunque in Trentino molte uve nordeuropee, ma soprattutto inizia a spumantizzare le uve di Lavis con il metodo <a href="https://blog.ewibe.com/come-nasce-lo-champagne" rel="noopener">champenoise</a>. </p>
<p>È dal 1902 che Ferrari, con sede a Trento, produce vini spumanti di qualità dai terreni migliori della regione. L’ambizione era quella di ottenere un grande vino spumante italiano in grado di confrontarsi con le migliori bollicine d’oltralpe. </p>
<p>Per proteggere le bottiglie prodotte dai saccheggi di guerra, dal 1937 Ferrari ne nasconde alcune partite in cantina. Riaperte dopo quasi dieci anni di sosta sui lieviti, le bottiglie di questo spumante da lungo affinamento si rivelano straordinarie. È l'inizio della storia delle Riserve Ferrari, oggi annoverate tra i migliori spumanti al mondo.</p>
<p>Non avendo eredi, nel 1952 Ferrari cede l’azienda a Bruno Lunelli, titolare di un’enoteca in centro città, distante poche centinaia di metri dalla cantina. Quest’ultimo mantiene fede al patto di lavorare con un orientamento alla qualità. A Bruno succedono tre dei suoi cinque figli – Gino (direttore generale), Franco (commerciale) e Mauro (direttore tecnico) – ed è con loro che, tra le altre cose, nascono Ferrari Perlé e Giulio Ferrari Riserva del Fondatore (prima annata 1972).</p>
<p>Saranno però i tre decenni dal 1970 al 2000 i più importanti per il consolidamento aziendale sia in termini produttivi che in termini di riconoscibilità in Italia e all’estero. Oggi l’azienda Ferrari può contare su un patrimonio vitato di più di 120 ettari per una produzione annua di più di 4 milioni di bottiglie, declinata in oltre 10 versioni.</p>
<p>Oggi <strong>Marcello</strong>, <strong>Matteo</strong>, <strong>Camilla</strong> e <strong>Alessandro</strong> guidano l’azienda insieme a un team straordinario con l’obiettivo di innovare nel solco della tradizione.</p>
<figure class="gallery"><img alt="famiglia_ferrari" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/image--1--9b0cb9.webp"/></figure>
<p>Tra tutti i vini commercializzati da Ferrari, Giulio Ferrari Riserva del Fondatore è la punta di diamante della cantina, il metodo classico più prezioso del Trento DOC e una delle più note bollicine d’Italia in tutto il mondo. In diverse occasioni di degustazione il “Giulio” è emerso tra i più sorprendenti metodo classico del mondo rivaleggiando con alcuni tra i più blasonati Champagne. </p>
<p>Assemblaggio di sole basi di Chardonnay, Giulio Ferrari viene affinato per più di 10 anni sui lieviti ed è dotato di uno stile ampio e generoso ma allo stesso tempo equilibrato che gli consente di essere apprezzato in molteplici occasioni. La sua virtù più grande? La longevità!</p>
<p>La Riserva del Fondatore di oggi è il risultato di tanti piccoli passaggi intermedi e aggiustamenti di percorso difficili da sintetizzare. Nel 1995 l’azienda decide di favorire la fermentazione malolattica nella base spumante, al fine di ottenere un vino dal corredo gusto-olfattivo più ricco e complesso. Nel corso degli anni l’utilizzo dell'anidride solforosa viene limitato, così come il dosaggio zuccherino che si attesta sul livello di Extra-Brut.</p>
<p>A partire dal 2010, si opta per l’utilizzo di tappi a corona dotati di una particolare membrana che permette di rallentare l’interscambio del vino con l’ossigeno: in questo modo è possibile prolungare ulteriormente l’affinamento, garantendo così una maggiore eleganza e longevità del prodotto. </p>
<h2><strong>Lo stile Ferrari</strong></h2>
<p>Il legame con il territorio è l’anima dell’azienda Ferrari, che ha saputo rispettarlo ricevendo in cambio il meglio.</p>
<p>Nei vigneti di proprietà  è stato rimesso al centro il concetto stesso di fertilità naturale del terreno, recuperando alcune pratiche agronomiche tradizionali come il sovescio. L’attenzione a una visione più ampia del rispetto dell’ambiente ha portato l’azienda ad ottenere la certificazione “Biodiversity Friend” da parte della Worldwide Biodiversity Association.</p>
<p>Attraverso norme rigorose e metodi sostenibili, che prevedono, fra gli altri, l’eliminazione totale di diserbanti e pesticidi di sintesi, si garantisce la naturale fecondità della terra e dell’ambiente circostante.</p>
<h3><strong>Una storia che continua</strong></h3>
<p>In questo articolo abbiamo ripercorso le  tappe fondamentali dell’evoluzione di Giulio Ferrari, colui che per primo ha nobilitato l’impiego dello Chardonnay come uva per la produzione di metodo classico in Italia. </p>
<p>Il suo vino, Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, è uno degli spumanti più pregiati di tutto il mondo.</p>
<p>Su eWibe abbiamo selezionate alcune delle migliori annate di Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, in un catalogo che continua ad ampliarsi. Se vuoi ricevere gli aggiornamenti sulle nuove uscite iscriviti alla newsletter, qui sotto.</p>

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      <category>Curiosità</category>
      <pubDate>Thu, 12 Sep 2024 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Carlo Arrigoni)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/storia-bollicina-made-in-italy</guid>
      <dc:date>2024-09-12T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Montevertine Le Pergole Torte: storia di un’icona controcorrente</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/montevertine-pergole-torte-storia</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/montevertine-pergole-torte-storia" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Rectangle-3919-78462c.webp" alt="Montevertine Le Pergole Torte: storia di un’icona controcorrente" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri la storia di Le Pergole Torte di Montevertine, un'icona controcorrente della produzione vitivinicola toscana, capace di unire arte, cultura e eccellenza del Sangiovese.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/montevertine-pergole-torte-storia" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Rectangle-3919-78462c.webp" alt="Montevertine Le Pergole Torte: storia di un’icona controcorrente" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Un vino che ha saputo rivoluzionare gli standard statici di un disciplinare ancorato alla tradizione.</p><p>Le Pergole Torte di Montevertine è un raffinato interprete del Sangiovese, capace di fondere arte, cultura e il piacere di un nettare prezioso, simbolo dell’eccellenza Toscana.</p>
<p>In questo articolo ne ripercorreremo storia e traguardi, scoprendo cosa lo rende uno dei Super Tuscan più iconici di sempre.</p>
<figure class="gallery"><img alt="giulio_gambelli_pergole_torte" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-26086667-ae010a.webp"/></figure>
<h2>La rivoluzione del Sangiovese</h2>
<p>Prodotto per la prima volta nell’annata 1977, Le Pergole Torte è stato il primo Sangiovese in purezza vinificato nella zona di Radda in Chianti. Le uve provengono dai vigneti storici dell’azienda, piantati tra il 1968 e il 1999. </p>
<p><a href="https://www.montevertine.it/" rel="noopener" target="_blank">Montevertine</a> fu acquistata nel 1967 da Sergio Manetti, allora industriale siderurgico, come casa di vacanza: la restaurò rendendola abitabile, impiantò due ettari di vigna e allestì una piccola cantina con l’idea di produrre un po’ di vino per i suoi amici e clienti. </p>
<p>Trovandosi nel contesto di una realtà agreste che produceva vino, Manetti iniziò ad approfondire il tema e scoprì che Radda in Chianti, in determinate situazioni, poteva diventare uno dei migliori luoghi in Italia e dunque al mondo dove produrre Sangiovese. </p>
<p>La prima annata prodotta, la 1977, fu considerata discreta e Sergio Manetti pensò di mandarne alcune bottiglie al Vinitaly di Verona tramite la Camera di Commercio di Siena.</p>
<p>Visto l’enorme successo ottenuto, Sergio decise di dedicarsi interamente alla produzione di vino, espandendo pian piano la propria azienda.</p>
<p>Fu a questo punto che entrò in scena Giulio Gambelli, probabilmente uno dei più grandi esperti di Sangiovese al mondo, affiancato da Bruno Bini, lo storico cantiniere di Montevertine. Insieme condussero una piccola azienda agricola chiantigiana ai vertici della produzione vitivinicola globale, guidati dalla volontà di ottenere vini territoriali fini, eleganti e longevi.</p>
<p>Nel 1977 uscì la prima annata di Le Pergole Torte, 100% Sangiovese, un vino che andava oltre la tradizione (scritta) del Chianti Classico, pur rispettando e omaggiando quella del territorio e del suo vitigno principe.</p>
<p>Fu l’inizio di una ferita insanabile fra il Consorzio e il duo Manetti-Gambelli. Le Pergole Torte era ottenuto da Sangiovese in purezza, al contrario di quanto previsto dal disciplinare di produzione, che vedeva il Chianti Classico prodotto dall'assemblaggio di più varietà. In seguito, l'azienda decise di mettere in commercio i propri vini semplicemente con i nomi "Le Pergole Torte", "Montevertine" e "Pian del Ciampolo", senza etichettarli come Chianti Classico.</p>
<p>Nel corso dei decenni scorsi, non sono mancati imbottigliamenti divenuti leggendari e oggetto delle attenzioni di appassionati e collezionisti, come ad esempio quelli de Il Sodaccio, Il Cannaio e M Bianco.</p>
<h2>Un vino fatto ad arte</h2>
<p>Il primo incontro tra Sergio Manetti e il famoso artista emiliano Alberto Manfredi, poi divenuto suo grandissimo amico, generò l’etichetta dell’annata 1982, un aquarello che raffigurava il viso di una donna contornato da alcuni bicchieri. Il grande successo ottenuto incoraggiò Sergio e Alberto a proseguire in quella direzione e nuove etichette si susseguirono, una diversa per ogni annata, ma sempre aventi come soggetto un volto femminile.</p>
<p>L’universo femminile viene rappresentato attraverso figure taglienti, spigolose, disincantate e mutevoli. Ogni volta una nuova interpretazione,  a rappresentare la variabilità delle annate di vendemmia. Dopo la scomparsa di Manfredi e di Sergio Manetti, gli eredi si sono accordati per apporre sulle etichette di ogni nuova annata un‘ opera del maestro, andando a sceglierla nel vasto archivio di proprietà della famiglia Manfredi e tra le opere presenti in casa Manetti.</p>
<p>Per celebrare il 50esimo anniversario della Fattoria Montevertine, nel 2017 viene rilasciata un’edizione speciale di Le Pergole Torte, ottenuta dall’annata 2013.</p>
<div aria-labelledby="message-username-1281189922908143658 uid_1 message-content-1281190478196375564 uid_2 message-timestamp-1281190478196375564" aria-roledescription="Messaggio" aria-setsize="-1" data-list-item-id="chat-messages___chat-messages-1133682861485072465-1281190478196375564" role="article" tabindex="-1">
<div id="message-content-1281190478196375564">Per questa speciale occasione, Martino Manetti, figlio di Sergio che dal 2000 continua a portare avanti la tradizione di famiglia, ha prolungato l'affinamento di Le Pergole Torte 2013 a 30 mesi. Frutto di in un'unica botte di rovere di Slavonia da 16 ettolitri, il vino è stato prodotto in quantità limitata per una selezione di 1.500 bottiglie in formato standard e 400 in formato magnum.</div>
</div>
<br/>
<p>L’esclusiva etichetta rappresenta numerosi volti di donna con altrettante bottiglie, ad incoronare la sagoma della fattoria, come simbolo celebrativo dell’intensa strada percorsa e di quella che si apre verso il futuro dell’azienda.</p>
<br/>
<p>Un vino ancora pronto a stupire</p>
<p>In questo articolo abbiamo ripercorso la genesi e l’evoluzione di Le Pergole Torte, un vino capace di scrivere le proprie regole controcorrente nel contesto della produzione vitivinicola toscana.</p>
<p>Non solo territorio e vigneti, ma anche creatività, in un connubio che rende queste bottiglie vere opere d’arte, pronte a stupire ad ogni nuovo rilascio.</p>
<p>Su eWibe puoi trovare una selezione delle migliori annate di Le Pergole Torte, che hanno ricevuto punteggi alti dai critici più influenti del mondo.</p>
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      <category>Curiosità</category>
      <pubDate>Thu, 05 Sep 2024 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Alessandro Balia)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/montevertine-pergole-torte-storia</guid>
      <dc:date>2024-09-05T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>En Primeur 2023: andamento del mercato e i motivi di una crisi senza precedenti</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/commento-en-primeur-2023</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/commento-en-primeur-2023" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Rectangle-3920-ec9f44.webp" alt="En Primeur 2023: andamento del mercato e i motivi di una crisi senza precedenti" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri il mercato in crisi degli En Primeur 2023 di Bordeaux e la sfida dell'investimento nel vino. Quali sono le prospettive per il futuro?</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/commento-en-primeur-2023" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Rectangle-3920-ec9f44.webp" alt="En Primeur 2023: andamento del mercato e i motivi di una crisi senza precedenti" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Da inizio maggio a metà giugno a Bordeaux è andata in scena la campagna <a href="https://blog.ewibe.com/mercato-en-primeur-come-funziona-il-sistema-di-bordeaux" rel="noopener">En Primeur</a> dedicata ai vini dall’annata 2023.</p><p>Lo storico mercato, che permette di acquistare i vini di una delle regioni vitivinicole più leggendarie prima che questi vengano imbottigliati, sta vivendo un momento molto difficile. Condizioni climatiche poco favorevoli e una nuova consapevolezza di possibili svantaggi - finora poco considerati da collezionisti e investitori - hanno portato ad una crisi mai così significativa.</p>
<p>Che sia la fine di un’era?</p>
<h2><strong>En Primeur 2023: un’annata particolare</strong></h2>
<p>Meteorologicamente parlando, l’annata 2023 a Bordeaux segue un’annata, la 2022, segnata da condizioni calde e torride ma anche da escursioni termiche giorno/notte piuttosto marcate. </p>
<p>Le vigne non hanno patito stress idrico, al contrario della vendemmia precedente, ma le temperature elevate e le condizioni di umidità hanno dato vita a un’annata di sfide e contrasti. Come sempre, ai fini di un’ottimale riuscita in termini qualitativi, cruciale è stata la decisione relativa alle date di raccolta. Per quanto i migliori vini abbiano una freschezza e una concentrazione eccezionali e delizieranno gli amanti dei Bordeaux “classici”, l'annata non è un successo universale.</p>
<p>I viticoltori hanno quindi deciso di calmierare i prezzi dell'annata 2023 ricorrendo a forti ribassi rispetto all'anno precedente.</p>
<p>In generale, l'abbassamento dei prezzi risponde all'idea di rilanciare il mercato e di stimolare la domanda.</p>
<h2><strong>Ratings dei vini En Primeur 2023</strong></h2>
<p>I principali <a href="https://blog.ewibe.com/punteggi-critici-vino-pregiato" rel="noopener">ratings dei critici</a> sono mediamente inferiori di 3-4 punti rispetto ai vini del 2022 dove i punteggi aggregati erano tra i più alti degli ultimi 30 anni, specialmente per le denominazione Right Bank.</p>
<p>Conseguentemente, anche i prezzi sono allineati. Molti Châteaux hanno infatti livellato verso il basso i loro prezzi di uscita rispetto al millesimo precedente. I punti chiave sull’annata di Bordeaux 2023 sono dunque riassumibili come segue:</p>
<ul>
<li>condizioni calde e umide;</li>
<li>vini con caratteri da annata classica (annata contemporanea, vendemmia anticipata);</li>
<li>ratings medi non elevatissimi;</li>
<li>prezzi di rilascio fino al 40% inferiori rispetto all’annata 2022.</li>
</ul>
<p><br/>Il calo dei prezzi non ha risparmiato gli Châteaux<strong> </strong>più blasonati: un esempio su tutti è quello di <strong>Château Margaux</strong>, che ha esordito con oltre il 30% in meno rispetto alle quotazioni dell'annata 2022: vale a dire 360 euro a bottiglia (ex-négociant) rispetto ai 516 euro di un anno prima.</p>
<p><br/>Tra le altre celebri uscite “al ribasso” troviamo: <strong>Château Haut-Brion</strong> <strong>2023</strong>, rilasciato a 312 euro a bottiglia, con un ribasso intorno al -39% sul 2022. <strong>Château Cheval Blanc 2023</strong>, a 384 euro a bottiglia, con un ribasso superiore al -18%. Ancora, <strong>Château Ausone 2023</strong>, a 432 euro a bottiglia, con un taglio intorno al -22% sul 2022. </p>
<h2><strong>Una promessa non mantenuta</strong></h2>
<p>Il mercato En Primeur come lo conosciamo oggi è nato per rispondere alle esigenze di liquidità degli Châteaux e, allo stesso tempo, per creare nuove possibilità di mercato.</p>
<p>A partire dal XVII secolo inizia a definirsi una rete di distribuzione nella quale i commercianti acquistavano dai principali produttori i vini ancora in botte. Una scelta che, a fronte di un prezzo per loro più favorevole, comportava principalmente 3 svantaggi:</p>
<ul>
<li aria-level="1">controllo molto limitato sulle fasi di affinamento e imbottigliamento del vino acquistato;</li>
<li aria-level="1">l’eventualità che la qualità del prodotto venisse sovrastimata rispetto al prezzo pagato;</li>
<li aria-level="1">rischio di imprevisti durante le operazioni di cantina, con conseguente perdita di prodotto.</li>
</ul>
<p>D’altro canto, grazie a questo sistema i commercianti riuscivano a mantenere un maggiore controllo sui prezzi e gli Châteaux ottenevano in anticipo la liquidità di cui avevano bisogno.</p>
<p>Con il passare degli anni la commercializzazione En Primeur si è rivelata particolarmente attrattiva sia per i négociants che per gli Châteaux, grazie alla crescente domanda di vini di pregio e all’attenzione maggiore per questo segmento di mercato. (Per scoprire di più sulla nascita e il funzionamento del mercato En Primeur <a href="https://blog.ewibe.com/mercato-en-primeur-come-funziona-il-sistema-di-bordeaux" rel="noopener" target="_blank"><strong>leggi qui l’articolo dedicato</strong></a>).</p>
<p>Fatte le dovute premesse, occorre considerare che acquistare En Primeur non significa "comprare vino", quanto negoziare un prodotto finanziario altamente speculativo per scommettere che il prezzo pagato per il vino acquistato prima dell'imbottigliamento sia inferiore a quello dello stesso vino tra 10 o 20 anni.</p>
<p>Negli ultimi anni, e ancor di più nella campagna in corso, questa scommessa si è rivelata spesso perdente e i consumatori si sono accorti della non convenienza di pagare in anticipo ciò che potrebbero acquistare a un prezzo inferiore tra diversi anni: questo anche senza considerare il costo del denaro vincolato per un periodo fisso di tempo, e le spese di stoccaggio ricorrenti.</p>
<p>Infatti, le uscite En Primeur hanno smesso di offrire quel vantaggio all’investitore rispetto ai prezzi che circolano sul mercato secondario. I collezionisti non hanno quasi più nessun incentivo all’acquisto e il sistema rischia dunque di regredire non garantendo più la convenienza e l'appeal tipici delle campagne En Primeur del passato. Si assiste dunque ad una crisi di liquidità che anche quest’anno, nonostante un allineamento dei prezzi degli Châteaux verso il basso, non ha suscitato l’effetto desiderato.</p>
<p>Professionisti del settore, collezionisti, degustatori e appassionati, si chiedono ora se sia coerente pagare un prezzo alto per l’ultimo millesimo quando sul mercato sono presenti annate migliori a prezzi uguali o talvolta di molto inferiori.</p>
<p><br/><br/></p>
<figure class="gallery"><img alt="vendemmia_bordeaux" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-26086663-7a6bd1.webp"/></figure>
<p><strong>Ricapitolando</strong></p>
<p>In questo articolo abbiamo fatto una fotografia della campagna En Primeur 2023 dei vini di Bordeaux, che mai come ora si trova ad affrontare una difficile crisi. I motivi sono molteplici: la ragione più comunemente evidenziata è che annate di qualità migliore vengono scambiate sul mercato secondario allo stesso prezzo o addirittura a livelli più bassi. Tutto ciò è poco sensato quando la logica canonica sarebbe quella di pagare di più una annata matura piuttosto che una appena commercializzata.</p>
<p>Vedremo quale sarà l’evoluzione del mercato nei prossimi mesi in attesa della campagna del prossimo anno.</p>
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      <category>En primeur</category>
      <pubDate>Mon, 02 Sep 2024 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Leonardo Bernasconi)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/commento-en-primeur-2023</guid>
      <dc:date>2024-09-02T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Osservatorio eWibe: il mercato dei vini di pregio nel primo semestre 2024</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/osservatorio-semestrale</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/osservatorio-semestrale" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Slide-16_9---1-f76e08.webp" alt="Osservatorio eWibe: il mercato dei vini di pregio nel primo semestre 2024" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Andamento del mercato dei vini di pregio nel 2024: analisi dell'Osservatorio eWibe, con novità, indici e tendenze. Opportunità di investimento e performance delle principali regioni vinicole. 
Leggi il report!</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/osservatorio-semestrale" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Slide-16_9---1-f76e08.webp" alt="Osservatorio eWibe: il mercato dei vini di pregio nel primo semestre 2024" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Qual è stato l’andamento del mercato dei vini di pregio nella prima metà del 2024?</p>
<p>In  generale, dopo un periodo di rallentamento, l’anno in corso ha visto una significativa resilienza, che a giugno ha finalmente riportato il bilancio in positivo.</p>
<p>È quanto risulta dall’analisi condotta dall’Osservatorio eWibe, che fotografa le principali tendenze in atto sul mercato dei vini da investimento grazie a indici, news e insight.</p>
<p>Ecco quindi quali sono state le novità, le conferme e le grandi sorprese di questi mesi, con una particolare attenzione alla discussa campagna dei vini En Primeur 2023, che ha visto un taglio medio dei prezzi di circa il 30% con picchi oltre il 40%.</p>

<h2><strong>Come funzionano gli indici eWibe</strong></h2>
<p>Gli indici eWibe sono elaborati attraverso l’algoritmo proprietario che analizza tutte le informazioni relative alle etichette più rappresentative del mercato dei vini da investimento Italia-Francia. Gli indici evidenziano un valore sintetico informativo, in grado di rappresentare le diverse sensibilità che fanno capo a tutti gli operatori di mercato: dagli investitori agli appassionati, dai collezionisti fino a tutta la filiera.</p>
<p>Tra le fonti analizzate dall’algoritmo eWibe, vi sono, infatti, indicatori di mercato, le vendite b2b e quelle tra appassionati e investitori privati effettuate sulla piattaforma di trading di eWibe, oltre che su altri canali di compravendita quali le case d’asta.</p>
<p>Il mercato dei vini da collezione è, infatti, un mondo articolato e variegato, e l’analisi di eWibe mira ad offrire una visione complessiva dei trend in atto per rendere più accessibile a tutti, attraverso informazione e formazione, un mercato tradizionalmente riservato ai collezionisti e operatori di settore.</p>
<p>Nel dettaglio, eWibe ha definito degli indici che sintetizzano il valore di un paniere di vini iconici delle ultime dieci annate, ovvero quelle a maggior potenziale in termini di investimento, monitorandone la performance di mercato:</p>
<ul>
<li aria-level="1"><strong>eWibe Fine Wines</strong>: indice di mercato che include tutte le principali etichette da investimento dei Paesi più rappresentativi del settore, Italia e Francia.<br/></li>
<li aria-level="1"><strong>Indici per Paese</strong>: principali etichette da investimento suddivise tra Italia e Francia e presto nuove regioni.</li>
<li aria-level="1"><strong>Indici per regione: </strong>Champagne, Bordeaux, Burgundy, Toscana, Piemonte.</li>
<li aria-level="1"><strong>Indici per performance:</strong> eWibe25, eWibe50, eWibe100, rappresentano i 25, 50 e 100 vini più iconici e scambiati sul mercato di riferimento.</li>
</ul>
<h2><strong>Panoramica del mercato tra gennaio e giugno 2024</strong></h2>
<p>Dopo aver registrato un timido rimbalzo nel mese di aprile, il mercato dei vini pregiati torna in positivo nel mese di giugno. I dati e le performance danno respiro a tutto il comparto e riflettono le ottime uscite fin qui presentate dai principali produttori con particolare riguardo rispetto ai vini di Champagne e Toscana.</p>
<p> <br/>La Francia, dopo avere vissuto un'importante flessione nel 2023, oggi offre interessanti opportunità di investimento, in particolare nella regione di Bordeaux per annate in commercio. Il calo dei prezzi avvenuto per alcune etichette ed annate apre a nuove opportunità di acquisto interessanti.</p>
<p><br/>La deludente campagna En Primeur di Bordeaux, che ha visto un taglio medio dei prezzi di circa il 40% per effetto dei punteggi medi assegnati dai critici, inferiori rispetto alle ottime annate precedenti, porta ad un maggiore domanda sul mercato secondario di vini di annate già presenti in commercio. Un rapida analisi del millesimo 2023 ci permette di formulare queste principali considerazioni sull’annata e la relativa produzione:</p>
<ul>
<li aria-level="1">Condizioni calde e umide</li>
<li aria-level="1">Vini con caratteri da annata classica sebbene l’andamento stagionale sia stato tutt’altro che classico (annata        contemporanea con vendemmia anticipata)</li>
<li aria-level="1">Annata buona ma non eccellente e qualitativamente inferiore rispetto a molte annate recenti</li>
<li aria-level="1">Ratings medi non elevatissimi, mediamente inferiori di 3-4 punti rispetto ai vini del 2022 </li>
<li aria-level="1">Quotazioni di mercato fino al 40% inferiori rispetto all’annata 2022</li>
</ul>
<p><strong>L’effetto di questa diminuzione della domanda EP 2023 </strong>si riflette nella maggiore domanda sul mercato secondario di annate precedenti, ritenute qualitativamente superiori e a buon mercato, che porta l’indice di Bordeaux (+0,4%) ad un contenuto incremento nel mese di giugno. La regione si conferma infatti di primaria importanza per il mercato dei vini pregiati, apprezzata dagli investitori tradizionali che mirano ad un holding period di lungo termine. In ripresa anche il dato sui 6M che si attesta a -1,8%. Nonostante questo, occorre osservare attentamente l’offerta in circolo sul secondario che, al momento, risulta superiore alla domanda.</p>
<p>Anche per il resto del comparto transalpino si registra una crescita leggermente positiva.</p>
<p><strong>La domanda di Champagne resta alta</strong>, ma, in netto contrasto con la scarsità degli ultimi due anni, l’offerta in termini di volume è tornata su livelli standard: di riflesso l’incremento è più contenuto M-o-M.<br/>La regione vede l’uscita di annate di pregevole fattura nell’ultimo periodo con in testa Krug 2011, posizionato intorno ai 300€ sul mercato retail. Considerando che Krug 2008 era stato rilasciato ad un prezzo notevolmente superiore, mentre la 2012 non verrà prodotta, ci sono attese per questo millesimo grazie a previsioni di maggiore domanda sul mercato secondario. Da segnalare anche l’ultimo rilascio di Dom Pérignon con l’annata 2015.</p>
<p><strong>Per quanto riguarda la Borgogna (+0,1%)</strong>, rileviamo un timido ritorno alla normalità, dopo un periodo di riassestamento, che ha portato ad un diffuso calo nell’ultimo anno. C’è cauto ottimismo per quanto concerne l’annata 2022, caratterizzata da un’ottima qualità della vendemmia, specialmente sui rossi. I prezzi risultano in crescita. Dai primi dati, risulta anche un’annata con maggiore disponibilità di prodotto rispetto alla media delle ultime annate, fattore che potrebbe consentire l’ingresso su bottiglie di questa regione, al fine di una ottimale diversificazione di portafoglio.</p>
<figure class="gallery"><img alt="Slide 16_9 - 2" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Slide-16_9---2-48be33.webp"/></figure>
<p><strong>L’Italia resta ancora in territorio positivo</strong> sulla scia delle recenti release di Super Tuscan a cui si aggiunge anche Le Pergole Torte 2021, nuovo grande capolavoro di Montevertine, che corona un poker di annate veramente eccezionali: 2018, 2019, 2020 e 2021. Si tratta di una versione di Le Pergole Torte più ricca rispetto alla 2020 ma di straordinario equilibrio, richiestissima sul mercato di eWibe e già sold-out nei primi due rilasci. La Toscana rimane in territorio positivo nel mese di giugno, con un +0,5%.</p>
<p>Come anticipato anche nelle precedenti versioni dell’Osservatorio, curato dagli analisti di eWibe, rimaniamo fermamente convinti che i vini di Toscana saranno i protagonisti assoluti dei prossimi mesi, specialmente per il pricing, ancora molto contenuto rispetto ai grandi vintage francesi.<br/><br/></p>
<p><strong>Chiudiamo con il Piemonte (+1,0%)</strong>, la regione più virtuosa del mese di giugno. Si segnala un aumento della domanda su annate uscite in precedenza, 2016 e 2019 in testa, mentre si rimane in attesa di valutare l’andamento del mercato nel 2024 per le uscite di Barolo 2020 e Barbaresco 2021.</p>
<figure class="gallery"><img alt="Slide 16_9 - 3-1" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Slide-16_9---3-1-20ac9b.webp"/></figure>
<p>Per il report completo con tutti gli indici e le migliori bottiglie del primo semestre, clicca sul tasto qui sotto</p>

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      <category>En primeur</category>
      <pubDate>Thu, 08 Aug 2024 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Carlo Silvano)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/osservatorio-semestrale</guid>
      <dc:date>2024-08-08T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>5 enologi che hanno fatto la storia del vino</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/5-enologi-che-hanno-fatto-la-storia-del-vino</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/5-enologi-che-hanno-fatto-la-storia-del-vino" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Screenshot_2024-07-18_at_09.54.43-eb7564.webp" alt="5 enologi che hanno fatto la storia del vino" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri la storia di 5 grandi enologi del vino e le innovazioni che hanno portato nel mondo della viticoltura. Inoltre, conosci i migliori enologi contemporanei italiani.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/5-enologi-che-hanno-fatto-la-storia-del-vino" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Screenshot_2024-07-18_at_09.54.43-eb7564.webp" alt="5 enologi che hanno fatto la storia del vino" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Non solo professionisti e grandi conoscitori del nettare dionisiaco, ma promotori di innovazioni e scopritori di potenziale, grazie a competenze tecnico-scientifiche ma anche ad un istinto naturale, spesso forgiato a diretto contatto con la vigna.</p>
<p>In questo articolo ti parleremo di cinque tra gli enologi che hanno tracciato un percorso indelebile nella storia dei vini di pregio e di quali sono stati i vini che li hanno resi famosi.</p>
<p>Vedremo inoltre quali sono alcuni tra i migliori enologi contemporanei del panorama italiano.</p>
<h2><strong>Michel Rolland</strong></h2>
<p>Oltre 150 aziende con cui collabora in 13 Paesi del mondo: Michel Rolland è riconosciuto come uno degli enologi più influenti a livello internazionale. I suoi vini possiedono un carattere fortemente riconoscibile: da una parte questo è molto apprezzato dai critici più famosi, tra i quali spicca il fondatore di <a href="https://blog.ewibe.com/punteggi-critici-vino-pregiato" rel="noopener">Wine Advocate, Robert Parker</a>, che ha assegnato a diverse bottiglie da lui prodotte il punteggio massimo di 100/100. Dall’altra, questo ha portato ad una percezione di “standardizzazione” dei vini di Rolland, più volte criticato poiché vini frutto di vitigni e aree vinicole molto differenti tra loro, finivano con il non lasciare emergere le caratteristiche specifiche di vini tanto distanti.</p>
<p>Negli anni Settanta Rolland ha fondato il <a href="https://www.rollandetassocies.com/" rel="noopener" target="_blank"><em>Laboratoire d’enologie</em></a> a Pomerol: grazie a strumenti analitici innovativi e ad un efficace team di esperti tecnici è diventato nel tempo un punto di riferimento per oltre 80 aziende vitivinicole sparse in tutto il mondo.</p>
<p>La filosofia di Rolland si distingue per un approccio personale, che non di rado lo ha portato ad essere oggetto di polemiche. Parlando di sé, afferma: “Ignoro cosa sia uno ‘stile’, mi piacerebbe trovare una definizione. Per tutta la vita ho cercato di fare un vino che piacesse ai consumatori e i miei 48 anni da enologo mi hanno regalato soddisfazioni”.</p>
<p>Maestro del taglio bordolese, Michel Rolland, con la sua moderna idea di vinificazione, ha contribuito a portare alla ribalta mondiale alcuni vini di Bordeaux e, ha poi influenzato il modo di fare vino ovunque, dalla California all’Argentina, al Cile, senza dimenticare l’Italia. </p>
<p>Recentemente l’enologo ha ceduto la maggioranza delle azioni del suo laboratoire a tre suoi collaboratori, passando così il testimone alla nuova generazione.</p>
<h2>Giacomo Tachis</h2>
<h3>E’ considerato il padre del Rinascimento enologico italiano: andando contro le convenzioni, Giacomo Tachis ha influenzato in maniera determinante il corso della produzione vitivinicola nazionale.</h3>
<p>Ha lavorato come enologo per grandissime cantine tra cui Antinori, Tenuta San Guido e San Leonardo: la sua impresa più memorabile è aver dato vita ai <a href="https://blog.ewibe.com/super-tuscan-cosa-sono-e-come-nascono" rel="noopener">Super Tuscan</a>. Tachis ha fatto il suo ingresso nel mondo vitivinicolo toscano in pompa magna, negli anni ‘60, iniziando a lavorare con Tenute Antinori. </p>
<p>In quel periodo la viticoltura toscana stava attraversando un momento particolare: erano stati impiantati nuovi vigneti in tutta la Regione, con non pochi errori. La qualità era bassa, così come i prezzi, di conseguenza l'immagine del vino toscano ne soffriva. </p>
<p>In tale contesto, Giacomo Tachis si affermò come l'uomo del cambiamento. Iniziò a frequentare Bordeaux e l'enologo Émile Peynaud, portando poi in Italia un nuovo modo di fare vino, grazie all’introduzione, tra le altre cose, dell'invecchiamento in barrique. Fu così che nel 1970 nacque il Tignanello (nella sua versione definitiva prodotto con Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.)</p>
<p>Sull'onda di questo successo, nel '78 fu la volta del Solaia: un’annata particolarmente abbondante di Cabernet, dalla qualità eccezionale, porto Tachis a sperimentare un nuovo vino. Altra intuizione vincente, fu consacrata con il premio di “Miglior vino dell'anno” della prestigiosa classifica di <a href="https://www.winespectator.com/articles/solaia-wine-of-the-year-9028" rel="noopener" target="_blank">Wine Spectator</a>: la prima volta per un italiano.</p>
<p>In parallelo alla sua esperienza con Antinori, negli anni ‘70 Giacomo Tachis collaborò anche con Tenuta San Guido a Bolgheri, del Marchese Incisa della Rocchetta. Un incontro che consacrò il successo di Sassicaia, vino commercializzato per la prima volta con la vendemmia 1968. </p>
<p>Il lancio ne decretò il successo immediato, ma l'accoglienza migliore si ebbe come sempre in Inghilterra. Nel 1978, durante una degustazione di grandi vini a Londra organizzata da Hugh Johnson, Sassicaia risultò il migliore, sorprendendo tutti: gli italiani non avevano mai superato i francesi. Successivamente Robert Parker diede 100 punti all'annata '85 e definì il Sassicaia “il migliore vino del secolo”.</p>
<p>Sassicaia è stato il vino che ha fatto nascere e decollare i Super Tuscan, il primo e unico ad avere una DOC proprietaria (dopo essere stato vino da tavola, Igt e poi una sottozona della Doc Bolgheri. </p>
<p>Oltre ai famosi vini di sua creazione, Tachis collaborò con diverse aziende in tutto lo stivale per la produzione di vini bianchi e rossi, da Nord a Sud.</p>
<h2>Paul Hobbes</h2>
<h3>Definito lo “Steve Jobs del vino”, con il suo fiuto Paul Hobbs ha saputo affermarsi quale precursore delle future tendenze enologiche.</h3>
<p>Tra i suoi traguardi, l’essere stato nominato per ben due volte “personalità dell’anno” dal critico americano Robert Parker, che ne ha celebrato il Cabernet Sauvignon Beckstoffer To Kalon Vineyard 2002 con il punteggio massimo di 100/100 (Per scoprire come funziona il sistema dei punteggi <a href="https://blog.ewibe.com/punteggi-critici-vino-pregiato" rel="noopener" target="_blank">leggi l'articolo qui</a>).</p>
<p>Il progetto di vita di Hobbs in origine prevedeva una laurea in medicina, ma suo padre lo convinse ad andare alla UC Davis, prestigiosa facoltà di enologia della Napa Valley, per un anno. Ha poi lasciato la UC Davis e si è unito alla Robert Mondavi Winery.</p>
<p>Nel 1979, Robert Mondavi andò da Paul Hobbs e gli raccontò della sua conversazione con il barone Philippe de Rothschild dello Château Mouton Rothschild sull'avvio di una joint venture, che sarebbe diventata Opus One. Essendo un giovane assistente enologo, l'opportunità era irresistibile e lavorare con il team francese, che aveva un approccio diverso al vino, ha contribuito a plasmare le sue idee. </p>
<p>Successivamente, un primo viaggio in Argentina nel 1988 segnò l'inizio di quella che oggi è diventata una carriera enologica di grande importanza. Fu infatti durante la sua permanenza a Mendoza, che l'enologo americano avviò il progetto di creare una tenuta vinicola in un territorio situato ad alta quota, Luján de Cuyo, un terroir eccezionale ai piedi delle Ande esteso tra i 600 e i 1.000 metri sopra il livello del mare: nel 1998 nasce così Vina Cobos.</p>
<p>Oggi Hobbs è enologo per sette aziende vinicole in tutto il mondo, dalla California all’Argentina, fino a regioni vinicole  in Francia e Spagna.</p>
<h2><strong>Émile Peynaud</strong></h2>
<p>Riconosciuto come il padre dell’enologia moderna, Émile Peynaud è riuscito nell’impresa di dare una connotazione moderna al Bordeaux e a migliorare la qualità dei vini di tutto il mondo.</p>
<p>Peynaud iniziò il suo viaggio nel mondo del vino lavorando presso la Maison Calvet in Bordeaux alla tenera età di 15 anni: collaborò sotto la guida del chimico e "padre della scienza del vino" Jean Ribérau-Gayon (1930-2011) ai metodi analitici per determinare la qualità del vino acquistato. A 20 anni pubblicò il suo primo articolo sulla “Revue de Viticulture” e nel 1946 presentò la sua tesi sull'Enologia. Lavorò a lungo presso il dipartimento di ricerche enologiche dell'Università di Bordeaux, dove ebbe numerosi allievi tra cui Giacomo Tachis.</p>
<p>La selezione di sole uve sane e soprattutto fisiologicamente mature era una preoccupazione importante per Peynaud, che cercava in particolare di dare ai vini di Bordeaux più equilibrio e longevità, controllando le temperature di fermentazione e invecchiando i vini in barrique di rovere da rinnovare frequentemente.</p>
<p>Questo nuovo approccio ha portato alla produzione di vini “più puliti”. Inoltre ha anche aiutato a comprendere e successivamente controllare le trasformazioni derivanti dalla fermentazione malolattica. </p>
<p>Ha esortato i viticoltori a selezionare solo le uve migliori per i loro vini, un concetto difficile da accettare per molti in un'epoca in cui la quantità era spesso più importante della qualità. Suggeriva inoltre agli Châteaux di far confluire le uve che non soddisfacevano lo standard del <em>grand vin</em>, in vini meno ambiziosi da vendere a prezzi inferiori.</p>
<p>Scomparso all’età di 92 anni, è stato un interprete schietto e visionario dell’enologia contemporanea, capace di sviluppare un nuovo pensiero condiviso, anche attraverso concetti semplici ma lapidari. Come lui stesso amava dire: “Ognuno ha il vino che si merita”.</p>
<h2><strong>Denis Dubordieu</strong></h2>
<p>Nato nel 1949 a Barsac, Dubourdieu si è guadagnato il soprannome di "Professore di Bordeaux" per la sua brillante carriera accademica.</p>
<p>Durante gli anni di insegnamento, ha fatto da mentore a innumerevoli enologi che ora lavorano in tutto il mondo. Come viticoltore, ha contribuito a diffondere una migliore qualità e nuove tecniche enologiche, oltre ad aver riportato l’attenzione sui vini bianchi di Bordeaux.</p>
<p>Dubourdieu nacque in una famiglia di viticoltori: suo nonno Georges acquistò Château Doisy-Daëne , situato a Barsac, nel 1924, e Denis crebbe nella tenuta, imparando da suo padre, Pierre. Dopo aver studiato agronomia a Montpellier, Denis conseguì un master in enologia presso l'Università di Bordeaux.</p>
<p>L'influente ricerca dell’enologo sulla vinificazione e l'invecchiamento del vino bianco ha contribuito a rivoluzionare il modo in cui viene prodotto oggi il Bordeaux bianco, trasformando lo stile generale della regione da vini spenti, morbidi e leggermente ossidati a uno stile fresco e vivace con mineralità che è ormai la norma.</p>
<p>Dubourdieu ha iniziato a lavorare come consulente enologico nel 1987. Fu nel 1998 che Dubourdieu iniziò a dedicarsi anche ai vini rossi, quando gli venne richiesta una consulenza per Château Haut-Bailly. In totale, ha svolto il ruolo di consulente per più di 80 tenute a Bordeaux, tra cui Cheval-Blanc, Yquem e Margaux.</p>
<p>Dubourdieu fu anche un vigneron di successo a Doisy-Daëne, considerato tra i produttori d'élite di Barsac e del vicino Sauternes. Il suo approccio al vino era quasi filosofico, ben espresso da alcune affermazioni che continuano ad echeggiare nel mondo dell’enologia mondiale:</p>
<p>“Il vino è un po’ come il corpo umano. Se lo conservi bene, se lo curi, se lo sai mantenere, giorno per giorno, mese per mese, anno per anno, i risultati si vedranno anche col passare del tempo. E l’invecchiamento, sarà un valore aggiunto, un arricchimento, l’obiettivo raggiunto di un duro lavoro, fatto di tanti pezzi di un puzzle che messi insieme compongono e definiscono un’immagine perfetta”.</p>
<p>Dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2016, la sua eredità accademica continua ad essere una pietra miliare dell’enologia contemporanea</p>
<h2>Alcuni grandi enologi italiani</h2>
<h2><img alt="Cantina_1_1" loading="lazy" sizes="(max-width: 2912px) 100vw, 2912px" src="https://blog.ewibe.com/images/Cantina_1_1-db0550.webp"/></h2>
<h2>L’enologia contemporanea annovera tra i suoi protagonisti anche diversi nomi italiani. Tra i più influenti troviamo:</h2>
<h3><strong>Carlo Ferrini</strong></h3>
<p>Da oltre 30 anni lavora con le principali aziende vitivinicole in tutta Italia, dal Trentino fino alla Sicilia. Nel 1992 Ferrini comincia la sua carriera di consulente e nel 2000 viene eletto “enologo dell’anno” da il Gambero Rosso e da Slow Food. Nel 2003 riceve il medesimo riconoscimento dalla Associazione Italiana dei Sommelier (AIS). Oggi è consulente enologo per le più importanti aziende italiane. Nel 2008 Wine Enthusiast lo ha eletto “Best Winemaker of the year”.</p>
<p>E’ riuscito nell’impresa di dare un’interpretazione personale al Brunello. Il suo sogno era avere una vigna tutta sua e fondare la propria etichetta. Un sogno che realizza nel 2011, quando inizia l’avventura della tenuta di Giodo, a Montalcino, a partire da quel Sangiovese di cui è grande estimatore e con il quale produce il suo Brunello.</p>
<h3><strong>Attilio Pagli</strong>:</h3>
<p>inizia il suo percorso enologico nel 1983, sotto la guida di Giulio Gambelli, uno dei più grandi conoscitori delle uve e del territorio toscano. Dal 1997 è consulente per il Gruppo Matura, un luogo di formazione e condivisione da cui sono passati e dove sono cresciuti tanti validi enologi.</p>
<p>Pagli ha mostrato fin dall’inizio della sua attività un interesse particolare per i vitigni autoctoni. Ha sempre creduto in una viticoltura legata alla tradizione e alla storia di un territorio, all’indissolubile legame tra terra e lavoro dell’uomo. Ha lavorato per esaltare le differenze e per portare in primo piano le caratteristiche peculiari di ogni singolo terroir.</p>
<h3><strong>Roberto Cipresso</strong></h3>
<p>inizia la propria carriera di winemaker nel 1987 a Montalcino, dove si stabilisce e lavora per alcuni dei più noti produttori, come Case Basse, Poggio Antico, Ciacci Piccolomini d’Aragona.</p>
<p>Dopo i primi successi personali, la sua attività si estende anche ad altre zone della Toscana, e ad aziende collocate nelle più importanti regioni italiane. Nel 1999 fonda Winemaking, il suo gruppo di consulenza agronomica ed enologica. E’ creatore e guida del progetto Winecircus, cantina-laboratorio dedicata allo svolgimento di attività di ricerca orientate ai diversi aspetti della vitivinicoltura.</p>
<p>Nell’aprile 2010 riceve l’incarico da “Città del Vino” per la produzione del vino speciale in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. Nel 2013 inizia la produzione del suo primo Brunello di Montalcino.</p>
<h3><strong>Dante Scaglione</strong></h3>
<p>Lavora con grandi nomi delle Langhe ed è un punto di riferimento per le nuove generazioni di enologi. La sua attenzione si concentra sul cambiamento climatico e su come questo influisce sulle gradazioni più alte e le acidità più basse. Profondo conoscitore del Nebbiolo, Scaglione si è diplomato all’enologica di Alba nel 1979, per poi iniziare il primo lavoro, nello studio enologico di Giuliano Noè a Nizza Monferrato. Incontra così Bruno Giacosa, il mitico produttore langarolo per il quale ha lavorato come consulente per oltre 17 anni e con la cui cantina è tornato a lavorare in anni recenti. Nel 2008 è stato insignito del premio Veronelli come miglior enologo italiano.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>In questo articolo abbiamo parlato di 5 tra gli enologi che hanno tracciato un percorso indelebile nella storia del vino e delle cantine che li hanno resi famosi.</p>
<p>Abbiamo poi fatto un rapido excursus tra i nomi più influenti del panorama italiano.</p>
<p>Storie di uomini e di vini, che hanno dato vita a bottiglie protagoniste dei mercati internazionali.</p>
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      <category>Curiosità</category>
      <pubDate>Fri, 19 Jul 2024 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Carlo Arrigoni)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/5-enologi-che-hanno-fatto-la-storia-del-vino</guid>
      <dc:date>2024-07-19T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>I 10 vini più costosi venduti all’asta</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/10-vini-più-costosi</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/10-vini-più-costosi" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Sothebys-5f3502.webp" alt="I 10 vini più costosi venduti all’asta" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Dalla Romanée-Conti 1945 battuta a 558.000 dollari allo Château d'Yquem 1811: la classifica dei 10 vini più costosi al mondo venduti all'asta, prezzi e storie.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/10-vini-più-costosi" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Sothebys-5f3502.webp" alt="I 10 vini più costosi venduti all’asta" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Le grandi bottiglie da collezione, si sa, hanno un valore che cresce nel tempo e che è dovuto a diversi fattori. Non di rado, si parla di cifre che segnano dei record.</p><p>Palcoscenico di questi traguardi, le grandi aste di tutto il mondo che, oltre a celebrare bottiglie ormai mitiche, scrivono pagine di cultura e lifestyle all'insegna del buon vino.</p>
<p>In questo articolo ti parleremo dei 10 vini più costosi protagonisti delle aste di tutto il mondo.</p>
<figure class="gallery"><img alt="i_5_vini_più_costosi_del_mondo" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Henri-3-0fbe00.webp"/></figure>

