I grandi vini di Bordeaux: territorio, denominazioni e vitigni

  • marzo 21, 2024

 

È una delle regioni più leggendarie per quanto riguarda la produzione di vini di pregio: Bordeaux, regina di un regno che da secoli dà vita a bottiglie eccezionali.

Raccontarne le diverse anime consiste in un vero e proprio viaggio, che vogliamo iniziare con te attraverso tre tappe principali.

In questo primo articolo andremo alla scoperta del territorio, delle denominazioni e di vitigni unici al mondo, con caratteristiche qualitative che hanno portato la regione bordolese ai vertici della produzione mondiale di vini da collezione.

Si parte!

 

Il territorio, cuore di Bordeaux 

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Situata nella zona sud occidentale della Francia, con i suoi vigneti secolari che dominano un territorio particolarmente vocato, Bordeaux è una delle regioni vinicole più importanti del mondo. Un ancora ineguagliato punto di riferimento per notorietà e blasone dei vini qui prodotti. 

La città di Bordeaux, è il capoluogo della regione dell'Aquitania, oggi diventata Nuova Aquitania. Il suo nome deriva dal termine "acqua", ed è infatti attraversata da due fiumi, la Garonna e la Dordogna, che confluiscono poi nell’estuario della Gironda per sfociare nell’oceano Atlantico.

Oltre 113.000 ettari che nel tempo sono diventati il regno di vitigni unici e leggendari, capaci di rendere Bordeaux il comparto vitivinicolo più esteso di Francia. Considerata l’ampiezza della superficie vitata, nella regione si producono vini di tutti gli stili, ma sono primariamente i vini rossi e i vini dolci ad eccellere, anche se non mancano casi di vini bianchi secchi tra i migliori del pianeta.

La localizzazione geografica ha contribuito a creare condizioni uniche e particolarmente favorevoli alla produzione vinicola di qualità, con terreni per lo più ghiaiosi apparentemente ostici ma che si rivelano invece adatti alla coltivazione della vite di eccellente qualità. I migliori terreni della regione sono connotati dalle seguenti caratteristiche: un drenaggio naturale che impedisce all'acqua di ristagnare in superficie; capacità di immagazzinare il calore diurno, che viene restituito alle viti durante la notte; l'abilità di conservare l'umidità necessaria alle piante.

Il vigneto si trova a cavallo del 45esimo parallelo: il clima è di tipo marittimo con influenze continentali e la temperatura media è storicamente di poco più di 20 gradi durante la stagione di crescita.

L'80% circa della produzione è dedicato ai vini rossi mentre la restante parte è in maggioranza dedicata ai vini bianchi, sia dolci che secchi.

 

Rive Gauche e Rive Droite

La regione di Bordeaux conta più di 50 diverse denominazioni, ma storicamente la divisione generale a cui si fa riferimento per la produzione vitivinicola è tra la riva destra e quella sinistra dell’estuario della Gironda. 

La lingua di terra che si estende fra i due fiumi Garonna e Dordogna, denominata Entre-Deux-Mers, è la più estesa ma meno nota area vinicola della regione. Annovera al suo interno dodici AOC dove si producono vini bianchi, vini dolci e vini rossi, in media dal posizionamento di prezzo più accessibile, ma nelle migliori interpretazioni con caratteristiche qualitative degne di nota.

 

Le principali denominazioni della Riva Sinistra

La riva occidentale della Gironda, in francese Gauche, Left Bank per la critica anglosassone, è la sponda dell’estuario della Gironda in cui è sita la città di Bordeaux. I distretti vinicoli inclusi in questa suddivisione sono Médoc e Graves, a loro volta organizzati nelle singole AOC (Appellation d’Origine Contrôlée). A nord della città di Bordeaux si evidenziano Saint-Estéphe, Pauillac, Saint-Julien e Margaux, mentre a sud Pessac-Léognan, Sauternes e Barsac.

Saint-Estèphe si estende su circa 1200 ettari vitati e vanta 75 produttori. Il suolo è composto da calcare, sabbia e ciottoli. Qui nascono vini eccezionalmente complessi e longevi, con presenza di tannino ma dal sorso molto equilibrato, quasi setosi quando bevuti maturi.