<h3><strong>Domaine de la Romanée-Conti 1945</strong></h3>
<p>Nel 2018 Sotheby's ha tenuto un’asta di vini di pregio consegnati direttamente dalla cantina personale dell’enologo di Borgogna Robert Drouhin. In quell’occasione, l’imprenditore e collezionista americano Rob Rosania è stato protagonista di un doppio primato: ha infatti acquistato due bottiglie di <strong>Domaine de la Romanée-Conti Romanée-Conti 1945, rispettivamente a 558.000 e 496.000 dollari</strong>.</p>
<h3><strong>Château Lafite 1869 </strong></h3>
<p>Sotheby’s è da sempre vetrina di grandi bottiglie e teatro di nuovi record.</p>
<p>Nel 2010 a Honk Kong una selezione di vini provenienti direttamente dalle cantine di Château Lafite Rothschild, una delle più blasonate aziende di Bordeaux, ha destato particolare interesse tra i collezionisti. In particolare una bottiglia dell’annata 1869 ha rubato la scena alle altre dopo essere stata venduta <strong>per 233,972 dollari e stabilendo un record mondiale che sarebbe durato fino al 2020</strong>.</p>
<h3><strong>Château d'Yquem 1811 </strong></h3>
<p>Una delle bottiglie più famose di <strong>Château d'Yquem, storica cantina di Sauternes, è </strong><strong>la 1811</strong>, nota anche come "vino di Napoleone" (o "vino cometa") perché all'epoca l'imperatore francese Napoleone era all'apice della sua fama.</p>
<p>Nel 2011, il sommelier francese Christian Vannequé, giudice nella famosa degustazione di Parigi del 1976 e sommelier di lunga data a La Tour d'Argent, ha acquistato questa bottiglia per <strong>75.000 dollari</strong>. Secondo quanto riferito dal sommelier, la bottiglia fu acquistata con l'intenzione di berla nel 2017, per celebrare i 50 anni dal suo debutto avvenuto nel 1967 presso il notissimo ristorante. Purtroppo Vanneque morì nel 2015, prima di potersi gustare il prezioso nettare...</p>
<h3><strong>Château d’Yquem 1847 </strong></h3>
<p>Sempre grande protagonista di aste e oggetto del desiderio degli appassionati di tutto il mondo, Château d'Yquem rappresenta l'apice dei vini dolci da collezione. Questa bottiglia fu<strong> venduta per più di 70.000 dollari durante un’asta di Zachys nel 2004</strong> a Beverly Hills, in California.</p>
<p>Divenne la bottiglia di vino bianco più costosa di sempre, nonché il vino più costoso mai venduto negli Stati Uniti.</p>
<h3><strong>Henri Jayer Vosne-Romanée Cros Parantoux 1978 </strong></h3>
<p>Quando la cantina personale del celebre produttore di Borgogna Henri Jayer fu messa all'asta, nel 2018, l’attenzione si concentrò quasi esclusivamente sulle bottiglie tra le più pregiate da lui prodotte. <strong>Una verticale da 15 magnum, che comprendeva alcune annate dalla 1978 alla 2001, ha fruttato più di 1,17 milioni di dollari</strong>.</p>
<p>Ma è stata una bottiglia del cru <strong>Cros Parantoux 1978</strong>, considerato da molti il ​​capolavoro di uno dei più leggendari protagonisti del vigneto borgognone, a conquistare l’offerta più alta, con <strong>144.893 dollari per una singola magnum</strong>.</p>
<figure class="gallery"><img alt="Henri-1-1" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Henri-1-1-92174c.webp"/></figure>
<h3><strong>Domaine de la Romanée-Conti 1943 </strong></h3>
<p>Una delle più rare bottiglie di Domaine de la Romanée-Conti messe all'asta da Sotheby's nel 2018. Fece girare la testa a un collezionista che <strong>arrivò a pagare più di 68.000 dollari per accaparrarsi l’annata 1943</strong>.</p>
<h3><strong>Château Mouton-Rothschild 1945</strong></h3>
<p>Nel 2007 questa bottiglia ha segnato un record contornato dall’atmosfera delle grandi occasioni. Si trattava di una <strong>jeroboam da 4,5 litri della venerata annata 1945</strong>, proveniente da Château Mouton-Rothschild, una delle punte di diamante della produzione vitivinicola di pregio di Bordeaux.</p>
<p>Sotheby's ha ricevuto il vino direttamente dalla cantina personale della baronessa Philippine de Rothschild, proprietaria di Mouton, e fu venduta alla modica cifra di 310.000 dollari durante lo svolgimento di una mostra dedicata ai dipinti commissionati per illustrare le etichette di Mouton.</p>
<h3><strong>Château Cheval-Blanc 1947</strong></h3>
<p>Nel 2010, Christie's ha tenuto un'asta di bottiglie di grande formato appartenenti alla leggendaria <strong>annata 1947</strong> e prodotte da Cheval Blanc, glorioso Chateau di St-Émilion. </p>
<p>L'assemblaggio, costituito da 50% Cabernet Franc e 50% Merlot, che già all’epoca dell’immissione sul mercato attirò su di sé lo sguardo di appassionati e collezionisti, può vantare un successo più che confermato nel 2010, quando una bottiglia proprio dell’annata 1947 fu venduta per <strong>304.375 dollari</strong>.</p>
<h3><strong>Domaine Leroy Musigny 1991 </strong></h3>
<p>Una cassa di Musigny 1991, perla prodotta dallo storico Domaine Leroy, è stata venduta per più di <strong>460.000 dollari all'asta di Acker del 2021</strong>, in Delaware negli Stati Uniti.</p>
<p>Ma il record segnato dalla grande dama di Borgogna fu seguito da altri due eventi memorabili durante la stessa occasione: una seconda cassa di<strong> Leroy Musigny 1991, insieme a una cassa di Musigny 1993 , furono vendute per quasi 450.000 dollari ciascuna</strong>.</p>
<h3><strong>Domaine Leflaive Montrachet 2010 </strong></h3>
<p>Un altro nobile bianco di Borgogna, tra i protagonisti della classifica dei vini di pregio più costosi di sempre, proviene dal leggendario Domaine Leflaive. </p>
<p>Si tratta di una bottiglia di Montrachet 2010 in formato magnum (1.5 litri), venduta nel 2021 alla terza asta annuale della Grande Fête de Bourgogne di Acker per<strong> 43,575 dollari</strong>.</p>
<p><br/><strong>Record in divenire</strong></p>
<p>In questo articolo abbiamo visto quali sono i 10 vini più costosi mai venduti durante le aste.</p>
<p>Il valore dei vini da collezione varia e cresce nel tempo, e sarà proprio questo a stabilire se nuove bottiglie entreranno nella classifica e ad accogliere nuovi record che influenzeranno il mercato e le scelte di appassionati e collezionisti.</p>
<p>Ovviamente, ti aggiorneremo su tutte le novità, le uscite più recenti e i trend del mercato. Per non perderteli iscriviti alla nostra newsletter qui sotto.</p>]]></content:encoded>
      <category>Bordeaux</category>
      <pubDate>Thu, 06 Jun 2024 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Alessandro Balia)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/10-vini-più-costosi</guid>
      <dc:date>2024-06-06T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Come nasce lo Champagne: metodi e fasi di produzione</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/come-nasce-lo-champagne</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/come-nasce-lo-champagne" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Abillage-1d9296.webp" alt="Come nasce lo Champagne: metodi e fasi di produzione" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri le fasi di produzione dello Champagne, simbolo di lusso e lifestyle. Dalla vendemmia alla maturazione, tutto quello che c'è da sapere su questo iconico spumante francese.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/come-nasce-lo-champagne" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Abillage-1d9296.webp" alt="Come nasce lo Champagne: metodi e fasi di produzione" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Lo Champagne è da sempre simbolo di lusso e lifestyle. In questo immaginario condiviso, l’associazione tra le iconiche bollicine e l’esperienza di degustazione che queste offrono avviene in automatico, come se il vino “nascesse” con le caratteristiche che tutti conosciamo.</p>
<p>In realtà si tratta di un pregiatissimo tipo di spumante che ha subito diverse evoluzioni, ha dato vita a metodi di produzione sempre più raffinati e ha addirittura lanciato <em>ante litteram </em>strategie di marketing.</p>
<p>La nascita del metodo classico di produzione dello Champagne per convenzione è fatta risalire all’intuizione del monaco Dom Pérignon, nel 1668 (<a href="https://blog.ewibe.com/storia-dello-champagne" rel="noopener" target="_blank">Leggi qui l’articolo dedicato alla nascita dello Champagne</a>). Lo Champagne è il frutto dell’eccellenza vitivinicola dell’omonima regione francese. Un nome divenuto presto icona di se stesso, che fa riferimento esclusivamente al vino qui prodotto da vigneti locali e con metodi specifici. Per questo ben presto si rese necessaria una legislazione che ne preservasse l'identità.</p>
<p>In questo articolo approfondiremo i metodi e le diverse fasi di produzione di uno dei protagonisti più pregiati del mondo dei vini da collezione e sveleremo qualche dettaglio curioso che ti permetterà di apprezzare ancora di più le celeberrime bollicine. Buona lettura.</p>
<h2><strong>Le fasi di produzione dello Champagne</strong></h2>
<p>La nascita delle bollicine più blasonate del mondo segue un percorso nel quale ogni tassello è fondamentale e segue un ordine preciso:</p>
<h3><strong>Gestione della vigna e vendemmia</strong></h3>
<figure class="gallery"><img alt="vitigni-1" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/vitigni-1-97e01f.webp"/></figure>
<p>Il processo di produzione dello Champagne ha origine ben prima delle diverse fasi di “lavorazione” delle uve. Come per ogni vino di qualità, tutto ha origine dal vigneto.</p>
<p>Partendo dai fondamentali, le uve utilizzate devono essere coltivate nell’omonima regione. I tre principali vitigni impiegati sono Pinot Noir e Pinot Meunier a bacca nera e Chardonnay a bacca bianca. Sebbene non siano così comuni anche le uve Pinot Blanc, Pinot Gris, Petit Meslier e Arbanne possono essere utilizzate per produrre il vino.</p>
<p>Il momento della raccolta dipende dalla maturazione delle uve, e si tratta di un processo che avviene rigorosamente a mano per preservare l’integrità delle stesse. La vendemmia meccanica non è ammessa.</p>
<h3><strong>Pressatura e decantazione</strong></h3>
<figure class="gallery"><img alt="Pressoir Coquard-1" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Pressoir-Coquard-1-e59e39.webp"/></figure>
<p>Dopo la raccolta, inizia il processo di pressatura.</p>
<p>Le uve vengono pesate e registrate non appena arrivano al centro di pigiatura. Ogni <em>marc</em> (unità di misura tradizionale corrispondente a 4.000 Kg di uva) viene segnata in un registro, riportando i dettagli del cru e del vitigno. Le uve vengono inoltre controllate per verificare il rispetto della gradazione alcolica minima prevista per ogni annata.</p>
<p>Dopo che le uve sono state vendemmiate, i grappoli non sono diraspati o pigiati bensì pressati il più velocemente possibile, escludendo il caso in cui si voglia produrre uno Champagne rosato da macerazione (rosé de <em>saignée</em>).</p>
<p>La pressatura soffice deve avvenire in maniera leggera per poter estrarre solo la parte migliore del mosto. Per disciplinare si possono estrarre solo 102 litri per 160 Kg di uva: di questi, i primi 82 litri, chiamati <em>cuvée</em>, sono quelli impiegati per i migliori Champagne. Gli altri 20 litri prendono il nome di <em>taille.</em></p>
<p>Le presse per lo Champagne hanno una capacità che va dai 2.000 ai 12.000 chili di uva intera. Tradizionalmente vengono impiegate delle presse verticali, chiamate <em>Pressoir Coquard. </em>I succhi che escono della pressa vengono raccolti in tini, chiamati <em>belons</em> (vasche di accumulo).</p>
<p>Segue la fase della sfecciatura: una decantazione durante la quale i frammenti solidi, bucce, vinaccioli ed eventuali residui, sono fatti depositare sul fondo del tino. Lo scopo della sfecciatura è quello di mettere in fermentazione solo il mosto limpido. Dopo 12-24 ore, questi succhi vengono travasati e trasferiti nei contenitori di fermentazione per le prime fasi della vinificazione.</p>
<h3><strong>Prima fermentazione</strong></h3>
<figure class="gallery"><img alt="Remuage-1" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Remuage-1-d9c5c7.webp"/></figure>
<p>Il mosto viene travasato nei tini. Questi sono solitamente in acciaio inox, anche se alcuni produttori di Champagne preferiscono far fermentare il vino interamente o parzialmente in botti di rovere. L'utilizzo del legno in fermentazione porterà a produrre vini dal profilo aromatico più profondo. </p>
<p>Come accade durante la pressatura, anche per la fermentazione i succhi vengono separati: per cru, per frazione (<em>taille </em>o <em>cuvée</em>), per varietà d'uva e per annata. Durante la fermentazione alcolica, i mosti vengono trasformati in vino dall'azione dei lieviti, che consumano gli zuccheri e producono alcol.</p>
<p>Al termine della fermentazione, l'obiettivo è ottenere il cosiddetto <em>vin claire,</em> un vino fermo con una gradazione alcolica di massimo 11° ricco di acidità, che sarà la base di spumantizzazione impiegata per la seconda fermentazione. </p>
<p>A seconda dello stile di vino che il produttore desidera ottenere, questi potrà effettuare, totalmente o parzialmente, oppure impedire bloccandola, la fermentazione malolattica. Questa trasforma l'acido malico in acido lattico grazie all'azione dei batteri. Il suo scopo principale è quello di ridurre il livello di acidità del vino. Inoltre, conferirà note aromatiche tipicamente descritte come di pasticceria (burro, nocciola… ).</p>
<h3><strong>Assemblaggio</strong></h3>
<p>Lo <em>Chef de Cave</em> può effettuare l’assemblaggio dei vini diversi per creare una <em>cuvée</em> che presenti caratteristiche specifiche. Tappa essenziale del processo di vinificazione, il <em>blending</em> conferisce a ogni vino il suo carattere distintivo, basato in particolare sullo spirito della Maison di Champagne che lo produce.</p>
<h3><strong>Seconda fermentazione e presa di spuma</strong></h3>
<p>Una volta assemblati, i vini vengono imbottigliati e sono pronti per la seconda fermentazione, quella che avverrà in bottiglia e che andrà a creare l’effervescenza tipica dello Champagne.</p>
<p>È a questo punto che prende avvio il processo noto con il nome di "presa di spuma", la cui durata varia tra 1 e 3 settimane circa: al vino viene addizionato uno sciroppo detto<em> liqueur de tirage</em>, una miscela di vino fermo, lievito e zucchero. </p>
<p>I lieviti consumano lo zucchero, trasformandolo in alcol e, come prodotto secondario, anidride carbonica che verrà così intrappolata nella bottiglia.</p>
<p>Le regole sono chiaramente definite: la messa in bottiglia non può avvenire prima del 1° gennaio successivo alla vendemmia. Inoltre, il vino non può essere trasferito da una bottiglia all'altra e sarà dunque venduto nella stessa in cui è stato elaborato.</p>
<p>Una volta ultimata la seconda fermentazione, le bottiglie sono pronte per la fase successiva, quella dell’affinamento.</p>
<h3><strong>Maturazione e affinamento </strong></h3>
<p>Questo è il momento della cosiddetta sosta sui lieviti. Al termine della fermentazione secondaria, i lieviti presenti in bottiglia muoiono e vanno a formare un sedimento. Il processo di autolisi, così è chiamato il fenomeno della dissoluzione dei lieviti stessi, rilascia composti biochimici all’interno del vino che contribuiscono a definirne il profilo gusto-olfattivo, specialmente con note tipiche degli spumanti tradizionali quali crosta di pane, note di pasticceria e tostature.</p>
<p>Per disciplinare, la maturazione in cantina prevede un periodo di minimo 15 mesi per i non millesimati e di 36 mesi per i millesimati (i vini prodotti con le uve di una sola annata).</p>
<p>Il termine legale, già significativo rispetto ad altri vini effervescenti prodotti fuori dalla regione Champagne, è in realtà quasi sempre più lungo: in media da 2 a 3 anni per le cuvée non millesimate, e tra i 4 e i gli oltre 10 anni per quelle millesimate.</p>
<h3><strong>Remuage</strong></h3>
<figure class="gallery"><img alt="Remuage" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Remuage-052dd2.webp"/></figure>
<p>Durante la fase finale dell’affinamento sui lieviti, la posizione della bottiglia, fino a quel momento mantenuta coricata, dovrà gradualmente essere portata in posizione capovolta, pronta per il processo di sboccatura. L'operazione può essere eseguita a mano oppure in modo automatizzato. </p>
<p>Nel primo caso le bottiglie vengono poste su delle <em>pupitres</em> di legno, e vengono ruotate leggermente di 1/8 o 1/4 di giro e progressivamente inclinate dalla posizione di partenza, orizzontale, a quella finale, verticale. Questo processo, estremamente laborioso, può richiedere fino a 8 settimane per essere completato.</p>
<p>Nel secondo caso, il processo può essere svolto mediante l’ausilio delle <em>gyropalette,</em> ceste in grado di contenere 500 bottiglie, collegate a un braccio idraulico che ruota e inclina le stesse a cadenza regolare. In questo modo il processo si velocizza e può portare a termine il lavoro in circa 8 giorni.</p>
<h3><strong>Sboccatura e dosaggio</strong></h3>
<figure class="gallery"><img alt="sboccatura" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/sboccatura-8c0a71.webp"/></figure>
<p>Una volta convogliato nel collo della bottiglia, il deposito di sedimenti può essere rimosso al fine di separarlo dal vino e ottenere così un vino limpido. Il <em>dégorgement </em>consiste nell'aprire la bottiglia per espellerlo, grazie alla pressione liberata dalla stessa.</p>
<p>Il metodo più comune per questo processo è la sboccatura <em>à la glace</em>. Il collo della bottiglia viene immerso in una soluzione refrigerante a oltre -20°C. Si forma così un tappo di ghiaccio che intrappola il deposito di sedimenti nella <em>bidule,</em> un piccolo cilindro posto sotto il tappo a corona, il quale viene poi espulso sotto pressione all'apertura della bottiglia.</p>
<p>Il <em>dosage</em> è l'ultimo passaggio prima della tappatura. Al vino si aggiunge il cosiddetto <em>liqueur d’expedition</em>, che può essere composto da solo vino, oppure da una miscela di vino e zucchero che ne definirà il dosaggio zuccherino finale e, in parte, lo stile. </p>
<p>Dal più secco al più dolce, si possono classificare i dosaggi secondo questa scala:</p>
<ul>
<li>Brut Nature: 0-3 g/l</li>
<li>Extra Brut: 3-6 g/l</li>
<li>Brut: fino a 12 g/l </li>
<li>Extra Dry: 12-17 g/l</li>
<li>Sec: 17-32 g/l</li>
<li>Demi-Sec: 32-50 g/l</li>
<li>Doux: oltre 50 g/l<br/><br/></li>
</ul>
<h3><strong>Tappatura</strong></h3>
<p>Al termine di questi passaggi, lo Champagne viene tappato e sigillato per protezione con una gabbia metallica nota come <em>musele</em>t, per garantire un’adeguata resistenza all'elevata pressione interna.</p>
<p>Il tappo ha forma cilindrica ma, a causa della compressione, sviluppa nel tempo la classica sagoma a fungo. Questo deve inoltre essere obbligatoriamente contrassegnato con il nome "Champagne" ed, eventualmente, con l'annata del millesimo.</p>
<p>Una volta tappata, la bottiglia verrà fatta riposare in cantina per un dato periodo di tempo prima della commercializzazione, al fine di garantire l'omogeneità tra il vino e la <em>liqueur d’expedition</em>. </p>
<h3><strong>Prima dell’immissione in commercio</strong></h3>
<figure class="gallery"><img alt="Abillage" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Abillage-66f9eb.webp"/></figure>
<p>Ultimo passo prima di lasciare le cantine della Champagne, la bottiglia viene sottoposta al confezionamento, o <em>habillage.</em> Vi si appone una capsula che copre il tappo e, sul corpo della bottiglia, un'etichetta e talvolta una contro-etichetta.</p>
<p>Queste contengono tutte le informazioni obbligatorie: la denominazione Champagne, il nome del produttore, la quantità di zucchero , il titolo alcolometrico, il volume nominale, il nome del comune di produzione e il nome "France".</p>
<h2><strong>Ritratto di un mito</strong></h2>
<p>In questo articolo abbiamo approfondito i metodi e le fasi di produzione dello Champagne.</p>
<p>Abbiamo chiarito quali sono i connotati di un vino che non è solo un’icona di lusso e lifestyle, ma che rientrano in legislazioni specifiche per preservarne ed esaltarne ulteriormente il valore, in termini di qualità e unicità.</p>
<p>Su eWibe abbiamo selezionato gli Champagne più blasonati, che hanno ricevuto alti punteggi dai critici e che sono capaci di diversificare e aggiungere valore a qualunque collezione.</p>
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      <category>Champagne</category>
      <pubDate>Thu, 30 May 2024 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Alessandro Balia)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/come-nasce-lo-champagne</guid>
      <dc:date>2024-05-30T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>I grandi vini di Bordeaux: 10 Châteaux della Rive Gauche</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/i-grandi-vini-di-bordeaux-châteaux-rive-gauche</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/i-grandi-vini-di-bordeaux-châteaux-rive-gauche" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Banner-bordeaux-pt.4-1-55e831.webp" alt="I grandi vini di Bordeaux: 10 Châteaux della Rive Gauche" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri i 10 Châteaux della Rive Gauche di Bordeaux e le loro storie, tra cui Château Lafite Rothschild e Château Margaux. Un viaggio attraverso i grandi vini di Bordeaux.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/i-grandi-vini-di-bordeaux-châteaux-rive-gauche" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Banner-bordeaux-pt.4-1-55e831.webp" alt="I grandi vini di Bordeaux: 10 Châteaux della Rive Gauche" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><h2><strong>I Grandi vini di Bordeaux: </strong><strong>10 Châteaux della Rive Gauche</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="la_rive_gauche_bordeaux" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/La-Rive-gauche-35e9c0.webp"/></figure>
<p>Si parte per l’ultima tappa del nostro viaggio attraverso i grandi vini di Bordeaux.</p>
<p>Nelle tappe precedenti abbiamo riscoperto insieme le caratteristiche e le unicità di una delle regioni più blasonate nella produzione di vini di pregio: dalla diversità dei territori e dei vitigni ai peculiari mercati e sistemi di commercializzazione, <em>En primeur</em> e <em>La Place de Bordeaux</em>.</p>
<p>Abbiamo infine visitato 10 degli <strong>Châteaux</strong> più importanti situati sulla Riva Destra dell'estuario della Gironda, il fiume che disegna i contorni della più importante distinzione all’interno della regione, quella tra Rive Droite e Rive Gauche.</p>
<p>Per concludere, oggi scopriremo 10 dei più importanti castelli della Riva Sinistra, per approfondire la storia di altrettanti vini iconici.</p>
<h2><strong>La Rive Gauche e i suoi Châteaux</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="chateaux_rive_gauche" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Cantine-3-888fee.webp"/></figure>
<p>Al pari delle aziende vinicole situate sulla Riva Destra (<a href="https://blog.ewibe.com/i-grandi-vini-di-bordeaux-ch%C3%A2teaux-rive-droite" rel="noopener" target="_blank">leggi qui l'articolo dedicato per saperne di più</a>), i grandi castelli situati sulla Riva Sinistra dell'estuario della Gironda hanno dato vita a veri capolavori enologici, ancora oggi protagonisti del mercato globale. Ecco come sono nati e cosa contraddistingue 10 tra i più celebri Châteaux:</p>
<h3><strong>Château Cos d’Estournel</strong></h3>
<p>Château Cos d’Estournel venne acquisita nel 1811 da Louis-Gaspard d'Estournel. Il suo nome deriva da "Cos", cioè "collina di ghiaia”. La cantina ha cambiato proprietario più volte a partire dal 1852: nel 1869 subentrò la famiglia spagnola Errazu, che rimase a capo dello Château per circa vent’anni, quando venne acquisito dalla famiglia Hostein.</p>
<p>Nel 1855 lo Château fu inserito nella classificazione ufficiale dei vini di Bordeaux come <em>Deuxième Grand Cru Classé</em>, uno dei quindici inquadrati in questo livello, e da lì iniziò la sua storia di successo, giunta sino ad oggi.</p>
<p>L’attuale proprietario è Michel Reybier, già proprietario del famoso Château Montelena situato in Napa Valley. Desideroso di innovare e perseguire la ricerca della qualità, nel 2008 fece costruire la prima cantina esclusivamente a gravità. Dalla vendemmia all'imbottigliamento, l'intero processo avviene senza l'utilizzo di pompe. Questa scelta consente di non surriscaldare e “stressare” le uve e il vino durante le attività di vinificazione. </p>
<p>La vigna si snoda oggi su una superficie totale di 100 ettari, per una produzione annua di circa 350.000 bottiglie. E’ il Cabernet Sauvignon ad essere protagonista per due terzi dei vigneti, accompagnato da parcelle coltivate con Merlot, Petit Verdot e Cabernet Franc. </p>
<h3><strong>Château Montrose</strong></h3>
<p>Nel 1778, il Mont Rose era una collina ghiaiosa ricoperta di erica, che fungeva anche da punto di riferimento per i navigatori che risalivano il fiume verso Bordeaux.</p>
<p>È in quest’anno che il terreno fu acquistato da Théodore Dumoulin, il quale intraprese il dissodamento e poi l'impianto di viti completato nel 1815, e che diede a questo vigneto il nome di Montrose. Insieme a Cos d’Estournel, si tratta dell’altro <em>Deuxième Grand Cru Classé</em> inserito nella classificazione del 1855.</p>
<p>Di proprietà dei fratelli Martin e Olivier Bouygues dal 2006, lo Château Montrose, che domina uno dei più bei <em>terroir </em>del Médoc, è un riferimento emblematico tra i grandi vini di Saint-Estèphe. </p>
<p>Il vigneto, che si estende per circa 70 ettari, è piantato con Cabernet Sauvignon per il 65%, Merlot per il 25% e Cabernet Franc per il 10%, su un terreno composto da ghiaia su uno strato argilloso-marnoso.</p>
<p>La produzione si attesta attorno alle 450.000 bottiglie all'anno. La vendemmia è svolta manualmente e il vino viene poi invecchiato in botti, di cui il 50% nuove.</p>
<h3><strong>Château Lafite Rothschild</strong></h3>
<p>Château Lafite Rothschild è una vera istituzione nel panorama vitivinicolo mondiale. La cantina affonda le sue radici a Pauillac sin dal XVII secolo, e dal 1868 è di proprietà dei membri della famiglia Rothschild. </p>
<p>E’ il primo dei <em>Premier Grands Crus Classés</em>, tra i cinque eletti nella famosa classificazione ufficiale del 1855 dei vini del Médoc.</p>
<p>I migliori rappresentanti della denominazione Pauillac, tra cui figura Lafite, sono vini profondi e robusti, che abbisognano di diverse decadi di affinamento in cantina prima di essere goduti.                   </p>
<p>Il nome Lafite deriva da <em>La Hite</em>, che significa altezza, poiché questi vigneti, oltre ad essere i più estesi di Pauillac, sono anche i più alti. I terreni, particolarmente vocati, sono costituiti da uno strato superficiale di ghiaia e pietre con sottosuolo di calcare e sabbie, e subiscono l’influenza positiva dell’oceano Atlantico e del fiume della Gironda.</p>
<p>Il vino è prodotto per la maggior parte con Cabernet Sauvignon e una piccola percentuale di Merlot, con saldo di Cabernet Franc e Petit Verdot. Matura per circa 20 mesi in <em>barrique</em>.</p>
<p>Il fascino di Lafite è legato anche alla sua cantina, recentemente ampliata grazie al progetto dell’architetto Riccardo Bofil con un approccio innovativo: gli spazi sotterranei, occupati da oltre 2.200 <em>barrique</em> disposte ad anfiteatro, danno vita ad uno scenario maestoso visibile anche dall’esterno attraverso enormi vetrate.</p>
<p>A partire dall’annata 2012, le bottiglie riportano un codice di tracciabilità sia sulla cassa che sul collarino, a garanzia della loro autenticità.</p>
<h3>Château <strong>Latour</strong></h3>
<p>La storia di Château Latour inizia nel 1718, quando il marchese Nicolas-Alexandre de Ségur piantò le prime viti.</p>
<p>Nel 1787 Thomas Jefferson, allora ambasciatore degli Stati Uniti in Francia, lo citò nei suoi appunti di viaggio, segnando l'inizio della sua fama. Nel 1855 raggiunse la sua consacrazione ottenendo il prestigioso titolo di <em>Grand Cru Classé</em> nella classificazione di Graves &amp; Médoc.</p>
<p>Di proprietà dell'uomo d'affari François Pinault dal 1993, Château Latour regna su un vigneto di 80 ettari, 48 dei quali impiantati con viti di oltre 40 anni che costituiscono il cuore del <em>Domaine</em>. Sono piantate su colline ghiaiose che si affacciano sull'estuario della Gironda, un <em>terroir </em>ideale e di alta qualità: i vitigni sono suddivisi per il 76% Cabernet Sauvignon, 22% Merlot e 2% Cabernet Franc e Petit Verdot.</p>
<h3><br/>Château Latour è, tra i più importanti Bordeaux, quello che solitamente si distingue per essere il più longevo.</h3>

<h3>Château <strong>Mouton Rothschild</strong></h3>
<p>Nel 1853 il barone Nathaniel de Rothschild assume la guida della tenuta Mouton a Pauillac, nel cuore del Médoc.</p>
<p>Nathaniel è guidato dal desiderio di servire il proprio vino ai suoi amici delle classi più nobili. Nel 1922 sarà il nipote Philippe a condurre l’azienda ai vertici della produzione mondiale. Château Mouton Rothschild è stata l’unica azienda a scardinare la rigidità della classificazione dei vini di Bordeaux del 1855 voluta da Napoleone III, passando nel 1973 da <em>Deuxième</em> a <em>Premier Grand Cru Classé</em>.</p>
<p>Mouton è nota anche per essere stata la prima a effettuare tutti i passaggi di vinificazione e imbottigliamento all’interno della propria cantina, <em>mise en bouteille au chateau</em>.</p>
<p>L’immensa cantina progettata dall’architetto Charles Siclis, lunga 100 metri, insieme all’edificio costruito dall’architetto Bernard Mazière, con sala degustazione aperta sulle vigne, hanno rafforzato il fascino di un’azienda ricca di storia.</p>
<p>Château Mouton Rothschild ha anche saputo creare un fortissimo legame con l’arte: nel 1945, per festeggiare la fine della seconda guerra mondiale, l’artista Philippe Jullian è chiamato a dipingere l’etichetta del <em>Grand Vin</em>. Da allora, ogni anno un nuovo artista crea un’immagine diversa, portando le bottiglie delle diverse annate nei più grandi musei del mondo.</p>
<p>Nel 1962, l’azienda inaugura anche un museo all’interno della propria tenuta. Questa si estende su 90 ettari vitati composti da pietre e ghiaia mischiate a sabbia e argilla, che regalano vini rossi ricchi di tannino e molto longevi. Sono prodotti con Cabernet Sauvignon in una percentuale di circa 80%, insieme a Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot.</p>
<figure class="gallery"><img alt="Cantine-3" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Cantine-3-656aef.webp"/></figure>
<h3>Château <strong>Léoville Las Cases</strong></h3>
<p>Un grande nome del vigneto bordolese, soprannominato il "<em>Premier des Seconds Crus</em>". Antichissima proprietà del marchese Pierre-Jean Las Cases, fu sequestrato durante la Rivoluzione Francese, poi diviso in tre tenute Léoville tra il 1826 e il 1840: Barton, Poyferré e Las Cases.</p>
<p>Durante la classificazione del 1855 per l'Esposizione Universale di Parigi, Château Léoville Las Cases fu incoronato <em>Deuxième Grand Cru Classé</em> e divenne proprietà della famiglia Delon alla fine del secolo. Oggi la gestione è affidata a Jean-Hubert Delon.</p>
<p>Il vigneto del <em>Domaine </em>si estende per circa 60 ettari, su terreni affacciati sull'estuario della Gironda. I suoli sono composti da ghiaia e sabbia, con una percentuale di argilla. I vigneti sono impiantati per il 61% con Cabernet Sauvignon, 21% Merlot e 16% Cabernet Franc, con un'età media di 30 anni. I vini vengono affinati per 18 mesi in botti, di cui il 50% nuove.</p>
<p>I vini di Léoville Las Cases sono noti per il loro equilibrio e la grande eleganza.</p>
<h3><br/><br/><strong>Château Margaux</strong></h3>
<p>La storia di Château Margaux ha origine nel XII secolo, epoca in cui si chiamava <em>Mothe de Margaux</em>, dal termine <em>motte</em> che indica la collinetta sulla quale si trova. </p>
<p>Fondamentale fu il ruolo della famiglia Lestonnac, che investì in terreni già a partire dal XVI secolo, dando vita all’azienda come la conosciamo oggi. Attualmente gli ettari di proprietà sono circa 260, 90 dei quali vitati. Nel corso delle generazioni, una serie di innovazioni ha caratterizzato la produzione di Château Margaux.</p>
<p>Nel 1950 Fernand Ginestet e suo figlio Pierre entrarono in scena. Fernand ha costruito la sua fortuna nel commercio del vino. Fu uno dei suoi amici, sindaco di Saigon e importatore di vino, a inviargli i fondi necessari per acquistare la tenuta, che la famiglia Ginestet acquisì integralmente solo intorno al 1950.</p>
<p>Nel 1977 lo Château viene acquistato da André Mentzelopoulos, imprenditore greco che dà un nuovo slancio al lavoro in cantina e in vigna, con la preziosa collaborazione dell’enologo Émile Peynaud. </p>
<p>In seguito alla scomparsa del nuovo proprietario, nel 1980 la moglie e la figlia Corinne prendono in mano le redini, seguendo le sue orme nel far fronte alla grande domanda dei <em>Grand Vins di Bordeaux</em>, esplosa a partire dal 1982.</p>
<p>Negli anni ’90 le imprenditrici vengono anche supportate dalla compartecipazione, fino al 2003, di Gianni Agnelli.</p>
<p>Il successo di Château Margaux è in gran parte merito del <em>terroir</em> e della sua approfondita conoscenza tramandata dai proprietari ad ogni generazione.</p>
<p>L’azienda si trova sulla Riva Sinistra del Médoc, nei pressi dell’estuario della Gironda. Lo strato superiore del terreno è composto da ghiaia, è particolarmente spesso e si posa su uno strato inferiore con presenza di argilla.</p>
<p>I vigneti sono impiantati con il 75% di Cabernet Sauvignon, 20% di Merlot, 3% Petit di Verdot e 2% di Cabernet Franc. La produzione conta ogni anno circa 150.000 bottiglie. </p>
<p>L’annata 1990 ha ottenuto un punteggio di 100/100 da Wine Advocate di Robert Parker. Anche l’annata 2018 ha ottenuto il rating massimo dal critico americano.</p>

<h3>Château <strong>Palmer</strong></h3>
<p>Lo Château iniziò a farsi conoscere nel 1814, quando il colonnello Charles Palmer lo acquistò da Marie de Gascq.</p>
<p>Château Palmer ottenne il titolo di <em>Troisième Grand Cru Classé</em> nella classificazione del 1855 per l'Esposizione Universale di Parigi. Solo l'anno successivo, sotto la guida dei fratelli Péreire, fu costruito lo Château neorinascimentale che conosciamo oggi. Il <em>Domaine</em> è ora di proprietà in parti uguali delle famiglie Sichel e Mähler-Besse.</p>
<p>Il vigneto si estende su 55 ettari, piantati con il 47% di Cabernet Sauvignon, il 47% di Merlot e il 6% di Petit Verdot. Dal 2014 le vigne sono interamente gestite secondo i principi della biodinamica. I vini vengono affinati per 20-22 mesi in botti di rovere, di cui il 50% nuove.</p>
<p>Assieme a nomi come Las Cases e Ducru-Beaucaillou<strong> </strong>è ritenuto uno dei <em>Super Seconds</em> e nelle migliori annate i suoi vini primeggiano con i <em>Premier Grands Crus Classés</em>, in termini di rating dei critici e qualità.</p>
<h3><br/><br/><br/>Château <strong>Haut-Brion</strong></h3>
<p>Le prime tracce del <em>Domaine</em> risalgono al 1525. Jean de Pontac, un importante membro del parlamento di Bordeaux, iniziò a costruire lo Château nel 1549, aumentando al contempo le dimensioni del vigneto.</p>
<p>Nella famosa classificazione del 1855, Château Haut-Brion fu l'unico <em>Domaine</em> della regione delle Graves a comparire come <em>Premiere Grand Cru Classé</em>, condividendo questa distinzione con quattro <em>Domaines</em>: Château Lafite Rothschild, Château Margaux, Château Latour e Château Mouton Rothschild dal 1973.</p>
<p>Acquistato nel 1935 dal banchiere americano Clarence Dillon e gestito oggi dal suo discendente, il Principe Robert du Luxembourg, Château Haut-Brion si estende su un vigneto di ghiaia di circa 51 ettari: 48ha in rosso dedicati alla produzione del<em> Grand Vin</em> Haut-Brion, composto per il 44% da Cabernet Sauvignon, 42% Merlot, 12% Cabernet Franc e 2% Petit Verdot.</p>
<p>Il <em>Grand Vin Rouge </em>di Château Haut-Brion è un vino di straordinaria intensità, complessità e potenza vellutata. </p>

<h3><strong>Château Ducru-Beaucaillou</strong></h3>
<p>Icona della Rive Gauche, Château Ducru-Beaucaillou è senza dubbio uno dei più grandi nomi nella regione di Bordeaux. </p>
<p>La proprietà esiste fin dal XIII secolo, ma le tracce più consistenti della sua storia iniziano nel 1720, quando Château Beaucaillou viene acquistato dalla famiglia Bergeron. Dopo la Rivoluzione Francese, nel 1795 è Bertrand Ducru il nuovo proprietario, il quale decide di aggiungere il nome della sua famiglia a quello della proprietà. A lui si devono gli importanti miglioramenti nella vigna e nella cantina che hanno dato nuovo slancio all’attività commerciale. È sempre lui, inoltre, ad assumere l’architetto Paul Abadie, che ristrutturerà e riprogetterà lo Château preesistente. <em>Deuxième Cru Classé </em>nella classificazione ufficiale del 1855, incarna il modello perfetto di un grande Saint-Julien. </p>
<p>Dal 1941 di proprietà della famiglia Borie, Ducru-Beaucaillou è oggi tra le aziende migliori del comprensorio del Médoc.</p>