La denominazione Saint-Estèphe comprende un totale di 5 Grand Cru Classé, tra i quali spiccano i due Châteaux Deuxième Grand Cru Classé: Cos d'Estournel e Montrose.

Pauillac è la più iconica e nota denominazione del bordolese. Qui si trovano infatti 18 vigneti classificati come Grand Cru Classé, tre dei quali Premier Grand Cru Classé: gli eccezionali Châteaux Latour, Lafite-Rothschild e Mouton-Rothschild.
La denominazione Pauillac si estende su circa 1.200 ettari di vigneti e 54 Châteaux, su un suolo coperto da ghiaie e sabbie. Qui prendono vita vini ricchi e concentrati ma mai surmaturi, che abbisognano di lunghi periodi di maturazione, e sono caratterizzati da un corredo olfattivo definito da frutta nera e note minerali. Sono vini potenti al palato con forte presenza di tannino, e molto persistenti. 
Tra i vini più iconici per storia e livello qualitativo si evidenziano gli Châteaux Pichon Longueville Comtesse de Lalande, Pichon Baron, Pontet-Canet e Lynch-Bages.

Saint-Julien è la denominazione più piccola del Médoc, con i suoi 908 ettari vitati e i circa 20 Châteaux.
Consta di 11 Grand Cru Classé, di cui 5 Deuxième Cru, tra i quali spiccano gli Châteaux Leoville Las Cases, Leoville-Barton, Ducru-Beaucaillou, Leoville Poyferré e Beychevelle. Viene quindi riconosciuta come una delle denominazioni più prestigiose di Bordeaux.
Saint-Julien è l’AOC dell’equilibrio e i vini qui prodotti sono spesso definiti come armonici, complessi ma ariosi e soavi, in grado di combinare l'eleganza di Margaux e l'austerità severa di Pauillac, le due denominazioni confinanti.

Margaux è uno dei vigneti più famosi di Bordeaux e la più grande delle sei denominazioni comunali del Médoc.  
Si estende su circa 1350 ettari vitati e vanta un totale di 67 viticoltori. Si caratterizza per un suolo di graves et galets, con presenza di ghiaia. Il sottosuolo è composto da limo e calcare marnoso.
La regione conta ben 21 Grand Cru Classé, tra i quali troviamo il superlativo Château Margaux (caso unico a Bordeaux in cui il nome dell’azienda coincide con quello della denominazione) e Château Palmer.
I migliori rossi di Margaux sono vini eleganti, ricchi di sfumature floreali e caratterizzati da una mineralità asciutta che si sposa alla succosità di frutto. 

Pessac-Léognan creata nel 1987, è la più recente tra le denominazioni della regione, ma il territorio affonda le sue radici in epoche ben più remote. Si estende su circa 1600 ettari vitati con superficie dominata dai noti ciottoli - le graves, appunto - e include alcune delle vigne più antiche della zona. La Garonna e la vasta foresta del parco regionale des landes de Gascogne contornano i confini delle vigne.

I vini rossi sono prodotti con prevalenza di Cabernet Sauvignon e Merlot, ma in questo caso a brillare sono anche i bianchi secchi ottenuti dal blend di Sémillon e Sauvignon Blanc. Vini profondi, ricchi, sfaccettati, di carattere unico al mondo, raffinati e longevi. A produrre grandi vini, sia in rosso che in bianco, troviamo il glorioso Château Haut-Brion, oltre agli Châteaux La Mission Haut Brion, Domaine de Chevalier, Pape Clément, Smith-Haut Lafitte, Malartic-Lagraviere, Latour-Martillac e Carbonnieux.
Tra i grandi Châteaux vocati esclusivamente alla produzione di rossi spicca invece l’eccellente Haut-Bailly.

 

Sauternes e Barsac si estendono complessivamente su circa 2.200 ettari vitati su suoli ciottolosi e sabbiosi, 460 dei quali a Barsac, per un totale di 27 Grand Cru Classé.

Il fiume Ciron, vero e proprio elemento cardine del territorio, separa Sauternes da Barsac, le due AOC vocate alla produzione di alcuni dei più grandi vini dolci del globo. Le condizioni ideali per lo sviluppo della botrytis cinerea, la cosiddetta muffa nobile, mai presente in egual misura a ogni vendemmia, sono garantite dall'alternanza di aria fredda e calda e da oscillanti condizioni di umidità e di aria più asciutta. 
Per poter produrre vini dolci "botritizzati" di grande levatura, le rese vengono mantenute estremamente contenute, pari a 25 ettolitri per ettaro, mentre i vini sono caratterizzati da livelli zuccherini straordinariamente elevati: per disciplinare il mosto deve infatti misurare almeno 221g/l di zucchero. 
Qui nascono bottiglie ricercatissime sul mercato mondiale: tra queste, la più pregiata è prodotta dal glorios Château d'Yquem, unico ad essere classificato come Premier Grand Cru Supérieur.

A Sauternes si evidenziano anche Châteaux Suduiraut, Rieussec, Guiraud e La Tour Blanche. A Barsac sono gli Châteaux Coutet, Climens e Doisy-Daene a produrre alcuni tra i migliori nettari. 

Come riporta Armando Castagno, massima penna critica in ambito enologico: "Sauternes rappresenta per qualità media, numero e valore delle "punte" di riconosciuta eccellenza, prestigio del nome, longevità dei vini e prezzi delle bottiglie il vertice mondiale incontestato per i bianchi dolci da uve botrytizzate". Sauternes è infatti uno standard di riferimento e metro di paragone per qualsiasi produttore di vini bianchi dolci al mondo.

 

Le principali denominazioni della Riva Destra

La riva orientale della Gironda, Droite in francese e Right Bank per gli inglesi, vede le denominazioni più famose, situate intorno alla città di Libourne. Il terreno è particolarmente adatto alla coltivazione dell'uva Merlot, qui più diffusa che nella riva sinistra. Le principali denominazioni di questo comparto sono Pomerol e Saint-Émilion.

Pomerol: mecca mondiale dell'uva Merlot, Pomerol è una denominazione ben più piccola rispetto alle altre della regione - annovera solo 800 ettari vitati. Nonostante questo, è capace di proporre una qualità media elevatissima, oltre a veri e propri capolavori enologici di eccellente caratura. Considerando i "pochi" ettari, il numero di produttori è assai considerevole, se ne contano infatti ben 140. 

Altre uve che compongono il vigneto sono, in percentuali di molto inferiori, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon. Qui la magnificenza e lo sfarzo dei castelli presenti nelle AOC della riva sinistra, lascia spazio a delle abitazioni di forme e dimensioni ben più ordinarie. 
Le caratteristiche di ampiezza e profondità che i migliori vini di Pomerol sono in grado di proporre devono la loro eccezionalità alla qualità del terroir di origine: vigne impiantate su suoli di pietra e argilla con affioramenti della nota "crasse de fer", nome con il quale si identificano le venature superficiali del terreno ricche di ferro. 
Sebbene non esistano Grand Cru Classé ufficiali nella denominazione Pomerol, i suoi vini non sono meno famosi e apprezzati dei più noti Châteaux médocaines. I più emblematici, che hanno reso la denominazione celebre in tutto il mondo, sono in primis l’iconico Pétrus, e gli Châteaux Lafleur, Vieux Château Certan, Le Pin, La Fleur-Pétrus, Clos L'Eglise, L'Evangile, La Conseillante, Gazin, L'Eglise-Clinet, Clinet e Hosanna.

Saint-Émilion: si estende intorno all'omonimo villaggio e nel 1999 è diventata patrimonio mondiale dell'UNESCO. Con circa 5400 ettari vitati, la denominazione rappresenta da sola il 5% del vigneto bordolese.

Qui troviamo vigne dominate al 70% dal Merlot, seguito dal Cabernet Franc per il 25%, in questa zona capace di esprimersi ai massimi livelli mondiali e di rendere straordinari e unici i migliori vini dell'AOC.
La denominazione si suddivide prevalentemente in due aree: quella occidentale, prossima al confine con il territorio di Pomerol - dove troviamo il famoso "plateau" con terreno argilloso e di ciottoli -, e quella più orientale o delle "coteaux", dove insiste un sottosuolo calcareo.
I migliori vini di Saint-Émilion sono energici e robusti quanto fini ed eleganti al tempo stesso. Tra gli 82 Châteaux presenti nella zona, i cinque più importanti sono: Cheval-Blanc, Ausone, Pavie, Angelus e Figeac.