<h2><br/><strong>Un viaggio da ricordare</strong></h2>
<p>Il nostro viaggio attraverso i grandi vini di Bordeaux è giunto al termine.</p>
<p>In questo percorso abbiamo riscoperto insieme le caratteristiche e le unicità di Chateaux dalla storia secolare che hanno dato vita a bottiglie ancora oggi capaci di dominare il mercato.</p>
<p>Cosa rende quindi la regione di Bordeaux un punto di riferimento nella produzione vitivinicola di pregio a livello mondiale? Innanzitutto una grande capacità imprenditoriale e una lungimirante attenzione alla valorizzazione e comunicazione dei vini.</p>
<p>A questo, si aggiunge la creazione di mercati e sistemi di commercializzazione, <em>En primeur</em> e <em>La Place de Bordeaux</em>, in grado di ottimizzare tutti i processi della filiera e di mettere in risalto tutto ciò che territorio e vigneti hanno da offrire, anche grazie a denominazioni ben distinte tra <em>Rive Droite </em>(Riva Destra) e<em> Rive Gauche</em> (Riva Sinistra) dell’estuario del fiume della Gironda.</p>
<p>In realtà, si tratta di un viaggio che su eWibe non finisce, grazie a una selezione di vini di Bordeaux in continuo divenire, che si amplia con nuove uscite già premiate con punteggi molto alti dai critici.</p>
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      <category>Bordeaux</category>
      <pubDate>Thu, 16 May 2024 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Leonardo Bernasconi)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/i-grandi-vini-di-bordeaux-châteaux-rive-gauche</guid>
      <dc:date>2024-05-16T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>I grandi vini di Bordeaux: 10 Châteaux della Rive Droite</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/i-grandi-vini-di-bordeaux-châteaux-rive-droite</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/i-grandi-vini-di-bordeaux-châteaux-rive-droite" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/I-grandi-vini-di-Bordeaux_-origine-e-storia-di-un-mito-Apr-3-428397.webp" alt="I grandi vini di Bordeaux: 10 Châteaux della Rive Droite" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri i 10 Châteaux più prestigiosi della Rive Droite di Bordeaux, da Pétrus a Cheval Blanc. Una guida esclusiva alla tradizione vinicola di Bordeaux.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/i-grandi-vini-di-bordeaux-châteaux-rive-droite" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/I-grandi-vini-di-Bordeaux_-origine-e-storia-di-un-mito-Apr-3-428397.webp" alt="I grandi vini di Bordeaux: 10 Châteaux della Rive Droite" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><h2><strong>I Grandi vini di Bordeaux: </strong><strong>10 Châteaux della Rive Droite</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="bordeaux_la_rive_droite" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Le-5-Denominazioni-Principali-Di-Bordeaux-3-d241ed.webp"/></figure>
<p>Il nostro viaggio attraverso Bordeaux e la sua tradizione vitivinicola continua.</p>
<p>Una delle regioni più iconiche e rappresentative della produzione mondiale di vini di pregio, è caratterizzata dalla ricchezza del territorio e l’eccezionale qualità dei vigneti.</p>
<p>Una complessità alla quale corrisponde anche <a href="https://blog.ewibe.com/i-grandi-vini-di-bordeaux-classificazione-e-mercati" rel="noopener">una articolata suddivisione in denominazioni</a>, oltre a un peculiare sistema di commercializzazione, <em>La Place de Bordeaux</em>.</p>
<p>La più importante distinzione rimane quella tra Riva Destra e Riva Sinistra dell’estuario del fiume della Gironda, che rispecchia anche differenti caratteristiche dei vini prodotti.</p>
<p>Oggi scopriamo 10 tra i più importanti Châteaux della <em>Rive Droite</em>.</p>
<h2><strong>La Rive Droite e i suoi Châteaux</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="châteaux_rive_droite_bordeaux" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Cantine-2-87a6ab.webp"/></figure>
<p>Simboli di tradizione, storia e cultura, i grandi castelli situati sulla riva destra dell'estuario della Gironda hanno dato vita a veri capolavori enologici, ancora oggi protagonisti del mercato globale e ricercatissimi da appassionati, collezionisti e investitori.</p>
<p>Ecco come sono nati e cosa li contraddistingue…</p>
<h3><strong>Château Pétrus</strong></h3>
<p>Il più celebre e prestigioso tra tutti i vini rossi di Bordeaux, Pétrus è prodotto nell’omonima tenuta di Pomerol, la più nota AOC della Rive Droite assieme a Saint-Émilion. </p>
<p>La tenuta Pétrus risale al 1920, quando madame Loubat, proprietaria dell’Hôtel Loubat di Libourne, acquistò una quota di terreno nel Pomerol, zona all’epoca considerata di seconda classe per la viticultura.</p>
<p>Originariamente l’azienda si estendeva per soli 6 ettari, divenuti 11.5 dopo l’acquisizione della parcella di Gazin nel 1969.</p>
<p>Di proprietà della famiglia Moueix sin dal 1947, la prima fortuna di Pétrus è certamente da ricercare nell’alchimia generatasi tra vigna e vitigno: da una parte il sottosuolo di matrice argillosa, dall’altra l’uva Merlot, che trova qui il suo terreno ideale. Pétrus, a differenza degli altri illustri nomi del comprensorio bordolese, è infatti quasi interamente composto da una sola varietà e non dal blend di tre o più vitigni. Il <em>Grand Vin</em> è noto per la sua ricchezza, complessità e sontuosa opulenza ed è un Bordeaux con un notevole potenziale di invecchiamento. Pétrus è uno tra i più costosi vini al mondo in virtù della sua rarità, dovuta a una scarsa produzione, che contribuisce all'incessante richiesta e a quotazioni di mercato molto elevate.</p>
<p>La cantina, un tempo decisamente piccola, oggi si è allargata con un nuovo edificio dallo stile moderno e progettato dai celebri architetti svizzeri Herzog &amp; de Meuron, autori anche del National Stadium di Pechino.</p>
<p>La produzione annua è di circa 30/50.000 bottiglia in base all'annata.</p>
<p>Negli ultimi trent'anni le quotazioni di Pétrus sono salite vertiginosamente fino a raggiungere, per le annate più blasonate, le decine di migliaia di euro. Nel 2011, all'asta di Christie's di New York una bottiglia dell’annata 1961 è stata aggiudicata alla somma record di 144.000 dollari.</p>
<p>Il vino affina per almeno 18 mesi in botti di rovere, per circa il 70% nuove.</p>
<h3><strong>Château L’Evangile</strong></h3>
<p>A sud-est dell'altopiano di Pomerol si trova il famoso Château L'Évangile. La sua storia risale al XVIII secolo, quando era gestito dalla famiglia Léglise.</p>
<p>Nel XIX secolo fu infine battezzato L'Evangile. Solo nel 1990 passò sotto la bandiera dei Domaines Baron de Rothschild, già proprietari di Château Lafite Rothschild a Pauillac. Da allora sono state intraprese nuove ristrutturazioni perseguendo obiettivi di eccellenza, sia nei vigneti che in cantina.</p>
<p>Lo Château L'Évangile domina un vigneto di 22 ettari piantato su terreni sabbioso-argillosi contenenti ghiaia pura, che poggiano su un sottosuolo di crosta di ferro capace di conferire una sontuosa mineralità ai vini. I vigneti sono composti da 80% Merlot e 20% Cabernet Franc. I vini vengono affinati per 18 mesi in botti di rovere francese, di cui circa il 70% nuove.</p>
<p>Lo Château L'Évangile incarna il meglio di Pomerol, producendo vini che uniscono potenza e finezza. Offrono una splendida brillantezza aromatica, grande profondità ed eleganza.</p>
<p><br/><br/></p>
<h3><strong>Château La Conseillante</strong></h3>
<p>Fu un’influente mercante, Catherine Conseillan, che nel 1735 decise di dare il suo nome a questo già rinomato Domaine, la cui proprietà è confinante con Châteaux non meno famosi come L'Evangile, Pétrus e Cheval Blanc.</p>
<p>Nel 1871 la proprietà fu acquisita dalla famiglia Nicolas e oggi Jean-Valmy Bertrand Nicolas rappresenta la quinta generazione a produrre un grande vino.</p>
<p>Lo Château La Conseillante si erge su 12 ettari di terreni composti da argilla e ghiaia sabbiosa, con un sottosuolo di argilla rossa caratterizzato dalla presenza della <em>Cras de Fer</em>, che conferisce uno stile riconoscibile. </p>
<p>I vitigni impiantati sono suddivisi per circa 80% Merlot e 20% Cabernet Franc. I vini vengono affinati per una media di 18 mesi in botti di rovere francese, di cui il 50-70% nuove. </p>
<p>Lo Château La Conseillante nelle migliori annate offre vini eccellenti, rinomati per essere setosi, eleganti ed equilibrati, caratterizzati da un tipico richiamo minerale.</p>
<h3><strong>Vieux Château Certan</strong></h3>
<p>Vieux Château Certan è uno dei cru più prestigiosi della denominazione Pomerol, con un patrimonio di competenze e artigianalità. Dal 1924 appartiene alla famiglia Thienpont, che ha una forte presenza nei grandi vigneti della <em>Rive Droite</em> di Bordeaux.</p>
<p>Alexandre Thienpont e suo figlio Guillaume rappresentano l’attuale generazione e dedicano tutta la loro passione e il loro amore alla produzione di vini sempre più puri ed eleganti.</p>
<p>Vieux Château Certan è un vigneto singolo di 14 ettari piantato su un altopiano di argilla, ghiaia e sabbia, con una forte componente di <em>Cras de Fer</em>. I vitigni impiantati sono suddivisi per circa il 70% Merlot, 25% Cabernet Franc e 5% Cabernet Sauvignon. I vini vengono affinati per 18 mesi in botti di rovere nuove al 100%.</p>
<p>Vieux Château Certan produce vini di infinita ricchezza e seduzione, rinomati per la loro freschezza e persistenza, oltre che per l’ottima capacità di invecchiamento.</p>
<figure class="gallery"><img alt="Cantine" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Cantine-ac243f.webp"/></figure>
<h3><strong>Château Cheval Blanc</strong></h3>
<p>Nel 1832 il Domaine fu acquistato da Jean-Jacques Ducasse, presidente della corte di Libourne, che contribuì al suo sviluppo.</p>
<p>Nel 1878, lo Château vinse la sua prima medaglia d'oro all'Esposizione Universale di Parigi. L'eccellenza dei vini Cheval Blanc continuerà a essere riconosciuta in tutto il mondo nei decenni successivi.</p>
<p>Nel 1998, la tenuta passò a Bernard Arnault e al barone Albert Frère, che diedero nuova vita al Domaine, rispettandone la storia e il patrimonio. Oggi, sotto la guida di Pierre Lurton, la ricerca della qualità perfetta, annata dopo annata, rimane il credo dell'azienda. Ciò è reso possibile in particolare dalla maestosa cantina inaugurata nel 2011.</p>
<p>Quando la prima edizione della classificazione di Saint-Émilion fu pubblicata, nel 1955, Château Cheval Blanc fu subito incluso nella fascia più alta, quella di <em>Premier Grand Cru Classé</em> "A", dove è rimasto fino alla vendemmia 2021. All'inizio del 2022, il <em>Domaine</em>, in opposizione ai nuovi parametri di valutazione, ha scelto di ritirarsi dal <em>classement</em>. Pertanto, a partire dallo stesso anno, l'etichetta di Château Cheval Blanc riporterà solo la denominazione <em>Saint-Émilion Grand Cru</em>.</p>
<p>Mentre la denominazione di Saint-Émilion è nota per le sue formazioni calcaree, Château Cheval Blanc si trova su terreni alluvionali, una formazione non calcarea con texture diversificate, che combina terreno ghiaioso e argilloso in proporzioni più o meno uguali. </p>
<p>Château Cheval Blanc, che ancora oggi presenta una configurazione pressoché identica all’originale, si sviluppa su un vigneto di 39 ettari, suddiviso in 45 parcelle, con piante di età media di 42 anni. I vitigni impiantati sono suddivisi per circa il 52% Cabernet Franc, 43% Merlot e 5% Cabernet Sauvignon. I vini maturano per 16-18 mesi in botti di rovere nuove al 100%.</p>
<h3><strong>Château Figeac</strong></h3>
<p>Lo Château Figeac è senza dubbio una delle maggiori stelle del vigneto di Saint-Émilion. Le prime tracce della tenuta risalgono all'epoca gallo-romana, nel II secolo, quando comprendeva una villa appartenente alla famiglia Figeacus.</p>
<p>Il castello fu bruciato nel 1586 durante le Guerre di Religione e poi ricostruito come lo conosciamo oggi. Nel 1892, Château Figeac passò nelle mani della famiglia Manoncourt, ancora oggi al timone.</p>
<p>Fu Thierry Manoncourt, ingegnere agricolo visionario, a portare la cantina al suo massimo splendore. Questa  produce grandi vini rinomati in tutto il mondo per la loro finezza e purezza, mantenendo un profondo rispetto per l'ambiente.</p>
<p>Con la creazione della classificazione di Saint-Émilion nel 1955, Château Figeac è stato immediatamente inserito nella fascia più alta, tra i cosiddetti <em>Premiers Grands Crus Classés</em> (conosciuti come "B" fino al 2006). Nel settembre 2022, è stato elevato a <em>Premier Grand Cru Classé</em> "A".</p>
<p>Lo Château Figeac si estende su un vigneto di 40 ettari su tre affioramenti di ghiaia: i vitigni impiantati sono suddivisi per circa il 35% di Cabernet Franc, il 35% di Cabernet Sauvignon e il 30% di Merlot. Queste eccezionali caratteristiche geologiche e vitivinicole gli sono valse il soprannome di "Médoc di Saint-Émilion". I vini sono affinati per 15-18 mesi in botti di rovere nuove al 100%. </p>
<p>Per la vendemmia 2021 è stata inaugurata una nuova cantina semi-interrata all'avanguardia, che consente di effettuare vinificazioni precise e su misura per ogni parcella.</p>
<h3><strong>Château Pavie</strong></h3>
<p>Fu nel IV secolo che vennero piantati i primi vigneti nella regione di Saint-Émilion, e più precisamente sulle pendici di quello che oggi è il vigneto di Château Pavie.</p>
<p>Il <em>Domaine</em> è di proprietà di Gérard Perse dal 1998, che lo ha elevato al rango dei più prestigiosi vini di Bordeaux.</p>
<p>La consacrazione per Château Pavie è avvenuta nel 2012, quando ha ottenuto il titolo di <em>Premier Grand Cru Classé</em> "A" nella classificazione di Saint-Émilion, posizione che ha mantenuto durante l'ultima revisione della classificazione, avvenuta nel settembre 2022.</p>
<p>Château Pavie è oggi un vigneto di 37 ettari, che lo rende una delle più grandi tenute tra i <em>Premiers Grands Crus Classés </em>di Saint-Émilion. Le viti sono piantate su pendii calcarei e argillo-calcarei, con il 65% Merlot, il 25% Cabernet Franc e il 10% Cabernet Sauvignon. I vini vengono affinati per 18-32 mesi in botti di rovere francese: l’impegno di legni nuovi può variare dal 70 al 100% secondo l’andamento delle annate.</p>
<h3><strong>Château Ausone</strong></h3>
<p>È un <em>Domaine</em> che deve il suo nome al poeta latino Decimus Magnus Ausonius, anche professore e consigliere politico nel tardo Impero Romano, nato a Bordeaux nell'anno 309.</p>
<p>Negli anni '60 e '70, due famiglie si sono contese la proprietà, i Dubois-Chalon e i Vauthier, in particolare per la gestione dei vigneti e delle vinificazioni. Dal 1998 in poi, Château Ausone ha riconquistato il suo posto tra i vini più prestigiosi di Bordeaux.</p>
<p>Nella prima edizione della classificazione di Saint-Émilion, nel 1955, Château Ausone ha ottenuto la posizione privilegiata di <em>Premier Grand Cru Classé</em> "A", cha ha mantenuto fino all'annata 2021 compresa. All'inizio del 2022, il <em>Domaine</em> ha scelto di ritirarsi dalla classificazione, la cui prossima edizione sarebbe stata ufficializzata nel settembre dello stesso anno, in opposizione ai nuovi criteri di valutazione. Pertanto, a partire dalla vendemmia 2022, l'etichetta dello Château Ausone riporterà solo l'appellativo <em>Saint-Émilion Grand Cru</em>.</p>
<p>Lo Château Ausone è ubicato su un vigneto di 7 ettari, su terreni calcarei ricoperti da uno strato superficiale di ghiaia. Le varietà di uve impiantate sono suddivise per circa il 55% Cabernet Franc e 45% Merlot. I vini vengono affinati per 16-18 mesi in botti di rovere francese, di cui l'85% nuove.</p>
<p>La produzione rimane bassa, con appena 20.000 bottiglie all'anno, ma la firma del suo eccezionale <em>terroir</em> è sempre presente: ricchezza aromatica, tannini vellutati, finezza e generosità.</p>
<h3><strong>Château Angélus</strong></h3>
<p>Lo Château Angélus che domina i vigneti circostanti è un riferimento essenziale per la <em>Rive Droite</em> di Bordeaux.</p>
<p>La storia di Château Angélus è intimamente legata alla sua posizione geografica, in quanto era l'unico luogo intorno al villaggio di Saint-Émilion in cui si poteva sentire il suono dell'angelus, da tre chiese circostanti: la cappella di Mazerat, la chiesa di Saint-Martin e la chiesa di Saint-Émilion.</p>
<p>Nel 1782, Jean de Boüard de Laforest si stabilì a Saint-Émilion. Sarà in seguito Hubert de Boüard de Laforest, enologo di formazione, a contribuire alla sua grande fama a partire dal 1985, introducendo pratiche innovative. </p>
<p>Lo Château Angélus è stato nominato<em> Grand Cru Classé </em>al momento della creazione della classificazione di Saint-Émilion nel 1955, grazie alla grande reputazione di cui godeva già all'epoca. Nel 2012 ha raggiunto l'apice, guadagnando il titolo di <em>Premier Grand Cru Classé</em> "A", che mantenne fino all'annata 2021 compresa. All'inizio del 2022, il Domaine ha scelto di ritirarsi dalla classificazione, in opposizione ai nuovi criteri di valutazione. Di conseguenza, a partire dall'annata 2022, l'etichetta di Château Angélus riporterà solo la denominazione <em>Saint-Émilion Grand Cru</em>.</p>
<p>Lo Château Angélus si estende su un vigneto di 27 ettari, su pendii con terreni argillosi e su <em>pied de côte</em> con terreni argillo-calcarei. I vitigni impiantati sono suddivisi per il 50% Merlot, 47% Cabernet Franc e 3% Cabernet Sauvignon. I vini vengono affinati per 18-22 mesi in botti di rovere francese.</p>
<p>Lo Château Angélus è rinomato per i suoi vini complessi, strutturati e particolarmente eleganti.</p>
<h3><strong>Château Troplong-Mondot</strong></h3>
<p>Situato sul punto più alto della denominazione, si chiamava originariamente Château Mondot e apparteneva a Romain Desèze, difensore di re Luigi XVI. In seguito divenne di proprietà di Raymond Troplong, avvocato e politico, che lo acquistò nel 1850 e gli diede il nome definitivo.</p>
<p>La storia del successo di Troplong-Mondot è indiscutibilmente legata alla famiglia Valette, commercianti di Bordeaux, che lo acquistò negli anni Venti. Dagli anni '80 in poi, Christine Valette-Pariente e suo marito Xavier Paliente hanno guidato il Domaine verso l'eccellenza, inserendolo nel pantheon dei grandi vini.</p>
<p>È stato durante la revisione del 2006 della classificazione di Saint-Émilion che Château Troplong-Mondot venne eletto a <em>Premier Grand Cru Classé</em>, posizione che ha mantenuto da allora. Lo Château Troplong-Mondot si estende su un vigneto di 33 ettari che beneficia di condizioni geologiche ideali, grazie alla presenza di argille e selci nella composizione del terreno, nonché di calcare e argille limose. I vitigni impiantati sono suddivisi per circa l’85% Merlot, 13% Cabernet Sauvignon e 2% Cabernet Franc. I vini vengono affinati per 12-18 mesi in botti di rovere francese, di cui il 75-80% nuove.</p>
<p>Lo Château coltiva precisione e complessità nei suoi vini. Sono eleganti e vivaci, con una grande persistenza aromatica</p>
<p>Molte trasformazioni sono state fatte anche in cantina, dove in particolare si è investito in nuove tecnologie e nell’acquisto di nuove botti di rovere.</p>
<h2><strong>Il viaggio continua</strong></h2>
<p>In questo articolo siamo andati alla scoperta di 10 tra i più importanti Châteaux della <em>Rive Droite</em>, la riva destra dell’estuario della Gironda.</p>
<p>Ne abbiamo ripercorso nascita, storia e caratteristiche distintive, soprattutto attraverso la produzione di bottiglie iconiche che hanno scritto una pagina fondamentale della storia dei vini di pregio.</p>
<p>Nel prossimo articolo andremo invece alla scoperta dei grandi castelli della <em>Rive Gauche</em>, la riva sinistra, e dei suoi protagonisti.</p>
<p>Su eWibe abbiamo selezionato i migliori vini bordolesi, in una selezione che continua ad ampliarsi con nuove uscite, già premiati con punteggi molto alti dai critici.</p>
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      <category>Bordeaux</category>
      <pubDate>Thu, 02 May 2024 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Leonardo Bernasconi)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/i-grandi-vini-di-bordeaux-châteaux-rive-droite</guid>
      <dc:date>2024-05-02T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>I grandi vini di Bordeaux: classificazione e mercati</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/i-grandi-vini-di-bordeaux-classificazione-e-mercati</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/i-grandi-vini-di-bordeaux-classificazione-e-mercati" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/I-grandi-vini-di-Bordeaux_-origine-e-storia-di-un-mito-Apr-0-cfaabc.webp" alt="I grandi vini di Bordeaux: classificazione e mercati" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri la classificazione dei vini di Bordeaux, i Second Vins, il mercato en primeur e il sistema La Place de Bordeaux. Un viaggio nel mondo dei grandi vini francesi.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/i-grandi-vini-di-bordeaux-classificazione-e-mercati" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/I-grandi-vini-di-Bordeaux_-origine-e-storia-di-un-mito-Apr-0-cfaabc.webp" alt="I grandi vini di Bordeaux: classificazione e mercati" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Continua il nostro viaggio alla scoperta dei grandi vini di Bordeaux. (<a href="https://blog.ewibe.com/i-grandi-vini-di-bordeaux" rel="noopener" target="_blank">Per leggere la prima parte clicca qui</a>).</p>
<p>Un percorso che prevede una serie di tappe: nel primo appuntamento abbiamo raccontato territori e denominazioni. Oggi ci muoveremo attraverso le classificazioni e le innovazioni nate dallo sguardo lungimirante di una regione che ha saputo dare risalto ai propri vini, portandoli all’apice del mercato globale.</p>
<p>Dai <em>Grands Cru Classés</em> alla vendita <em>en primeur</em>, inizia la seconda parte del nostro tour. </p>
<p>Bon voyage!</p>
<h2><strong>Médoc &amp; Graves: la classificazione dei vini di Bordeaux</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="classificazione_médoc_graves" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Bordeaux-in-numeri-3-5d22d8.webp"/></figure>

<p>Il vino di Bordeaux si è affermato molto presto come bene di pregio e di conseguenza prodotto e venduto puntando alla qualità e alla valorizzazione del <em>terroir</em>. <strong>Durante il XVIII secolo</strong>, grazie all'importante sviluppo dell'aristocrazia europea e di una ricca borghesia inglese, si inaugura un periodo d'oro con richieste sempre più numerose di vino di alta qualità, molte delle quali vengono soddisfatte proprio dai vini di Bordeaux, che passano dalla vendita in fusti a quella in bottiglia di vetro.</p>
<p>Il marketing vitivinicolo, nella regione di Bordeaux, ha origini lontane e nobili, addirittura imperiali. È stato infatti Napoleone III ad avere avuto l’intuizione di mettere in risalto il pregio della produzione di Bordeaux, attraverso una classificazione destinata a fungere da guida ante-litteram per consumatori, commercianti e investitori.</p>
<p><strong>Nasce così, nel 1855, la classificazione di Médoc &amp; Graves</strong>, una selezione che portò a una vertiginosa crescita del valore dei grandi Châteaux bordolesi, e che ancora oggi è un punto di riferimento per il mercato. Dopo aver guidato un colpo di stato nel 1851, Napoleone III si proclamò Imperatore di Francia dando un impulso allo sviluppo economico del paese e agli scambi commerciali.</p>
<p><strong>Grazie a progetti di comunicazione legati all'Esposizione Universale, prevista a Parigi nel 1855</strong>, venne favorito lo scambio di eccellenze locali, che includevano anche i vini di pregio. <strong>Il 6 aprile 1855</strong> Napoleone chiese alla Camera di Commercio di Bordeaux la classificazione dei migliori vini, che prese il nome di Médoc &amp; Graves e teneva conto principalmente di tre elementi: </p>
<ol>
<li aria-level="1">Reputazione dei produttori</li>
<li aria-level="1">Prezzo delle bottiglie</li>
<li aria-level="1">Metodo di vinificazione</li>
</ol>
<p>Ad essere classificati sono gli Châteaux, le aziende più prestigiose che vengono suddivise in 5 categorie per ordine di importanza, dal 1° al 5° Cru. All’interno di ciascuna classe, gli Châteaux erano elencati non in ordine alfabetico ma di “punteggio”.</p>
<p><strong>La suddivisione è ancora oggi così organizzata:</strong></p>
<ol>
<li> Premier Grand Cru Classé</li>
<li> Deuxième Grand Cru Classé </li>
<li> Troisième Grand Cru Classé </li>
<li> Quatrième Grand Cru Classé </li>
<li> Cinquième Grand Cru Classé</li>
</ol>
<p>La classificazione di Bordeaux può sembrare facile ma in realtà non lo è poi così tanto, poiché è stata redatta in epoche e circostanze molto diverse e varia da una zona all'altra. La prima versione racchiude i Grands Crus Classés ponendo in cima i <strong>Premier Cru. </strong>Tra questi:<strong> </strong>tre <strong>Châteaux</strong> della zona del Médoc - <strong><a href="https://www.lafite.com/domaines/chateau-lafite-rothschild/" rel="noopener" target="_blank">Lafite</a>, <a href="https://www.chateau-latour.com/en" rel="noopener" target="_blank">Latour</a>, e <a href="https://www.chateau-margaux.com/fr" rel="noopener" target="_blank">Margaux</a></strong> -, uno di Graves -<strong> <a href="https://www.haut-brion.com/" rel="noopener" target="_blank">Haut-Brion</a></strong> - e infine <a href="https://yquem.fr/int-en/" rel="noopener" target="_blank"><strong>Château d'Yquem</strong></a>, l'unico della zona di Sauternes. </p>
<p>Questi cinque vini rappresentano sin da allora la punta di diamante dell'eccellenza vitivinicola della riva sinistra. Negli anni è stato apportato un solo cambiamento: nel 1973 anche <a href="https://www.chateau-mouton-rothschild.com/" rel="noopener" target="_blank">Château Mouton Rothschild</a> è stato elevato a Premier Cru. </p>
<h2><strong>La classificazione di Saint-</strong><strong>É</strong><strong>million</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="Bordeaux in numeri-Apr-04-2024-10-06-35-1463-AM" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Bordeaux-in-numeri-Apr-04-2024-10-06-35-1463-AM-6f24df.webp"/></figure>
<p>Ci sono voluti cento anni prima che a Bordeaux venisse varata un’altra importante classificazione: nel 1955 Saint-Émillion è stato il primo e unico comune della riva destra della Gironda a stabilire la sua gerarchia.</p>
<p>La particolarità di questa <a href="https://vins-saint-emilion.com/en/saint-emilion-wine-classification/" rel="noopener" target="_blank">classificazione</a> è che viene rivista ogni dieci anni, garantendo così un livello qualitativo rinnovato costantemente. Alcuni dei criteri considerati dalla Commissione incaricata della classificazione sono: la fama della proprietà, le tecniche adottate in vigna e in cantina, gestione sostenibile dell’azienda, la politica di comunicazione e di distribuzione e la presenza sui social media. </p>
<p>Il vino viene valutato da una giuria di esperti mediante una degustazione alla cieca con un sistema a 20 punti. Sono richiesti almeno 14 punti per il <em>Grand Cru Classé</em> e almeno 16 punti per il <em>Premier Grand Cru Classé</em>.</p>
<p>Il numero totale di cantine classificate è limitato a un massimo di 90. La classificazione ha visto nel corso della sua storia i seguenti aggiornamenti: 1955 (75 Châteaux), 1969 (84 Châteaux), 1986 (74 Châteaux), 1996 (68 Châteaux), 2006 (61 Châteaux), 2012 (82 Châteaux).</p>
<p>La revisione del 2022 ha visto 85 Châteaux classificati (14 Premiers Grands Crus e 71 Grands Crus).</p>
<p>Oggi la classificazione è così composta:</p>
<p><strong>Premier Grand Cru Classé A: </strong>Château Figeac (nuovo dal 2022); Château Pavie.</p>
<p><strong>Premier Grand Cru Classé B: </strong>comprende gli<strong> </strong>Châteaux Troplong-Mondot; Pavie-Macquin; Canon-La-Gaffelière; Canon; Clos Fourtet; Trotte Vieille; Valandraud; La Mondotte; Beauséjour Duffau-Lagarosse; Beau-Séjour-Bécot; Bélair-Monange; ; Larcis-Ducasse.</p>
<p><strong>Grand Cru Classé: </strong>include 71<strong> </strong>Châteaux.</p>
<p>La classificazione di Saint-Émillion viene revisionata ogni dieci anni, per assicurare un livello qualitativo sempre aggiornato. Proprio questa revisione però potrebbe anche rappresentare un punto di debolezza della classificazione stessa, poiché prenderebbe in considerazione anche fattori troppo distanti dai tre criteri fondamentali:<em> terroir</em>, vino e storia della cantina.</p>
<p>È quanto sostengono tre degli Chateaux più antichi di Bordeaux, Cheval Blanc e Ausone, da sempre all’apice della classificazione e che l’hanno lasciata nel 2021, e Angélus, promosso nel 2012 e che ha ritirato la propria candidatura in occasione della revisione del 2022. In quell’anno, infatti, tra i criteri presi in considerazione dalla Commissione sono stati introdotti anche aspetti come strategie di marketing e presenza sui social media.</p>
<p>Una scelta che, sempre secondo gli Chateaux, andrebbe a snaturare la funzione stessa della classificazione, nata per premiare e preservare i connotati storici più importanti della produzione vitivinicola, e che ora verrebbe influenzata negativamente da politiche commerciali. La discussione è ancora aperta.</p>
<h3><strong>I <em>Second Vin</em> di Bordeaux</strong></h3>
<p>Le grandi aziende di Bordeaux, oltre a produrre il loro vino principale, il <em>grand vin</em>, vinificano anche un vino più accessibile in termini di prezzo. Non per questo è impossibile trovare bottiglie eccellenti anche tra i cosiddetti <em>second vin</em>.</p>
<p>Inizialmente, il concetto di secondo vino ha permesso di valorizzare le annate meno interessanti che lo Château cercava di vendere comunque. Con la creazione di una seconda etichetta, il consumatore poteva acquistare un vino di rinomata provenienza a basso prezzo, mentre lo Château faceva un buon affare finanziario. </p>
<p>Nel corso degli anni, alcuni Châteaux hanno mantenuto questo concetto, altri ne hanno invece sviluppato uno diverso.</p>
<p>In generale, per <em>second vin</em> si intende il vino di una cantina significativamente più economico, che viene commercializzato con un nome diverso da quello del <em>grand vin</em> (primo vino) prodotto dalla stessa azienda. </p>
<p>Per i <em>grand vin</em> vengono utilizzati i migliori vini provenienti dai vigneti più vocati. Per i <em>second vin</em> la filosofia e i criteri variano notevolmente da Château a Château e possono anche cambiare da annata ad annata. Possono infatti essere prodotti, ad esempio, da uve provenienti dalle vigne giovani della proprietà; in altri casi da uve provenienti da vigne dedicate ai <em>second vin</em>; o ancora da vini di seconda pressatura e da vini provenienti da botti che durante l’affinamento si dimostrano essere meno performanti. Nelle annate più scarse può succedere che il primo vino non venga prodotto e tutte le uve della proprietà confluiscano nel <em>second vin</em>. Nelle migliori annate invece quest'ultimo può offrire un rapporto qualità-prezzo eccellente.</p>
<p>La qualità dei secondi vini può variare notevolmente. Alcune cantine raggiungono vertici di eccellenza anche nella produzione dei <em>second vin</em>. Esempi ne sono: Pavillon Rouge (Château Margaux); Les Forts de Latour (Château Latour); Carruades de Lafite (Château Lafite); Le Petit Mouton (Château Mouton); Alter Ego (Château Palmer); Le Petit Lion du Marquis de Las Cas (Château Leoville Las Cas); La Dame de Montrose (Château Montrose); Pagodes de Cos (Château Cos d’Estournel).</p>
<p>Tuttavia, il grado assegnato nella classificazione bordolese del 1855 non si applica ai secondi vini, indipendentemente dalla loro alta qualità. Per questo motivo hanno anche un nome diverso da quello del <em>grand vin</em>.</p>
<h3><strong>Il mercato <em>en primeur</em> e il sistema <em>La Place de Bordeaux</em></strong></h3>
<p>L’eccellenza della produzione vitivinicola di Bordeaux ha avuto il giusto risalto sul mercato di tutto il mondo grazie a un peculiare sistema di commercializzazione nato dallo sguardo lungimirante della regione.</p>
<p>Il mercato <em>en primeur</em> e il sistema di commercializzazione de <em>La Place de Bordeaux</em> hanno creato nuove opportunità per vini che, come spesso succede, hanno attraversato epoche e stagioni anche poco favorevoli.</p>
<p>Il mercato <em>en primeur</em> come lo conosciamo oggi è nato per rispondere alle esigenze di liquidità degli Châteaux e, allo stesso tempo, per creare nuove possibilità di mercato. A partire dal XVII secolo inizia a definirsi una rete di distribuzione nella quale i commercianti acquistavano dai principali produttori i vini ancora in botte.</p>
<p>La distribuzione <em>en primeur</em> dei vini avviene grazie a un sistema chiamato <em>La Place de Bordeaux</em>. Le sue origini risalgono al XIII secolo: fu Luigi IX, nel 1243 a concedere le prime licenze per la contrattazione del vino. Un secolo più tardi, Filippo IV diede il via a una rimodulazione che ha portato alla definizione del sistema de <em>La Place</em> come lo conosciamo oggi.</p>
<p>Nel sistema di Bordeaux non esiste la possibilità di acquistare direttamente dall’azienda. Questo è infatti caratterizzato da una struttura composta da tre attori: <em>châteaux - courtier - négociants</em>.</p>
<p>I commercianti si occupano della distribuzione del vino e questo fa sì che le aziende non abbiano bisogno della propria rete di vendita. Vuoi sapere di più sul mercato <em>en primeur</em> e sul sistema<em> La Place de Bordeaux</em>? <a href="https://blog.ewibe.com/mercato-en-primeur-come-funziona-il-sistema-di-bordeaux" rel="noopener">Leqqi qui l’articolo dedicato!</a></p>
<h2><strong>Un viaggio ancora lungo</strong></h2>
<p>In questo articolo siamo andati alla scoperta di alcune componenti fondamentali per il successo dei vini di Bordeaux.</p>
<p>Le classificazioni di Médoc &amp; Graves e di Saint-Émillion, i <em>second vin</em>, il mercato <em>en primeur </em>e il sistema <em>La Place de Bordeaux</em>. Peculiarità che hanno saputo dare il giusto risalto a livello globale alle grandi bottiglie della regione.</p>
<p>Nella prossima tappa, approfondiremo storia e stile di alcuni dei più noti Châteaux di Bordeaux.</p>
<p>Su eWibe abbiamo selezionato i migliori vini della regione e la nostra proposta è in continuo divenire.</p>
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      <category>Bordeaux</category>
      <pubDate>Thu, 04 Apr 2024 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Leonardo Bernasconi)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/i-grandi-vini-di-bordeaux-classificazione-e-mercati</guid>
      <dc:date>2024-04-04T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>I grandi vini di Bordeaux: territorio, denominazioni e vitigni</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/i-grandi-vini-di-bordeaux</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/i-grandi-vini-di-bordeaux" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/I-grandi-vini-di-Bordeaux_-origine-e-storia-di-un-mito-Mar-2-2ce2f6.webp" alt="I grandi vini di Bordeaux: territorio, denominazioni e vitigni" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri le leggendarie denominazioni e vitigni dei vini di Bordeaux in questa dettagliata guida sul territorio vinicolo francese.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/i-grandi-vini-di-bordeaux" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/I-grandi-vini-di-Bordeaux_-origine-e-storia-di-un-mito-Mar-2-2ce2f6.webp" alt="I grandi vini di Bordeaux: territorio, denominazioni e vitigni" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>È una delle regioni più leggendarie per quanto riguarda la produzione di vini di pregio: Bordeaux, regina di un regno che da secoli dà vita a bottiglie eccezionali.</p>
<p>Raccontarne le diverse anime consiste in un vero e proprio viaggio, che vogliamo iniziare con te attraverso tre tappe principali.</p>
<p>In questo primo articolo andremo alla scoperta del territorio, delle denominazioni e di vitigni unici al mondo, con caratteristiche qualitative che hanno portato la regione bordolese ai vertici della produzione mondiale di vini da collezione.</p>
<p>Si parte!</p>
<h2><strong>Il territorio, cuore di Bordeaux </strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="mappa_geografica_denominazioni_bordeaux" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Le-vignoble-de-Bordeaux-1-7cc242.webp"/></figure>

<p>Situata nella zona sud occidentale della Francia, con i suoi vigneti secolari che dominano un territorio particolarmente vocato, Bordeaux è una delle regioni vinicole più importanti del mondo. Un ancora ineguagliato punto di riferimento per notorietà e blasone dei vini qui prodotti. </p>
<p>La città di Bordeaux, è il capoluogo della regione dell'Aquitania, oggi diventata Nuova Aquitania. Il suo nome deriva dal termine "acqua", ed è infatti attraversata da due fiumi, la Garonna e la Dordogna, che confluiscono poi nell’estuario della Gironda per sfociare nell’oceano Atlantico.</p>
<p>Oltre 113.000 ettari che nel tempo sono diventati il regno di vitigni unici e leggendari, capaci di rendere Bordeaux il comparto vitivinicolo più esteso di Francia. Considerata l’ampiezza della superficie vitata, nella regione si producono vini di tutti gli stili, ma sono primariamente i vini rossi e i vini dolci ad eccellere, anche se non mancano casi di vini bianchi secchi tra i migliori del pianeta.</p>
<p>La localizzazione geografica ha contribuito a creare condizioni uniche e particolarmente favorevoli alla produzione vinicola di qualità, con terreni per lo più ghiaiosi apparentemente ostici ma che si rivelano invece adatti alla coltivazione della vite di eccellente qualità. I migliori terreni della regione sono connotati dalle seguenti caratteristiche: un drenaggio naturale che impedisce all'acqua di ristagnare in superficie; capacità di immagazzinare il calore diurno, che viene restituito alle viti durante la notte; l'abilità di conservare l'umidità necessaria alle piante.</p>
<p>Il vigneto si trova a cavallo del 45esimo parallelo: il clima è di tipo marittimo con influenze continentali e la temperatura media è storicamente di poco più di 20 gradi durante la stagione di crescita.</p>
<p>L'80% circa della produzione è dedicato ai vini rossi mentre la restante parte è in maggioranza dedicata ai vini bianchi, sia dolci che secchi.</p>
<h2>Rive Gauche e Rive Droite</h2>
<p>La regione di Bordeaux conta più di 50 diverse denominazioni, ma storicamente la divisione generale a cui si fa riferimento per la produzione vitivinicola è tra la riva destra e quella sinistra dell’estuario della Gironda. </p>
<p>La lingua di terra che si estende fra i due fiumi Garonna e Dordogna, denominata Entre-Deux-Mers, è la più estesa ma meno nota area vinicola della regione. Annovera al suo interno dodici AOC dove si producono vini bianchi, vini dolci e vini rossi, in media dal posizionamento di prezzo più accessibile, ma nelle migliori interpretazioni con caratteristiche qualitative degne di nota.</p>
<h3><strong>Le principali denominazioni della Riva Sinistra</strong></h3>
<p><strong>La riva occidentale della Gironda, in francese Gauche, Left Bank per la critica anglosassone</strong>, è la sponda dell’estuario della Gironda in cui è sita la città di Bordeaux. I distretti vinicoli inclusi in questa suddivisione sono Médoc e Graves, a loro volta organizzati nelle singole AOC (Appellation d’Origine Contrôlée<strong>)</strong>. A nord della città di Bordeaux si evidenziano Saint-Estéphe, Pauillac, Saint-Julien e Margaux, mentre a sud Pessac-Léognan, Sauternes e Barsac.</p>
<p><strong>Saint-Estèphe</strong> si estende su circa 1200 ettari vitati e vanta 75 produttori. Il suolo è composto da calcare, sabbia e ciottoli. Qui nascono vini eccezionalmente complessi e longevi, con presenza di tannino ma dal sorso molto equilibrato, quasi setosi quando bevuti maturi.</p>
La denominazione Saint-Estèphe comprende un totale di 5 Grand Cru Classé, tra i quali spiccano i due Châteaux Deuxième Grand Cru Classé: Cos d'Estournel e Montrose.<br/><br/>
<p><strong>Pauillac</strong> è la più iconica e nota denominazione del bordolese. Qui si trovano infatti 18 vigneti classificati come Grand Cru Classé, tre dei quali Premier Grand Cru Classé: gli eccezionali Châteaux Latour, Lafite-Rothschild e Mouton-Rothschild.<br/>La denominazione Pauillac si estende su circa 1.200 ettari di vigneti e 54 Châteaux, su un suolo coperto da ghiaie e sabbie. Qui prendono vita vini ricchi e concentrati ma mai surmaturi, che abbisognano di lunghi periodi di maturazione, e sono caratterizzati da un corredo olfattivo definito da frutta nera e note minerali. Sono vini potenti al palato con forte presenza di tannino, e molto persistenti. <br/>Tra i vini più iconici per storia e livello qualitativo si evidenziano gli Châteaux Pichon Longueville Comtesse de Lalande, Pichon Baron, Pontet-Canet e Lynch-Bages.</p>
<p><strong>Saint-Julien</strong> è la denominazione più piccola del Médoc, con i suoi 908 ettari vitati e i circa 20 Châteaux.<br/>Consta di 11 Grand Cru Classé, di cui 5 Deuxième Cru, tra i quali spiccano gli Châteaux Leoville Las Cases, Leoville-Barton, Ducru-Beaucaillou, Leoville Poyferré e Beychevelle. Viene quindi riconosciuta come una delle denominazioni più prestigiose di Bordeaux.<br/>Saint-Julien è l’AOC dell’equilibrio e i vini qui prodotti sono spesso definiti come armonici, complessi ma ariosi e soavi, in grado di combinare l'eleganza di Margaux e l'austerità severa di Pauillac, le due denominazioni confinanti.<br/><br/><strong>Margaux</strong> è uno dei vigneti più famosi di Bordeaux e la più grande delle sei denominazioni comunali del Médoc.<strong> </strong> <br/>Si estende su circa 1350 ettari vitati e vanta un totale di 67 viticoltori. Si caratterizza per un suolo di <em>graves et galets</em>, con presenza di ghiaia. Il sottosuolo è composto da limo e calcare marnoso.<br/>La regione conta ben 21 Grand Cru Classé, tra i quali troviamo il superlativo Château Margaux (caso unico a Bordeaux in cui il nome dell’azienda coincide con quello della denominazione) e Château Palmer.<br/>I migliori rossi di Margaux sono vini eleganti, ricchi di sfumature floreali e caratterizzati da una mineralità asciutta che si sposa alla succosità di frutto. </p>
<p><strong>Pessac-Léognan</strong> creata nel 1987, è la più recente tra le denominazioni della regione, ma il territorio affonda le sue radici in epoche ben più remote. Si estende su circa 1600 ettari vitati con superficie dominata dai noti ciottoli - le<em> graves</em>, appunto - e include alcune delle vigne più antiche della zona. La Garonna e la vasta foresta del parco regionale <em>des landes de Gascogne</em> contornano i confini delle vigne.</p>
I vini rossi sono prodotti con prevalenza di Cabernet Sauvignon e Merlot, ma in questo caso a brillare sono anche i bianchi secchi ottenuti dal blend di Sémillon e Sauvignon Blanc. Vini profondi, ricchi, sfaccettati, di carattere unico al mondo, raffinati e longevi. A produrre grandi vini, sia in rosso che in bianco, troviamo il glorioso Château Haut-Brion, oltre agli Châteaux La Mission Haut Brion, Domaine de Chevalier, Pape Clément, Smith-Haut Lafitte, Malartic-Lagraviere, Latour-Martillac e Carbonnieux.<br/>Tra i grandi Châteaux vocati esclusivamente alla produzione di rossi spicca invece l’eccellente Haut-Bailly.<br/>

<h2>Sauternes e Barsac si estendono complessivamente su circa 2.200 ettari vitati su suoli ciottolosi e sabbiosi, 460 dei quali a Barsac, per un totale di 27 Grand Cru Classé.</h2>
Il fiume Ciron, vero e proprio elemento cardine del territorio, separa Sauternes da Barsac, le due AOC vocate alla produzione di alcuni dei più grandi vini dolci del globo. Le condizioni ideali per lo sviluppo della<em> botrytis cinerea,</em> la cosiddetta muffa nobile, mai presente in egual misura a ogni vendemmia, sono garantite dall'alternanza di aria fredda e calda e da oscillanti condizioni di umidità e di aria più asciutta. <br/>Per poter produrre vini dolci "botritizzati" di grande levatura, le rese vengono mantenute estremamente contenute, pari a 25 ettolitri per ettaro, mentre i vini sono caratterizzati da livelli zuccherini straordinariamente elevati: per disciplinare il mosto deve infatti misurare almeno 221g/l di zucchero. <br/>Qui nascono bottiglie ricercatissime sul mercato mondiale: tra queste, la più pregiata è prodotta dal glorios Château d'Yquem, unico ad essere classificato come Premier Grand Cru Supérieur.<br/>
<p>A Sauternes si evidenziano anche Châteaux Suduiraut, Rieussec, Guiraud e La Tour Blanche. A Barsac sono gli Châteaux Coutet, Climens e Doisy-Daene a produrre alcuni tra i migliori nettari. </p>
<p>Come riporta Armando Castagno, massima penna critica in ambito enologico: "Sauternes rappresenta per qualità media, numero e valore delle "punte" di riconosciuta eccellenza, prestigio del nome, longevità dei vini e prezzi delle bottiglie il vertice mondiale incontestato per i bianchi dolci da uve botrytizzate". Sauternes è infatti uno standard di riferimento e metro di paragone per qualsiasi produttore di vini bianchi dolci al mondo.</p>
<h3><strong>Le principali denominazioni della Riva Destra</strong></h3>
<p>La riva orientale della Gironda, Droite in francese e Right Bank per gli inglesi, vede le denominazioni più famose, situate intorno alla città di Libourne. Il terreno è particolarmente adatto alla coltivazione dell'uva Merlot, qui più diffusa che nella riva sinistra. Le principali denominazioni di questo comparto sono Pomerol e Saint-Émilion.</p>
<p><strong>Pomerol: </strong>mecca mondiale dell'uva Merlot, Pomerol è una denominazione ben più piccola rispetto alle altre della regione - annovera solo 800 ettari vitati. Nonostante questo, è capace di proporre una qualità media elevatissima, oltre a veri e propri capolavori enologici di eccellente caratura. Considerando i "pochi" ettari, il numero di produttori è assai considerevole, se ne contano infatti ben 140. </p>
<p>Altre uve che compongono il vigneto sono, in percentuali di molto inferiori, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. Qui la magnificenza e lo sfarzo dei castelli presenti nelle AOC della riva sinistra, lascia spazio a delle abitazioni di forme e dimensioni ben più ordinarie. <br/>Le caratteristiche di ampiezza e profondità che i migliori vini di Pomerol sono in grado di proporre devono la loro eccezionalità alla qualità del terroir di origine: vigne impiantate su suoli di pietra e argilla con affioramenti della nota <em>"crasse de fer"</em>, nome con il quale si identificano le venature superficiali del terreno ricche di ferro. <br/>Sebbene non esistano Grand Cru Classé ufficiali nella denominazione Pomerol, i suoi vini non sono meno famosi e apprezzati dei più noti Châteaux <em>médocaines</em>. I più emblematici, che hanno reso la denominazione celebre in tutto il mondo, sono in primis l’iconico Pétrus, e gli Châteaux Lafleur, Vieux Château Certan, Le Pin, La Fleur-Pétrus, Clos L'Eglise, L'Evangile, La Conseillante, Gazin, L'Eglise-Clinet, Clinet e Hosanna.</p>
<strong>Saint-Émilion: </strong>si estende intorno all'omonimo villaggio e nel 1999 è diventata patrimonio mondiale dell'UNESCO. Con circa 5400 ettari vitati, la denominazione rappresenta da sola il 5% del vigneto bordolese.<br/><br/>Qui troviamo vigne dominate al 70% dal Merlot, seguito dal Cabernet Franc per il 25%, in questa zona capace di esprimersi ai massimi livelli mondiali e di rendere straordinari e unici i migliori vini dell'AOC.<br/>La denominazione si suddivide prevalentemente in due aree: quella occidentale, prossima al confine con il territorio di Pomerol - dove troviamo il famoso "plateau" con terreno argilloso e di ciottoli -, e quella più orientale o delle "coteaux", dove insiste un sottosuolo calcareo.<br/>I migliori vini di <strong>Saint-Émilion</strong> sono energici e robusti quanto fini ed eleganti al tempo stesso. Tra gli 82 Châteaux presenti nella zona, i cinque più importanti sono: Cheval-Blanc, Ausone, Pavie, Angelus e Figeac.<br/>
<p>Tra gli altri vini da menzionare in modo particolare troviamo gli Châteaux Troplong-Mondot, Canon-La-Gaffeliere, Clos Fourtet, Trottevieille, La Mondotte e Valandraud.</p>
<h2><strong>I Vitigni</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="I_vigneti_di_Bordeaux" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/I-vigneti-di-Bordeaux--1--454b00.webp"/></figure>
<p>Il vigneto bordolese è composto da nove varietà autoctone, sei a bacca rossa e tre a bacca bianca. Le prime includono Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Petit Verdot, Malbec e Carmenère. Sémillion, Sauvignon Blanc e Muscadelle sono invece i vitigni a frutto bianco.</p>
<h3>Vitigni a bacca rossa</h3>
<p><strong>Il Merlot</strong> è il vitigno rosso più piantato per la produzione di vini di Bordeaux. Rappresenta il 66% del totale delle uve coltivate. Ottimale su terreni argillosi, profondi ma drenanti, è il vitigno a bacca rossa più precoce e apporta al blend sentori fruttati e caratteristiche di morbidezza.</p>
<p>È presente in tutta la regione, ma gode di condizioni ottimali in particolare a Pomerol, dove un vino di culto come Pétrus è quasi sempre prodotto da Merlot in purezza senza l'aggiunta di altre uve. <br/><br/><strong>Il Cabernet Sauvignon</strong> è il secondo vitigno a bacca rossa più piantato, con il 22,5% degli ettari dedicati. Rappresenta il cuore di molti dei migliori vigneti della regione, in aree come Pauillac e Margaux. Esempio lampante è quello di Château Latour, una delle più pregiate aziende bordolesi, il cui vino viene prodotto con oltre il 90% di Cabernet Sauvignon. Si tratta di un vitigno che dona all’assemblaggio tannini e intensità aromatica e produce vini complessi, potenti e concentrati.</p>
<p><strong>Il Cabernet Franc</strong> occupa il 9,5% del vigneto impiantato a uve rosse. Questo viene utilizzato per dare vita a blend con Merlot e Cabernet Sauvignon. Ha la capacità di assicurare note fresche, balsamiche e speziate, ed è un vitigno con elevata acidità che eccelle nelle annate molto calde.  </p>
<p><strong>Malbec, Petit Verdot e Carmenère </strong>costituiscono il restante 2% dei vigneti. Il Malbec rappresenta poco meno dello 0,9% della superficie vitata, il Petit Verdot poco meno dello 0,5%, il Carmenère è invece quasi estinto. </p>
<h3><strong>Vitigni a bacca bianca</strong></h3>
<p><strong>Il Semillon </strong>è il più impiantato e rappresenta il 47% del totale dei vigneti. È l'uva dominante per i grandi vini muffati di Sauternes e di Barsac. Grazie alla buccia particolarmente sottile, l’uva è ideale per essere “attaccata” dalla <em>botrytis cinerea</em>, che contribuisce a donare ai vini di Sauternes uno stile inconfondibile. </p>
<p><br/><strong>Sauvignon Blanc</strong> è la seconda uva bianca più piantata a Bordeaux, e conta per circa il 39% del vigneto. Dona elevata acidità e uno stile distintivo con note di fiori di sambuco, piacevolmente erbacee e una incisiva mineralità. Rappresenta l’anima di molti dei grandi vini secchi di Bordeaux - in particolare dalla denominazione Pessac-Léognan.</p>
<p><br/><strong>Il Muscadelle</strong> rappresenta circa il 4% degli impianti a uva bianca. Vitigno molto fragile e sensibile alle principali malattie della vite, ma molto produttivo quando in grado di maturare. Offre un corredo olfattivo intensamente profumato e floreale ed è impiegato in percentuale minoritaria negli assemblaggi di alcuni bianchi dolci.</p>
<h2><strong>Un viaggio appena iniziato</strong></h2>
<p>In questo articolo abbiamo raccontato la produzione vitivinicola di Bordeaux, unica al mondo.</p>
<p>Siamo andati alla scoperta di territorio, denominazioni e vitigni con caratteristiche qualitative che hanno portato la regione ai vertici della produzione mondiale di vini di pregio.</p>
<p>Nel prossimo articolo scopriremo come Bordeaux si sia distinta nel tempo anche per lo spirito innovativo, già a partire da Napoleone III che nel 1855 volle la classificazione dei vini rossi di Médoc &amp; Graves, alla quale ancora oggi il mercato globale fa riferimento. Non solo, la regione ha anche dato vita a un sistema di commercializzazione che ha portato i propri vini ad essere protagonisti del mercato, quello <em>En primeur</em>.</p>
<p>Su eWibe abbiamo selezionato diversi grandi vini di Bordeaux che hanno ottenuto punteggi elevati dai critici e con un ampio potenziale di crescita. Una proposta in continua evoluzione che includerà anche i vini di cui abbiamo parlato.</p>
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      <category>Bordeaux</category>
      <pubDate>Thu, 21 Mar 2024 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Leonardo Bernasconi)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/i-grandi-vini-di-bordeaux</guid>
      <dc:date>2024-03-21T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>9 vini vini da investimento per il 2024</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/9-vini-da-investimento-per-il-2024</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/9-vini-da-investimento-per-il-2024" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/9-vini-su-cui-investire-nel-2024-2-7296d2.webp" alt="9 vini vini da investimento per il 2024" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri i vini da investimento per il 2024: dalle eccellenze italiane alle perle della Champagne, un viaggio tra le migliori bottiglie da collezione e le storie dietro i grandi vini.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/9-vini-da-investimento-per-il-2024" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/9-vini-su-cui-investire-nel-2024-2-7296d2.webp" alt="9 vini vini da investimento per il 2024" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Tra le bottiglie protagoniste del 2023, che sono state anche le più scambiate su eWibe, troviamo diversi grandi interpreti della produzione vitivinicola nazionale, provenienti soprattutto da <strong>Toscana e Piemonte</strong>. Le regioni estere che si sono distinte per buone performance sono invece <strong>Champagne e Bordeaux</strong>. </p><p>Il <strong>2024 è un anno decisamente favorevole per investire </strong>in vini di pregio, in virtù dell’atteso calo dell'inflazione e del taglio dei tassi, considerando anche il riassestamento sul mercato dei fine wines che ha caratterizzato il 2023.</p>
<p>Alla luce di questi dati e i possibili scenari, abbiamo selezionato <strong>9 vini</strong> pregiati che si confermano tra le migliori bottiglie da collezione. Protagoniste non solo per l'eccezionale qualità, ma anche per le innovazioni che hanno contribuito a rafforzarne il mito.</p>
<p>Buona lettura!</p>
<h2><strong>3 eccellenze made in Italy</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="3_vini_di_pregio_italiani" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/9-vini-su-cui-investire-nel-2026-30780b.webp"/></figure>
<p>Il comparto vitivinicolo italiano è la nota positiva di questo anno appena trascorso: Toscana e Piemonte sono state le protagoniste indiscusse. </p>
<p>Le ragioni di questo trend sono da ricercare primariamente tra gli appassionati e i collezionisti di vini pregiati che - alla luce di quotazioni speculative, specificatamente dei vini di Borgogna - hanno orientato le proprie scelte d’acquisto in favore dei grandi vini italiani.</p>
<p>La seconda ragione è riconducibile all’eccezionalità di alcune annate prodotte in Piemonte e commercializzate lo scorso anno: in particolare la superlativa 2019 a Barolo è stata capace di riaccendere i riflettori anche sulle annate precedenti.</p>
<p>Esattamente come accaduto con alcuni dei migliori Super Tuscan, tra i quali spiccano i Sassicaia delle ultime annate, i cui rilasci hanno risvegliato l’attenzione anche per le vendemmie meno recenti.</p>
<p>Tra i grandi vini nazionali che continuano a distinguersi per qualità e performance sul mercato ne troviamo 3 in particolare:</p>
<h3><strong>Tenuta San Guido Bolgheri Sassicaia 2018</strong></h3>
<p>La DOC Bolgheri Sassicaia, caso più unico che raro nel quale i confini della denominazione coincidono con quelli della proprietà, è un unicum di prestigioso valore. Il “grand vin” ivi prodotto è composto per l’85% da Cabernet Sauvignon e per il 15% da Cabernet Franc.</p>
<p>Sassicaia è un vino robusto e fine al contempo: uno dei più importanti e riconoscibili tagli bordolesi fuori Bordeaux.</p>
<p>L’annata 2018 ha ricevuto un punteggio di 97+/100 da Wine Advocate di Robert Parker, che ne ha anche sottolineato il grande potenziale di invecchiamento.</p>
<p>La genesi di Sassicaia ha seguito un percorso tutt’altro che lineare.</p>
<p>Il marchese Mario Incisa della Rocchetta, grande appassionato di cavalli e di vini francesi, notando una certa somiglianza tra il territorio di Bolgheri e quello di Graves, nei dintorni di Bordeaux, decise di provare a creare una gamma di vini simili a quelli francesi. Forte della sua convinzione, il Marchese importò direttamente dalla regione bordolese delle viti di Cabernet Sauvignon e di Cabernet Franc. Sempre ispirandosi alla stessa tradizione, il Marchese introdusse poi le barriques, botti di dimensioni ridotte (225 l) rispetto alle botti grandi storicamente impiegate nella produzione di vini toscani.</p>
<p>All’inizio degli anni ’40, il Marchese avviò la produzione del primo vino rosso della storia di Bolgheri e, qualche anno più tardi, creò il primissimo Sassicaia. Per i primi quindici anni, il Sassicaia prodotto fu consumato unicamente dalla famiglia del marchese in quanto giudicato quasi “imbevibile” dagli intenditori locali. Noncurante dei commenti negativi, nel 1968 il Marchese propose la commercializzazione della prima annata di Sassicaia, riscuotendo immediatamente un notevole successo. Dieci anni dopo, il vino Bolgheri Sassicaia venne classificato dalla rivista enologica inglese Decanter come il miglior Cabernet del mondo. Da quel momento, il caso di Sassicaia attirò investimenti nell'intero comprensorio di Bolgheri. </p>
<p>La storia della famiglia Incisa della Rocchetta non è scritta solo dalla passione per il vino. Prima che iniziasse la loro avventura nel mondo della produzione vitivinicola, Mario e sua moglie Clarice erano infatti accomunati da un altro grande amore: quella per i purosangue.</p>
<p>Tenuta San Guido nacque come scuderia dall’incontro tra la coppia e Federico Tesio, proprietario della scuderia Razza Dormello-Olgiata. Qui si allenavano i grandi cavalli, quali Ribot, Botticelli e Braque. In seguito, la proprietà dell’Olgiata venne venduta e per la stagione fredda i purosangue vennero spostati da Dormello alla luminosa Bolgheri.</p>
<p>Proprio Ribot viene ricordato come il cavallo più forte della storia, il campione del secolo scorso che ha saputo entusiasmare anche i meno appassionati alimentando l’orgoglio di essere italiani. Il cavallo diventò presto uno standard al quale guardare nel mondo delle scuderie, tanto da ricevere il plauso anche della Regina Elisabetta II, anch'essa grande esperta di equitazione.</p>
<h3><strong>Montevertine Le Pergole Torte 2020</strong></h3>
<p>Prodotto per la prima volta nell’annata 1977, è stato il primo Sangiovese in purezza vinificato nella zona di Radda in Chianti. Le uve provengono dai vigneti storici dell’azienda, piantati tra il 1968 e il 1999. </p>
<p>L’annata 2020 è stata premiata con un punteggio di 98/100 da Vinous di Antonio Galloni.</p>
<p>Montevertine fu acquistata nel 1967 da Sergio Manetti, allora industriale siderurgico, come casa di vacanza: la restaurò rendendola abitabile, impiantò due ettari di vigna ed allestì una piccola cantina con l’idea di produrre un po’ di vino per i suoi amici e clienti. Trovandosi nel contesto di una realtà agreste che produceva vino, Manetti iniziò ad approfondire il tema e scoprì che Radda in Chianti, in determinate situazioni, poteva diventare uno dei migliori luoghi in Italia e dunque al mondo dove produrre Sangiovese. </p>
<p>La prima annata prodotta, la 1977, fu considerata discreta e Sergio Manetti pensò di mandarne alcune bottiglie al Vinitaly di Verona tramite la Camera di Commercio di Siena.</p>
<p>Visto l’enorme successo ottenuto, Sergio decise di dedicarsi interamente alla produzione di vino, espandendo pian piano la propria azienda.</p>
<p>Fu a questo punto che entrò in scena Giulio Gambelli, probabilmente uno dei più grandi esperti di Sangiovese al mondo, coadiuvato da Bruno Bini, lo storico cantiniere di Montevertine. Insieme condussero una piccola azienda agricola chiantigiana ai vertici della produzione vitivinicola globale, guidati dalla volontà di ottenere vini territoriali fini, eleganti e longevi.</p>
<p>Nel 1977 uscì la prima annata di Le Pergole Torte, 100% Sangiovese, un vino che andava oltre la tradizione (scritta) del Chianti Classico, pur rispettando e omaggiando quella del territorio e del suo vitigno principe.</p>
<p>Fu l’inizio di una ferita insanabile fra il Consorzio e il duo Manetti-Gambelli. Le Pergole Torte era ottenuto da Sangiovese in purezza, al contrario di quanto previsto dal disciplinare di produzione, che vedeva il Chianti Classico prodotto dall'assemblaggio di più varietà. In seguito, l'azienda decise di mettere in commercio i propri vini semplicemente con i nomi "Le Pergole Torte", "Montevertine" e "Pian del Ciampolo", senza etichettarli come Chianti Classico.</p>
<p>Il primo incontro tra Sergio Manetti e il famoso artista emiliano Alberto Manfredi, poi divenuto suo grandissimo amico, generò l’etichetta dell’annata 1982, un aquarello che raffigurava il viso di una donna contornato da alcuni bicchieri. Il grande successo ottenuto incoraggiò Sergio e Alberto ad andare avanti in quella direzione e nuove etichette si susseguirono, una diversa per ogni annata, ma sempre aventi come soggetto un volto femminile.</p>
<h3><strong>Giacomo Conterno Barolo Riserva Monfortino 2014</strong></h3>
<p>La storica cantina piemontese venne fondata nel 1900 da Giacomo Conterno a Monforte d’Alba e nel 1912 viene imbottigliato il primo “Vino Barolo” dal figlio Giovanni. </p>
<p>È il nipote del fondatore, nuovamente Giacomo Conterno, che nel 1924 produrrà per la prima volta quello che a tutti gli effetti è il vino più leggendario tra i grandi rossi nazionali: il Barolo Riserva Monfortino - in quella data con etichetta che riporta solo il nome “Monfortino” e la menzione “Extra” che muterà poi in “Stravecchio” per divenire “Riserva”. </p>
<p>Nel 1974 la Ditta Giacomo Conterno acquista la leggendaria vigna “Cascina Francia” a Serralunga d’Alba, 14 ettari particolarmente vocati alla coltivazione di uve Nebbiolo e Barbera. La cantina è oggi guidata da Roberto Conterno, entrato in azienda nel 1988. Roberto, persona dotata di particolari sensibilità e precisione, ha espanso ulteriormente la cantina acquistando tre ettari del cru Cerretta e la totalità del cru adiacente a Cascina Francia: Arione. </p>
<p>La volontà di Giacomo di realizzare un Barolo a marchio Conterno, che si imponesse per qualità e longevità, si concretizza nei primi anni Venti, quando l’attività di famiglia, fino a quel momento legata prevalentemente alla vendita del vino in damigiana, viene veicolata verso la produzione delle prime bottiglie di “Barolo Extra”.</p>
<p>All’inizio, Giacomo Conterno produce i propri vini dapprima sotto l’etichetta “Stravecchio”, divenuta poi “Barolo Stravecchio”. La dicitura “Monfortino” compare per la prima volta su una bottiglia dell’azienda Giacomo Conterno in un “Barolo Extra” del 1924, un nome pensato per sottolineare il comune di residenza della cantina, Monforte d’Alba.</p>
<p>Dal 1978 il Monfortino nasce esclusivamente dai 14 ettari del vigneto Francia di Serralunga, dai quali Roberto produce tre vini, il Barolo Riserva Monfortino, il Barolo Francia e il Barbera d’Alba Francia.</p>
<p>Le annate dalla 2013 alla 2015 sono state prodotte di seguito da Roberto Conterno. Uomo dotato di esperienza e pazienza, ha saputo aspettare e poi produrre un millesimo dall’annata 2014, giudicata da molti infausta. Dopo 3 mesi di pioggia, ottobre è stato molto soleggiato e Roberto ha raccolto uve con le quali ha dato vita a uno dei Monfortino più leggendari della storia della cantina. Un vino che somma la quintessenza dell’eleganza all’incisività di una annata dura, premiato con un doppio 100/100 da Wine Advocate di Robert Parker e da Vinous di Antonio Galloni. (Se vuoi sapere di più su come funziona il sistema dei punteggi dei vini di pregio <a href="https://blog.ewibe.com/punteggi-critici-vino-pregiato" rel="noopener" target="_blank">leggi l'articolo dedicato</a>).</p>
<p>L’annata 2015 vede per la prima volta in 100 anni di storia di Monfortino una nuova composizione dei blend dei due cru Francia e Arione, che ora includono uve 100% nebbiolo dal cru di Arione di Serralunga d’Alba. </p>
<p>In una intera decade, Conterno ha prodotto solo le annate 2010, 2013, 2014, 2015 e 2016, saltando le 2011, 2012, 2017 e 2018. Nonostante l’annata 2016 fosse riconosciuta all’unanimità come eccellente, Roberto Conterno decide, andando ancora una volta controcorrente, di non produrla.</p>
<p>La prossima annata di Monfortino sarà la 2019, che probabilmente sarà immessa in commercio a partire dal 2025, data non ancora comunicata ufficialmente dall’azienda.</p>
<h2><strong>Le perle della Champagne</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="3_champagne_pregiati" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/9-vini-su-cui-investire-nel-2028-2a8280.webp"/></figure>
<p>La Champagne, che gli scorsi anni aveva mostrato grande dinamismo in virtù di un netto calo dell’offerta durante il lockdown, è tornata ad una situazione di normalità dal punto di vista dell’offerta sul mercato. Di conseguenza, l’aumento della disponibilità ha portato ad un riallineamento dei prezzi.</p>
<p>Tra le più iconiche bollicine da aggiungere alla propria collezione nel 2024 troviamo:</p>
<h3><strong>Pol Roger Sir Winston Churchill 2012</strong></h3>
<p>Fondata nel 1849, Pol Roger è una prestigiosa maison di Champagne con sede in Avenue de Champagne a Épernay.</p>
<p>Esponente di uno stile che predilige vini eleganti, fini e dalla beva morbida ma precisa, Pol Roger si è da sempre specializzata nella vinificazione di Champagne millesimati (vintage) ed è stata in grado di affermarsi specialmente nel mercato britannico, particolarmente esigente in materia di Champagne.</p>
<p>Ancora oggi l’azienda è posseduta dagli eredi del fondatore, rendendo di fatto la maison una delle pochissime a non aver subito cambi di proprietà nel corso della sua storia lunga oltre 170 anni.</p>
<p>L’annata 2012 ha ricevuto punteggi elevati da parte della critica: Wine Advocate di Robert Parker le ha assegnato 95/100, mentre James Suckling l’ha premiata con 98/100.</p>
<p>Il primo Sir Winston Churchill Pol Roger è stato quello prodotto dall'annata 1975, rilasciato solo in formato magnum, in coincidenza del decimo anniversario della morte del politico britannico. E’ stato presentato nel 1984 a casa di Churchill a Blenheim Palace. Ancora oggi, ogni nuovo millesimo è presentato ufficialmente dalla Maison nella ex residenza del grande statista inglese.</p>
<p>L'amore di Winston Churchill per lo champagne è noto a tutti, e alcuni aneddoti a questo legati hanno contribuito ad alimentare il mito di uno degli uomini politici più importanti del ‘900. E’ stato calcolato che l’ex primo ministro britannico, durante la sua lunga vita (morì, a 91 anni, nel 1965) abbia bevuto qualcosa come 42.000 bottiglie di Champagne, cinque volte oltre il limite raccomandato allora dal Governo.</p>
<p>Altra grande passione di Churchill era quella per i sigari cubani. Si stima che l'ex Primo Ministro abbia fumato oltre 300.000 Habanos, dei quali preferiva in modo particolare il Julieta N.2. Tanto che la leggendaria casa di produzione gli dedicò un formato speciale, l'omonimo Churcill. Il sigaro è oggi una Vitola de Galera (formato di sigari) più famose al mondo, a conferma della grande influenza che lo statista esercitò anche oltreoceano.</p>
<h3><strong>Bollinger R.D. 2008</strong></h3>
<p>A Madame Lily Bollinger, innovativa e visionaria, si deve il concepimento del famoso R.D. (“Récemment Dégorgée”), ovvero “recentemente sboccato”.</p>
<p>Cuvée prodotta solo ed esclusivamente nelle migliori annate e ottenuta da un assemblaggio di circa il 70% di Pinot Noir con saldo di Chardonnay, l’ R.D. venne presentato per la prima volta nel 1961 come sboccatura recente di un Vintage Extra Brut (all’epoca 6 g/l di zucchero) del 1952.</p>
<p>Per quanto si tratti sostanzialmente di una Grande Année con sosta sui lieviti più prolungata, R.D. si distingue per essere uno Champagne unico ottenuto da una selezione di circa 20 cru diversi, maturato per 10/12 anni sui lieviti sotto tappo di sughero (bouchon liège) e dosato extra brut a 3 g/l. Campione tra i pesi massimi, R.D. punge come un’ape, vola come una farfalla.</p>
<p>A Madame Lily Bollinger è anche attribuita la ben nota frase: “Lo Champagne lo bevo quando sono contenta e quando sono triste. Talvolta lo bevo quando sono sola. Quando ho compagnia lo considero obbligatorio. Lo sorseggio quando non ho fame e lo bevo quando ne ho. Altrimenti non lo tocco, a meno che non abbia sete”. Come non concordare con tanta saggezza?</p>
<p>L’annata 2008 ha ottenuto un punteggio di 98+/100 da Wine Advocate di Robert Parker, mentre Vinous di Antonio Galloni le ha assegnato 96/100.</p>
<p>Christian Bizot, nipote di Madame Lily Bollinger, ha lavorato sullo stile e sull’immaginario legati alla Maison, creando la Fondazione Madam Bollinger: lo champagne appare nei film di 007, diventando così anche un’icona pop.</p>
<p>Al cinema James Bond beve Bollinger da più di 40 anni, ma l’agente segreto più famoso del mondo bevve per la prima volta le iconiche bollicine in “Diamonds are forever”, il quarto romanzo di Fleming pubblicato nel 1956. Questo champagne fece la sua prima apparizione al cinema in “ Vivi e lascia morire” del 1973. Dall’incontro nel 1978 tra Albert R. “Cubby” Broccoli - produttore dei film di 007 - e Christian Bizot - direttore generale della Maison - nacque un’amicizia e una collaborazione, tanto che lo Champagne Bollinger divenne lo champagne di James Bond, elemento chiave di seduzione e simbolo della ricercatezza dello stile “British”. </p>
<p>Nel 1979 diventò lo Champagne esclusivo di 007 con “Moonraker”, dove l’agente segreto più famoso del mondo beve un R.D. del 1969, una tra le migliori annate del secolo scorso. Bond, all’hotel Danieli, entra nella camera della dottoressa Goodhead e intravedendo una bottiglia di Bollinger R.D. dichiara: “ Se è del ’69 lei aspettava me”.</p>
<p>Per citare alcune tra le tante curiosità: in occasione dell’uscita del 24esimo film della serie, "Spectre", la Maison lancia sul mercato l’edizione limitata di “Dressed to Kill”. Nel 2012, inoltre, per celebrare oltre 40 anni di collaborazione come Champagne ufficiale di 007 e il film in uscita “No Time To Die”, Bollinger ha prodotto una confezione regalo in edizione limitata che riunisce tre icone: la Cuvée speciale firmata Bollinger, l’Aston Martin DB5 e l’agente segreto britannico, James Bond.</p>
<h3><strong>Krug Vintage Brut 2008</strong></h3>
<p>Quando Joseph Krug fondò la Maison de Champagne che porta il suo nome, nel 1843, mosso dalla convinzione che la vera essenza dello Champagne fosse il piacere stesso, il suo sogno era quello di offrire ogni anno il miglior Champagne possibile, indipendentemente dalle variazioni climatiche.</p>
<p>Rivoluzionò le regole della creazione dello Champagne, fondando una Maison in cui tutti gli Champagne avevano lo stesso livello di distinzione. Nel 1848, Joseph affidò la sua visione alle pagine del suo diario, un carnet color dark cherry.</p>
<p>Krug Brut Vintage è realizzato “in base alle circostanze”, come scrisse Joseph. Per la Maison, un millesimato Krug non è una semplice selezione dei migliori vini di una buona annata, ma piuttosto una selezione dei vini che esprimono al meglio la storia di quell’anno, che ne incarnano la musicalità. La creazione è poi arricchita da oltre dieci anni di riposo nelle cantine della Maison.</p>
<p>Il millesimo 2008 in Champagne è stato eccellente, e anche Krug si allinea con una produzione di livello altissimo. La maison è famosa per produrre Champagne robusti, strutturati e in grado di evolvere meravigliosamente nei decenni. Vintage Brut Krug 2008 ha ricevuto un punteggio di 97/100 da Vinous di Antonio Galloni. Jancis Robinson l’ha invece premiata con un rating di 18/20.</p>
<p>L’azienda conserva una piccola parte dei suoi Vintage in cantina, in condizioni ideali, ad affinare in bottiglia per 15/20 anni in più, prima dell’emissione in commercio in versione Collection. Tutti gli Champagne Krug invecchiano con grazia, e Krug Collection rappresenta l'apice di questa arte di sublimazione del tempo. </p>
<p>Questi esemplari vengono regolarmente degustati e valutati, in attesa di vivere una seconda vita e rivelare la loro personalità unica e irripetibile. Il Millesimato Krug viene poi imbottigliato come Krug Collection, lo straordinario secondo movimento di una ben nota sinfonia. La musica è un’analogia naturale per descrivere il savoir-faire di Krug, guidato dal principio unico di individualità del fondatore, Joseph Krug.</p>
<p>Questo principio si collega all'arte di isolare il vino di ogni parcella, come un musicista individuale, per identificare con precisione la sua melodia unica. Solo allora Julie Cavil, Chef de Cave di Krug, come una direttrice d'orchestra, li audiziona per determinare chi suonerà insieme in armonia.</p>
<p>La Maison Krug ha da tempo compreso l’influenza del suono sulla percezione del gusto: la musica riesce a far nascere nuove sensazioni, rivelando sfaccettature inaspettate dei suoi champagne. Propone infatti abbinamenti musicali come modalità inedita di scoprili.</p>
<p>L’annata 2008, per esempio, caratterizzata da un livello qualitativo eccezionale, ha ispirato la composizione di Ryuichi Sakamoto, “Suite for Krug in 2008”.</p>
<h2><strong>I protagonisti di Bordeaux</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="3_bordeaux_pregiati" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/9-vini-su-cui-investire-nel-2029-8c126b.webp"/></figure>
<p>Nonostante le vendite al di sotto delle attese registrate durante la campagna en primeur dello scorso anno, Bordeaux ha proposto recenti vendemmie caratterizzate da qualità eccezionale, quali ad esempio le 2018, 2020 e l’attesa 2022, lasciando intravedere un ritorno di interesse per i vini della regione.</p>
<p>Tra i grandi protagonisti per il 2024 troviamo:</p>
<h3><strong>Château Lafite Rothschild 2020</strong></h3>
<p>Château Lafite Rothschild è una vera istituzione nel panorama vitivinicolo mondiale. La cantina affonda le sue radici a Pauillac sin dal XVII secolo, e dal 1868 è di proprietà dei membri della famiglia Rothschild. </p>
<p>E’ il primo dei Premier Grands Crus Classés, tra i cinque eletti nella famosa classificazione ufficiale del 1855 dei vini del Médoc.</p>
<p>I migliori rappresentanti della denominazione Pauillac, tra cui figura Lafite, sono vini profondi e robusti, che abbisognano di diverse decadi di affinamento in cantina prima di essere goduti.                   </p>
<p>Il nome Lafite deriva da <em>La Hite</em>, che significa altezza, poiché questi vigneti, oltre ad essere i più estesi di Pauillac, sono anche i più alti. I terreni, particolarmente vocati, sono principalmente costituiti da ghiaia, roccia e pietre, e subiscono l’influenza positiva dell’oceano Atlantico e del fiume della Gironda.</p>
<p>Il vino è prodotto per la maggior parte con Cabernet Sauvignon e una piccola percentuale di Merlot, con saldo di Cabernet Franc e Petit Verdot. Matura per circa 20 mesi in barrique.</p>
<p>Il fascino di Lafite è legato anche alla sua cantina, recentemente ampliata grazie al progetto dell’architetto Riccardo Bofil con un approccio innovativo: gli spazi sotterranei, occupati da oltre 2.200 barrique disposte ad anfiteatro, danno vita ad uno scenario maestoso visibile anche dall’esterno attraverso enormi vetrate.</p>
<p>Il prestigio di Lafite si riflette anche nelle quotazioni che i suoi vini di annate risalenti a prima del '900 hanno acquisito in asta. L’annata 1869 ha segnato un record: è stata infatti venduta a 163.000 sterline a un compratore asiatico nel 2010.</p>
<p>L’annata 1787, venduta a 109.300 sterline, riporta sulla bottiglia le iniziali “Th J”, poiché sembra appartenesse alla collezione del terzo presidente degli Stati Uniti, Thomas Jefferson, prima di finire in quella di Malcolm Forbes, editore dell’omonima rivista, nel 1985.</p>
<p>A partire dall’annata 2012, le bottiglie riportano un codice di tracciabilità sia sulla cassa che sul collarino delle bottiglie, a garanzia della loro autenticità.</p>
<p>L’annata 2020 ha ricevuto un punteggio di 97/100 da Wine Advocate di Robert Parker e di 19/20 da Jancis Robinson.</p>
<h2><strong>Château Mouton Rothschild 2020</strong></h2>
<p>Nel 1853 il barone Nathaniel de Rothschild assume la guida della tenuta Mouton a Pauillac, nel cuore del Médoc.</p>
<p>Nathaniel è guidato dal desiderio di servire il proprio vino ai suoi amici delle classi più nobili. Nel 1922 sarà il nipote Philippe a condurre l’azienda ai vertici della produzione mondiale.</p>
<p>Château Mouton Rothschild è stata l’unica azienda a scardinare la rigidità della classificazione dei vini di Bordeaux del 1855 voluta da Napoleone III, passando nel 1973 da Deuxième a Premier Grand Cru Classé.</p>
<p>Mouton è nota anche per essere stata la prima a effettuare tutti i passaggi di vinificazione e imbottigliamento all’interno della propria cantina. Passaggi riassumibili con il famoso <em>mise en bouteille au chateau</em>, l’imbottigliamento in cantina, che ha poi rivoluzionato la produzione di diverse cantine.</p>
<p>L’immensa cantina progettata dall’architetto Charles Siclis, lunga 100 metri, insieme all’edificio costruito dall’architetto Bernard Mazière, con sala degustazione aperta sulle vigne, hanno rafforzato il fascino di un’azienda ricca di storia.</p>
<p>Château Mouton Rothschild ha anche saputo creare un fortissimo legame con l’arte: nel 1945, per festeggiare la fine della seconda guerra mondiale, l’artista Philippe Jullian è chiamato a dipingere l’etichetta del Grand Vin. Da allora, ogni anno un nuovo artista crea un’immagine diversa, portando le bottiglie delle diverse annate nei più grandi musei del mondo.</p>
<p>Nel 1962, l’azienda inaugura anche un museo all’interno della propria tenuta. Questa si estende su 90 ettari vitati composti da pietre e ghiaia mischiate a sabbia e argilla, che regalano vini rossi ricchi di tannino e molto longevi. Sono prodotti con Cabernet Sauvignon in una percentuale di circa 80%, insieme a Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot.</p>
<p>Tra le etichette più importanti, quella del 2000 serigrafata in oro per celebrare il nuovo millennio e quella del 2003 con l’immagine del barone Nathaniel, nata per celebrare i 150 anni dell’azienda.</p>
<p>Qualche curiosità: le 12 bottiglie del 1945 sono state vendute all’asta di Christie’s a Beverly Hills nel 2006 a 290.000 dollari. Le 6 magnum della stessa annata sono state vendute a 345.000 dollari. La Jeroboam venduta nel 1997 a più di 84.000 euro rientra tra le bottiglie più costose di sempre.</p>
<p>L’annata 2020 è stata premiata con un punteggio di 100/100 da Wine Advocate di Robert Parker. Vinous di Antonio Galloni le ha assegnato 99/100.</p>
<h3><strong>Château Léoville Poyferré 2018</strong></h3>
<p>La storia di Château Léoville Poyferré inizia nel 1638 quando Jean Moytiè, nobile e parlamentare, acquistò un terreno sulla cima di una collinetta ghiaiosa chiamata in seguito Mont Moytiè. Un secolo dopo, Blaise Antonie Alexander de Gasq, divenuto nuovo proprietario, contribuì a far divenire il terreno, ora chiamato Léoville, uno dei migliori del Médoc. </p>
<p>Nel 1855 Chateau Léoville Poyferré fu classificato Deuxième Gran Cru Classè. Nel 1920 la proprietà venne acquistata dalla famiglia Cuvelier.</p>
<p>I 50 ettari di vigneto dello Château Léoville Poyferré sono piantati su terreni ghiaiosi con un sottosuolo argilloso e comprendono un'elevata percentuale di vecchie vigne. Il vigneto è impiantato con 77% Cabernet Sauvignon, 20% Merlot e 3% Cabernet Franc, i vitigni tradizionali del Médoc. Le viti hanno un'età media di 40 anni e l'appezzamento più vecchio risale al 1953. </p>
<p>L’annata 2018 ha segnato un millesimo particolarmente felice per questo Château: ha infatti ricevuto un doppio punteggio di 97/100 da Wine Advocate di Robert Parker e da Vinous di Antonio Galloni. Jancis Robinson le ha invece attribuito un ragguardevole punteggio di 19/20.</p>
<h2><strong>Un anno (che sarà) da ricordare</strong></h2>
<p>In questo articolo ti abbiamo presentato la nostra selezione di vini che si stanno riconfermando protagonisti del mercato anche per il 2024. Ti abbiamo quindi raccontato aneddoti e curiosità che hanno contribuito a crearne il mito.</p>
<p>Sono alcuni tra i migliori rappresentanti della produzione vitivinicola nazionale e delle regioni di Toscana, Piemonte Champagne e Bordeaux.</p>
<p>Vini eccezionali, tra i più scambiati nel 2023 sul mercato di eWibe. Bottiglie da collezionare, che potranno aumenterà il prestigio della tua cantina. </p>
<p>Se vuoi ricevere altri aggiornamenti come questo su vini e cantine assicurarti di non perdere le nostre offerte esclusive, iscriviti alla newsletter qui sotto.</p>

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      <category>Osservatorio</category>
      <pubDate>Fri, 01 Mar 2024 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Leonardo Bernasconi)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/9-vini-da-investimento-per-il-2024</guid>
      <dc:date>2024-03-01T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>6 consigli per degustare il vino a regola d'arte</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/6-consigli-per-degustare-il-vino</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/6-consigli-per-degustare-il-vino" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/copertina-Blog-Jan-08-2024-01-37-19-7537-PM-006088.webp" alt="6 consigli per degustare il vino a regola d'arte" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri 6 consigli per degustare il vino a regola d'arte: calici, temperature di servizio, impiego del decanter, avvinamento dei calici, ordine di servizio e abbinamenti. Diventa un esperto degustatore!</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/6-consigli-per-degustare-il-vino" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/copertina-Blog-Jan-08-2024-01-37-19-7537-PM-006088.webp" alt="6 consigli per degustare il vino a regola d'arte" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>La corretta degustazione di un vino prevede una serie di accorgimenti che possono esaltare al massimo l’esperienza. </p>
<p>In particolare, aroma e gusto del vino possono essere messi in risalto maggiore grazie a un vero e proprio galateo del vino.</p>
<p>In questo articolo ti forniamo 6 consigli per nobilitare la degustazione delle tue bottiglie di pregio, concentrandoci su calici, temperatura di servizio, impiego del decanter, avvinamento dei calici, ordine di servizio e come abbinare i vini.</p>
<p>Una guida che renderà ancora più speciali i momenti all'insegna del buon vino. Cheers!</p>
<h2><strong>1. Calici da degustazione</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="calici_da_degustazione" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/copertina-Blog-Jan-18-2024-10-58-17-1655-AM-c08a88.webp"/></figure>
<p>Tra le innumerevoli variabili che contribuiscono alla qualità di una bevuta, <strong>la scelta del bicchiere e della temperatura di servizio </strong>ricoprono un ruolo al pari del pregio della bottiglia scelta.</p>
<p>Storicamente si effettuavano dei distinguo tra calice da vino di diversi colori e maturità. </p>
<p>Oggi, vista l’evoluzione dei principali produttori di cristalli, <strong>si opta sempre più per una differenziazione per origine/varietà piuttosto che per stile di vino</strong>. A un appassionato degustatore, nella stragrande maggioranza dei casi, sono sufficienti 4 forme principali:</p>
<ul>
<li><strong>Un calice dal bevante stretto </strong>che può accogliere vini spumanti leggeri e vini bianchi giovani e delicati o da uve aromatiche.</li>
<li><strong>Un calice di dimensioni maggiori</strong> <strong>e forma più ampia </strong>per bere Champagne, bianchi strutturati o maturi e vini rossi robusti.</li>
<li><strong>Un calice dal bevante largo </strong>per vini rossi fini ed eleganti e vini bianchi eleganti affinati in legno.<strong> </strong></li>
<li><strong>Un calice più basso</strong> <strong>e stretto </strong>per vini dolci e fortificati.</li>
</ul>
<p>Esistono tuttavia dei modelli, per esempio <a href="https://www.gabriel-glas.at/?lang=en" rel="noopener" target="_blank"></a><strong>Gabriel Glas Gold o Zalto Universal</strong>, con i quali si può bere in maniera soddisfacente la maggior parte dei vini in commercio, riservando dei calici specialistici solo a bottiglie molto importanti in dedicate occasioni di degustazione.</p>
<p>I migliori calici, siano essi <a href="https://www.zaltoglas.at/en/products/" rel="noopener" target="_blank">Zalto</a>, <a href="https://www.riedel.com/it-it" rel="noopener" target="_blank">Riedel</a>, <a href="https://www.gabriel-glas.at/?lang=en" rel="noopener" target="_blank">Gabriel Glas</a>, <a href="https://www.lehmann-sa.com/it/chi-siamo/bicchieri-e-degustazione/" rel="noopener" target="_blank">Lehmann</a> e altri, sono prodotti da <strong>vetro sonoro superiore</strong>, materiale di alta qualità con elevati livelli di trasparenza, resistenza, flessibilità e al tempo stesso molto leggeri e sottili.</p>
<h2>2. Temperatura di servizio</h2>
<figure class="gallery"><img alt="temperatura_bicchieri" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/copertina-Blog-Jan-24-2024-07-21-15-3433-PM-1ae6cf.webp"/></figure>
<p>Altro parametro essenziale per poter apprezzare al meglio le tue bottiglie è sicuramente la<strong> temperatura di servizio</strong>. Si è erroneamente abituati a bere i vini bianchi troppo freddi e i vini rossi troppo caldi.</p>
<p><strong>I vini bianchi importanti </strong>come <a href="https://blog.ewibe.com/storia-dello-champagne" id="__hsNewLink" rel="noopener">champagne millesimati</a> e bianchi affinati in legno devono essere bevuti a una temperatura compresa tra gli 8 e i 12 gradi, non più fredda.</p>
<p>Il range di temperatura di servizio dei<strong> vini rossi</strong> varia invece tra i <strong>14/16 gradi per i vini rossi giovani e tra i 16/18 gradi per i vini rossi più evoluti </strong>e strutturati. Questi sono i consigli a cui attenersi se si vuole evitare la chimera della degustazione a temperatura ambiente.</p>
<p><strong>3. Impiego del decanter </strong></p>
<figure class="gallery"><img alt="decanter_vino" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/copertina-Blog-1-Jan-24-2024-07-21-17-5669-PM-ce6fab.webp"/></figure>
<p>All’apertura delle bottiglie alcuni vini potrebbero necessitare di essere scaraffati o di riposare nel decanter prima del servizio<strong>. </strong>Al pari dei giusti calici, in alcuni casi l’impiego del decanter può migliorare l’esperienza di degustazione.            Ci sono due forme classiche di decanter: uno a caraffa alto e stretto e, quello più convenzionale, basso e largo, utilizzabili a seconda del tipo di vino che si vuole decantare. </p>
<ul>
<li>Bottiglie più mature necessitano di un decanter più stretto, perché un eccesso di ossigeno potrebbe influire negativamente sull'equilibrio del vino, accelerando in maniera troppo repentina l’ossigenazione dello stesso.</li>
<li>Bottiglie più giovani possono invece essere accolte da decanter con una base più larga che, grazie a una superficie di contatto con l’aria più ampia, favorisce una maggiore ossigenazione del vino, preparandolo così a una degustazione immediata. </li>
</ul>
<p>Tra decantare e scaraffare c’è una piccola quanto sostanziale differenza.</p>
<p>Nel primo caso si versa il vino nel decanter con un movimento molto dolce e lento, agitando la bottiglia il meno possibile per far sì che i sedimenti rimangano sul fondo della stessa e non finiscano nel decanter, e quindi nel bicchiere di chi degusta. La decantazione, oltre a impedire che i residui della bottiglia possano contaminare il calice, permette di far ossigenare il vino in modo da farlo risultare più armonico e più pronto da bere. Solitamente l’azione del decantare è riservata a vini maturi che hanno già raggiunto la finestra di beva ideale.</p>
<p>Quando invece si apre una bottiglia o molto giovane o che inaspettatamente risulta poco espressiva o chiusa, e quindi non piacevole, si opta per una scaraffatura. Questa viene effettuata con movimento più deciso. La bottiglia è capovolta con una forza più dirompente, cercando di ossigenare il vino in maniera più veloce. In questo modo si ovvia a due principali difetti che un vino giovane o chiuso potrebbe avere: </p>
<ul>
<li>eliminare gli odori di ridotto che coprono l’aroma del vino;</li>
<li>liberare l’eventuale carbonica residua, quindi la piccola effervescenza, spesso presente nei vini più giovani, nota anche con il nome di <em>petillance</em>.</li>
</ul>
<h2><strong>4. Avvinamento dei calici</strong></h2>
<p>Uno degli aspetti più curiosi da approfondire nella <em>sommellerie</em> è certamente quello dell’avvinamento dei calici.</p>
<p>Questo ha sostanzialmente 2 funzioni principali: </p>
<ul>
<li aria-level="1"><strong>eliminare dal vetro del bicchiere ogni eventuale minimo residuo</strong> che possa dare elemento di disturbo (Per esempio, odore di chiuso causato dal mobile dove era contenuto il bicchiere, odore del detersivo della lavastoviglie, fibre del panno utilizzato per la pulizia del bicchiere, ecc... ).</li>
<li aria-level="1"><strong>esaltare il sapore del vino</strong>, permettendogli di essere versato in un bicchiere che è già pronto a riceverlo. </li>
</ul>
<p>Puoi facilmente fare un test: metti al naso il bicchiere vuoto, avvinalo con un goccio di vino facendo roteare quest’ultimo sulle pareti e confronta il profumo ottenuto con l’aroma sprigionato da un bicchiere non avvinato.</p>
<h2><strong>5. Ordine di servizio</strong></h2>
<p>Per una degustazione a regola d’arte è inoltre fondamentale conoscere le tipologie di vino più diffuse, in che ipotetico ordine di servizio proporle e a quali cibi abbinarle.</p>
<p>Vini spumanti</p>
<ul>
<li>Spumanti o Champagne non millesimati (Champagne, Franciacorta, Trento DOC)</li>
<li>Spumanti e Champagne millesimati o con lunga sosta sui lieviti e Champagne Rosé de Saignée.<br/></li>
</ul>
<p>Vini bianchi</p>
<ul>
<li>Vini giovani affinati in acciaio/cemento da uve non aromatiche (Verdicchio, Trebbiano... ).</li>
<li>Vini giovani da uve aromatiche (Gewürztraminer, Sauvignon Blanc).</li>
</ul>
<ul>
<li>Vini maturi affinati in legno (Uve neutre come Chardonnay o altre).</li>
<li>Vini maturi da uve aromatiche (Vini alsaziani o tedeschi, Gewürztraminer, Riesling).</li>
</ul>
<p>Vini rosati</p>
<ul>
<li>Vini prodotti da macerazione breve. </li>
<li>Vini prodotti con il metodo del salasso.</li>
</ul>
Vini rossi<br/>
<ul>
<li>Vini giovani affinati in acciaio/cemento (Dolcetto, Gamay... ).</li>
<li>Vini di media struttura affinati in legno (Pinot Noir, Nebbiolo, Sangiovese).</li>
<li>Vini robusti e maturi affinati in legno (Bordeaux, Ribera del Duero, Amarone).</li>
</ul>
<p>Vini dolci</p>
<ul>
<li>Vini frizzanti/spumanti dolci da uve aromatiche (Spumante d'Asti).</li>
<li>Vini passiti giovani (Albana di Romagna, Zibibbo).</li>
<li>Vini passiti maturi o vini botritizzati (Sauternes, Riesling, Trockenbeerenauslese, Vin Santo).</li>
</ul>
<br/>Vini fortificati<br/>
<ul>
<li>Fortificati di stile ossidativo (Madeira, Sherry, Marsala).</li>
<li>Fortificati dolci (Porto, Pedro Ximenez).</li>
</ul>