Tra gli altri vini da menzionare in modo particolare troviamo gli Châteaux Troplong-Mondot, Canon-La-Gaffeliere, Clos Fourtet, Trottevieille, La Mondotte e Valandraud.

 

I Vitigni

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Il vigneto bordolese è composto da nove varietà autoctone, sei a bacca rossa e tre a bacca bianca. Le prime includono Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Petit Verdot, Malbec e Carmenère. Sémillion, Sauvignon Blanc e Muscadelle sono invece i vitigni a frutto bianco.

 

Vitigni a bacca rossa

Il Merlot è il vitigno rosso più piantato per la produzione di vini di Bordeaux. Rappresenta il 66% del totale delle uve coltivate. Ottimale su terreni argillosi, profondi ma drenanti, è il vitigno a bacca rossa più precoce e apporta al blend sentori fruttati e caratteristiche di morbidezza.

È presente in tutta la regione, ma gode di condizioni ottimali in particolare a Pomerol, dove un vino di culto come Pétrus è quasi sempre prodotto da Merlot in purezza senza l'aggiunta di altre uve. 

Il Cabernet Sauvignon è il secondo vitigno a bacca rossa più piantato, con il 22,5% degli ettari dedicati. Rappresenta il cuore di molti dei migliori vigneti della regione, in aree come Pauillac e Margaux. Esempio lampante è quello di Château Latour, una delle più pregiate aziende bordolesi, il cui vino viene prodotto con oltre il 90% di Cabernet Sauvignon. Si tratta di un vitigno che dona all’assemblaggio tannini e intensità aromatica e produce vini complessi, potenti e concentrati.

Il Cabernet Franc occupa il 9,5% del vigneto impiantato a uve rosse. Questo viene utilizzato per dare vita a blend con Merlot e Cabernet Sauvignon. Ha la capacità di assicurare note fresche, balsamiche e speziate, ed è un vitigno con elevata acidità che eccelle nelle annate molto calde.  

Malbec, Petit Verdot e Carmenère costituiscono il restante 2% dei vigneti. Il Malbec rappresenta poco meno dello 0,9% della superficie vitata, il Petit Verdot poco meno dello 0,5%, il Carmenère è invece quasi estinto. 

 

Vitigni a bacca bianca

Il Semillon è il più impiantato e rappresenta il 47% del totale dei vigneti. È l'uva dominante per i grandi vini muffati di Sauternes e di Barsac. Grazie alla buccia particolarmente sottile, l’uva è ideale per essere “attaccata” dalla botrytis cinerea, che contribuisce a donare ai vini di Sauternes uno stile inconfondibile. 


Sauvignon Blanc è la seconda uva bianca più piantata a Bordeaux, e conta per circa il 39% del vigneto. Dona elevata acidità e uno stile distintivo con note di fiori di sambuco, piacevolmente erbacee e una incisiva mineralità. Rappresenta l’anima di molti dei grandi vini secchi di Bordeaux - in particolare dalla denominazione Pessac-Léognan.


Il Muscadelle rappresenta circa il 4% degli impianti a uva bianca. Vitigno molto fragile e sensibile alle principali malattie della vite, ma molto produttivo quando in grado di maturare. Offre un corredo olfattivo intensamente profumato e floreale ed è impiegato in percentuale minoritaria negli assemblaggi di alcuni bianchi dolci.

Un viaggio appena iniziato

In questo articolo abbiamo raccontato la produzione vitivinicola di Bordeaux, unica al mondo.

Siamo andati alla scoperta di territorio, denominazioni e vitigni con caratteristiche qualitative che hanno portato la regione ai vertici della produzione mondiale di vini di pregio.

Nel prossimo articolo scopriremo come Bordeaux si sia distinta nel tempo anche per lo spirito innovativo, già a partire da Napoleone III che nel 1855 volle la classificazione dei vini rossi di Médoc & Graves, alla quale ancora oggi il mercato globale fa riferimento. Non solo, la regione ha anche dato vita a un sistema di commercializzazione che ha portato i propri vini ad essere protagonisti del mercato, quello En primeur.

Su eWibe abbiamo selezionato diversi grandi vini di Bordeaux che hanno ottenuto punteggi elevati dai critici e con un ampio potenziale di crescita. Una proposta in continua evoluzione che includerà anche i vini di cui abbiamo parlato.

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