<h2><strong>6. Come abbinare i vini</strong></h2>
<p>Il giusto abbinamento vini/pietanze mette in risalto la qualità e ogni sfumatura del vino che stai degustando. Ecco quindi i nostri consigli:</p>
<h3><strong>Vini spumanti</strong></h3>
<ul>
<li aria-level="1"><strong>Spumanti o champagne </strong>sono ideali da bere con antipasti di verdure o frittura di pesce.</li>
<li aria-level="1"><strong>Champagne millesimati o champagne rosé</strong> importanti possono essere abbinati a pietanze di maggior intensità, quindi antipasti di terra, terrine, patè, salumi e affettati.</li>
<li aria-level="1">Uno degli abbinamenti più sfiziosi per lo <strong>champagne</strong> è con la pizza, in generale con i lievitati salati.<br/><br/></li>
</ul>
<h3><strong>Vini bianchi</strong></h3>
<ul>
<li aria-level="1"><strong>Vini giovani e freschi </strong>si possono degustare con piatti vegetariani (come frittata con verdure dell’orto ed erbe, torte salate) o pietanze leggere di pesce.</li>
<li aria-level="1"><strong>Vini giovani da uve aromatiche</strong> come Sauvignon e Riesling possono essere gustati insieme a verdure quali asparagi o formaggi specifici in base al residuo zuccherino del vino.</li>
<li aria-level="1"><strong>Vini maturi affinati in legno</strong> possono essere affiancati a pietanza succulente e saporite come carni bianche farcite e ripiene, pollame e secondi di pesce, ad esempio un branzino al sale.</li>
<li aria-level="1"><strong>Vini maturi da uve aromatiche </strong>possono andar bene con una cucina etnica speziata, come quelle indiana o tailandese, o con abbinamenti più audaci: un Gewürztraminer vendemmia tardiva con uno spaghetto alla colatura di alici.<br/><br/></li>
</ul>
<h3><strong>Vini rosati</strong></h3>
<ul>
<li aria-level="1"><strong>I vini da macerazione breve</strong> possono essere abbinati a una tartina al salmone o a un piatto di pasta al pomodoro.</li>
<li aria-level="1"><strong>I grandi rosati da salasso</strong> possono trovare la loro migliore dimensione quando abbinati a pietanze saporite come un ottimo Jamon Iberico de Bellota o un Rigatone all'Amatriciana.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<h3><strong>Vini rossi</strong></h3>
<ul>
<li aria-level="1"><strong>Vini giovani affinati in acciaio/cemento</strong> possono essere abbinati a una merenda pane e salame e a primi piatti leggeri.</li>
<li aria-level="1"><strong>Vini di media struttura affinati in legno </strong>possono andare bene con pasta al ragù, carni arrosto e alla griglia o pietanze specifiche di abbinamento regionale: una battuta di Fassona con tartufo con un Barolo o Barbaresco, oppure una fiorentina alla brace con un grande Sangiovese dal Chianti Classico.</li>
<li aria-level="1"><strong>Vini robusti e maturi affinati in legno </strong>possono sposarsi con carni rosse succulente da lunga cottura, con stufati e brasati di selvaggina.<br/><br/></li>
</ul>
<h3><strong>Vini dolci</strong></h3>
<ul>
<li><strong>Vini frizzanti da uve aromatiche</strong> possono abbinarsi a panettone e vari dolci del periodo natalizio.</li>
<li><strong>Vini passiti giovani </strong>si possono gustare<strong> </strong>con pasticceria secca e formaggi affinati.</li>
<li><strong>Passiti maturi o botritizzati </strong>possono andar bene con formaggi erborinati e foie gras.</li>
</ul>
<br/>
<h3><strong>Vini fortificati e ossidativi</strong></h3>
<ul>
<li aria-level="1"><strong>Alcuni fortificati di stile ossidativo </strong>possono andare bene con piatti di pesce molto sapidi, come ostriche o spaghetti con la colatura di alici. Altri possono esprimersi meglio con certi formaggi o piccola pasticceria secca.</li>
<li aria-level="1"><strong>I fortificati dolci </strong>possono sposarsi con formaggi erborinati e rappresentano un abbinamento ideale con il cioccolato.</li>
</ul>
<h3>L'arte di degustare</h3>
<p>In questo articolo ti abbiamo raccontato i 6 principali passaggi per degustare al meglio il vino, concentrandoci nello specifico su: calici, temperatura di servizio, impiego del decanter, avvinamento dei calici, ordine di servizio e come abbinare i vini</p>
<p>Si tratta di accortezze fondamentali per mettere in risalto tutte le caratteristiche delle bottiglie e per rendere l'esperienza di degustazione ancora più memorabile.</p>
<p>Su eWibe trovi una vasta selezione di vini di pregio - premiati con punteggi molto alti dalla critica (<a href="https://blog.ewibe.com/punteggi-critici-vino-pregiato" rel="noopener" target="_blank">Puoi leggere l'approfondimento dedicato ai più celebri critici qui</a>) e ricercatissimi da appassionati e investitori - da aggiungere alla tua cantina e, quando vorrai, degustare a regola d'arte seguendo questi consigli.</p>
<p>Se vuoi ricevere aggiornamenti e approfondimenti come questi sul mondo del vino, ma anche su trend e novità del mercato dei fine wines, iscriviti alla nostra newsletter qui sotto.</p>]]></content:encoded>
      <category>En primeur</category>
      <pubDate>Thu, 25 Jan 2024 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Alessandro Balia)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/6-consigli-per-degustare-il-vino</guid>
      <dc:date>2024-01-25T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Castello di Fonterutoli: dal territorio chiantigiano al successo di Siepi</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/siepi-castello-fonterutoli-mazzei</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/siepi-castello-fonterutoli-mazzei" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/copertina-Blog-3-37b33c.webp" alt="Castello di Fonterutoli: dal territorio chiantigiano al successo di Siepi" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri la storia di Castello di Fonterutoli e la sua cantina tra tradizione e innovazione. Inoltre, immergiti nell'eccezionale vino Siepi, icona di qualità e biodiversità toscane. Uno dei Super Tuscan più apprezzati al mondo con punteggi della critica molto alti.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/siepi-castello-fonterutoli-mazzei" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/copertina-Blog-3-37b33c.webp" alt="Castello di Fonterutoli: dal territorio chiantigiano al successo di Siepi" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><br/>
<figure class="gallery"><img alt="castello--1" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/castello--1-93a6ce.webp"/></figure>
<p>Castello di Fonterutoli, storica tenuta di Castellina in Chianti di proprietà della <a href="https://mazzei.it/" rel="noopener" target="_blank">famiglia Mazzei</a>, è una delle più note e apprezzate cantine toscane.</p>
<p>In questo articolo ne ripercorreremo la storia, dalla nascita ai giorni nostri, svelandoti qualche curiosità: ad esempio qual è stato il suo legame con Benjamin Franklin e di come Ser Lapo sia stato uno dei principali protagonisti della nascita del Chianti Classico.</p>
<p>In seguito, approfondiremo la conoscenza di Siepi, “uno dei 50 vini che hanno cambiato lo stile dei vini italiani”, e ti racconteremo le caratteristiche di alcune delle migliori annate, già disponibili su eWibe.</p>
<p>Buona lettura!</p>
<h2><strong>La Famiglia Mazzei</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="foto_famiglia_mazzei" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/mazzi-familglia-1-e7158e.webp"/></figure>
<p>La storia di Castello di Fonterutoli, proprietà dei Marchesi Mazzei dal 1435 e situato nel comune di Castellina in Chianti, si compie attraverso 600 anni di viticoltura, ricerca e sviluppo nel Chianti Classico. </p>
<p>Un viaggio fatto di passione e avanguardia, iniziato alla fine del 1300 con Ser Lapo, uno dei padri del vino Chianti Classico, la cui lungimirante eredità viene tramandata nei secoli, per trovare un altro grande interprete in Filippo Mazzei.</p>
<p>Nato nel 1730 a Poggio a Caiano, Filippo fu uomo di ampi interessi e grandi talenti, capace di ampliare la propria influenza dall’Italia all’Europa, fino all’America.</p>
<p>Conosciuto e stimato da grandissime personalità, come Benjamin Franklin e Thomas Adams, Filippo Mazzei riesce nell’impresa di far “attecchire” la tradizione vitivinicola toscana nel cuore della Virginia. Qui fondò la tenuta “Il Colle”, che diventerà presto la prima Wine Company d’oltreoceano.</p>
<p>Oggi, la dinastia del vino è portata avanti con la stessa passione dagli eredi Filippo e Francesco Mazzei, insieme alla nuova generazione Giovanni e Lapo.</p>
<h3><strong>La Cantina: tra tradizione e innovazione</strong></h3>
<figure class="gallery"><img alt="botti_cantina_mazzei" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/copertina-Blog-4-dd9557.webp"/></figure>
<p>Il Castello di Fonterutoli domina le colline del Chianti Classico rivolgendo il proprio sguardo su Siena. Si estende su una superficie di 650 ettari, di cui 110 di vigneti specializzati in 7 zone, poste tra i 220 e i 570 metri sul livello del mare.</p>
<p>La biodiversità è una delle grandi risorse del territorio, che comprende 36 biotipi di sangiovese e altri vitigni come malvasia, colorino, merlot e cabernet sauvignon.</p>
<p>Il testamento culturale e produttivo della famiglia prende forma nell’architettura della cantina, vero anello di congiunzione tra passato e futuro, progettato da Agnese Mazzei, noto architetto che ha dato vita a una realtà innovativa e a basso impatto ambientale.</p>
<p>Una struttura importante sviluppata su tre piani che permette la vinificazione per gravità: questo consente di sfruttare la forza gravitazionale per minimizzare l’impatto nei processi enologici.</p>
<p>Durante la vendemmia, al piano terra si svolgono le operazioni di selezione delle uve, che senza l’uso delle pompe vengono fatte cadere nelle vasche di vinificazione situate al piano inferiore.</p>
<p>Negli ultimi anni la cantina di Castello di Fonterutoli ha voluto mettere l’accento sulla diversità delle vigne di proprietà: ha così scelto di effettuare microvinificazioni parcellari. Per farlo si serve di ben 74 contenitori in acciaio dalla capacità di 100 hl, che consentono la vinificazione separata delle uve di ciascuna parcella.</p>
<p>Nel piano più profondo della cantina, situato a 15 metri di profondità, trova spazio l’ampia barriccaia dove dimorano oltre 3.000 fusti di rovere. Il giusto grado di temperatura e umidità, essenziale per la corretta maturazione dei vini, viene garantito da cinque falde d’acqua che scorrono a vista lungo le pareti in roccia.</p>
<h2><strong>Diversità e sostenibilità: le due anime dell’azienda</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="vigne mzzei" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/vigne-mzzei-30c173.webp"/></figure>
<p>Castello di Fonterutoli si estende su una terra unica, alla quale il disfacimento di rocce di alberese e di arenaria ha conferito un'anima complessa.</p>
<p>Le uve provenienti dalle 114 parcelle vengono raccolte a mano per poi essere vinificate e maturate in legno separatamente.</p>
<p>La famiglia Mazzei ha intrapreso un programma di gestione sostenibile della propria attività agricola con l'obiettivo di garantire la stabilità dell'ecosistema e della sua biodiversità.</p>
<p>Questo ha portato alla totale eliminazione dei diserbi e delle concimazioni chimiche e al recupero degli scarti di lavorazione (tralci, raspi, vinacce). A questo si aggiunge l’uso di sovesci allo scopo di migliorare il contenuto di sostanza organica del suolo.</p>
<p>La cantina si distingue anche per l’utilizzo sostenibile delle risorse, per la riduzione delle emissioni e il mantenimento del paesaggio circostante inalterato. Questo è reso possibile dalla gestione dei vigneti a terrazzo, ettari dedicati a bosco, climatizzazione naturale in cantina e riciclo dell’acqua di fonte.</p>
<h3><strong>Siepi: l’ambasciatore di Castello di Fonterutoli nel mondo</strong></h3>
<p>Il vino che più di tutti è riconosciuto come eccellenza e vanto di Castello di Fonterutoli è Siepi. Super Tuscan prodotto per la prima volta nel 1992 in seguito all’intuizione di Lapo Mazzei di impiantare il merlot come complementare del sangiovese. </p>
<p>Prima di essere un vino, Siepi è un luogo, un vigneto particolarmente vocato capace di dare vita a un vino dall'equilibrio ideale tra potenza e complessità. Nello specifico, il vigneto Siepi si estende su una superficie di 6 ettari, immerso in fitti boschi di querce. </p>
<p>Dal 2006, la coltivazione avviene in regime biologico e le viti hanno risposto a questo approccio con rinnovato vigore. In seguito a questa scelta si è notato come nelle annate successive il vino abbia acquisito una sorprendente profondità.</p>
<p>Ottenuto da un blend di 50% sangiovese e 50% merlot, Siepi matura per 18 mesi in fusti di rovere francese, di cui il 70% nuovi, barriques per il merlot e tonneaux per il sangiovese.</p>
<p>Di seguito, alcune delle migliori annate che hanno ricevuto punteggi molto alti dalla critica specializzata (<a href="https://blog.ewibe.com/punteggi-critici-vino-pregiato" rel="noopener" target="_blank">Se non hai letto l'articolo sui critici più influenti lo trovi qui</a>).</p>
<figure class="gallery"><img alt="classifica siepi" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/classifica-siepi-37ddc9.webp"/></figure>
<h2><strong>Storia di un’icona</strong></h2>
<p>In questo articolo abbiamo ripercorso la storia di Castello di Fonterutoli della Famiglia Mazzei e di Siepi, il suo vino più iconico.</p>
<p>Ti abbiamo raccontato la storia della famiglia e le innovazioni agronomiche ed enologiche della cantina, oltre ad alcuni aneddoti.</p>
<p>Infine, abbiamo fatto un excursus attraverso alcune delle migliori annate di Siepi, fiore all’occhiello dell’azienda.</p>
<p>Su <a href="https://ewibe.com/app/mercato/7385" rel="noopener" target="_blank">eWibe</a> puoi trovarle a un prezzo imbattibile e impreziosire così la tua collezione. </p>
<p>Se vuoi costruire una cantina di pregio in base alle tue esigenze, puoi ricevere l’aiuto di un esperto.</p>
<p>Prenota ora una call qui sotto!</p>
<p><a href="https://app.ewibe.com/">Vuoi una consulenza sui vini da investimento? Scrivici dall'app eWibe.</a></p>]]></content:encoded>
      <category>En primeur</category>
      <pubDate>Thu, 14 Dec 2023 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Alessandro Balia)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/siepi-castello-fonterutoli-mazzei</guid>
      <dc:date>2023-12-14T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>I 10 migliori champagne da regalare a Natale</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/10-migliori-champagne-da-regalare-a-natale</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/10-migliori-champagne-da-regalare-a-natale" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/10-champagne-e-mail-2-be467c.webp" alt="I 10 migliori champagne da regalare a Natale" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>I 10 migliori Champagne da regalare a Natale: Dom Pérignon, La Grande Année di Bollinger. Bottiglie di pregio per Feste all'insegna del buon vino.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/10-migliori-champagne-da-regalare-a-natale" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/10-champagne-e-mail-2-be467c.webp" alt="I 10 migliori champagne da regalare a Natale" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Un Natale da ricordare richiede un vino indimenticabile. </p>
<p>Simbolo di tradizione, prestigio e icona per eccellenza di grandi eventi, lo <strong>champagne</strong> è il vino più prestigioso, da regalare, e perché no, regalarsi anche durante le Feste.</p>
<p>In questo articolo ti presenteremo 10 bottiglie imperdibili, che hanno ottenuto elevati punteggi dalla critica e sono molto ricercate da appassionate e collezionisti. </p>
<p>Ti racconteremo inoltre le caratteristiche che le hanno rese classici senza tempo e grandi protagoniste della produzione vitivinicola mondiale.</p>
<p>Infine, ti sveleremo qualche aneddoto che renderà la tua conoscenza dello champagne ancora più effervescente.</p>
<p>Buona lettura!</p>
<h2>Lo champagne in numeri</h2>
<p>La grande richiesta di champagne ha contribuito a rendere più rare nel mercato le bottiglie delle maison più prestigiose.</p>
<p>Nel 2022 l'interesse è stato così alto che si è registrato un record di vendite pari a 326 milioni di bottiglie per un aumento del giro d’affari a oltre 6 miliardi di euro. Nel 2023 la scarsità di prodotto che ha segnato il biennio 2021/2022 si è decisamente normalizzata.</p>
<p>Dal 2018 l’indice regionale Champagne eWibe è in continua crescita, arrivando a segnare un aumento dell’81% negli ultimi 6 anni.</p>
<h2><strong>I magnifici 10</strong></h2>
<p>Grandi rappresentanti della tradizione, questi champagne sono ormai classici senza tempo che promettono di mantenere il loro prestigio anche nei nuovi scenari di mercato. (Se vuoi conoscere meglio la storia dello champagne, <a href="https://blog.ewibe.com/storia-dello-champagne" rel="noopener" target="_blank">puoi leggere qui il nostro articolo</a>).</p>
<figure class="gallery"><img alt="5_champagne_prestigiosi" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/5-champ-1-1-a49b32.webp"/></figure>
<h3><a href="https://ewibe.com/app/mercato/7006" rel="noopener" target="_blank"><strong>Louis Roederer Cristal 2015</strong> </a></h3>
<p>Cristal, la prima cuvée de Prestige di Champagne della storia, fu creata nel 1876 per soddisfare i gusti esigenti dello Zar Alessandro II. </p>
<p>Il nome del vino nacque da una richiesta dello Zar che, temendo di cadere vittima di un attentato, volle che la bottiglia fosse realizzata in cristallo trasparente e con fondo piatto, per evitare che all’interno dell’incavo situato sul fondo si potesse nascondere del veleno.</p>
<p>Nella storia del prestigioso Champagne, la 2012 è stata la prima annata che ha visto una produzione ottenuta esclusivamente con uve provenienti da agricoltura biodinamica, un risultato sorprendente soprattutto in relazione alla quantità prodotta: circa 800.000 bottiglie.</p>
<p>Elaborato unicamente nelle "grandi annate", Cristal è composto da un assemblaggio di Pinot Noir (circa il 60%) e Chardonnay (circa il 40%): viene affinato in cantina per 6 anni e lasciato riposare 8 mesi dopo la sboccatura prima dell’immissione in commercio.</p>
<p>L’annata 2015 è stata premiata con un punteggio di 95/100 da Wine Advocate di Robert Parker.</p>
<h3><a href="https://ewibe.com/app/mercato/6970" rel="noopener" target="_blank"><strong>Taittinger Comtes de Champagne 2012</strong></a></h3>
<p>Taittinger è una delle più note case produttrici di champagne con sede a Reims.</p>
<p>La storia della Maison inizia agli albori del XX secolo. Pierre Taittinger scopre la Champagne mentre è ufficiale militare durante il primo conflitto mondiale. Grande appassionato di vino e di gastronomia, Taittinger vi ritornerà qualche anno dopo, per iniziare a sviluppare il suo business.</p>
<p>Il brand Taittinger, nato nel 1932, diventa un punto di riferimento tra le grandi maison di champagne. Molto rapidamente lo Chardonnay diventa il vitigno emblema della maison contribuendo a creare cuvée che spiccano per finezza, eleganza e leggerezza.</p>
<p>Taittinger è particolarmente nota per il suo Comtes de Champagne, uno dei migliori Blanc de Blancs della regione. </p>
<p>Il Comtes de Champagne è prodotto con uve che originano esclusivamente da cinque Grands Crus della Côte des Blancs (Avize, Chouilly, Cramant, Le Mesnil-sur-Oger e Oger) su terreni eccezionali che devono la loro unicità al suolo calcareo che conferisce mineralità, potenza e una rara finezza aromatica.</p>
<p>L’annata 2012 ha ricevuto un punteggio di 95+/100 da Wine Advocate di Robert Parker e di 18/20 da Jancis Robinson.</p>
<h3><a href="https://ewibe.com/app/mercato/5644" rel="noopener" target="_blank"><strong>Bollinger La Grande Année 2014</strong></a></h3>
<p>La maison Bollinger, oggi proprietaria di circa 170 ettari di vigneti in diverse zone della Champagne, nasce ad Aÿ nel 1829 e si è da sempre distinta per uno stile potente ma preciso. I vini sono a prevalenza Pinot Noir, uva che compone più del 60% della superficie vitata; le fermentazioni sono effettuate, parzialmente o per intero, in botti di rovere e le soste sui lieviti sono particolarmente protratte.</p>
<p>Bollinger non sarebbe tanto importante quanto lo è oggi se non ci fosse stato l’apporto cruciale della figura di Madame Lily Bollinger, donna di affari di straordinario talento e forza trainante e innovativa della maison dal 1941 al 1971.</p>
<p>Bollinger è una delle ultime case di champagne rimaste a vinificare ancora i suoi grandi vini in botti di legno.</p>
<p>La Grande Année di Bollinger è ottenuta solo durante annate eccezionali, quando le bacche sono perfettamente equilibrate, da un assemblaggio di 61% Pinot Noir e 39% Chardonnay. Il vino viene affinato esclusivamente in piccole botti vecchie e matura nell'oscurità delle cantine di Bollinger per il doppio del tempo previsto dalle norme dettate dalla Denominazione.</p>
<p>L’annata 2014 ha ottenuto un punteggio di 97/100 da Wine Advocate di Robert Parker, mente Vinous di Antonio Galloni le ha assegnato 98/100.</p>
<p><a href="https://ewibe.com/app/mercato/5680" rel="noopener" target="_blank"><strong>Bollinger La Grande Année Rosé 2014</strong></a></p>
<p>Composto dal 63% di Pinot Noir e dal 37% di Chardonnay e imbottigliato con 8 g/l di dosaggio zuccherino, la 2014 è un'annata di grande equilibrio tra maturità e acidità. </p>
<p>Uno dei migliori Rosé d’assemblaggio di tutta la Champagne, è una Cuvée ottenuta dal blend tra Grande Année e una piccola parte di Pinot Noir vinificato in rosso che origina dalla Côte aux Enfants, una piccola parcella di straordinaria vocazione sita nel comune di Aÿ. Come per la versione in bianco e per R.D. è interamente fermentato in botti di rovere. </p>
<p>Di naso finissimo, floreale ma incisivo, al palato è denso, variegato e sfaccettato.</p>
<p><a href="https://ewibe.com/app/mercato/6850" rel="noopener" target="_blank"><strong>Bollinger R.D. 2008</strong></a></p>
<p>A Madame Lily Bollinger, innovativa e visionaria, si deve il concepimento del famoso R.D. (“Récemment Dégorgée”), ovvero “recentemente sboccato”. </p>
<p>Cuvée prodotta solo ed esclusivamente nelle migliori annate e ottenuta da un assemblaggio di circa il 70% di Pinot Noir con saldo di Chardonnay, l’ R.D. venne presentato per la prima volta nel 1961 come sboccatura recente di un Vintage Extra Brut (all’epoca 6 g/l di zucchero) del 1952. </p>
<p>Per quanto si tratti sostanzialmente di una Grande Année con sosta sui lieviti più prolungata, R.D. si distingue per essere uno Champagne unico ottenuto da una selezione di circa 20 cru diversi, maturato per 10/12 anni sui lieviti sotto tappo di sughero (bouchon liège) e dosato extra brut a 3 g/l. Campione tra i pesi massimi, il R.D. punge come un’ape, vola come una farfalla.</p>
<p>L’annata 2008 ha ottenuto un punteggio di 98+/100 da Wine Advocate di Robert Parker, mentre Vinous di Antonio Galloni le ha assegnato 96/100.</p>
<figure class="gallery"><img alt="5_champagne_prestigiosi_parte_2" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/5-champ-2-1-0d80e8.webp"/></figure>
<h3><a href="https://ewibe.com/app/mercato/6118" rel="noopener" target="_blank"><strong>Pol Roger Sir Winston Churchill 2012</strong></a></h3>
<p>Fondata nel 1849, Pol Roger è una prestigiosa maison di Champagne con sede in Avenue de Champagne a Épernay. </p>
<p>Esponente di uno stile che predilige vini eleganti, fini e dalla beva morbida ma precisa, Pol Roger si è da sempre specializzata nella vinificazione di Champagne millesimati (vintage) ed è stata in grado di affermarsi specialmente nel mercato britannico, da sempre particolarmente esigente in materia di Champagne.</p>
<p>Ancora oggi l’azienda è posseduta dagli eredi del fondatore rendendo di fatto la maison una delle pochissime a non aver subito cambi di proprietà nel corso della sua storia lunga oltre 170 anni.</p>
<p>Lo stile della Maison, ricco, maturo e bilanciato da doti di freschezza, fece innamorare anche Winston Churchill, il più illustre politico britannico del ‘900, tanto da diventarne l’ambasciatore nel mondo. Definì la sede della Maison “The most drinkable address in the world".</p>
<p>Per onorare l’amicizia e ricambiarne la stima, Pol Roger dedicò a Churchill il primo champagne più prestigioso. La Cuvée Sir Winston Churchill è uno champagne di qualità altissima prodotto in edizione limitata, riconosciuto tra le più importanti cuvée della regione.</p>
<p>La passione del celebre statista era tale da spingerlo a battezzare il suo cavallo purosangue con il nome della Maison, e ancora oggi ogni millesimo della cuvée viene presentato al pubblico a Blenheim Palace, dimora dell’ex primo ministro britannico.</p>
<p>Per onorare l’amicizia e ricambiarne la stima, Pol Roger dedicò a Churchill il primo champagne più prestigioso. La Cuvée Sir Winston Churchill è uno champagne di qualità altissima prodotto in edizione limitata, riconosciuto tra le più importanti cuvée della regione.</p>
<p>La composizione del blend è tenuta segreta e custodita con gelosia dalla famiglia Pol Roger, anche se le percentuali di massa si attestano intorno al 75% di Pinot Nero e la parte restante di Chardonnay. L’assemblaggio è soggetto a cambiamenti secondo l’annata.</p>
<p>La cuvée Sir Winston Churchill - prima annata prodotta 1975, presentata nel 1984 (in quella occasione solo in formato Magnum) - è uno Champagne ottenuto da Pinot Noir e Chardonnay che matura sui lieviti tra gli 8 e i 9 anni e si distingue per essere un vino particolarmente equilibrato in cui alla complessità, alla generosità dei profumi e alla morbidezza, fanno da contraltare una incredibile freschezza ed eleganza. </p>
<p>Il Sir Winston Churchill è uno Champagne in grado di reggere egregiamente svariati anni di evoluzione in cantina. </p>
<p>L’annata 2012 ha ricevuto punteggi altissimi da parte della critica: Wine Advocate di Robert Parker le ha assegnato 95/100, mentre James Suckling l’ha premiata con 98/100.</p>
<h3><a href="https://ewibe.com/app/mercato/6838" rel="noopener" target="_blank"><strong>Dom Pérignon Vintage 2013</strong></a></h3>
<p>“Produrre il miglior vino al mondo”: questa l’ambizione che nel XVII secolo spinge il monaco Pierre Pérignon, uomo audace e lungimirante, a viaggiare in tutta la Francia e a guadagnarsi persino un posto alla tavola del Re Sole, affascinato dalla notorietà del suo vino, il Dom Pérignon. </p>
<p>Tre secoli dopo, la Maison ha reso immortale il lavoro di questo asceta, oramai considerato a tutti gli effetti il padre spirituale dello champagne. I millesimati Dom Pérignon sono prodotti solo con le migliori uve della tenuta. </p>
<p>Ognuno di essi è una creazione unica, con uno stile e un’identità irripetibili. Questa visione si rispecchia nel sottile equilibrio che caratterizza lo champagne della Maison: un’alleanza di complessità e intensità. La lenta evoluzione regala ai millesimati Dom Pérignon un incredibile potenziale di invecchiamento, che si esprime in non meno di tre plénitude, o momenti di maturazione.</p>
<p>L’annata 2013 ha ricevuto un punteggio di 95/100 da Wine Advocate di Robert Parker.</p>
<h3><a href="https://ewibe.com/app/mercato/6712" rel="noopener" target="_blank"><strong>Dom Pérignon Rosé 2008</strong></a></h3>
<p>Assemblaggio di circa il 60% di Pinot Noir di cui il 14% vinificato in rosso e del 40% di Chardonnay, Dom Pérignon Rosé affina per 12 anni sui lieviti e viene imbottigliato con un dosaggio di 5 g/l. È uno champagne dotato di finezza e spiccata complessità aromatica. Di colore aranciato con riflessi ramati, all’olfatto si svela complesso con sentori floreali, fruttati di piccoli frutti rossi e scorza di arancia, una lieve spaziatura secca e ricordi di torrefazione. Al palato è ricco ed energico, con una notevole persistenza aggrumata e vinosa.</p>
<p>L’annata 2008 ha ricevuto un punteggio di 97/100 da Wine Advocate di Robert Parker e da Vinous di Antonio Galloni.</p>
<h3><a href="https://ewibe.com/app/mercato/7379" rel="noopener" target="_blank"><strong>Perrier-Jouët </strong><strong>Belle Époque</strong><strong> 2015 </strong></a></h3>
<p>Fondata nel lontano 1811, la maison Perrier-Jouët è una delle più famose cantine della Champagne. Tra gli aspetti che hanno legato in maniera cruciale la storia della maison a quella della regione c’è senza dubbio la creazione, nel 1842, del primo Champagne a basso dosaggio: Cuvée K Brut. </p>
<p>Il motivo, però, per cui la maison Perrier Jouët è oggi tanto nota risiede nella finezza della sua Cuvée de Prestige, Belle Époque, la cui bottiglia è decorata con un iconico motivo floreale in cui risaltano anemoni giapponesi bianchi contornati d’oro in arabesco. Il disegno data 1902 e porta la firma di Emile Gallé, maestro dell’Art Nouveau, mentre la prima edizione della cuvée Belle Époque nasce dal millesimo 1964. </p>
<p>Frutto del blend delle tre uve principali della Champagne, Belle Époque è uno Champagne fresco, delicato e fine il cui corredo gusto-olfattivo è caratterizzato da aromi di fiori bianchi e frutta matura. L’affinamento sui lieviti dura circa 7 anni e dopo il dégorgement viene aggiunta una liqueur d’expedition di circa 9 g/l. Champagne dal profilo olfattivo dolce e delicato e dalla texture morbida e carezzevole. </p>
<p>La 2015 è l’ultima annata rilasciata dall’azienda.</p>
<h3><a href="https://ewibe.com/app/mercato/4868" rel="noopener" target="_blank"><strong>Krug Vintage Brut 2008 </strong></a></h3>
<p>Quando Joseph Krug fondò la Maison de Champagne che porta il suo nome, nel 1843, mosso dalla convinzione che la vera essenza dello Champagne sia il piacere stesso, il suo sogno era quello di offrire ogni anno il miglior Champagne possibile, indipendentemente dalle variazioni climatiche. </p>
<p>Rivoluzionò le regole della creazione dello Champagne, fondando una Maison in cui tutti gli Champagne hanno lo stesso livello di distinzione. Nel 1848, Joseph affidò la sua visione alle pagine del suo diario, un carnet color dark cherry.</p>
<p>Krug Brut Vintage è realizzato “in base alle circostanze”, come scrisse Joseph. Per la Maison, un millesimato Krug non è una semplice selezione dei migliori vini di una buona annata, ma piuttosto una selezione dei vini che esprimono al meglio la storia di quell’anno, che ne incarnano la musicalità. La creazione è poi arricchita da oltre dieci anni di riposo nelle cantine della Maison.</p>
<p>Quella del 2008 è stata l’annata del secolo per la Maison? Probabilmente sì. Krug è famoso per produrre Champagne robusti, strutturati e in grado di evolvere meravigliosamente nei decenni. Non abbiamo dubbi che questa 2008, caratterizzata da uno stile ricco e profondo, potrà fare tantissima strada.</p>
<p>Vintage Brut Krug 2008 ha ricevuto un punteggio di 97/100 da Vinous di Antonio Galloni. Jancis Robinson l’ha invece premiata con un rating di 18/20.</p>
<h2>Un successo intramontabile</h2>
<p>In questo articolo ti abbiamo presentato una selezione di 10 champagne che hanno ricevuto punteggi molto alti dai critici e che sono ormai intramontabili in qualunque collezione di pregio.</p>
<p>Vini d’eccellenza che continuano a essere protagonisti del mercato e ad aumentare di valore.</p>
<p>Abbiamo poi ripercorso storia, peculiarità della produzione e aneddoti di ciascuno di essei che fanno parte del percorso attraverso il quale queste bollicine hanno conquistato il mondo.</p>
<p>Ognuna delle bottiglie di questa selezione rappresenta un perfetto regalo di Natale, un bene che continua ad aumentare di valore e che dura nel tempo, proprio come i legami speciali.</p>
<p>Su eWibe trovi una selezione delle bottiglie più pregiate, dall’alto potenziale di crescita. Se vuoi approfondire la tua conoscenza e scoprire di più sul perché investire in champagne scarica la nostra Guida allo Champagne.</p>]]></content:encoded>
      <category>En primeur</category>
      <pubDate>Fri, 01 Dec 2023 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Leonardo Bernasconi)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/10-migliori-champagne-da-regalare-a-natale</guid>
      <dc:date>2023-12-01T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Super Tuscan: cosa sono e come nascono</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/super-tuscan-cosa-sono-e-come-nascono</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/super-tuscan-cosa-sono-e-come-nascono" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/VignetiToscana1-19743e.webp" alt="Super Tuscan: cosa sono e come nascono" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri l'origine e la rivoluzione dei Super Tuscan: vini toscani di qualità eccezionale nati dall'audacia di produttori visionari.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/super-tuscan-cosa-sono-e-come-nascono" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/VignetiToscana1-19743e.webp" alt="Super Tuscan: cosa sono e come nascono" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>La produzione vitivinicola Toscana è primariamente nota per l’eccezionale qualità dell’uva<a href="https://www.wineenthusiast.com/varietals/sangiovese/" rel="noopener" target="_blank"> </a>Sangiovese, protagonista di famosi vini quali <strong>Brunello di Montalcino e Chianti Classico.</strong></p>
<p>Dagli anni ‘60 in poi alcuni lungimiranti produttori di vino iniziarono a sperimentare l’impiego di varietà internazionali. Alcuni scelsero di produrre tagli bordolesi a partire da varietà quali Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot; altri optarono invece per un assemblaggio tra vitigni internazionali e l’autoctono Sangiovese.</p>
<p>Questi vini divennero infine celebri con il nome di <strong>Super Tuscan</strong>.</p>
<p>In questo articolo ne ripercorreremo l’origine e la storia. Vedremo poi come abbiano dato il via a una vera rivoluzione nel mondo dei vini Italiani.</p>
<p>Ecco tutto quello che c'è da sapere sui Super Tuscan e sul come siano riusciti a catturare l'immaginazione e incantare il palato di collezionisti e investitori.</p>
<h2>Come nascono i Super Tuscan </h2>
<figure class="gallery"><img alt="91531" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/91531-298fb1.webp"/></figure>
<p>Considerato il potenziale nell’ottenere vini complessi e longevi da vitigni internazionali, alcuni produttori tentarono di superare i limiti imposti dai disciplinari di produzione di vini DOC e DOCG.</p>
<p>In particolare, questi ultimi non prevedevano la possibilità di ottenere vini se non da specifiche aree, e che non provenissero da vitigni della tradizione regionale. I produttori, spinti dalla volontà di sperimentare con le nuove varietà, dovettero quindi scegliere di etichettare i loro vini come VdT (Vino da Tavola) o come IGT (Indicazione Geografica Tipica).</p>
<p>Infatti i disciplinari di produzione delle principali denominazioni di origine, ad esempio quello del Chianti Classico, prevedevano l’impiego di varietà quali Sangiovese, Canaiolo, Colorino, Trebbiano e Malvasia, ma escludevano la possibilità sia di vinificare il Sangiovese in purezza, sia di vinificare il Sangiovese assemblato con varietà internazionali.</p>
<p>Al fine di perseguire una libertà espressiva e una forte connotazione identitaria, si giunse così alla commercializzazione di vini il cui nome superava la fama della denominazione, come accaduto con Le Pergole Torte o Tignanello. Nel giro di pochi anni, questi vini furono capaci di ottenere giudizi molto positivi dalla critica e quotazioni importanti sul mercato.</p>
<h2><strong>Verso una nuova denominazione</strong></h2>
<p>Man mano che i Super Tuscan ottenevano elogi dalla critica (Se vuoi sapere chi sono i critici più influenti e come avvengono le valutazioni dei vini <a href="https://blog.ewibe.com/punteggi-critici-vino-pregiato" rel="noopener" target="_blank">leggi l’approndimento qui</a>), la loro popolarità e i prezzi salirono alle stelle, a conferma della lungimirante intuizione dei produttori.</p>
<p>I Super Tuscan hanno saputo affermarsi in una regione e in un metodo di far vino profondamente ancorati alle tradizioni.</p>
<p>Hanno rivoluzionato il modo di produrre vino di qualità in Toscana, affrancandosi dal solo uso del Sangiovese in favore dell’impiego di vitigni internazionali, e abbracciando tecniche di vinificazione innovative.</p>
<h2><strong>I Super Tuscan sui mercati internazionali</strong></h2>
<p>L’obiettivo iniziale dei produttori di Super Tuscan era quello di avvicinarsi per qualità, fama e prezzo ai più grandi vini del resto del mondo, con particolare riguardo ai migliori vini di Bordeaux. </p>
<p>Nel corso dei decenni, emerse la consapevolezza di poter fare dei grandi vini, senza dover per forza replicare le caratteristiche di quelli provenienti da altre regioni vocate.</p>
<p>Gli sforzi dei produttori di dare una connotazione ai loro vini differente da quella di vini di altre regioni italiane permise ai Super Tuscan di raggiungere il successo di pubblico e critica sul palcoscenico internazionale.</p>
<h2><strong>Chi sono i pionieri della produzione Super Tuscan</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="Slide 16_9 - 13-2" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Slide-16_9---13-2-294bdc.webp"/></figure>
<p>I maggiori protagonisti dell’evoluzione dei Super Tuscan sono ancora oggi cantine di riferimento nel mercato dei vini di pregio. I nomi da citare sono molti ma possiamo individuare i quattro principali pionieri. In ordine cronologico: Sassicaia, Tignanello, Le Pergole Torte e Masseto.</p>
<h3><strong>Sassicaia - Tenuta San Guido</strong></h3>
<figure class="gallery"><img alt="sassicaia" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/sassicaia-e4762f.webp"/></figure>
<p>La DOC Bolgheri Sassicaia, caso più unico che raro nel quale i confini della denominazione coincidono con quelli della proprietà, è un unicum di prestigioso valore. Il “grand vin” ivi prodotto è composto per l’85% da Cabernet Sauvignon e per il 15% da Cabernet Franc. </p>
<p>Sassicaia è un vino robusto e fine al contempo: uno dei più importanti e riconoscibili tagli bordolesi fuori Bordeaux.</p>
<p>Nato dal sogno del Marchese Mario Incisa della Rocchetta di produrre un vino di simile qualità e prestigio ai migliori vini Bordeaux, il frutto delle prime vendemmie, dalla 1944 alla 1967, è destinato al solo consumo familiare ma è con l’imbottigliamento della prima annata 1968 che nasce il mito di Sassicaia.</p>
<p>DOC autonoma dal 2013, l’annata 2015 è stata insignita del premio “Wine of the Year” 2018 dalla rivista Wine Spectator mentre l’annata 2016 ha ricevuto una votazione piena di 100 punti da Wine Advocate di Robert Parker. La fama e il successo di cui gode oggi Sassicaia sono dovute anche dall’eccezionalità dell’annata 1985. Fu il primo vino italiano ad essere valutato con un punteggio di 100/100 dall’influente critico americano Robert Parker, che durante un’intervista ha definito il Sassicaia 1985 il vino che più gli è piaciuto durante la sua carriera.  </p>
<h3>Tignanello - <strong>Marchesi Antinori</strong></h3>
<p><strong><img alt="tignanello-1" loading="lazy" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" src="https://blog.ewibe.com/images/tignanello-1-bdd576.webp"/></strong></p>
<p>Una vera pietra miliare nella produzione vitivinicola italiana. Nasce con la storica vendemmia del 1971 ed è uno dei più famosi Super Tuscan, tutt’oggi tra i più apprezzati. </p>
<p>E’ frutto della sperimentazione nell’assemblaggio tra il Sangiovese, autoctono per antonomasia della regione Toscana, e vitigni internazionali quali Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Viene affinato in barrique e si presta a lunghi invecchiamenti. Le recenti annate 2016, 2019 e 2020 sono sotto i riflettori di collezionisti e investitori.</p>
<h3>Le Pergole Torte – Montevertine</h3>
<figure class="gallery"><img alt="sassicaia-2" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/sassicaia-2-774d12.webp"/></figure>
<p>Prodotto per la prima volta nell’annata 1977, è stato il primo Sangiovese in purezza vinificato nella zona di Radda in Chianti. Le uve provengono dai vigneti storici dell’azienda, piantati tra il 1968 e il 1999. Matura per un anno in barriques e per un anno in botti di rovere di Slavonia. La cantina fu acquistata nel 1967 da Sergio Manetti, allora industriale siderurgico, ed è oggi capitanata dal figlio Martino che porta avanti la tradizione vitivinicola di famiglia nel solco della tradizione.</p>
<h3>Masseto - Masseto</h3>
<figure class="gallery"><img alt="Masseto-2" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Masseto-2-90c35f.webp"/></figure>
<p>Tra le bottiglie più ricercate nelle aste internazionali, uno dei protagonisti indiscussi è Masseto. E’ ottenuto da uve Merlot in purezza, provenienti da una vigna vocata di proprietà della Tenuta dell’Ornellaia, fondata nel 1981 da Lodovico Antinori. Nel 2000 Masseto, insieme a Tenuta dell’Ornellaia, è stata acquistata dal leggendario produttore californiano Robert Mondavi, che ha poi venduto delle quote alla famiglia Frescobaldi, la quale la rilevò interamente pochi anni dopo. Oggi Masseto è tra i più quotati vini italiani, nonché uno dei più costosi sul mercato. Ben tre annate di Masseto, le 2006, 2015 e 2016, hanno ricevuto il punteggio massimo di 100/100 da Robert Parker.</p>
<h2><strong>Super Tuscan: la rivoluzione del vino</strong></h2>
<p>La storia dei Super Tuscan è scritta dal coraggio di uscire dalle regole, in nome di una nuova tradizione che apportasse ulteriore valore alla produzione vitivinicola italiana.</p>
<p>In questo articolo abbiamo visto come un Super Tuscan possa essere un vino rosso toscano ottenuto da varietà internazionali, blend tra queste ultime e Sangiovese o Sangiovese in purezza etichettato come IGT</p>
<p>Su eWibe puoi trovare una vasta selezione di Super Tuscan, che hanno ricevuto punteggi altissimi dai critici e sono caratterizzati da un alto potenziale di crescita. </p>
<p><a href="https://ewibe.com/signup" rel="noopener" target="_blank">Registrati su eWibe</a> per scoprire quali sono i Super Tuscan imperdibili nella tua collezione.</p>]]></content:encoded>
      <category>Curiosità</category>
      <pubDate>Thu, 09 Nov 2023 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Leonardo Bernasconi)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/super-tuscan-cosa-sono-e-come-nascono</guid>
      <dc:date>2023-11-09T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Mercato En Primeur: come funziona il sistema di Bordeaux</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/mercato-en-primeur-come-funziona-il-sistema-di-bordeaux</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/mercato-en-primeur-come-funziona-il-sistema-di-bordeaux" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Cos---e-come-funziona-il-mercato-En-Primeur-dei-vini-di-preg-c04654.webp" alt="Mercato En Primeur: come funziona il sistema di Bordeaux" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri come funziona il mercato En Primeur dei vini di pregio a Bordeaux e come La Place de Bordeaux facilita la distribuzione internazionale. Investi nel vino En Primeur per ottenere bottiglie rare a un prezzo conveniente.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/mercato-en-primeur-come-funziona-il-sistema-di-bordeaux" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Cos---e-come-funziona-il-mercato-En-Primeur-dei-vini-di-preg-c04654.webp" alt="Mercato En Primeur: come funziona il sistema di Bordeaux" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Il mercato dei vini di pregio è un punto di incontro tra appassionati, collezionisti e investitori. Non di rado queste figure coincidono. </p>
<p>In un settore in continua crescita, un ruolo molto importante è stato conquistato dal mercato <em>En Primeur</em>, che fa riferimento a una tradizione iniziata già nel XIII secolo a Bordeaux e che nel tempo si è evoluta, arrivando a rappresentare ancora oggi una fetta importante per lo specifico segmento dei fine wines.</p>
<p>In questo articolo vedremo cos’è, come funziona e come avviene la distribuzione dei vini da collezione nel mercato <em>En Primeur</em> attraverso il sistema de <strong><em>La Place de Bordeaux</em></strong>.</p>
<p>Inoltre, vedremo quali sono le dinamiche di acquisto e i principali attori del mercato.</p>
<h2><strong>Cos’è e come funzione il mercato <em>En Primeur</em> dei vini di pregio</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="vini_en_primeur" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Cos---e-come-funziona-il-mercato-En-Primeur-dei-vini-di-preg-26090b.webp"/></figure>
<p>Il mercato <em>En Primeur</em> come lo conosciamo oggi è nato per rispondere alle esigenze di liquidità degli <em>châteaux</em> e, allo stesso tempo, per creare nuove possibilità di mercato. </p>
<p>A partire dal XVII secolo inizia a definirsi una rete di distribuzione nella quale i commercianti acquistavano dai principali produttori i vini ancora in botte. Una scelta che, a fronte di un prezzo per loro più favorevole, comportava principalmente 3 svantaggi:</p>
<ul>
<li aria-level="1">controllo molto limitato sulle fasi di affinamento e imbottigliamento del vino acquistato;</li>
<li aria-level="1">l’eventualità che la qualità del prodotto venisse sovrastimata rispetto al prezzo pagato;</li>
<li aria-level="1">rischio di imprevisti durante le operazioni di cantina, con conseguente perdita di prodotto.</li>
</ul>
<p>Dall’altro lato, grazie a questo sistema, i commercianti riuscivano a mantenere un maggiore controllo sui prezzi e gli <em>châteaux</em> ottenevano in anticipo la liquidità di cui avevano bisogno.</p>
<p>Con il passare degli anni la commercializzazione <em>En Primeur</em> si è rivelata particolarmente attrattiva sia per i <em>négociants</em> che per gli <em>châteaux</em>, grazie alla crescente domanda di vini di pregio e all’attenzione crescente per questo segmento di mercato.</p>
<p>La distribuzione <em>En Primeur</em> dei vini avviene grazie a un sistema che viene chiamato <em>La Place de Bordeaux.</em></p>
<h2><strong>Come funziona <em>La Place de Bordeaux</em></strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="primo_piano_place_de_bordeaux" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/place-Bordeaux-cropped-68171c.webp"/></figure>
<p>Le origini de <em>La Place de Bordeaux</em> risalgono al XIII secolo: fu Luigi IX, nel 1243 a concedere le prime licenze per la contrattazione del vino. Un secolo più tardi, Filippo IV diede il via a una rimodulazione che ha portato alla definizione del sistema de <em>La Place</em> come lo conosciamo oggi.</p>
<p>Nel sistema di Bordeaux non esiste la possibilità di acquistare direttamente dall’azienda. Questo è infatti caratterizzato da una struttura composta da 3 attori: <em>châteaux - courtier - négociants</em>. Gli <em>châteaux</em> (le aziende vitivinicole) vendono i propri vini ai <em>négociants</em> (commercianti) attraverso i <em>courtier</em> (intermediari) originariamente introdotti per evitare che gli aristocratici trattassero direttamente con le classi mercantili.</p>
<p>Infine, i négociants si rivolgono direttamente all'acquirente finale.</p>
<p>Le tempistiche del mercato <em>En Primeur</em> differiscono da quelle del mercato tradizionale. Tra fine aprile ed inizio maggio, ogni anno prende il via la campagna <em>En Primeur</em> inerente alla vendemmia dell’anno precedente. </p>
<p>Per esempio, parlando della campagna <em>En Primeur</em> di Bordeaux di quest’anno, il vino prodotto con la vendemmia del 2022 è stato degustato e valutato per la prima volta nella primavera 2023. Da quel momento le aziende comunicano i prezzi dei vini, e commercianti e clienti finali possono iniziare ad acquistare <em>En Primeur</em>. Il vino però, ancora nelle botti, sarà messo in commercio solamente all’inizio del 2025.</p>
<p>Il sistema de <em>La Place de Bordeaux</em> costituisce un percorso consolidato ed efficiente verso il mercato globale, tanto che un’azienda può arrivare a vendere un’intera annata in poche ore. Il compito dei <em>courtier</em> è quello di fare da intermediari tra lo <em>château</em> e il <em>négociant</em> per quanto riguarda dinamiche come quantità di bottiglie disponibili in base al raccolto e valore  sul mercato.</p>
<p>I commercianti si occupano della distribuzione del vino e questo fa sì che le aziende non abbiano bisogno della propria rete di vendita. Ciò si rivela particolarmente utile quando la domanda supera l’offerta: questi sono infatti responsabili di una equa distribuzione dei vini più rari.</p>
<p>Grazie a un numero di distributori definito, il sistema de <em>La Place de Bordeaux</em> rende anche più facile la tracciabilità dei vini di pregio, sia da parte delle aziende che dei consumatori.</p>
<p>Questi diversi elementi rendono il sistema di distribuzione una soluzione veloce, economica ed efficiente. Con il passare del tempo, anche i produttori di altre regioni della Francia e molte delle maggiori aziende internazionali hanno destinato parte della loro produzione alla vendita attraverso il sistema de <em>La Place</em>. Tra questi, diversi <em>domaines</em> di Borgogna, aziende del Rodano e del Portogallo, ma anche italiane, spagnole e americane.</p>
<p>Nonostante questo, il valore dei Bordeaux del mercato <em>En Primeur</em> continua ad essere ineguagliato.</p>
<p>Oggi <em>La Place</em> tratta i due terzi di tutto il vino prodotto a Bordeaux, unendo oltre 300 <em>négociants</em> a commercianti e importatori in circa 170 paesi nel mondo.</p>

<h2><strong>Come avvengono le degustazioni <em>En Primeur</em></strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="celebrazione-del-tramonto-bere-cabernet-sauvignon-nella-scena-rurale-del-vigneto-generata-dall-intelligenza-artificiale" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/celebrazione-del-tramonto-bere-cabernet-sauvignon-nella-scen-f96fb8.webp"/></figure>
<p>Il sistema di origine bordolese permette di degustare in anticipo le annate e di stimarne la qualità.</p>
<p>A questo evento ogni anno è dedicato un periodo, da fine aprile a inizio maggio circa, e i vigneti di Bordeaux diventano un punto di incontro per i diversi protagonisti del mondo enologico: dai commercianti ai rivenditori, ai giornalisti del settore. </p>
<p>Ovviamente, si tratta anche di un’occasione imperdibile per i critici più influenti di tutto il mondo. Le valutazioni effettuate dalla critica in questo contesto hanno un'influenza enorme sull’immagine e quindi sul successo dei vini bordolesi, andando anche ad incidere sui prezzi dell’ultima annata, presentata durante gli eventi di degustazione.</p>
<p>Di solito i prezzi vengono infatti determinati durante i due mesi successivi, quando i critici avranno già espresso i propri giudizi sui vini degustati. La vendita dei singoli vini, e di conseguenza la comunicazione delle quotazioni di mercato, è spalmata su un arco di tempo che va da metà maggio a fine giugno.</p>
<p>Se vuoi approfondire come funziona il sistema dei punteggi dei vini da collezione, e quale influenza possono avere sui vini nel mercato En Primeur, <a href="https://blog.ewibe.com/punteggi-critici-vino-pregiato" rel="noopener" target="_blank"><strong>puoi leggere qui l’articolo che lo spiega</strong></a>.</p>
<p><strong>Perché investire nel mercato <em>En Primeur</em>?</strong></p>
<p>Il prezzo dei vini nel mercato <em>En Primeur</em> è quasi sempre più basso di quello al quale sarà venduto dai négociants al cliente finale, al termine della campagna. </p>
<p>Collezionisti e investitori possono quindi acquistarli e rivenderli in seguito a un prezzo più elevato. Inoltre, il mercato <em>En Primeur </em>consente di avere vini rari e molto ricercati sul mercato in diversi formati, anche in quelli meno comuni.</p>
<p>Per capire se l'investimento in vini nel mercato <em>En Primeur</em> possa essere adatto a te, dovresti porti 3 domande fondamentali:</p>
<ul>
<li aria-level="1">Cerco un investimento che porti a rendimenti nel lungo periodo?</li>
<li aria-level="1">Voglio collezionare grandi Bordeaux che con il tempo saranno sempre più rari?</li>
<li aria-level="1">Voglio acquistare bottiglie a un prezzo inferiore rispetto a quello che avranno sul mercato?<br/><br/></li>
</ul>
<h3><strong>Bordeaux 2022: <em>En Primeur</em> in sintesi</strong></h3>
<p>L’annata <strong>2022 di Bordeaux vede un livello qualitativo a tratti altissimo</strong> con la riuscita magistrale di qualche ottimo vino. In linea generale possiamo ritenere la <em>Right Bank</em>, in grande spolvero rispetto al Médoc anche se non mancano nomi illustri dalla <em>Rive Gauche</em>, la <em>Left Bank</em> della Dordogna.</p>
<p>Meteorologicamente parlando, l’annata 2022 a Bordeaux è stata segnata da <strong>condizioni calde e torride ma anche da escursioni termiche giorno/notte piuttosto marcate</strong>. Le vigne hanno patito stress idrico e temperature elevate ma le piante più vecchie sono state capaci di autoregolarsi in maniera eccezionale. Come già accaduto in precedenti annate di siccità, tali condizioni hanno <strong>condizionato le rese riducendole in maniera significativa, in alcuni casi di più del 30%</strong>, e hanno prodotto acini di piccole dimensioni con bucce spesse e polpa concentrata. </p>
<p>In questo quadro così complesso, i Cabernet Sauvignon su suoli delle <em>graves</em> sono risultati molto sensibili all’andamento climatico avendo patito il caldo sopra la media e la poca quantità di precipitazioni. Brillano invece, per eccellente qualità potenziale, alcuni nomi storici della <em>Rive Droite</em> nelle denominazioni di <em>Saint-Émilion</em> e <em>Pomerol</em> dove le uve Cabernet Franc e Merlot riescono a performare bene in annate in cui è opportuno vendemmiare anticipatamente per preservare degli equilibri tra strutture acide/tanniche e frutto.</p>
<p>I migliori vini hanno sin da subito dimostrato una grande concentrazione con <strong>alti livelli di tannini</strong> e, sebbene l'acidità sia contenuta, mostrano <strong>precisione e una notevole freschezza</strong>.</p>
<p>Come sempre, ai fini di un’ottimale riuscita in termini qualitativi, cruciale è stata la decisione relativa alle date di raccolta. Inoltre i produttori non nascondono quanto una pigiatura molto delicata sia stata una scelta fondamentale per preservare la limitata acidità malica presente nelle uve.</p>
<p>I punti chiave sull’annata di Bordeaux 2022 sono dunque riassumibili come segue:</p>
<ul>
<li aria-level="1">Condizioni eccezionalmente calde e secche;</li>
<li aria-level="1">Rese ridotte per un raccolto di circa un terzo inferiore alla media;</li>
<li aria-level="1">Acini di piccole dimensioni dalla buccia spessa;</li>
<li aria-level="1">Vini con elevati livelli di tannino ma contenuti livelli di acidità.</li>
</ul>
<p><strong>Tra i nomi che riportano alcune tra le performance più brillanti</strong> si trovano Petrus, Vieux Château Certan e La Conseillante (riuscita storica per lo Château) a Pomerol; Cheval-Blanc, Angélus, Ausone e Figeac a Saint-Émilion; Lafite-Rothschild e Pichon Longueville Comtesse de Lalande a Pauillac; Palmer a Margaux; Léoville Las Cases a Saint-Julien; Cos d’Estournel e Montrose a Saint-Estèphe.</p>
<p>L’overview generale della 2022 è dunque di <strong>una vendemmia spartiacque che potrebbe segnare un nuovo benchmark tra i Bordeaux moderni e i Bordeaux contemporanei</strong>: un nuovo punto di riferimento per un’annata affascinante che ha prodotto vini che stupiscono oggi per equilibrio e freschezza nonostante l’andamento climatico di una stagione tutt’altro che abituale.</p>
<h2><strong>Mercato En Primeur: una risorsa preziosa</strong></h2>
<p>In questo articolo abbiamo visto come il mercato <em>En Primeur</em> comporti grandi benefici agli <em>châteaux</em>, che riescono così ad ottenere liquidità in anticipo, e ai commercianti, che hanno quindi un controllo maggiore sui prezzi.</p>
<p>I consumatori finali hanno infine il vantaggio di acquistare vini di pregio ad un costo inferiore rispetto a quelli che le bottiglie avranno una volta commercializzate.</p>
<p>Il sistema di distribuzione bordolese è chiamato <em>La Place de Bordeaux</em>, una realtà tanto peculiare quanto efficiente nel garantire la capillarità della diffusione a livello internazionale e un’equa distribuzione dei vini da collezione.</p>
<p>Su eWibe puoi trovare una vasta selezione di bottiglie di pregio. Vuoi iniziare a investire ma non sai da dove iniziare? Scarica la nostra guida all'investimento qui sotto!</p>

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      <category>Bordeaux</category>
      <pubDate>Fri, 27 Oct 2023 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Carlo Silvano)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/mercato-en-primeur-come-funziona-il-sistema-di-bordeaux</guid>
      <dc:date>2023-10-27T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Osservatorio settembre 2023</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/osservatorio-ewibe-trimestrale</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/osservatorio-ewibe-trimestrale" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/COPERTINA-OSSERVATORIO-TRIMESTRALE-faffc1.webp" alt="Osservatorio settembre 2023" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>L'analisi di mercato rivela un trend al rialzo nel settore dei vini di alta qualità, con un aumento dei prezzi delle bottiglie vecchie di più di cinque anni. Scopri le regioni italiane che stanno mostrando una performance solida e le bottiglie che hanno ottenuto le migliori performance.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/osservatorio-ewibe-trimestrale" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/COPERTINA-OSSERVATORIO-TRIMESTRALE-faffc1.webp" alt="Osservatorio settembre 2023" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><h2><strong>Commento analisi Vino</strong></h2>

<p>L'analisi di mercato condotta dall'Osservatorio eWibe per il periodo da luglio a settembre 2023 rivela un costante, seppur moderato <strong>trend al rialzo nel settore dei vini di alta qualità</strong>, sia nell'ultimo trimestre che dall'inizio dell'anno.</p>
<p>Un dato particolarmente significativo è <strong>l'aumento più marcato dei prezzi delle bottiglie in commercio da più di cinque anni.</strong> Questo conferma che gli investimenti nei vini di pregio mantengono la loro posizione come un'alternativa di investimento valida, capace di generare rendimenti importanti nel medio e lungo periodo. Nonostante alcune fluttuazioni a breve termine, l'investimento nel settore vinicolo rimane stabile e non subisce significativi impatti negativi sugli investimenti a lungo termine.</p>
<p>Le dinamiche che governano la domanda, la qualità dell'annata e i fattori economici globali possono avere un impatto diretto sul mercato dei vini pregiati. In generale, i dati indicano che l'Italia, in particolare le regioni Toscana e Piemonte, stanno mostrando una performance più solida rispetto alla Francia e alle sue regioni vinicole più famose. Le sfide persistono per Bordeaux e Burgundy, mentre l'indice eWibe Fine Wines mostra un andamento complessivamente positivo nel corso dell'anno, sebbene con alcune fluttuazioni su base mensile e trimestrale. Di seguito una mappatura dei dati di mercato elaborati con il supporto del nostro algoritmo di proprietà:</p>

<p><strong>Dati settembre 2023:</strong></p>
<figure class="gallery"><img alt="MOM inidic settembre 2023-1" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/MOM-inidic-settembre-2023-1-be568b.webp"/></figure>
<h2><strong>Dati trimestrali</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="LAST3M-1" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/LAST3M-1-5feecf.webp"/></figure>
<p><strong>Dati da inizio anno (YTD)</strong></p>
<figure class="gallery"><img alt="YTD 9 mesi-Oct-16-2023-03-45-04-8200-PM" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/YTD-9-mesi-Oct-16-2023-03-45-04-8200-PM-cf2409.webp"/></figure>
<p><strong>Top 3 regioni del trimestre</strong></p>
<figure class="gallery"><img alt="Top 3 regioni-1" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Top-3-regioni-1-36b1a5.webp"/></figure>
<p><strong>Le 5 bottiglie che hanno ottenuto le migliori performance </strong><strong>nel trimestre sono le seguenti:</strong></p>
<figure class="gallery"><img alt="Top 5 migliori perofrmance trimestre-Oct-12-2023-11-00-26-1690-AM" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Top-5-migliori-perofrmance-trimestre-Oct-12-2023-11-00-26-16-951ff2.webp"/></figure>
<p>Spostandosi su un orizzonte annuale (YTD), notiamo come le  bottiglie, prevalentemente Toscane e Piemontesi, e di annate antecedenti alla vendemmia 2016, abbiano ottenuto le migliori performance e stiano vivendo un periodo particolarmente brillante. Questo dato porta gli analisti a stimare che <strong>le prossime annate che potranno vivere un periodo prospero in termini di redditività saranno le eccellenti 2016 e 2019 con alcune brillanti uscite delle annate 2018 e 2020.</strong></p>
<p><strong>Le 5 bottiglie che hanno ottenuto le migliori performance </strong><strong>da inizio anno sono le seguenti:</strong></p>
<figure class="gallery"><img alt="top 5 migliori peroformance da inizio anno-4" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/top-5-migliori-peroformance-da-inizio-anno-4-283863.webp"/></figure>
<p>Particolarmente interessanti sono i dati relativi a Ipsus di Caggio. Questo vino sta guadagnando la fiducia dei critici e sta attirando sempre più collezionisti e appassionati. In attesa del rilascio dell’annata 2019, l'annata 2018, che ha ricevuto un punteggio di 96/100 da Wine Advocate RP, sta dimostrando performance importanti, mentre l'annata 2015, 96/100 Wine Advocate RP e in commercio da oltre 3 anni, sta ottenendo la più alta rivalutazione in termini di valore segnando un + 33,5% da inizio 2023 ad oggi.</p>
<p>Top 5 bottiglie più vendute su eWibe (YTD)</p>
<figure class="gallery"><img alt="Top 5 più vendute su ewibe YTD-Oct-12-2023-10-36-39-8023-AM" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Top-5-pi--vendute-su-ewibe-YTD-Oct-12-2023-10-36-39-8023-AM-387a2c.webp"/></figure>
<p>Top 5 bottiglie più cercate su eWibe (YTD)</p>
<figure class="gallery"><img alt="Top 5 più cercate su eWie YTD-Oct-12-2023-10-56-59-0107-AM" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Top-5-pi--cercate-su-eWie-YTD-Oct-12-2023-10-56-59-0107-AM-327176.webp"/></figure>
<p>Top 5 bottiglie più cercate su Google (YTD)</p>
<figure class="gallery"><img alt="Top 5 più cercate su google YTD-Oct-12-2023-10-57-21-6844-AM" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Top-5-pi--cercate-su-google-YTD-Oct-12-2023-10-57-21-6844-AM-0f7518.webp"/></figure>
<p>Bottiglia dal valore più alto transata sulla piattaforma (YTD)</p>
<figure class="gallery"><img alt="Lotto dal valore più alto" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Lotto-dal-valore-pi--alto-c4323a.webp"/></figure>
<p>Per accedere all'osservatorio completo clicca sul tasto qui sotto</p>
]]></content:encoded>
      <category>Curiosità</category>
      <pubDate>Thu, 12 Oct 2023 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Carlo Silvano)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/osservatorio-ewibe-trimestrale</guid>
      <dc:date>2023-10-12T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>La storia dello Champagne: clima, suoli, produzioni e protagonisti</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/storia-dello-champagne-clima-suoli-produzione</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/storia-dello-champagne-clima-suoli-produzione" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/copertina-Blog-1-bebbd1.webp" alt="La storia dello Champagne: clima, suoli, produzioni e protagonisti" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri la storia, il clima, i territori e le produzioni dello Champagne, il celebre spumante francese. Con un'analisi dettagliata, ti sveliamo i protagonisti e i numeri di questo vino iconico.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/storia-dello-champagne-clima-suoli-produzione" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/copertina-Blog-1-bebbd1.webp" alt="La storia dello Champagne: clima, suoli, produzioni e protagonisti" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>La storia dello Champagne è caratterizzata da eventi che lo hanno portato a occupare una posizione di assoluto rilievo tra i vini di pregio.</p>
<p>Per raccontartela abbiamo creato due appuntamenti imperdibili, due articoli che ne ripercorrono le tappe più importanti concentrandosi su aspetti diversi. Nel primo abbiamo parlato della nascita, i progressi tecnici e l'evoluzione dello Champagne in vero e proprio brand (<a href="https://blog.ewibe.com/storia-dello-champagne" rel="noopener" target="_blank">Se te lo sei perso lo trovi qui</a>).</p>
<p>In questa seconda parte ti racconteremo l’influenza che clima, territori, uve hanno nella qualità del vino ottenuto e quali sono i principali attori coinvolti nella produzione.</p>
<p>Infine, scopriremo quali sono oggi i numeri dello Champagne. Buona lettura!</p>
<h2><strong>Il clima</strong></h2>
<p>La <strong>regione della Champagne</strong> si trova tra due zone climatiche assai diverse: quella <strong>oceanica</strong> e quella <strong>continentale</strong>.</p>
<p>Grazie a una minima influenza oceanica i vigneti beneficiano di condizioni climatiche piuttosto temperate. Non fa troppo freddo in inverno, né troppo caldo in estate. <strong>La temperatura media annua è di 11°C</strong>.</p>
<p>Tuttavia, in inverno spesso la temperatura scende notevolmente, con parametri anche inferiori a -10°C e la presenza di gelate. Al contrario, le temperature possono aumentare molto durante l’estate, provocando violenti temporali.</p>
<p>Ma queste condizioni climatiche possono rappresentare anche un beneficio per la vite: un’estate soleggiata è infatti favorevole alla maturazione dei grappoli d’uva e le piogge che cadono regolarmente durante l’anno forniscono un apporto idrico ideale per le uve della Champagne.</p>
<p>Anche la latitudine nella quale si inserisce la regione risulta decisiva: storicamente si riteneva difficile ottenere uve di qualità a nord del 50° parallelo e a sud del 30°. I vigneti della Champagne sono situati al limite superiore di questa fascia: questa collocazione<strong> caratterizza l’eccezionalità</strong>, anche in termini qualitativi, del prodotto ottenuto dalla corretta coltivazione in un clima fresco, che nella Champagne si rivela <strong>ideale per la produzione di vini effervescenti</strong>.</p>
<p>Le <strong>migliori annate </strong>(i millesimi), provengono da uve che presentano un perfetto<strong> equilibrio tra acidità e zuccheri</strong>. Sole e pioggia, che si avvicendano durante l’anno, conferiscono al prodotto finale un equilibrio unico. Tuttavia, da un anno all’altro, le condizioni meteorologiche possono variare di molto e la vigna diventa soggetta a diversi imprevisti. Il cambiamento climatico rende questi ultimi più frequenti.</p>
<p>Gli Champagne possono quindi variare sensibilmente in timbro e struttura di anno in anno, e i millesimi sono spesso diversi tra loro a seconda dell’incidenza del clima sul prodotto.</p>
<h2><strong>I suoli della Champagne</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="suoli_champagne_ e vigneti" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/i-suoli-dello-Champagne1-b7c575.webp"/></figure>
<p><strong>Il terreno della Champagne è per il 75% calcareo</strong>: è infatti composto per lo più da gesso, marne e calcare. Si tratta di suoli leggeri che favoriscono il drenaggio dei terreni. Ǫuesta composizione offre <strong>condizioni ideali alla coltivazione della vite</strong>: il sottosuolo sarà privo di ristagni durante le stagioni piovose trattenendo solo il necessario per una costante riserva idrica, utile per favorire al meglio la maturazione dell’uva. </p>
<p>In particolare il <strong>gesso di cui è composto il terreno</strong>, costituito da frammenti di microrganismi marini depositati nel corso di milioni di anni, ha la caratteristica peculiare di essere poroso e di <strong>fungere da vero e proprio serbatoio d’acqua</strong>: da 300 a 400 litri per metro cubo. In questo modo le viti ricevono acqua a sufficienza anche nelle estati più secche garantendo quell’equilibrio ideale tra acidità e zucchero, caratteristica peculiare che rende grandi i vini della regione.</p>
<h2><strong>LA AOC</strong></h2>
<p><strong>Denominazione di Origine dal 1936</strong>, la regione della Champagne vinicola è suddivisa in <strong>4 zone principali, 20 sottozone e più di 280.000 parcelle</strong> (<em>lieux-dits </em>e vigne singole), mentre sono 319 i comuni entro i cui confini si possono coltivare uve atte a produrre Champagne. Gli <strong>ettari vitati sono più di 34.000</strong> per una produzione annua di circa 310 milioni di bottiglie. Sin <strong>dal 1941 il</strong> <strong><a href="https://www.champagne.fr/it/approfondisci/filiera-champagne/comite-champagne" rel="noopener" target="_blank">CIVC</a> (Comité Professionnel du vin de Champagne)</strong> agisce da consorzio di produzione con funzione di tutela a protezione del marchio e dei vari interpreti professionisti della regione.</p>
<h2><strong>LE UVE</strong></h2>
<p>Le superfici vitate sono così suddivise:</p>
<p><strong><em>Pinot Noir</em> ca. 38%, <em>Pinot Meunier</em> ca. 31%, <em>Chardonnay</em> ca. 31%.</strong></p>
<p>Lo Champagne può essere ottenuto da 7 vitigni, anche se più del 99% e’ composto da Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier.</p>
<p>Molti Champagne sono prodotti dall’<strong>assemblaggio delle tre uve</strong> e molti sono blend di diverse uve, vigne e annate. Ci sono però casi in cui gli Champagne sono prodotti da monovitigno: quando sono <strong>ottenuti da sole uve Chardonnay prendono il nome di <em>Blanc de Blancs</em></strong>, mentre i <strong><em>Blanc de Noirs </em>possono essere prodotti da sole uve a bacca nera</strong>, quindi da solo Pinot Noir, da solo Pinot Meunier o da un blend tra i due.</p>
<p><strong>Gli altri 4 vitigni, </strong><strong><em>Arbanne, Petit Meslier, Pinot Blanc e Pinot Gris</em></strong>, i cosiddetti <strong><em>Cépages Oubliés</em></strong>, rappresentano meno dello 0,3% del vigneto e non sono autorizzati nuovi impianti, benché siano permesse le sostituzioni delle viti già esistenti. Gli Champagne qui ottenuti sono quindi delle vere e proprie rarità. </p>
<h2><strong>Le aree di produzione dello Champagne</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="mappa dei suoli dello Champagne" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/i-suoli-dello-Champagne-6287be.webp"/></figure>

<p><strong>Montagne de Reims</strong> - Si estende a sud della città di Reims. Il vitigno più impiantato è il Pinot Noir, in grado in quest’area di dare risultati eccezionali.</p>
<p><strong>Côte des Blancs</strong> - A sud di Épernay troviamo invece il regno dello Chardonnay, capace di produrre grandi risultati anche in virtù del sottosuolo marcatamente gessoso che ben si adatta al vitigno a bacca bianca della regione.</p>
<p><strong>Vallée de la Marne</strong> - Area che si estende da Épernay sino quasi ai confini orientali di Parigi. Nella zona più a est è dominante la percentuale di impianti a Pinot Noir, mentre verso ovest è maggioritaria la quota di vigneti coltivati a Meunier.</p>
<p>Nota anche con il nome di Aube e ubicata a sud-est di Troyes, nell’area più meridionale della Champagne, è geograficamente più prossima a Chablis rispetto alle altre tre grandi zone della regione. Il Pinot Noir qui rappresenta quasi l’85% della superficie vitata.</p>
<p><strong>La scala dei Cru, </strong><strong><em>Echelles des Crus - </em></strong>identifica i comuni (villages) con classificazione <strong><em>Grand Cru e Premier Cru</em></strong>. Dei 319 comuni, 17 sono classificati <em>Grand Cru</em>, il livello qualitativo più elevato, e 44 <em>Premier Cru</em>.</p>
<h2><strong>Il metodo di produzione</strong></h2>
<p>Non esisterebbe Champagne senza metodo classico e non esisterebbe metodo classico senza Champagne, il vino che più di tutti ha legato il suo nome a regione di origine e metodo di produzione. Quest’ultimo prevede <strong>cinque fasi principali</strong>:</p>
<ol>
<li><strong> Produzione di “vin clair”:</strong> il vino base fermo e secco che verrà poi rifermentato.</li>
<li><strong> Presa di spuma:</strong> seconda fermentazione con aggiunta del “<em><strong>liqueur de tirage</strong></em>”, una miscela di zuccheri e lieviti. Ǫuesti ultimi si “nutrono” di zucchero per produrre alcool e anidride carbonica che si conserverà all’interno della bottiglia. La sosta sui lieviti può durare da un minimo di 15 mesi fino a oltre 10 anni.</li>
<li><strong> Dégorgement:</strong> noto anche con il nome di “sboccatura”, è il processo che prevede l’apertura delle bottiglie per espellere i lieviti ivi contenuti e rendere limpido il vino.</li>
<li><strong> Aggiunta del liqueur d’expedition</strong>: rabbocco della bottiglia e dosaggio zuccherino su una scala da 0 g/l agli oltre 50 g/l</li>
</ol>
<ul>
<li><strong>Doságe Zéro; Brut Nature; Pas Dosé; Non Dosé; Integral</strong> - da 0 a 3 g/l</li>
<li><strong>Extra Brut</strong> - da 0 a 6 g/l</li>
<li><strong>Brut</strong> - meno di 12 g/l</li>
<li><strong>Extra Dry</strong> - 12-17 g/l (categoria in disuso)</li>
<li><strong>Sec</strong> - 17-32 g/l</li>
<li><strong>Demi-Sec</strong> - 32-50 g/l</li>
<li><strong>Doux</strong> - + 50 g/l         </li>
</ul>
<ol start="5">
<li><strong> Tappatura, etichettatura e riposo</strong> della bottiglia prima dell’immissione in commercio.</li>
</ol>
<h2><strong>Le persone: maisons, vignerons e coopérative</strong></h2>
<p><strong>A partire dagli anni ‘50 </strong>si assiste a una triplice ripartizione tra i vari interpreti dei vini della Champagne. Esistono sostanzialmente tre attori: <em>maisons, vignerons e coopérative</em>.</p>
<p><strong>Le maisons de Champagne</strong> sono gli storici artefici del successo di cui gode oggi questo vino. Il loro compito è infatti quello di elaborare i propri Champagne con le uve comprate dai vignerons o con vini dei propri vigneti, se ne possiedono. Scelgono con cura i diversi Cru che comporranno l’assemblaggio delle loro cuvée in base ai loro desideri, all’identità e al timbro della Maison, ciascuna caratterizzata da un proprio stile.</p>
<p>Il loro <strong>successo</strong> dipende dalla selezione delle <strong>percentuali di assemblaggio delle varie uve</strong>, dalla selezione delle vigne e dal savoir-faire dello Chef de Cave, l’enologo, nell’elaborazione delle cuvée secondo una “ricetta” segreta, che conserva e trasmette lo stile della cantina.</p>
<p>Le maisons de Champagne realizzano oggi più di due terzi delle vendite e assicurano il 90% delle esportazioni internazionali di Champagne. I loro marchi sono spesso famosi in tutto il mondo. Tuttavia, <strong>la notorietà di un marchio non corrisponde necessariamente a grandi volumi</strong>: alcune maisons mantengono volutamente piccole dimensioni e hanno una produzione limitata, altre invece coniugano fama e grandi dimensioni.</p>
<h2><strong>I vignerons</strong></h2>
<p>Sono <strong>vignaioli che coltivano le proprie uve</strong> e, in certi casi, elaborano i propri Champagne. Il loro lavoro va però ben oltre quello di occuparsi delle vigne: essi devono conoscere tutte le caratteristiche peculiari del territorio adattandosi alle singole specificità. Pazienza, ascolto e rispetto del vigneto sono le parole chiave del vigneron che, quando imbottigliano il frutto del proprio lavoro, tende a ottenere vini territoriali e ricchi di personalità.</p>
<p>Il <strong>numero</strong> dei vignerons della regione è di circa <strong>16.200</strong> e l’insieme dei loro vigneti consta per quasi il 90% delle vigne di tutta la Champagne. Non tutti i vignerons elaborano però i propri vini, molti sono ancora conferitori per le grandi maisons. Fino alla metà del XX secolo infatti i vignerons erano esclusivamente produttori di uva, che veniva acquistata dalle maisons le quali si occupavano dell’elaborazione e della commercializzazione dei vini.</p>
<p><strong>I Récoltant Manipulant (RM)</strong>, sono invece piccoli vignerons indipendenti che coltivano e vinificano autonomamente i propri vini e li commercializzano con il proprio marchio. Li producono all’interno della loro azienda con uve provenienti dalle sole vigne di proprietà e si occupano inoltre della vendita del prodotto.</p>
<h2><strong>Le coopérative</strong></h2>
<p>Le 130 coopérative distribuite nella regione hanno il fine di condividere le risorse e offrono <strong>servizi di pressatura, di vinificazione e di stoccaggio</strong>. Alcune di loro vendono anche il loro Champagne con un marchio comune, oltre ad offrire la possibilità di produrre la propria “<strong>private label</strong>” di Champagne ad aziende e marchi della grande distribuzione organizzata.</p>
<h2><strong>Lo Champagne in numeri</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="grafici-3" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/grafici-3-f5cfc4.webp"/></figure>
<p>Quella dello Champagne è la 1° denominazione vinicola al mondo. </p>
<p>Prodotto da territori che rappresentano solo lo 0,5% della superficie mondiale a vigneto, genera il 21% del valore nel mercato dei vini effervescenti e rappresenta il 10% del consumo globale di spumanti.</p>
<p>Nel 2022 sono state spedite 325,5 milioni di bottiglie, il 45% delle quali in Francia e il 57,5% dedicato all’esportazione.</p>
<p>Stati Uniti, Regno Unito e Giappone si trovano sul podio dei mercati esteri, rispettivamente con 34,1, 29,9 e 13,8 milioni di bottiglie importate. L’Italia occupa il settimo posto con 9,2 milioni di bottiglie.</p>
<p>Nell’ultimo anno la regione della Champagne ha visto esportazioni per oltre il 57% delle vendite, in considerevole aumento rispetto alle percentuali degli ultimi anni. Ciò ha influito nel rendere più rare nel mercato le bottiglie degli Champagne più prestigiosi.</p>
<p>N<strong>el 2022 le vendite di Champagne hanno toccato un nuovo record</strong> con un aumento del giro d’affari a oltre 6 miliardi di euro. Nel 2023 la scarsità di prodotto che ha segnato il biennio 2021/2022 si è decisamente normalizzata. </p>
<p>Dal 2018 l’indice regionale <strong>Champagne eWibe è in continua crescita, arrivando a segnare un aumento dell’81% negli ultimi 6 anni.</strong></p>
<h2><strong>Ritratto di un grande classico</strong></h2>
<p>In questo articolo abbiamo raccontato l’influenza che clima, territori e uve hanno nella qualità dello Champagne e quali sono i metodi di produzione e le figure coinvolte.</p>
<p>Abbiamo poi visto quali sono i numeri delle bottiglie prodotte e i principali paesi in cui vengono esportate.</p>
<p>Su eWibe selezioniamo solo Champagne provenienti da produttori verificati e custodiamo le bottiglia in <a href="https://blog.ewibe.com/partnership-showine" rel="noopener" target="_blank">depositi con tecnologie</a> capaci di preservarne l’integrità e mantenere le proprietà organolettiche del vino.</p>
<p>Se vuoi scoprire si più sulla storia dello Champagne con le sue bottiglie più di pregio, richiedi la nostra guida qui sotto.</p>

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      <category>En primeur</category>
      <pubDate>Fri, 06 Oct 2023 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Leonardo Bernasconi)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/storia-dello-champagne-clima-suoli-produzione</guid>
      <dc:date>2023-10-06T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>La storia dello Champagne: dalle bollicine dei re alla tutela del brand</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/storia-dello-champagne</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/storia-dello-champagne" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Champagne-6ebaa1.webp" alt="La storia dello Champagne: dalle bollicine dei re alla tutela del brand" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri la storia dello Champagne, dalla sua nascita alle innovazioni che l'hanno reso famoso. Dai re ai giorni nostri, come questa denominazione è diventata un vero brand riconosciuto a livello mondiale. Non perderti i dettagli!</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/storia-dello-champagne" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Champagne-6ebaa1.webp" alt="La storia dello Champagne: dalle bollicine dei re alla tutela del brand" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Le sue bollicine hanno conquistato il mondo. Nel corso del tempo lo Champagne si è distinto non solo per l’altissima qualità, ma anche per una serie di <strong>processi produttivi</strong> che hanno portato alla nascita dello spumante più celebre della storia.</p>
<p>In questo articolo ne ripercorreremo le tappe principali, dalla nascita fino ai nostri giorni.</p>
<p>Scopriremo <strong>poi come <a href="https://www.champagne.fr/it/scopri-la-champagne/un-grande-vino-d-assemblaggio/denominazione-champagne" rel="noopener" target="_blank">la denominazione Champagne</a> sia diventata un vero brand, </strong>identificativo del vino che più di tutti è associato a una precisa regione e ai suoi vigneti.</p>
<h2><strong>Champagne: il vino dei re</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="immaigni storiche champagne" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/immaigni-storiche-champagne-544e3b.webp"/></figure>

<p>Si ritiene che i<strong> romani</strong> siano stati i primi a piantare le viti per produrre vino nella <strong>regione della Champagne</strong>. </p>
<p>La fama di <strong>Reims, capitale della regione,</strong> ebbe inizio con il battesimo di Clodoveo, re dei Franchi, qui avvenuto nel 496. La scelta di Clodoveo divenne poi un simbolo e fece sì che, dal 987 fino al 1825, tutta la stirpe dei re di Francia si fece incoronare a Reims, nella meravigliosa cattedrale di Notre-Dame, tra i più alti esempi di arte gotica in Europa.</p>
<p>Le incoronazioni, che riunivano le più importanti figure del regno, davano luogo a ricchi banchetti nei quali il vino scorreva a fiumi. Da allora, il vino della regione, prima fermo e poi effervescente, divenne il vino dell’incoronazione: il “<strong>Vino dei Re</strong>”</p>
<h2><strong>La nascita del metodo di produzione dello Champagne</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="Dompé" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Domp--173659.webp"/></figure>
<h2>La data di nascita dello Champagne viene fatta risalire per convenzione al 1668, anno in cui l’abate Dom Pierre Pérignon divenne amministratore dell’abbazia di Hautvillers, carica che assunse per quasi cinquant’anni, fino alla sua morte, periodo in cui fu artefice di importanti evoluzioni in campo enologico.</h2>
<p>In quei tempi l’<strong>assemblaggio</strong> del vino avveniva in modo abbastanza casuale. Dom Pierre Pérignon, agendo da precursore, riconobbe la <strong>complementarità esistente tra vini diversi e tra cru differenti</strong>. Iniziò quindi a praticare assemblaggi attentamente ponderati. Il risultato furono vini migliori, più equilibrati e di qualità superiore.</p>
<p>A Dom Pierre Pérignon va il merito di un’importante innovazione tecnica: l’<strong>ideazione della cuvée</strong>, risultato ottimale dell’assemblaggio tra le diverse partite di uve e della successiva combinazione in cantina, con relativo controllo delle caratteristiche del vino. In sintesi, all’abate si deve la declinazione del vero “mestiere” dell’enologo che, sia nelle vigne che in cantina, riesce a combinare, armonizzare e a scegliere il miglior blend per creare un grande vino dalle caratteristiche ripetibili.</p>
<p>Nella <strong>seconda metà del XVII secolo</strong> fu messa in atto una nuova tecnica di pressatura delicata e frazionata. Si trattò di una rivoluzione, che permette tuttora di <strong>ottenere vini bianchi da uve a bacca nera</strong>.</p>
<h2><strong>Innovazioni e progressi tecnici</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="Fondo piatto-1" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Fondo-piatto-1-737337.webp"/></figure>
<p>A partire dalla fine del 1600, nella regione Champagne si scelse volontariamente di produrre vini effervescenti. Con l’aggiunta del liqueur de tirage, composto liquoroso a base di vino, zucchero e lieviti, viene indotta un’ulteriore fermentazione al fine di rendere il vino frizzante. La tradizione racconta che tale tecnica sia dovuta a un altro religioso, il benedettino Fratel Jean Oudart.</p>
<p><strong>Nel 1685 il tappo di sughero viene utilizzato per la prima volta </strong>in Champagne e nel XVIII secolo anche l’industria del vetro migliorò gradualmente, portando alla diffusione di una bottiglia più spessa e quindi più resistente. </p>
<p><strong>Dal 1800 una serie di innovazioni tecniche</strong> permette alle cantine della Champagne di migliorare ulteriormente l’elaborazione dei vini. Una delle principali fu il <strong>controllo dell’effervescenza</strong>. Per molto tempo essa era dipesa in gran parte dal momento in cui veniva effettuato il <strong>tirage</strong>, ma il risultato era spesso casuale. A volte le bottiglie esplodevano, causando perdite significative, oppure, al contrario, l’effervescenza non si sviluppava e il vino rimaneva fermo. <strong>Alla fine del XVIII secolo</strong>, i produttori di Champagne iniziarono ad aggiungere zucchero al tirage per compensarne un’eventuale carenza, ma fu <strong>all’inizio del XIX secolo</strong> che vennero inventate le “<strong><em>tavole di</em> </strong><strong><em>remuage</em></strong>”, oggi note come<em> </em><strong><em>pupitre</em></strong>, con lo scopo di far confluire il deposito dei lieviti nel collo della bottiglia. Una volta depositati, i lieviti in eccesso si eliminavano con la tecnica del <strong><em>dégorgement</em></strong><strong>, </strong>che prevedeva un successivo rabbocco di vino.</p>
<p><strong>Nel 1837</strong>, il farmacista <strong>Jean-Baptiste François</strong> mise a punto un <strong>metodo affidabile per misurare con precisione la quantità di zucchero</strong> da aggiungere al vino e ottenere un’effervescenza ottimale. Così, il tasso di rottura delle bottiglie diminuì drasticamente. </p>
<p>Pochi anni dopo vennero inventati la <strong>capsula (o </strong><strong><em>plaque de muselet</em></strong><strong>)</strong> e il suo sostegno tramite una gabbietta in filo di ferro.</p>
<p><strong>Solo nel 1860 Louis Pasteur scopre i lieviti </strong>e la loro capacità di trasformare lo zucchero in alcol e anidride carbonica. Fino ad allora, il processo era rimasto un mistero. Da quel momento, si applicò un metodo di produzione standard che venne poi codificato per ottenere la seconda fermentazione in bottiglia.</p>
<p>Infine, <strong>nel 1884, Armand Walford inventa il </strong><strong><em>dégorgement</em></strong><strong> </strong><strong><em>à la glace</em></strong><strong> (a freddo)</strong>. A tal fine, il collo della bottiglia veniva immerso in una soluzione a circa -27°C, congelando i sedimenti all’interno della <strong><em>bidule</em></strong>, un piccolo cilindro posto sotto il tappo a corona. Questa operazione consentiva di espellere i sedimenti senza perdere un’importante quantità di vino, come invece accadeva con il <em>dégorgement à la volée</em>. Tale tecnica è oggi quella più utilizzata.</p>
<p><strong>Storia della denominazione di origine</strong></p>
<figure class="gallery"><img alt="Brand champagne" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Brand-champagne-5fbaa7.webp"/></figure>
<p>Fino alla fine del XIX secolo i vigneti della Champagne erano molto estesi e coprivano una superficie di oltre 60.000 ettari. <strong>Nel 1863 compare in Europa un grave flagello per la vite</strong>: la <strong>fillossera</strong>, che attacca le radici e si nutre della linfa delle piante, seccando irreparabilmente la vigna dall’interno. Quasi tutti i vigneti europei vengono distrutti: in Champagne la priorità immediata diventa l’estirpazione delle piante colpite.</p>
<p>Nel <strong>1898, i vignerons e le maisons</strong> della regione si rendono conto dell’importanza di proteggere il loro patrimonio comune e fondano la <a href="https://maisons-champagne.com/en/industry/professional-associations/article/association-viticole-champenoise-champagne" rel="noopener" target="_blank"><strong>AVC, l’Association Viticole Champenoise</strong></a>. Come per tutte le regioni colpite, si ovviò al problema degli attacchi della fillossera re-impiantando i vigneti e innestando l’apparato aereo europeo su un apparato radicale (portainnesto) americano, resistente all’insetto. Tale tecnica si rivelò molto valida dato che riuscì a mantenere le qualità antiche dei vini pur adattandosi ai terreni della regione e preservando le viti dalle malattie.</p>
<p>Consapevoli del valore che lo Champagne rappresentava, gli abitanti della celebre regione vitivinicola cercarono, a partire dalla <strong>fine del XIX secolo</strong>, di introdurre regole per impedire l’usurpazione del loro patrimonio.</p>
<p>Inoltre, per la prima volta <strong>un vino venne identificato con il nome della regione che lo produceva</strong>, la Champagne. Fino al Medioevo si era infatti parlato genericamente di “vino di Francia”. A partire dal 1690, si citarono espressamente i “Vini di Champagne”.</p>
<p><strong>Nel 1887</strong>, la Corte d’Appello di Angers emise una sentenza che <strong>attribuisce il termine “Champagne” esclusivamente ai vini provenienti dalla regione</strong>.</p>
<p><strong>Nel 1905</strong>, il Ministero dell’Agricoltura rese ufficiale la <strong>delimitazione della “Champagne viticola”</strong> e l’esclusività del nome Champagne ai vini raccolti e trattati completamente in quest’area.</p>
<p><strong>Nel 1935 </strong>venne legalmente definito il concetto di <strong><em>Appellation d’Origine Contrôlée</em></strong><strong> (AOC)</strong>, l’equivalente della DOC, e l’anno successivo venne riconosciuta la denominazione Champagne, che ratificò tutte le regole previste dagli operatori della regione Champenois.</p>
<p>Nello stesso anno venne creata anche la <strong><em>Commission de Châlons</em></strong><em> </em>che riuniva i rappresentanti delle <em>maisons</em> e dei v<em>ignerons</em>, al fine di definire collegialmente le regole per la lavorazione degli Champagne.</p>
<p><strong>Nel 1941 </strong>venne creato invece il <strong><em>Comité Interprofessionnel du vin de Champagne</em><em>,</em> </strong>sulla scia della <em>Commission de Châlons, </em>che concentra ulteriormente i poteri per la difesa e la protezione dei vini della regione.</p>
<p><strong>Verso la tutela dello Champagne come “brand”</strong></p>
<p>Gli anni ‘20<strong> </strong>sono un periodo di grande splendore in cui viene rafforzata la fama dello Champagne. </p>
<p>Alla fine della Prima Guerra Mondiale, che aveva profondamente ferito e traumatizzato l’intera Europa, l’atmosfera è festosa e spensierata. Lo Champagne, simbolo di gioia, convivialità e piacere, è presente su tutte le tavole più rinomate e vive quindi una vera e propria “età dell’oro”. </p>
<p>Anche nel secondo dopoguerra il nome “Champagne” evoca immediatamente un immaginario di festa, lusso, convivialità e piacere. Tuttavia questo prodotto suscita invidie e tentativi di plagio.</p>
<p><strong>Nel 1960</strong>, un vino effervescente distribuito in Gran Bretagna prende il nome di <em><strong>Spanish Champagne</strong></em>. La condanna da parte dell’Alta Corte d’Inghilterra permette di proteggere la denominazione “Champagne” nei Paesi di diritto inglese e servirà da riferimento per altri stati. Si innesca una continua battaglia contro svariati tentativi di usurpazione. Lo scopo è quello di <strong>proteggere sì la denominazione Champagne</strong> ma, insieme, <strong>anche il consumatore</strong> finale di ogni paese, al quale si vuole fornire una garanzia di originalità sul vino acquistato.</p>
<p><strong>Nel 2021</strong>, la <strong>Corte di Giustizia dell’Unione Europea</strong> rafforza ulteriormente la tutela delle denominazioni di origine, in particolare della denominazione Champagne, pronunciandosi contro i tapas bar chiamati <em><strong>Champanillo</strong></em>. In tale recente sentenza, la Corte di Giustizia Europea afferma che “la protezione delle denominazioni d’origine debba essere estesa ai servizi per garantire un alto livello di tutela”. </p>
<p>Tra le denominazioni più ricercate da collezionisti e investitori troviamo <strong>Louis Roederer Cristal e Cristal Rosé</strong>, Champagne sinonimi di tradizione coniugata a processi produttivi innovativi e sostenibili. <a href="https://blog.ewibe.com/storia-champagne-louis-roederer-cristal" rel="noopener" target="_blank">Scopri la loro storia qui</a><a href="https://blog.ewibe.com/storia-champagne-louis-roederer-cristal" rel="noopener" target="_blank">.</a></p>
<p><strong>Le bollicine che hanno conquistato il mondo</strong></p>
<p>In questo articolo abbiamo ripercorso la storia dello Champagne, dalla nascita fino alle innovazioni e i progressi tecnici che lo hanno reso lo spumante più famoso al mondo.</p>
<p>Abbiamo anche raccontato come la denominazione Champagne sia diventata un vero “brand”. </p>
<p>Nel <strong>prossimo articolo</strong> ti racconteremo l’influenza che clima, territori, uve hanno nella produzione e quali sono le figure coinvolte.</p>
<p>Infine, scopriremo quali sono oggi i numeri dello Champagne.</p>
<p><strong>Non perdertelo!</strong></p>
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      <category>Curiosità</category>
      <pubDate>Wed, 27 Sep 2023 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Leonardo Bernasconi)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/storia-dello-champagne</guid>
      <dc:date>2023-09-27T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Louis Roederer Cristal e Cristal Rosé: storia di due Champagne iconici</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/storia-champagne-louis-roederer-cristal</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/storia-champagne-louis-roederer-cristal" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Cover-b53bf5.webp" alt="Louis Roederer Cristal e Cristal Rosé: storia di due Champagne iconici" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri la storia di Cristal e Cristal Rosé, due iconici Champagne prodotti dalla Maison Louis Roederer. Da una tradizione secolare alla coltivazione biodinamica, immergiti nel lusso e prestigio di questi vini pregiati.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/storia-champagne-louis-roederer-cristal" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Cover-b53bf5.webp" alt="Louis Roederer Cristal e Cristal Rosé: storia di due Champagne iconici" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Un nome che è sinonimo di lusso e prestigio: <strong>Maison Louis Roederer</strong>, azienda storica tra le più note della regione, ha dato vita a due dei protagonisti assoluti nel mondo dello Champagne di prestigio, <strong>Cristal e</strong> <strong>Cristal Rosé.</strong></p>
<p>Ma qual è la loro storia? Te la raccontiamo a partire da aneddoti e metodi di coltivazione all’insegna della sostenibilità.</p>
<h2><strong>Maison Louis Roederer: un affare di famiglia</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="Famiglia Roderer" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Unaffare_di_famiglia-751cfe.webp"/></figure>

<p>La storia di <a href="https://www.louis-roederer.com/it" rel="noopener" target="_blank">Maison Louis Roederer </a>ha inizio a <strong>Reims</strong>, capitale della Champagne, quando i signori Dubois fondarono la <strong>Maison Dubois Père et Fils</strong>, nel 1760. Alcuni anni dopo, questa fu ceduta a Nicolas Schreider, che nel <strong>1827</strong> si mise in società con il nipote <strong>Louis Roederer</strong>. </p>
<p>Sarà lui, nel <strong>1833</strong>, ad assumere per intero il <strong>controllo dell’azienda</strong>, dando alla Maison il suo nome. Nello stesso anno l’imprenditore, noto per l’approccio innovativo con il quale intraprendeva nuovi progetti, decise di acquistare vigneti in alcuni dei comuni più prestigiosi della regione, tra cui diversi classificati come<strong> Grands Crus, per affiancare nuovi ettari di vigna a quelli già esistenti</strong>. La varietà di uve provenienti da aree differenti della regione concorre a dare complessità ai vini prodotti, assecondando il suo desiderio di ottenere Champagne molto articolati e complessi.</p>
<p>Il suo successore, <strong>Louis Roederer II</strong>, prosegue nel solco della tradizione impostata dai fondatori della Maison.</p>
<p><strong>Nel 1920</strong> il timone dell’azienda passa a <strong>Léon Olry Roederer</strong>, e nel 1933 fu <strong>sua moglie Camille</strong> ad assumerne la direzione, proiettando i vini della Maison verso una nuova epoca.</p>
<p>Le succede il nipote<strong> Jean-Claude Rouzaud</strong>, grande sostenitore dell’idea che <strong>gli champagne Roederer andassero apprezzati e bevuti solo dopo un lungo invecchiamento</strong>, alla stregua di un grande <strong>vino rosso</strong>.<strong> </strong></p>
<p>Oggi l’azienda è guidata da <strong>Frédéric Rouzaurd</strong>, esponente della settima generazione della dinastia, e rimane una delle poche a conduzione famigliare della regione.</p>
<p>La Maison conta <strong>240 ettari di vigneti</strong> di proprietà e produce ogni anno oltre 3 milioni di bottiglie, distribuite in più di 100 paesi in tutto il mondo.</p>
<h2><strong>Cristal, una storia imperiale </strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="Cristal fondo piatto" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Fondo-piatto-ce3c3b.webp"/></figure>
<p><strong> </strong></p>
<p>Cristal, <strong>la prima cuvée de Prestige di Champagne della storia</strong>, fu creata nel <strong>1876</strong> per soddisfare i gusti esigenti dello Zar Alessandro II. </p>
<p>Il <strong>nome del vino</strong> nacque da una richiesta dello Zar che, temendo di cadere vittima di un attentato, volle che la <strong>bottiglia fosse realizzata in cristallo trasparente</strong> e con fondo piatto, per evitare che all’interno dell’incavo situato sul fondo si potesse nascondere del veleno.</p>
<p>La storia di Cristal, prodotto <strong>esclusivamente per il mercato russo</strong>, prosegue fino alla <strong>rivoluzione di ottobre, nel 1917</strong>. Con la caduta dello Zar, termina anche la prima gloriosa pagina della storica cuvèe.</p>
<p>Per adattarsi al nuovo scenario commerciale, la famiglia Roederer decide di dedicarsi a un <strong>nuovo mercato</strong>, quello americano, che gli offre da subito grandi soddisfazioni. </p>
<p>In un travagliato contesto economico, nel 1929 l’America affronta la più grande crisi finanziaria della storia, crollano le borse e di conseguenza anche il mercato del lusso subisce un colpo durissimo. Così nel 1932 la Maison Louis Roederer sceglie di commercializzare sul mercato mondiale la sua cuvée più famosa, prima destinata esclusivamente allo Zar. Una scelta che si rivela da subito vincente, e da quel momento Cristal diventa uno dei vini di pregio più richiesti da collezionisti e appassionati.</p>
<p>Nella storia del prestigioso Champagne, la <strong>2012 è stata la prima annata</strong> che ha visto una produzione ottenuta esclusivamente con <strong>uve provenienti da agricoltura biodinamica</strong>, un risultato sorprendente soprattutto in relazione alla quantità prodotta: circa 800.000 bottiglie.</p>
<p>Elaborato unicamente nelle "grandi annate", Cristal è composto da un assemblaggio di <strong>Pinot Noir (circa il 60%) e</strong> <strong>Chardonnay (circa il 40%)</strong>: viene affinato in cantina per 6 anni e lasciato riposare 8 mesi dopo la sboccatura prima dell’immissione in commercio.</p>
<h2><strong>La nascita di Cristal Rosé</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="Vigne Cristal" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Foglie-144e3d.webp"/></figure>

<p><strong>Nel 1974 la Maison crea la cuvée Cristal Rosé </strong>selezionando vecchie viti di Pinot Noir dalle migliori vigne del comune <strong>Grand Cru di </strong><strong>Aÿ</strong>. Prodotto solo nelle migliori annate, questo Champagne ha la particolarità di raggiungere una <strong>straordinaria maturità abbinata a una grande freschezza</strong>.</p>
<p>Elaborato a partire da un assemblaggio composto da circa <strong>55% di Pinot Noir e 45% di Chardonnay</strong>, Cristal Rosé è realizzato con il <strong>metodo Saignée</strong> e viene affinato per almeno 6 anni in cantina prima della commercializzazione.</p>
<p>Simbolo di eccellenza e lusso, Cristal Rosé continua a ottenere punteggi altissimi da parte dei più influenti critici di tutto il mondo. </p>
<p>Maison Louis Roederer produce altri Champagne di elevata qualità, tra questi, <strong>Collection</strong>, <strong>Rosé, Blanc de Blancs e Vintage</strong>.</p>
<h2>Perché investire in Cristal e Cristal Rosé</h2>
<p>Cristal e Cristal Rosé si sono affermati come <strong>investimenti dall’altissimo potenziale di crescita</strong> anche nel lungo periodo grazie a diverse <strong>caratteristiche</strong>: il pregio del produttore, la storicità della maison, la produzione solo nelle migliori annate, la rarità dell’offerta e l’aumento della domanda.</p>
<p>Diversi millesimi tra i più recenti hanno ottenuto <strong>punteggi altissimi </strong>dalla critica:</p>
<ul>
<li><strong>Robert Parker</strong> ha assegnato <strong>100/100 all’annata 2008</strong>; <strong>96/100 all’annata 2009</strong>; <strong>99/100 all’annata 2013</strong>.</li>
<li>L’annata <strong>2012</strong> ha ottenuto un punteggio di <strong>18,5/20</strong> dalla critica britannica <strong>Jancis Robinson</strong>.</li>
</ul>
<p>Negli ultimi 3 anni i Cristal Rosé hanno visto aumentare in maniera costante il loro <strong>prezzo di mercato</strong>:</p>
<p>In particolare, l’annata <strong>2007 ha registrato un +48%; la 2008 ha segnato un +77% e la 2012 un +38%</strong>.</p>
<p>Su eWibe sono ora disponibili le annate <strong>2007, 2008, 2009, 2012, 2013 e 2014</strong>.</p>
<p>Vuoi sapere di più sui magazine e i critici che assegnano i punteggi ai vini di pregio? <a href="https://blog.ewibe.com/punteggi-critici-vino-pregiato" rel="noopener" target="_blank">Ne abbiamo parlato in questo articolo.</a></p>
<h2><strong>Maison Louis Roederer e la coltivazione biodinamica</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="Cristal Rosé 2006 biodinamico" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Biodinamicit--03224f.webp"/></figure>
<p>Sin dall’inizio del nuovo millennio, Maison Louis Roederer ha scelto di applicare <strong>pratiche vitivinicole responsabili</strong>, con un programma di conservazione del patrimonio naturale basato sulla sostenibilità.</p>
<p><strong>Dal 2000</strong> porta avanti un progetto di <strong>coltivazione biodinamica</strong>, come risposta al cambiamento climatico in atto. Questo prevede l’esclusione del diserbo chimico, dell’utilizzo di concimi e dei trattamenti sistemici. </p>
<p>L’obiettivo è ristabilire in toto una naturale fertilità del suolo, con un ambiente salubre che preservi la biodiversità dei vigneti.</p>
<p>Grazie alla collaborazione con lo <strong>Chef de Caves Jean-Baptiste Lécaillon</strong>, la Maison ha intrapreso un percorso che l’ha portata ad essere la più virtuosa della regione.</p>
<p><strong>Dei 240 ettari</strong> di proprietà, poco meno della metà è già coltivata in biodinamica, mentre il resto è attualmente in conversione. </p>
<h2><strong>Cristal e Cristal Rosé, champagne tra tradizione e innovazione</strong></h2>
<p>In questo articolo abbiamo ripercorso la storia di Cristal e Cristal Rosé, due degli Champagne più iconici del mondo, prodotti dalla Maison Louis Roederer.</p>
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      <category>En primeur</category>
      <pubDate>Wed, 13 Sep 2023 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Leonardo Bernasconi)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/storia-champagne-louis-roederer-cristal</guid>
      <dc:date>2023-09-13T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Osservatorio agosto 2023</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/osservatorio-vini-pregiati-agosto2023</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/osservatorio-vini-pregiati-agosto2023" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-1991-40ffa3.webp" alt="Osservatorio agosto 2023" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri tutte le novità sull'osservatorio di agosto a cura di eWibe</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/osservatorio-vini-pregiati-agosto2023" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-1991-40ffa3.webp" alt="Osservatorio agosto 2023" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p><strong>Osservatorio eWibe 2023: le novità di agosto</strong></p>
<p>L’andamento del mercato dei vini di pregio, tracciato dall’indice eWibe Fine Wines, ha mostrato una leggera ripresa nel mese di agosto, dopo un calo fisiologico verificatosi nel mese di luglio. In generale, possiamo osservare come questo trend sia dettato principalmente da variabili di mercato che, nella fase attuale, sta attraversando una fase di assestamento: la domanda da parte degli utenti segna una ripresa dovuta ai prezzi di offerta (Ask) rivisti leggermente al ribasso.</p>
<p>Il lieve calo fisiologico dei mesi di giugno e luglio è da ricondurre principalmente alla poca attività di rilascio sul mercato da parte delle aziende produttrici, come si osserva ogni anno nel periodo estivo, che hanno fornito meno impulso agli acquisti.</p>
<p>Nel complesso, il mese di agosto si conferma poco movimentato. Si stima che le prossime release autunnali, che avverranno una volta concluso il periodo di vendemmia, possano conferire maggior dinamismo e dare una spinta al rialzo dei volumi di scambio.</p>
<p><strong>Gli indici di agosto</strong></p>
<p>Prendendo in esame l’indice eWibe Fine Wines, gli analisti osservano un rialzo del +0,5% con un quadro generale che si prospetta più positivo entro la fine dell’anno.</p>
<figure class="gallery"><img alt="Indici mensili eWibe" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-1984-Sep-12-2023-05-05-30-1602-PM-c93437.webp"/></figure>
<p>L’indice Italia (+0,9%) continua a registrare ottime performance, spinto dalla regione più virtuosa, la Toscana, che realizza un +1,0% sul mese di luglio e vede un andamento positivo anche sullo YTD con un +2,6%.</p>
<figure class="gallery"><img alt="Indici eWibe 12 mesi" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-1990-4-3ccab2.webp"/></figure>
<p>Per la Toscana, le bottiglie che sostengono la crescita YTD sono <a href="https://ewibe.com/app/mercato/5806" rel="noopener" target="_blank">Le Pergole Torte Montevertine 2012</a> (+29,7%), <a href="https://ewibe.com/app/mercato/7000" rel="noopener" target="_blank">Tignanello Antinori 2020</a> (+23,5%) e <a href="https://ewibe.com/app/mercato/7175" rel="noopener" target="_blank">Sangiovese Soldera 2013</a> (+19,2%).</p>
<p>Buona la performance dell’indice Piemonte che segna un +0,5% sul mese di luglio e un +1,3% dall’inizio dell’anno. Per la regione, le bottiglie che sostengono la crescita sono <a href="https://ewibe.com/app/mercato/5223" rel="noopener" target="_blank">Barolo Riserva Falletto Vigna Le Rocche 2000</a> (+27,2%), <a href="https://ewibe.com/app/mercato/3530" rel="noopener" target="_blank">Barolo Bartolo Mascarello 2010</a> (+25,6%) e <a href="https://ewibe.com/app/mercato/4112" rel="noopener" target="_blank">Gaia&amp;Rei Gaja 2016</a> (+17,8%).</p>
<p><strong>Le bottiglie Top performer</strong></p>
<p>In generale, le bottiglie che hanno registrato il maggiore aumento di valore dall'inizio dell’anno sono <a href="https://ewibe.com/app/mercato/5962" rel="noopener" target="_blank">Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 2009 </a>(+54,7%), <a href="https://ewibe.com/app/mercato/4634" rel="noopener" target="_blank">Le Pergole Torte Montevertine 2012</a> (+29,7%) e <a href="https://ewibe.com/app/mercato/5223" rel="noopener" target="_blank">Barolo Riserva Falletto Vigna Le Rocche 2000</a> (27,2%).</p>
<figure class="gallery"><img alt="Frame 1996-1" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-1996-1-cec798.webp"/></figure>
<p>Vorresti sapere quali sono le migliori bottiglie italiane per il 2023? ne abbiamo parlato <a href="https://blog.ewibe.com/10-vini-di-pregio-per-il-2023" rel="noopener" target="_blank">in questo articolo</a></p>
<p>Le 3 bottiglie che hanno registrato le performance migliori nel mese di agosto sono La <a href="https://ewibe.com/app/mercato/5758" rel="noopener" target="_blank">T</a><a href="https://ewibe.com/app/mercato/5758" rel="noopener" target="_blank">âche Domaine de la </a><a href="https://ewibe.com/app/mercato/5758" rel="noopener" target="_blank">Romanée-Conti 2018</a> (+18,9%), <a href="https://ewibe.com/app/mercato/5223" id="__hsNewLink" rel="noopener" target="_blank">Brunello di Montalcino Riserva Biondi-Santi 2008</a> (+18,7%) e <a href="https://ewibe.com/app/mercato/6964" id="__hsNewLink" rel="noopener" target="_blank">Krug Rosé Krug 24</a> (+15,8%).</p>
<figure class="gallery"><img alt="Top 3 bottiglie agosto" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-1997-f0bf15.webp"/></figure>
<p>In lieve ripresa anche le principali regioni francesi (+0,2%) con Champagne che mostra timidi segnali di crescita (+0,5%), sostenuta da una produzione che resta esigua e caratterizzata da volumi di vendita ai massimi storici.</p>
<p>Gli indici di Bordeaux e Borgogna sono in fase di assestamento dopo la grande corsa del 2022 che ha generato una rapida salita dei prezzi.</p>
<p>Considerando l'incertezza della situazione macroeconomica mondiale, l’investimento in vino si sta confermando un ottimo asset sul quale investire, anche se con una crescita lievemente più moderata rispetto al 2022. Negli ultimi 10 anni l’investimento in vini pregiati ha dimostrato di poter compensare l’instabilità dei mercati finanziari e di essere un eccellente asset alternativo.</p>
<p>Nonostante i campanelli d’allarme, per il mercato globale dei beni di lusso personali in cui si collocano i fine wines è stimata una crescita anche nel 2023 sulla scia di un’annata record, quella del 2022, che ha raggiunto un valore di mercato di 345 miliardi di euro.</p>]]></content:encoded>
      <category>En primeur</category>
      <pubDate>Tue, 12 Sep 2023 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Carlo Silvano)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/osservatorio-vini-pregiati-agosto2023</guid>
      <dc:date>2023-09-12T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Chi assegna i punteggi ai vini di pregio</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/punteggi-critici-vino-pregiato</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/punteggi-critici-vino-pregiato" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-1981-1--1--b72ad7.webp" alt="Chi assegna i punteggi ai vini di pregio" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>I vini di pregio sono valutati secondo differenti scale di punteggi: la più celebre è quella di Robert Parker di The Wine Advocate. Scopri tutte le altre!</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/punteggi-critici-vino-pregiato" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-1981-1--1--b72ad7.webp" alt="Chi assegna i punteggi ai vini di pregio" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><h2><strong>Quali sono i magazine, le guide e i critici più autorevoli</strong></h2><p>I vini considerati da collezione rappresentano una parte minoritaria della produzione mondiale complessiva. I <strong>criteri fondamentali</strong> con i quali vengono più o meno apprezzati sono: regione di provenienza, produttore, qualità dell’annata e infine punteggio dei critici.</p>
<p>In questo articolo approfondiremo come funziona quest’ultimo, quali sono i <strong>principali sistemi di rating</strong> e chi sono i critici più influenti del mondo, che con il loro giudizio possono decretare il successo di vini e produttori.</p>
<p>Vedremo inoltre quali sono<strong> i magazine e siti di riferimento </strong>per appassionati, collezionisti e investitori che vogliono approfondire la conoscenza del mondo dei fine wines.</p>
<p>Ti racconteremo anche gli<strong> aneddoti più curiosi e le intuizioni</strong> che hanno definito il mercato dei vini di pregio come lo conosciamo oggi. Buona lettura!</p>

<h2><strong>L’evoluzione della critica enologica nel XX secolo </strong></h2>
<p>L’approccio alla critica enologica nel XX secolo ha attraversato diverse evoluzioni, definendo i cambiamenti del mercato dei fine wines.</p>
<p><strong>All’inizio</strong> il rating era concentrato soprattutto sulle recensioni e valutazioni oggettive delle proprietà organolettiche dei vini.</p>
<p><strong>Negli anni ‘60 e ‘70</strong> la valutazione si è spostata verso una maggiore attenzione alla critica enologica grazie a esponenti come Robert Parker negli Stati Uniti, il primo a introdurre un sistema standardizzato di valutazione con un modello numerico basato in centesimi.</p>
<p><strong>Gli anni ‘80 e ‘90</strong> hanno visto una globalizzazione della critica enologica. Questo periodo ha portato a una maggiore attenzione al di fuori delle tradizionali regioni vitivinicole europee, aprendo la strada alla scoperta di vini provenienti da tutto il mondo. </p>
<p><strong>Dagli anni 2000 </strong>l’affermarsi di un numero maggiore di critici ha portato a prospettive diverse sul mondo del vino. Molti hanno abbandonato l’approccio numerico per uno più sensoriale. Le recensioni hanno poi rafforzato la propria influenza anche grazie all’utilizzo dei social media.</p>
<p>Tra i<strong> rappresentanti fondamentali nella storia </strong>dell’editoria riferita ai vini pregiati spiccano nomi come <strong>Robert Parker, James Suckling e Jancis Robinson</strong>, che hanno plasmato quello che è il panorama attuale della critica enologica .</p>
<p>Inoltre, tra i critici esperti di specifiche regioni, alcuni dei più influenti sono <strong>Jasper Morris, Allen Meadows</strong> e <strong>Clive Coates </strong>per i vini di Borgogna, <strong>Antonio Galloni</strong> per i vini italiani e altri quali, Neil Martin, Stephen Tanzer, Kerin O’Keefe, Lisa Perrotti-Brown, Tim Atkin e Jeb Dennuck.</p>
<h2><strong>Come si struttura la critica enologica contemporanea </strong></h2>
<p><strong> </strong></p>
<p>I <strong>critici più influenti del mondo </strong>dei fine wines si distinguono per passione, conoscenze e rispetto della tradizione, ma anche per la capacità di andare controcorrente. Con altrettanto celebri <strong>recensioni, siti e newsletter </strong>hanno scritto la storia del mercato dei vini da collezione. Ecco un elenco dei critici più noti al mondo ordinati per importanza:</p>
<h3><strong>Robert Parker e The Wine Advocate</strong></h3>
<figure class="gallery"><img alt="Blog Robert Parker" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-1977-2-184a68.webp"/></figure>

<p>Avvocato americano con una grande passione per il mondo dell’enologia, negli anni ’70 Robert Parker ha iniziato a scrivere recensioni su vini pregiati in una newsletter, <a href="https://www.robertparker.com/" rel="noopener" target="_blank"><strong>The Wine Advocate</strong></a>, oggi una pietra miliare nel settore. Ogni vino è descritto con grande cura dei dettagli e a ciascuno viene attribuito un punteggio <strong>su una scala da 50 a 100</strong>. </p>
<p>L’impatto che Parker ha avuto sulla produzione vitivinicola di Bordeaux è stato unico al mondo. In particolare i suoi rating assegnati ai vini della regione, valutati sin dalla presentazione<strong> En Primeur</strong>,<strong> </strong>hanno influito in modo sostanziale sul prezzo dei vini.</p>
<p>A Robert Parker si deve anche <strong>un nuovo approccio alla valutazione dei fine wines</strong>, che non tiene solo in considerazione il prestigio dei produttori. Grazie agli alti punteggi da lui attribuiti diversi vini di aziende sconosciute sono stati poi considerati al pari di quelli più blasonati.   </p>
<p>L’attenzione di Parker, prima concentrata solo sui vini di Bordeaux, si è poi spostata su altre regioni fino ad allora poco considerate dalla critica, come California e Spagna. </p>
<p>Oggi la sua attività si divide tra siti, blog, riviste e libri che portano avanti la filosofia del fondatore di <strong>The Wine Advocate</strong>. La sua influenza è tale da aver dato vita a quello che viene definito <strong>Effetto Parker</strong>: conoscendo la sua predilezione per i vini rossi e molto alcolici, diversi produttori hanno infatti cercato di modificare i loro vini per incontrare il gusto del critico americano e ricevere quindi un punteggio più alto.</p>
<p>Un esempio concreto dell’Effetto Parker è la consacrazione di <strong><a href="https://www.screamingeagle.com/" rel="noopener" target="_blank">Screaming Eagle</a> </strong>(uno dei rappresentanti della produzione californiana) a vino d’eccellenza: l’alto punteggio assegnatogli dal critico americano ne ha decretato il successo a livello mondiale, a discapito del parere di diversi critici internazionali che non ne hanno mai completamente riconosciuto il pregio.</p>
<p>Anche dopo che Robert Parker ha abbandonato il timone di <strong>The Wine Advocate</strong>, quest’ultimo ha confermato la sua influenza nel mondo dei Fine Wines.</p>
<h4><strong>Come funziona la scala di valutazione di Robert Parker</strong></h4>
<p>Il metodo di valutazione dei vini di pregio di Parker è il più diffuso al mondo. Al critico va il merito di aver introdotto il sistema in centesimi per classificare il vino con un <strong>rating da 50 a 100</strong>. In tale contesto vengono prese in considerazione diverse caratteristiche dei fine wines, come aspetto, colore, aroma e potenziale di invecchiamento.</p>
<h3><strong>I punteggi di Parker sono così organizzati:</strong></h3>
<figure class="gallery"><img alt="Frame 1984_2-1" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-1984_2-1-39010f.webp"/></figure>
<p>Le bottiglie che ottengono maggiore attenzione sono quelle alle quali sono assegnati i punteggi più alti, a partire da 90 punti. Di conseguenza, un rating elevato assegnato da Parker può decretare il successo anche di bottiglie sconosciute.</p>
<h3><strong>Jancis Robinson</strong></h3>
<p>Nel corso degli ultimi decenni sono stati sviluppati diversi sistemi di valutazione dei vini da collezione, che hanno influenzato allo stesso modo il consumatore globale. In particolare, <a href="https://www.jancisrobinson.com/" rel="noopener" target="_blank"><strong>Jancis Robinson</strong></a> ha coniato un metodo di rating basato su una <strong>scala di 20 punti</strong>, che si è affermata soprattutto nel <strong>mercato anglosassone </strong>come alternativa alla scala in centesimi di Robert Parker.</p>
<p>Jancis Robinson è stata definita da <strong>Decanter</strong> «la critica e giornalista enologica più autorevole al mondo». Ha curato programmi televisivi sul vino per la <strong>BBC</strong>, scrive per il <strong>Financial Times</strong> ed è stata <strong>consulente della cantina reale di Elisabetta II</strong>.</p>
<p>Nel <strong>1984</strong> è diventata la prima <strong>Master of Wine </strong>donna, ottenendo una delle più prestigiose qualifiche nel settore. In collaborazione con l'inglese <strong>Hugh Johnson</strong>, ha scritto l'<strong>Atlante mondiale dei vini</strong>, una vera e propria enciclopedia sul mondo dei fine wines.</p>
<p>È conosciuta per la neutralità e l’obiettività nelle valutazioni dei vini, e il suo approccio analitico alla degustazione ha contribuito a formare la scuola critica anglosassone, che si contrappone a quella americana.</p>
<h4><strong>Come funziona la scala di valutazione di Jancis Robinson</strong></h4>
<p>La scala di valutazione prevede un punteggio che va da <strong>12 a 20 punti</strong> ed è così organizzata:</p>
<figure class="gallery"><img alt="Frame 1983-2" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-1983-2-25ab9a.webp"/></figure>
<p>Jancis Robinson è conosciuta per le sue valutazioni estremamente selettive e puntuali: la scala in ventesimi è ulteriormente frazionata per mezzi punti (18.5; 19.5… ) ed è considerata particolarmente rigida e severa.</p>
<h3><br/><br/><strong>Wine Spectator e James Suckling</strong></h3>
<figure class="gallery"><img alt="Frame 1974-2" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-1974-2-381ab7.webp"/></figure>
<p>Autorità assoluta nel panorama internazionale, <a href="https://www.winespectator.com/" rel="noopener" target="_blank"><strong>Wine Spectator</strong></a> è una delle riviste più apprezzate dai cultori dei vini pregiati. </p>
<p><strong>Wine Spectator</strong> assegna a ogni vino un <strong>punteggio da 50 a 100</strong>, che riprende il modello di The Wine Advocate, corredato da un giudizio personale del degustatore. La rivista esce annualmente con 15 copie, nelle quali è possibile trovare valutazioni di oltre 10.000 vini.</p>
<p>Inoltre, ogni anno redige la classifica di <a href="https://top100.winespectator.com/lists/" rel="noopener" target="_blank"><strong>Top 100 Wines</strong></a>, molto attesa dai degustatori. Nell’edizione del 2018 Wine Spectator ha eletto <strong>Sassicaia 2015</strong> miglior vino al mondo.</p>
<p>Un grande contributo alla diffusione e alla notorietà della rivista è stato quello del critico americano James Suckling, grazie alle sue valutazioni dei Bordeaux.</p>
<p><strong>Suckling</strong> entra a far parte della rivista nel <strong>1981</strong> e, spinto dal successo crescente, nel <strong>1985</strong> si trasferisce a<strong> Parigi per fondare la redazione europea</strong>. Qui ha modo di immergersi nella realtà vitivinicola del Vecchio Continente, consolidando i rapporti con i diversi produttori e approfondendo la conoscenza dei loro vini.</p>
<p><strong>Nel 2010 Suckling lascia Wine Spectator</strong> per fondare il proprio sito, con l’obiettivo di raccontare il mondo dei vini di pregio attraverso uno stile fortemente personale. </p>
<h3><strong>Antonio Galloni e Vinous: la celebrazione dei vini italiani</strong></h3>
<p>Tra gli autori più importanti nella storia di The Wine Advocate spicca <strong>Antonio Galloni</strong>. Di origini italiane ma cresciuto negli Stati Uniti, è arrivato nel nostro Paese nel 2000 per occuparsi di finanza. Qui si è innamorato di sua moglie e del vino piemontese, una passione quest’ultima che gli deriva dai nonni e dai genitori che possedevano un’enoteca. Tornato negli Stati Uniti, nel <strong>2003</strong> fonda una newsletter intitolata <strong>Piedmont Report</strong> che è diventata il punto di riferimento per gli appassionati di vini piemontesi di 25 nazioni, e lo ha messo in luce come assaggiatore di straordinario talento. </p>
<p>Nel <strong>2006</strong> Robert Parker lo ha voluto come collaboratore per <strong>The Wine Advocate</strong> e Galloni ha detto addio alla banca per dedicarsi interamente al vino.</p>
<p>Si è occupato principalmente della copertura delle regioni vitivinicole italiane, ma ha anche rivolto la sua attenzione ad altre importanti aree del mondo.</p>
<p>Dopo la sua uscita da <strong>The Wine Advocate,</strong> Antonio Galloni ha fondato la rivista <a href="https://vinous.com/" rel="noopener" target="_blank"><strong>Vinous</strong></a>, oggi una fonte autorevole per chi è interessato a conoscere le valutazioni dei vini e ad avere una comprensione più approfondita delle regioni vitivinicole.</p>
<p>I report di Galloni di Barolo e Barbaresco, negli ultimi 10 anni hanno avuto una grandissima influenza, specialmente sul mercato americano, ma i collezionisti di tutto il mondo li apprezzano per la grande precisione e attenzione.</p>
<p>In generale, negli ultimi anni l'attenzione di appassionati e collezionisti di vini di pregio, storicamente rivolto alle più importanti regioni francesi, si è spostata su diverse denominazioni italiane. A questo proposito, <a href="https://blog.ewibe.com/10-vini-di-pregio-per-il-2023" rel="noopener" target="_blank">se ti sei perso i 10 vini su cui puntare nel 2023 puoi trovare l'articolo qui</a>.</p>
<h3><strong>Decanter</strong> </h3>
<figure class="gallery"><img alt="Frame 1981-2" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-1981-2-c7e1c7.webp"/></figure>
<p><a href="https://www.decanter.com/" rel="noopener" target="_blank">Decanter</a> è il <strong>leader mondiale nel settore dei media legati al vino</strong>, grazie alla produzione di contenuti pubblicati su canali cartacei, digitali e social in oltre 100 paesi in tutto il mondo.</p>
<p>La più antica pubblicazione dedicata al vino di pregio nel Regno Unito, <strong>Decanter è stato fondato a Londra nel 1975</strong>. Deve la sua nascita a un’intuizione di Colin Parnell e Tony Lord, due noti imprenditori inglesi, che hanno individuato una lacuna nel mercato, dove mancava una rivista specializzata che parlasse anche ai consumatori.</p>
<p>Il magazine si concentra principalmente sui <strong>vini disponibili nel Regno Unito e negli Stati Uniti</strong>, e il suo sistema di rating si basa su una <strong>scala di 20 punti</strong>. Sebbene sia rivolto ai consumatori, una parte significativa del pubblico di Decanter è composta anche da commercianti e produttori.</p>
<p>Nel <strong>2004</strong> viene inaugurato il <strong>Decanter World Wine Awards</strong>, una delle più grandi competizioni del settore. I risultati vengono pubblicati sul sito di Decanter e nell’edizione di agosto del magazine. I riconoscimenti assegnati hanno un forte<strong> impatto sull’immagine e sulla notorietà dei produttori di vino</strong>, e possono dare un’importante spinta alla commercializzazione a livello internazionale.</p>
<h3><strong>Wine Enthusiast</strong></h3>
<figure class="gallery"><img alt="Frame 1978-2" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-1978-2-85d615.webp"/></figure>
<p><a href="https://www.wineenthusiast.com/" rel="noopener" target="_blank">Wine Enthusiast</a> è la rivista con piattaforma digitale <strong>dedicata al vino più letta negli Stati Uniti</strong>. Si basa su una scala di <strong>valutazione da 80 a 100 punti</strong> ed è composto da due anime complementari, <strong>Wine Enthusiast Catalogue e Wine Enthusiast Media</strong>.</p>
<p><strong>Wine Enthusiast Catalogue è stato fondato nel 1979</strong>, quando i novelli sposi Adam e Sybil Strum, legati anche dalla passione per il vino, si rendono conto che i migliori accessori, bicchieri e soluzioni di conservazione erano disponibili solo per i professionisti. </p>
<p>Così hanno creato il primo catalogo di vendita per corrispondenza, lanciando un'attività di e-commerce che ha presto raggiunto una notorietà mondiale.</p>
<p><strong>Wine Enthusiast Media</strong><strong> viene fondato nel 1988</strong> come naturale estensione dell'attività commerciale. Oggi è una rivista cartacea mensile che offre una visione a 360 gradi del mondo del vino.</p>
<p>Il magazine vede la collaborazione di redattori, scrittori e degustatori con approfondimenti sull'industria e sulla cultura moderna del vino. I contenuti creati educano, intrattengono e informano appassionati, collezionisti e investitori.</p>
<p>Wine Enthusiast ha ricevuto anche un importante contributo da Kerin O’Keefe, italian editor per la rivista durante gli ultimi 10 anni, critica molto apprezzata e specializzata in vini italiani. E’ autrice di 4 libri di grande successo ed è stata anche contributor di Decanter.</p>
<h2><strong>Altri nomi della critica enologica da conoscere</strong></h2>
<p>Ti abbiamo presentato il Gotha della critica enologica del XX secolo. Dato il numero importante di esperti che ha la possibilità di esprimere le proprie valutazioni, oltre a quelli già noti ci sono altri nomi più di nicchia, capaci comunque di influenzare il valore e il pregio dei vini da collezione con i loro giudizi.</p>
<h3><strong>Michael Broadbent e la valutazione a 5 punti</strong></h3>
<p>Diversi magazine e guide importanti utilizzano il sistema di <strong>valutazione a 5 stelle di Michael Broadbent</strong>, degustatore noto in tutto il mondo.</p>
<p>Broadbent è stato un’autorità indiscussa nel mondo del vino. Nel 1952, a 25 anni, ha iniziato a lavorare nel settore e nel 1960 è diventato <strong>Master of Wine</strong>. Qualche anno dopo, nel ‘66, è entrato nella <strong>casa d’aste Christie’s</strong> dove si è svolta tutta la sua carriera, in qualità di direttore del dipartimento vino fino al 1992 e come consulente fino al 2009.</p>
<p>Storico collaboratore della rivista <strong>Decanter</strong>, ha scritto diversi libri, tra cui <strong>The Great Vintage Wine Book</strong>. E’ stato inoltre <strong>chairman dell’Institute of Masters of Wine nel 1970</strong> e presidente del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wine_%26_Spirit_Education_Trust" rel="noopener" target="_blank"><strong>Wine &amp; Spirit Education Trust</strong></a><strong> (WSET)</strong> dal 2007 al 2009.</p>
<p>Si ritiene che le sue note di degustazione, conservate in oltre 140 quaderni, superino i <strong>90.000 vini assaggiati</strong> che Broadbent ha giudicato con un personale <strong>sistema di punteggi da 1 a 5 stelle</strong>, così organizzato:</p>
<figure class="gallery"><img alt="Frame 1985-1" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-1985-1-51fb8f.webp"/></figure>
<h3><strong>Monica Larner</strong></h3>
<p>Critica americana che vive a Roma, ha un’influenza molto forte sui vini italiani. </p>
<p>Monica Larner succede ad Antonio Galloni quando questo lascia la guida di <strong>The Wine Advocate</strong>. Larner ha una vasta conoscenza delle regioni vitivinicole e dei vitigni autoctoni. È<strong> </strong>stata insignita per 3 volte del riconoscimento di <strong>Miglior Giornalista Internazionale dal Comitato Grandi Cru d’Italia</strong>.</p>
<h3><strong>Jasper Morris e i vini di Borgogna</strong></h3>
<p>Jasper Morris è un celebre critico inglese, specializzato nei vini di Borgogna. <strong>Nel 1985 diventa Master of Wine</strong> e vanta una luminosa carriera nel commercio, avendo fondato<strong> Morris &amp; Verdin</strong>, divenuto il principale importatore dei vini di Borgogna nel Regno Unito.</p>
<p>Dopo aver venduto la sua compagnia a <strong>Berry Bros &amp; Rudd</strong>, che<strong> </strong>è un'istituzione per la commercializzazione di vini e liquori in tutto il mondo, dal 2003 al 2007 è stato il direttore del reparto vendite e acquisti dedicato ai vini di Borgogna. </p>
<p>Il culmine della sua carriera coincide con la pubblicazione del libro <strong>Inside Burgundy - The vineyards, the wine &amp; the people</strong>, indiscusso punto di riferimento per chi è interessato ai vini della Borgogna, di cui racconta denominazione, terroir e produttori.</p>
<p>Dopo essersi ritirato dal commercio, Morris ha proseguito la sua attività come critico, allargando il suo interesse anche a nuove aree di produzione vitivinicola.</p>
<h3><strong>Jane Anson</strong> </h3>
<p>Jane Anson è un’autrice ed enologa apprezzata a livello internazionale. Laureata alla prestigiosa <strong>Facoltà di Enologia di Bordeaux</strong>, negli anni ‘90 inizia a scrivere per la rivista <strong>Decanter</strong> sui vini di Bordeaux, dove si trasferisce nel 2003. </p>
<p>Nel 2012 pubblica uno dei suoi libri più celebri,  <strong>Bordeaux Legends: The 1855 First Growth Wines</strong>. Il libro esplora nel dettaglio la regione di Bordeaux vista attraverso gli occhi di una delle massime esperte a livello mondiale. Nel 2020 esce invece <strong>Inside Bordeaux</strong>, una vera enciclopedia dell’omonima regione vitivinicola.</p>
<p>Nella sua carriera, Jane Anson ha ricevuto numerosi premi, tra i quali il <strong>Prix Baron Philippe de Rothschild</strong> e il premio della giuria assegnato dall’<strong>Organisation of Vine and Wine (OIV)</strong>. </p>
<p><br/><br/></p>
<h3><strong>Allen Meadows</strong></h3>
<p>Dopo aver lavorato nel mondo della finanza per 25 anni, nel 1999 <strong>Allen Meadows</strong> si ritira per dedicarsi a un’altra passione, la Borgogna e i suoi vini. Nello stesso periodo ha lanciato <strong>Burghound.com</strong>, sito e portale di informazione dedicato agli approfondimenti sulla nota zona di produzione. Importantissima all’interno di questo canale, una newsletter trimestrale che offre per la prima volta un racconto approfondito di una specifica regione vitivinicola. </p>
<p>Meadows si specializza inoltre in eventi di degustazione dei vini di Borgogna e Burghound.com si afferma come una delle referenze principali per i collezionisti.</p>
<h3><strong>Stephen Tanzer </strong></h3>
<p>Editore e critico di vini americano, è diventato famoso negli anni ’80 con il magazine <strong>The Wine Cellar</strong>. Nel <strong>2014</strong> la rivista si fonde con il magazine <strong>Vinous </strong>di Antonio Galloni. Le valutazioni di Tanzer si sono nel tempo distinte per la severità e la tendenza a punteggi più bassi rispetto a quelle dei suoi colleghi. Inoltre, il suo linguaggio più tecnico è molto apprezzato dagli esperti.</p>
<p>Le sue aree di specializzazione principali includono Bordeaux e Rodano.</p>
<h2><strong>Valutazione dei vini di pregio: un asset fondamentale del mercato</strong></h2>
<p>Negli ultimi anni <strong>investire in vino di pregio </strong>si è confermata sempre più una scelta vincente, che dovrebbe sempre prevedere <strong>4 step fondamentali</strong>: supporto di un esperto, acquisto delle bottiglie migliori, conservazione ideale e vendita sul mercato.</p>
<p>In questo articolo abbiamo visto come funzionano i <strong>principali sistemi di valutazione dei vini di pregio</strong> da parte dei critici. Il più noto è quello di <strong>Robert Parker</strong>, fondatore del magazine <strong>The</strong> <strong>Wine Advocate, </strong>il cui modello di rating<strong>  va da 50 a 100 punti. </strong></p>
<p>Un’altra scala di valutazione che ha influenzato in maniera più significativa il mercato anglosassone è quella a <strong>20 punti </strong>introdotta da <strong>Jancis Robinson</strong>, che rispecchia un diverso approccio rispetto a quello americano.</p>
<p>Abbiamo poi ripercorso<strong> la storia dei magazine </strong>che rappresentano <strong>i principali punti di riferimento </strong>nel mondo dei fine wines.</p>
<p>Con il servizio di <strong>Personal Wine Advisory, <a href="https://blog.ewibe.com/author/leonardo-bernasconi" rel="noopener">Leonardo </a></strong><a href="https://blog.ewibe.com/author/leonardo-bernasconi" id="__hsNewLink" rel="noopener">-<strong> Head of Wine di eWibe</strong></a> - è<strong> </strong>a tua disposizione per aiutarti a creare la tua <strong>cantina o una collezione di vini da investimento</strong> che includa le bottiglie più prestigiose e ricercate sul mercato.</p>
<p><a href="https://app.ewibe.com/" rel="noopener" target="_blank">Prenota ora una call e ottieni un supporto personalizzato per creare la tua cantina.</a></p>]]></content:encoded>
      <category>Curiosità</category>
      <pubDate>Thu, 31 Aug 2023 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Alessandro Balia)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/punteggi-critici-vino-pregiato</guid>
      <dc:date>2023-08-31T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>10 vini da investimento su cui puntare nel 2023</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/10-vini-di-pregio-per-il-2023</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/10-vini-di-pregio-per-il-2023" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-1963-1-9b0237.webp" alt="10 vini da investimento su cui puntare nel 2023" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Scopri i 10 vini italiani raccomandati dai nostri esperti che devi assolutamente aggiungere alla tua collezione nel 2023.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/10-vini-di-pregio-per-il-2023" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-1963-1-9b0237.webp" alt="10 vini da investimento su cui puntare nel 2023" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p><strong>Negli ultimi vent’anni</strong> lo sguardo di <strong>appassionati e collezionisti di vini pregiati</strong>, storicamente rivolto alle più importanti regioni francesi, si è concentrato su diverse denominazioni italiane, prime fra tutte <strong>Barolo, Barbaresco e Brunello di Montalcino</strong>, oltre ai principali <strong>Super Tuscan</strong>.</p><p>Durante questo periodo le <strong>innovazioni agronomiche ed enologiche</strong>, supportate da importanti investimenti, hanno permesso di produrre vini di eccellente livello qualitativo, capaci di ottenere ambiti riconoscimenti e un grande consenso da parte degli esperti. </p>
<p>Se le più rinomate aziende vitivinicole di <strong>Piemonte e Toscana sono già interpreti di vini noti</strong> in tutto il mondo, il trend che emerge è quello di un'affermazione<strong> </strong>costante di numerosi produttori e di intere denominazioni fino ad oggi meno riconosciuti ma con un grande potenziale di crescita.</p>

<h2><strong>Le bottiglie più prestigiose e le ultime migliori annate</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="Vini da investimento italiani" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-1963-1-91581f.webp"/></figure>
<p>Tra le <strong>referenze più ambite</strong> dagli appassionati troviamo quelle di alcuni produttori di Langa, tra i quali Giacomo Conterno, Gaja, Bruno Giacosa, Roagna, Bartolo Mascarello, Giuseppe Rinaldi, Giuseppe Mascarello, Luciano Sandrone, Vietti e molti altri. </p>
<p>A Montalcino i vini più ricercati sono prodotti da nomi del calibro di <strong>Biondi-Santi, Soldera, Poggio di Sotto, Salvioni, Il Marroneto, Casanova di Neri</strong> e altre grandi etichette che hanno scritto la storia vitivinicola del territorio.</p>
<p>Tra i <strong><em>Super Tuscan</em></strong>, <strong>Sassicaia e Tignanello con Ornellaia, Masseto e Solaia</strong> si confermano protagonisti indiscussi, spiccando tra diversi vini che si distinguono per eccellenza. Importanti da citare sono anche alcuni grandissimi Sangiovese in purezza, tra cui <strong>Le Pergole Torte e Flaccianello della Pieve</strong>.</p>
<p>Oltre a quelli delle principali aziende di Toscana e Piemonte esistono <strong>vini cult</strong> anche in altre regioni. In Veneto gli Amarone di Quintarelli e Dal Forno, in Trentino Giulio Ferrari, in Friuli Venezia Giulia i vini di Miani, in Abruzzo il Trebbiano e il Montepulciano di Valentini… </p>
<p><strong>Nell’ultimo decennio l</strong><strong>e migliori annate</strong> per le principali zone di produzione sono state le <strong>2010, 2016 e 2019</strong>, con punte di eccellenza nella 2013 per Barolo e Barbaresco, e nelle 2015 e 2020 per alcuni vini toscani. </p>
<p>Come spesso accade, è l’eccezione a confermare la regola. Ne è un esempio<strong> l'annata 2014</strong>, inizialmente bollata dalla critica come disastrosa, che <strong>ha riservato però notevoli sorprese</strong> arrivando in certi casi a produrre risultati estremamente lusinghieri. Ne sono prova le performance qualitative di molti Barolo e Barbaresco 2014, in grado di raggiungere vertici di pari livello se non addirittura superiori ad annate come 2013 e 2016.</p>
<p>Nel corso del tempo, diverse etichette italiane si sono distinte per qualità e riconoscimenti ma, più di tutto, sono state in grado di accreditarsi tra i migliori vini al mondo presso esperti e degustatori. Nello specifico, questi tre vini hanno fatto la storia del ‘900 vitivinicolo italiano:</p>
<p>Brunello di Montalcino Riserva Biondi-Santi 1955: frutto di una vendemmia eccezionale, è stato inserito dalla rivista<strong> “The Wine Spectator” tra i 12 migliori vini del XX secolo</strong>, ed è stato l’unico vino italiano ad essere incluso in questa speciale classifica. <a data-insert="true">Le quotazioni </a>attuali partono dai 3.000 euro per arrivare ad offerte di 10.000 euro a bottiglia. Su eWibe puoi scoprire <a href="https://ewibe.com/mercato-vini-pregiati" rel="noopener" target="_blank">il prezzo di mercato attuale</a> e l'evoluzione nel corso degli anni di tutti i migliori vini pregiati.</p>
<p><strong>Sassicaia 1985 Tenuta San Guido:</strong> fu il primo vino italiano ad essere valutato con un punteggio di <strong>100/100 dall’influente critico americano Robert Parker</strong>, che durante un’intervista ha definito il  Sassicaia 1985 il vino che più gli è piaciuto durante la sua carriera. Le quotazioni odierne oscillano tra i 3.000 e i 5.000 euro a bottiglia.</p>
<p><strong>Barolo Riserva Collina Rionda 1982 di Bruno Giacosa: </strong>Barolo prodotto solamente dal 1967 al 1993, è ottenuto dalle uve di Vigna Rionda, storico Cru di Serralunga d’Alba. Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, in fase di valutazione del vino esclamò: “Fermi tutti, questo è un grandissimo vino. O lo premiamo o io mi incateno al tavolo finché non vi convinco”. Le quotazioni aggiornate oscillano tra i 1.800 e i 4.000 euro.</p>
<p>Se questi sono stati i protagonisti del secolo scorso, quali saranno i grandi interpreti della storia del nuovo secolo? Continua a leggere per scoprire i 10 vini da investimento che non possono mancare nella tua cantina.</p>
<br/>
<h2><strong>10 vini da aggiungere alla tua collezione</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="Sassicaia e Falletto" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Frame-1964-1-42518a.webp"/></figure>

<p>Negli ultimi anni questi vini hanno consolidato il proprio valore e si sono confermati imperdibili per appassionati e collezionisti. Te li presentiamo a partire da<strong> Toscana</strong> e <strong>Piemonte</strong>, regioni protagoniste della <strong>selezione dei nostri esperti</strong>, insieme a un grande interprete della tradizione vitivinicola del <strong>Veneto</strong>.<strong>        </strong></p>
<p>La <strong>Toscana</strong> vede in questa speciale selezione <strong>6 grandi interpreti della sua tradizione vitivinicola</strong>:</p>
<p><strong>Sassicaia – Tenuta San Guido:</strong> è<strong><em> </em></strong>nato dal sogno del <strong>Marchese Mario Incisa della Rocchetta</strong> di produrre un vino simile per qualità e prestigio ai migliori vini Bordeaux. Il frutto delle prime vendemmie, dalla 1944 alla 1967, è destinato al solo consumo familiare ma è con l’imbottigliamento della prima annata 1968 che nasce il mito di Sassicaia. DOC autonoma dal 2013, l’annata 2015 è stata insignita del premio <a href="https://top100.winespectator.com/2018/wine/1-tenuta-san-guido/" rel="noopener" target="_blank"><strong>“Wine of the Year 2018”</strong> dalla rivista <strong>Wine Spectator</strong></a>, mentre l’<strong>annata 2016</strong> ha ricevuto una votazione piena di <a href="https://winejournal.robertparker.com/100-point-wines-from-italy-monica-larner" rel="noopener" target="_blank"><strong>100 punti da Wine Advocate di Robert Parker</strong></a>. Gli straordinari voti dei critici ottenuti dalle annate 2015 e 2016 hanno contribuito a generare interesse per ognuna delle ultime dieci annate di Sassicaia, portando a un drastico innalzamento dei valori di mercato.</p>
<p><strong>Tignanello – Tenuta Tignanello (Antinori): </strong>una vera pietra miliare nella produzione vitivinicola italiana. Nasce con la storica vendemmia del 1971 ed è uno dei più famosi Super Tuscan, tutt’oggi tra i più apprezzati. E’ frutto della sperimentazione nell’assemblaggio tra il Sangiovese, autoctono per antonomasia della regione Toscana, e<strong> </strong>vitigni internazionali quali Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Viene affinato in barrique e si presta a lunghi invecchiamenti. Le recenti annate 2016, 2019 e 2020 sono sotto i riflettori di collezionisti e investitori.</p>
<p><strong>Le Pergole Torte – Montevertine: </strong>prodotto per la prima volta nell’annata 1977, è stato il primo Sangiovese in<strong> </strong>purezza vinificato nella zona di <strong>Radda in Chianti</strong>. Le uve provengono dai vigneti storici dell’azienda, piantati tra il 1968 e il 1999. Matura per un anno in<strong> </strong>barriques<strong> </strong>e per un anno in botti di rovere di Slavonia. La cantina fu <strong>acquistata nel 1967 da</strong> <strong>Sergio Manetti</strong>, allora industriale siderurgico, ed è oggi capitanata dal figlio Martino che porta avanti la tradizione vitivinicola di famiglia nel solco della tradizione.</p>
<p><strong>Masseto – Masseto:</strong> tra le bottiglie più ricercate nelle aste internazionali, uno dei protagonisti indiscussi è Masseto. E’ ottenuto da uve Merlot in purezza, provenienti da una vigna vocata di proprietà della Tenuta dell’Ornellaia, fondata nel 1981 da Lodovico Antinori. Nel 2000 Masseto, insieme a Tenuta dell’Ornellaia, è stata acquistata dal leggendario produttore californiano Robert Mondavi, che ha poi venduto delle quote alla famiglia Frescobaldi, la quale la rilevò interamente pochi anni dopo. Oggi Masseto è <strong>tra i più quotati vini italiani</strong>, nonché uno dei più costosi sul mercato. Ben tre annate di Masseto, come <strong>2006, 2015 e 2016</strong>, hanno ricevuto il <strong>punteggio massimo di 100/100 da Robert Parker</strong>.</p>
<p><strong>Brunello di Montalcino Riserva - Case Basse di Gianfranco Soldera:<em> </em></strong>Case Basse, notissima<strong> </strong>azienda di Montalcino acquistata da Gianfranco<strong> </strong>Soldera nel 1972, produce quello che è ritenuto essere <strong>uno dei più grandi Sangiovese al mondo</strong>, nonchè vino di culto per tutti gli appassionati. Nel 1982 viene commercializzato il primo Brunello dell’azienda per una produzione annuale che si attesta intorno alle 15.000 bottiglie, ottenute dagli 8 ettari vitati della proprietà. L’azienda si è da sempre distinta per l'adozione di una viticoltura sostenibile e per l’utilizzo di pratiche enologiche quali fermentazioni con lieviti indigeni senza controllo della temperatura, e <strong>vini invecchiati in grandi botti di rovere di Slavonia</strong>. Nel 2012 la cantina subisce un atto di vandalismo che causa una perdita di circa 600 ettolitri di vino, pari a circa 80.000 bottiglie. Il danno intacca più di 5 annate di Brunello in affinamento, quindi <strong>dal 2007 in poi il vino sarà etichettato come Sangiovese IGT</strong> e non più come <strong>Brunello di Montalcino</strong>. Dopo la scomparsa di Gianfranco, avvenuta nel 2019, Graziella Soldera, figlia del fondatore, prosegue nel percorso intrapreso dal padre.</p>
<p><strong>Brunello di Montalcino Riserva – Biondi-Santi:<em> </em></strong>la cantina Biondi-Santi è stata artefice della prima annata del Brunello di Montalcino nel 1888. La vinificazione prevede l’impiego di <strong>uve di Sangiovese grosso al 100%</strong> e i vigneti utilizzati hanno un’età compresa tra i 10 e i 25 anni. Come da disciplinare di produzione, il Brunello di Montalcino Riserva deve essere invecchiato per 6 anni, 2 dei quali in botti in botti di rovere. La storia dell'azienda ha inizio con Clemente Santi, che nel 1865 iniziò a vinificare il Sangiovese utilizzando botti grandi con l'idea che il suo vino potesse invecchiare a lungo. Il <strong>primo imbottigliamento del 1865</strong>, noto solo con il nome “Brunello” fu presentato all'<strong>Esposizione di Parigi nel 1867</strong>. Toccherà al nipote, Ferruccio Biondi, unire i due cognomi e continuare la sperimentazione del nonno. Tra i tantissimi riconoscimenti, la <strong>Riserva 2010 e la Riserva 2012 hanno ottenuto un punteggio di 100/100 dalla celebre rivista Wine Enthusiast</strong>.<br/><br/></p>
<p>Il <strong>Piemonte</strong>, riconosciuto per l’eccellenza dei suoi grandi vini rossi da uve Nebbiolo, arricchisce la rosa dei vini di pregio con 3 bottiglie:</p>
<p><strong>Barolo Riserva Monfortino - Giacomo Conterno:<em> </em></strong>venne prodotto per la prima volta nel 1924 ed è il <strong>Barolo Riserva più noto </strong>della denominazione. Nel 1974 viene acquistata la leggendaria vigna <strong>Cascina Francia</strong> sita nel comune di Serralunga d’Alba, dalla quale si ottengono le uve per l’assemblaggio del <strong>Monfortino</strong>. Negli ultimi 10 anni sono state <strong>commercializzate solo 4 annate</strong> di Barolo Riserva Monfortino: <strong>2010, 2013, 2014 e 2015</strong>. Per scelta di Roberto Conterno l’annata 2016, reputata da tutti una grandissima vendemmia, non è stata prodotta. <strong>Il prossimo Monfortino sarà la Riserva 2019</strong>, per la quale si dovrà attendere almeno la fine del 2025.</p>
<p><strong>Barolo – Bartolo Mascarello:</strong><strong><em> </em></strong>Il Barolo della cantina Bartolo Mascarello è annoverato nell’olimpo dei più grandi vini del pianeta. Barolo che incarna appieno il valore della tradizione, è la quintessenza del<strong> </strong>Nebbiolo di assemblaggio da varie vigne, in particolare da appezzamenti in <strong>Cannubi, San Lorenzo, Rué e Rocche</strong>. Barolo ottenuto da metodi tradizionali, da lunghe macerazioni in tini troncoconici e da affinamento in botti grandi, è un vino atto a lunghissimi invecchiamenti. Con il giusto tempo e la debita pazienza è in grado di raggiungere livelli di finezza e complessità estatici. <strong>L’annata 2005 segna un passaggio fondamentale</strong> nella storia della cantina. È infatti la prima annata in cui <strong>Maria Teresa, la figlia di Bartolo, succede al padre</strong> dopo la sua dipartita. Degna erede di una lunga tradizione familiare, Maria Teresa ha dimostrato a tutti di avere ben salde le redini aziendali e ha testimoniato di non essere da meno nel produrre grandissimi Barolo così come faceva papà Bartolo. La recente <strong>annata 2016</strong> è stata premiata con punteggio pieno di <strong>100/100 da Wine Advocate</strong>, oltre ad avere un punteggio aggregato di oltre <strong>98+ dalle principali guide e riviste di settore</strong>. </p>
<p><strong>Barolo Riserva Vigna Le Rocche – Bruno Giacosa:</strong><strong><em> </em></strong>Bruno Giacosa è considerato <strong>uno dei padri della Langa tradizionale</strong>. Nato nel 1929, nipote di Carlo che già vinificava alla fine dell’800, Bruno Giacosa è stato uno dei patriarchi <strong>del Barolo tradizionale</strong>. Nel 1967 vengono prodotte le <strong>prime due etichette storiche, Collina Rionda e Barbaresco Asili</strong>. Sempre orientato alla produzione di Nebbiolo di stampo tradizionale, con il passare degli anni inizia a vinificare separatamente altre vigne di Barbaresco (Rabajà e Santo Stefano), fino a quando<strong>, </strong>nel 1980<strong>, </strong>decide di comprare l’intero cru Falletto,<strong> </strong>sito nel comune<strong> </strong>di Serralunga d’Alba. Bruno fu un finissimo conoscitore delle vigne di Langa, riuscendo a coglierne le diverse sfumature e trasferendole in bottiglia. E’ riuscito a <strong>legare il suo nome ad alcune delle più leggendarie Riserve di Barolo e Barbaresco</strong>. Nel corso degli ultimi decenni tra le bottiglie più ambite dagli appassionati del pianeta ci sono le “etichette rosse” di Bruno Giacosa, tra le quali <strong>Falletto Vigna Le Rocche</strong>, un Barolo leggendario.   </p>
<p>Il <strong>Veneto</strong> vanta tra i 10 vini da aggiungere alla propria collezione un grande Amarone:</p>
<p><strong>Amarone della Valpolicella – Giuseppe Quintarelli: </strong>leggi Quintarelli e pensi tradizione: fotografia della<strong> </strong>storia vinicola<strong> </strong>della Valpolicella Classica. La cantina viene <strong>fondata nel 1900</strong> a Negrar, in località Cerè, dove sono nati alcuni tra i migliori vini Italiani. Qui sapienza enologica e umana hanno creato un <strong>blend tra le autoctone Corvina e Rondinella</strong> - che compongono la maggioranza dell’assemblaggio - <strong>e Cabernet Sauvignon 15%</strong>, a cui si aggiunge un piccolo saldo di Croatina, Sangiovese e Nebbiolo, da decenni presenti nei vigneti di famiglia. Si tratta di un vino che richiede almeno <strong>7 anni di maturazione in cantina</strong> prima dell’immissione in commercio ed è uno dei più longevi al mondo, capace di migliorare per decadi.</p>
<h2><strong>Come scegliere un vino da collezione</strong></h2>
<figure class="gallery"><img alt="Primo piano bottiglie deposito eWibe" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/wine-cellar-with-elite-drinks-shelves-shelf-with-different-e-ff6ef9.webp"/></figure>
<p>Investire e collezionare Fine Wines presuppone l’<strong>accesso a diverse informazioni</strong>, come nozioni vitivinicole, denominazioni e tecniche di vinificazione. In funzione del budget da allocare è possibile scegliere<strong> </strong>le migliori bottiglie per creare <strong>il tuo portafoglio</strong>. Ci sono inoltre<strong> 5 fattori che determinano e influenzano il pregio dei vini</strong>, e quindi il valore che possono aggiungere alla tua collezione. Questi sono:</p>
<ol>
<li aria-level="1"><strong>Produttore</strong>, che con la propria reputazione e grazie a una lunga storia alle spalle può aumentare riconoscibilità e quindi valore di una bottiglia;</li>
<li aria-level="1"><strong>Annate</strong>, le migliori annate sono quelle in grado di esprimersi al meglio durante tutta l'evoluzione del vino. Premi, votazioni e riconoscimenti ne aumentano la capacità di attirare l’interesse di collezionisti e appassionati.</li>
<li aria-level="1"><strong>Autenticità</strong>, a garanzia dell’originalità del vino e sinonimo di qualità delle bottiglie, che devono provenire solo direttamente da produttori, distributori ufficiali o commercianti affidabili;</li>
<li aria-level="1"><strong>Conservazione ottimale</strong>, in depositi dotati di tutte le tecnologie per preservare le proprietà organolettiche del vino e proteggerlo da fattori ambientali esterni. (Il caveau di eWibe è stato creato per garantire e soddisfare i migliori standard di conservazione del vino pregiato. <a href="https://blog.ewibe.com/partnership-showine" rel="noopener">Ne abbiamo parlato in questo articolo</a>). </li>
<li aria-level="1"><strong>Punteggio dei critici</strong>, attraverso concorsi, guide e sistemi di valutazione a punteggi, consacrano il pregio dei vini. Ratings elevati aumentano il valore delle bottiglie.</li>
</ol>
<p>Vuoi scoprire quali sono gli altri fattori che influenzano il valore dei vini pregiati? Scoprilo nella guida all’investimento di eWibe.</p>
<p><strong>In questo articolo</strong> abbiamo ripercorso l’<strong>evoluzione del mercato italiano dei vini pregiati</strong> negli ultimi 20 anni. Durante questo periodo, l’<strong>attenzione di collezionisti e investitori</strong>, storicamente rivolta alle grandi aziende vitivinicole francesi, si è gradualmente spostata<strong> verso le eccellenze delle regioni italiane</strong>.</p>
<p>Abbiamo anche analizzato <strong>le principali variabili che influenzano il valore delle bottiglie</strong>, riaffermando l’<strong>importanza di essere</strong> <strong>costantemente informati</strong> su trend, indici e performance per orientarsi al meglio nel mercato.</p>
<p><br/><strong>eWibe è in prima linea</strong> per rendere accessibili queste informazioni, offrendo una<strong> vasta selezione di vini originali che provengono esclusivamente da produttori e distributori verificati</strong>. Le bottiglie sono poi <strong>conservate</strong> alle condizione ideali per <strong>preservarne l'integrità e mantenere le proprietà organolettiche</strong> del vino. Mettiamo a tua disposizione una <strong>piattaforma digitale per comprare e vendere vini</strong> rendendo così il tuo investimento più facile e sicuro.</p>
<p>Vuoi leggere altri articoli come questo e ricevere aggiornamenti su indici, trend e performance delle bottiglie? Iscriviti alla nostra newsletter e non perderti nessun aggiornamento.</p>]]></content:encoded>
      <category>Vini da investimento</category>
      <pubDate>Thu, 03 Aug 2023 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Leonardo Bernasconi)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/10-vini-di-pregio-per-il-2023</guid>
      <dc:date>2023-08-03T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>eWibe &amp; ShoWine: una nuova partnership all’insegna della tecnologia</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/partnership-showine</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/partnership-showine" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/ewibe-x-showine-d197ab.webp" alt="eWibe &amp; ShoWine: una nuova partnership all’insegna della tecnologia" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Dalla sinergia tra le rispettive competenze di eccellenza nel settore del vino nasce una ricerca congiunta che supporterà l’evoluzione delle tecnologie dedicate alla conservazione dei fine wines.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/partnership-showine" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/ewibe-x-showine-d197ab.webp" alt="eWibe &amp; ShoWine: una nuova partnership all’insegna della tecnologia" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>La<strong> passione per il vino</strong> per noi significa anche garantirne la conservazione ottimale, esaltarne il <strong>valore</strong> e custodirlo al meglio per permettergli di esprimere al massimo la propria eccellenza.</p>
<p>Per farlo ci avvaliamo di tecnologie innovative. Nasce da qui la collaborazione con ShoWine, società leader nella realizzazione di soluzioni su misura per la conservazione del vino.</p><h2>Il caveau, cuore pulsante del nostro business</h2>
<p><span data-metadata="&lt;!--(figmeta)eyJmaWxlS2V5IjoiUXQ4TE9rdUZneXYzMzhwdFRZVnZHWSIsInBhc3RlSUQiOjE2MzQ4MDM0NDIsImRhdGFUeXBlIjoic2NlbmUifQo=(/figmeta)--&gt;"></span>Abbiamo creato un ambiente protetto e controllato per la conservazione delle bottiglie scambiate sulla piattaforma. La partnership con ShoWine ci ha permesso di condividere tecnologie dedicate, con le quali monitoriamo l'efficacia dei sistemi di condizionamento</p>
<p>In particolare, sensori avanzati rilevano e analizzano l'impatto dei flussi d'aria sulle diverse zone della cantina. In questo modo continuiamo a sviluppare nuove soluzioni su misura, sempre più all'avanguardia, riservate al settore dei vini da collezione.</p>
<p>Abbiamo scelto di mettere il caveau al centro del nostro business, che diventa così il perfetto punto di incontro tra la nostra anima digitale e quella fisica. Uno spazio fondamentale per conservare nel migliore dei modi i vini pregiati.</p>
<p>Controllo, sicurezza, eccellenza</p>
<p>Il caveau prevede un controllo di temperatura e umidità, valori mantenuti costanti con un sistema di climatizzazione dedicato. Inoltre,<strong> </strong>grazie a speciali scaffalature<strong> vengono annullate tutte le vibrazioni</strong>, dannose per il contenuto delle bottiglie, e l’esposizione alla luce è limitata.</p>
<p>Nei prossimi mesi renderemo disponibile sulla piattaforma anche una <strong>nuova dashboard collegata direttamente al caveau</strong>, che permetterà agli utenti di <strong>monitorare in tempo reale</strong> lo stato di conservazione delle proprie bottiglie.</p>
<p>Garantiamo così un servizio ineguagliabile di conservazione, che mette al primo posto la soddisfazione dei nostri utenti e l'amore condiviso per il vino.<br/><br/></p>
<p><br/><br/><br/><br/></p>]]></content:encoded>
      <category>Curiosità</category>
      <pubDate>Tue, 27 Jun 2023 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Alessandro Balia)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/partnership-showine</guid>
      <dc:date>2023-06-27T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Angelo Gaja: il Re del Barbaresco</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/angelo-gaja-barbaresco</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/angelo-gaja-barbaresco" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/113022293-c03e2e33-2bd8-4328-9c6f-f609271a5bdb-293d51.webp" alt="Angelo Gaja: il Re del Barbaresco" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Il mondo dell’enologia italiana deve molto ad Angelo Gaja. E’ stato il primo produttore che ha messo in atto un progetto ambizioso: quello di trasformare la percezione del vino italiano da buona bevanda tradizionale, sempre presente in tutte le tavole, a prodotto di lusso.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/angelo-gaja-barbaresco" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/113022293-c03e2e33-2bd8-4328-9c6f-f609271a5bdb-293d51.webp" alt="Angelo Gaja: il Re del Barbaresco" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Il mondo dell'enologia deve molto ad Angelo Gaja. E' stato il produttore che ha trasformato la produzione di vino di Langa, elevandolo a bene da collezione riconosciuto e apprezzato da appassionati e collezionisti di tutto il mondo.</p>
<h2>Il vino, un percorso di famiglia</h2>
<p>Il percorso di <a href="https://gaja.com/" rel="noopener" target="_blank">Angelo Gaja</a> è frutto di una lungimiranza che lo ha da sempre accomunato a suo padre, ricordato ad Alba come “colui che vendeva il Barbaresco con il suo nome”. Ed è proprio nel riconoscere il valore del nome di famiglia come brand, ed elemento di pregio distintivo del prodotto, che avviene la vera rivoluzione.</p>
<h2>Innovazione e tradizione</h2>
<p>Come già in uso in Borgogna, Angelo Gaja mette in evidenza anche il nome del Cru, in Langa noto come Sorì. Nascono così vini come Sorì Tildin, Sorì San Lorenzo e Costa Russi, nomi che tutt’oggi sono sinonimo di Barbaresco da vigna singola.</p>
<p>In cantina ci si ispira alla tradizione vinicola francese, introducendo tre sostanziali novità: tempi di macerazione più brevi, conversione malolattica e scelta della barrique per gli affinamenti.</p>
<p>Queste soluzioni portano a vini concentrati dal colore intenso e dotati di grande struttura.</p>

<h2>Un viaggio che continua</h2>
<figure class="gallery"><img alt="Screenshot 2023-06-27 alle 10.38.34" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Screenshot-2023-06-27-alle-10.38.34-bf554b.webp"/></figure>
<p>L’anima innovatrice di Angelo Gaja lo porta inoltre a scegliere di impiantare varietà internazionali, quali Cabernet Sauvignon e Merlot per i rossi e Chardonnay e Sauvignon per i bianchi. Dimostra così la vocazione del territorio alla produzione di vini di pari qualità rispetto a quelli di altre aziende vitivinicole estere. Ne sono prova, tra gli altri, <a href="https://ewibe.com/app/mercato/6292" rel="noopener" target="_blank">Gaia &amp; Rey</a> e Darmagi.</p>
<p>Raggiunta un’importante notorietà, Angelo Gaja rinuncia a etichettare come Barolo e Barbaresco alcuni dei suoi migliori vini, scegliendo di aggiungere al Nebbiolo vitigni come Barbera, Dolcetto e Cabernet.</p>
<p>Nel 1994 il produttore della storica azienda di Barbaresco decide di investire in terra toscana acquistando la tenuta Pieve di Santa Restituta a Montalcino e in seguito, nel 1996, fondando Ca’ Marcanda a Bolgheri.</p>
<p>Il desiderio di mettersi continuamente in gioco con nuovi territori e vitigni ha portato Gaja ai piedi dell’Etna per una nuova sfida dal nome “IDDA”, iniziando a produrre un bianco da Carricante e un rosso da Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio.</p>
<p>Tra i molti riconoscimenti che hanno incorniciato il percorso di Angelo Gaja, il Winemakers' Winemaker Award, assegnatogli dall'associazione dei Masters of Wines nel 2019, oltre alla consacrazione a più grande vignaiolo italiano da <a href="https://www.winespectator.com/" rel="noopener" target="_blank">Wine Spectator</a>.</p>]]></content:encoded>
      <category>Curiosità</category>
      <pubDate>Tue, 27 Jun 2023 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Leonardo Bernasconi)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/angelo-gaja-barbaresco</guid>
      <dc:date>2023-06-27T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>Unico: il &quot;Grand Cru di Spagna&quot; firmato Bodegas Vega Sicilia</title>
      <link>https://blog.ewibe.com/unico-il-grand-cru-di-spagna-firmato-vega-sicilia</link>
      <description><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/unico-il-grand-cru-di-spagna-firmato-vega-sicilia" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Screenshot-2023-05-16-alle-19.22.29-1-074489.webp" alt="Unico: il &quot;Grand Cru di Spagna&quot; firmato Bodegas Vega Sicilia" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Intraprendiamo un viaggio nel mercato spagnolo dei vini pregiati e scopriamo Vega Sicilia, un'azienda vinicola prestigiosa e apprezzata a livello internazionale, ora disponibile in piattaforma. Primo vino spagnolo trattato da eWibe, Vega Sicilia Unico offre un’interpretazione ricca di storia e di eccezionale qualità.</p>]]></description>
      <content:encoded><![CDATA[<div class="hs-featured-image-wrapper"><a href="https://blog.ewibe.com/unico-il-grand-cru-di-spagna-firmato-vega-sicilia" class="hs-featured-image-link"><img src="https://blog.ewibe.com/images/Screenshot-2023-05-16-alle-19.22.29-1-074489.webp" alt="Unico: il &quot;Grand Cru di Spagna&quot; firmato Bodegas Vega Sicilia" class="hs-featured-image" style="width:auto !important; max-width:50%; float:left; margin:0 15px 15px 0;"></a></div><p>Intraprendiamo un breve viaggio nel mercato spagnolo dei vini pregiati andando alla scoperta di <a href="https://www.temposvegasicilia.com/" rel="noopener" target="_blank">Bodegas Vega Sicilia, un'azienda vinicola prestigiosa</a> e apprezzata a livello internazionale, ora disponibile su eWibe. Primo per prestigio e reputazione, Vega Sicilia Unico fotografa la Ribera del Duero nei suoi tratti di eccezionale qualità.</p><h2>Breve panoramica della Spagna vinicola</h2>
<p><a href="https://www.insidewine.it/la-top-15-dei-paesi-produttori-di-vino/" rel="noopener" target="_blank">La Spagna è il terzo produttore di vino a livello mondiale.</a> Con una tradizione secolare, le aziende vitivinicole spagnole si sono affermate come interpreti capaci di produrre vini di ogni stile (bianchi, rossi, spumanti, dolci, fortificati). La produzione attinge da molteplici regioni e da varietà di uve autoctone assurte a importanza globale quali ad esempio Tempranillo, Mencía, Garnacha, Xarel-lo, Parellada, Palomino Fino, Pedro Ximénez, Albarinho, Godello, Viura (Macabeo) e molti altri.</p>
<p>A differenza di regioni quali Rioja, Galicia, Jerez, Priorat nelle quali i vitigni internazionali trovano poco o nessuno spazio, in Ribera del Duero, importanti vitigni internazionali come il Cabernet Sauvignon, hanno terreno fertile e vengono costantemente impiegati a saldo di vitigni autoctoni, per la produzione di rossi strutturati da lungo invecchiamento.</p>
<p>Uno dei fattori che contribuisce alla peculiarità dei vini spagnoli è la diversità dei territori nei quali la vigna è coltivata. La geografia della Spagna, con la sua varietà di paesaggi, consente la coltivazione di un'ampia gamma di varietà di uve in diversi terreni e climi dando dunque vita a una moltitudine di stili di vino differenti. Dalla Galizia, influenzata dal clima fresco e marittimo dell’oceano atlantico, sino a Jerez, in Andalusia, caratterizzata da un clima caldo con influenze mediterranee, passando per Priorat, Penedès, Rioja, Ribera del Duero, la Spagna offre vini per ogni occasione e per ogni palato.</p>
<p>La produzione vinicola spagnola conobbe una fase prospera congiuntamente all’arrivo della fillossera in Europa quando molti produttori di Bordeaux - una delle prime regioni a essere colpite dall’epidemia - spostarono in Spagna, specialmente in Rioja, la loro produzione. I produttori bordolesi contribuirono in maniera sostanziale alla diffusione di conoscenze e competenze vitivinicole ed enologiche, trasmettendo il loro sapere riguardo a metodi di coltivazione e processi produttivi innovativi, che permisero a molte aziende vinicole iberiche di farsi conoscere sui mercati internazionali. Le prime denominazioni di origine come Rioja, Jerez e Malaga, seguirono poco dopo. </p>
<p>Oggi la Spagna vanta 68 denominazioni di origine (DOs) e 2 denominazioni di origine qualificata (DOCas): Rioja e Priorat.</p>
<h2>Il cuore dei vini rossi spagnoli di struttura: la Ribera del Duero</h2>
<p>Tra le aree vitivinicole più importanti per la produzione di vino di qualità in Europa, la Ribera del Duero è famosa per i suoi vini rossi, ottenuti principalmente dal vitigno Tempranillo, qui noto con il nome di Tinto Fino, oltre a Garnacha, Cabernet Sauvignon, Merlot e Malbec. I migliori vini rossi della regione sono noti per la loro struttura robusta e per essere vini concentrati e potenti, lungamente invecchiati in botti di rovere e capaci di evolvere nel tempo per diversi decenni.</p>
<p>Il suolo delle migliori vigne della regione è composto da strati di sabbie limose e argillose, con alternanza di concrezioni calcaree.</p>
<p>L'altitudine, con vigneti situati tra i 720 e i 1100 metri sul livello del mare, contribuisce a fornire il carattere unico dei vini della Ribera del Duero. Il clima e le forti escursioni termiche diurne aiutano a preservare i profumi delle uve e a mantenere elevati i livelli di acidità, dando vita a vini sì potenti ma anche equilibrati e complessi.</p>
<h2>Bodegas Vega Sicilia</h2>
<figure class="gallery"><img alt="Screenshot 2023-05-16 alle 19.29.49" loading="lazy" src="https://blog.ewibe.com/images/Screenshot-2023-05-16-alle-19.29.49-bd31b8.webp"/></figure>
<p>Bodegas Vega Sicilia, fondata a Valbuena de Duero nel 1864, è una delle cantine più note della Spagna nonché più ammirate a livello internazionale.</p>
<p>Il fondatore, Don Eloy Lecanda y Chaves, di ritorno da anni di lavoro come enologo a Bordeaux, decise di mettere a dimora piante di Cabernet Sauvignon, Merlot, Malbec e Carmenere in aggiunta all’autoctono Tempranillo avendo le idee ben chiare su come comporre quello che divenne uno dei blend più apprezzati nel secolo successivo.</p>
<p>La tenuta si estende su una superficie di ben 1000 ettari, di cui circa 210 vitati, 140 dei quali destinati alla produzione di Unico, il vino bandiera di Bodegas Vega Sicilia che viene affinato per almeno sei anni in botti di rovere e per quattro in bottiglia prima del rilascio in commercio.</p>
<p>La storia di Vega Sicilia non sarebbe però la stessa senza l’apporto della famiglia Álvarez che, nel 1982, nello stesso anno in cui fu istituita la DO (Denominación de Origen) Ribera del Duero, acquistò l’azienda investendo ingenti capitali al fine di elevare ancor di più il livello qualitativo dei vini della cantina.</p>
<p>Incluse nel novero delle uscite più attese di ogni anno, le creazioni di Vega Sicilia possiedono un potenziale di invecchiamento che rivaleggia con quello delle più rinomate tenute di Bordeaux.</p>
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<h2>Il massimo del vino spagnolo da collezione</h2>
<p>Unico è un esempio di pura eccellenza, noto per essere capace di lunghissime evoluzioni. Spesso definito “Grand Cru di Spagna”, è senza dubbio il miglior vino della Ribera del Duero ed è inoltre considerato uno dei più iconici e riconoscibili vini al mondo.</p>
<p><em>Cosa lo rende “Unico”?</em></p>
<p>Frutto dell’assemblaggio tra Tempranillo e Cabernet Sauvignon, Unico è un rosso robusto e complesso che viene affinato per almeno sei anni in botti di rovere e per quattro in bottiglia prima del rilascio in commercio.</p>
<p>Negli ultimi dieci anni il numero di etichette spagnole scambiate su Liv-ex è aumentato di oltre tredici volte, segno di un interesse sempre crescente e di una regione molto dinamica. Tra i nomi trainanti della nazione iberica, troviamo in primis Vega Sicilia Unico.</p>
<p><a href="https://ewibe.com/app/mercato/6880" rel="noopener" target="_blank">La prima annata presente in piattaforma eWibe, è l’eccellente 2011 che ha ricevuto ratings di 96 punti sia da Wine Advocate che da Vinous, oltre a un brillante 18,5 da Jancis Robinson MW. </a></p>
<p>L’annata 2011 è cresciuta del 7% negli ultimi 12 mesi e ci attendiamo un importante interesse nel lungo periodo viste e considerate le virtù del prodotto e il fatto che sia una release recentissima che sta iniziando solo oggi a performare in linea con le altre annate storiche.</p>
<p><img alt="Screenshot 2023-05-16 alle 19.31.22" loading="lazy" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" src="https://blog.ewibe.com/images/Screenshot-2023-05-16-alle-19.31.22-4c2957.webp"/></p>
<p>In eWibe siamo riusciti a ottenere diverse annate di Unico: scoprile ora e non lasciarti scappare quest’occasione di collezionare il gioiello della Ribera del Duero!</p>
<a class="hs-button" href="https://ewibe.com/app/mercato/6880" id="hs-button_widget_1684319816050" rel="noopener" target="_blank">
  Vai a Unico
</a>]]></content:encoded>
      <category>Bordeaux</category>
      <pubDate>Thu, 01 Jun 2023 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>info@ewibe.com (Leonardo Bernasconi)</author>
      <guid>https://blog.ewibe.com/unico-il-grand-cru-di-spagna-firmato-vega-sicilia</guid>
      <dc:date>2023-06-01T09:00:00Z</dc:date>
    </item>
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